{"id":17639,"date":"2025-07-14T07:19:47","date_gmt":"2025-07-14T05:19:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=17639"},"modified":"2025-06-30T10:23:34","modified_gmt":"2025-06-30T08:23:34","slug":"quindicesima-settimana-del-tempo-ordinario-lunedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quindicesima-settimana-del-tempo-ordinario-lunedi.html","title":{"rendered":"Quindicesima settimana del Tempo Ordinari &#8211; lunedi"},"content":{"rendered":"<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-17639-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/tempoordinario\/15\/lunedi.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/tempoordinario\/15\/lunedi.mp3\">http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/tempoordinario\/15\/lunedi.mp3<\/a><\/audio>\n<p><em>[34]Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. [35]Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre,la nuora dalla suocera:[36]e i nemici dell&#8217;uomo saranno quelli della sua casa.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em> [37]Chi ama il padre o la madre pi\u00f9 di me non \u00e8 degno di me; chi ama il figlio o la figlia pi\u00f9 di me non \u00e8 degno di me; [38]chi non prende la sua croce e non mi segue, non \u00e8 degno di me. [39]Chi avr\u00e0 trovato la sua vita, la perder\u00e0: e chi avr\u00e0 perduto la sua vita per causa mia, la trover\u00e0.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>[40]Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. [41]Chi accoglie un profeta come profeta, avr\u00e0 la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avr\u00e0 la ricompensa del giusto. [42]E chi avr\u00e0 dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perch\u00e9 \u00e8 mio discepolo, in verit\u00e0 io vi dico: non perder\u00e0 la sua ricompensa\u00bb. [1]Quando Ges\u00f9 ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, part\u00ec di l\u00e0 per insegnare e predicare nelle loro citt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 chiede ai discepoli un amore cos\u00ec radicale da superare anche quello per i familiari. Solo chi ha questo amore \u00e8 \u201cdegno\u201d del Signore. Per tre volte in poche righe si ripete: &#8220;essere degni di me&#8221;; un&#8217;insistenza che contrasta con le parole del centurione che ripetiamo in ogni celebrazione eucaristica: &#8220;O Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto&#8221;. In effetti, chi pu\u00f2 dirsi degno di accogliere il Signore? Basta uno sguardo realistico alla vita di ciascuno di noi per renderci conto della nostra pochezza e del nostro peccato.<\/p>\n<p>Essere discepoli di Ges\u00f9 non \u00e8 n\u00e9 facile, n\u00e9 scontato, e non \u00e8 frutto di nascita o di tradizione. Si \u00e8 cristiani solo per scelta, non per nascita. E il Vangelo ci dice di quale altezza \u00e8 tale scelta. I discepoli di Ges\u00f9 sono coloro che condividono senza riserve la sua persona e il suo destino, sino ad identificarsi con lui. In tal senso il discepolo trova se stesso trovando Ges\u00f9.<\/p>\n<p>E&#8217; questo il senso delle parole che seguono: &#8220;Chi avr\u00e0 trovato la sua vita la perder\u00e0: e chi avr\u00e0 perduto la sua vita per causa mia la trover\u00e0&#8221;. E&#8217; una delle frasi di Ges\u00f9 pi\u00f9 tramandate (ben sei volte \u00e8 presente nei Vangeli). Ovviamente la prima comunit\u00e0 cristiana ne aveva compreso l&#8217;importanza e la vedeva realizzata anzitutto in Ges\u00f9 stesso. Egli ha &#8220;ritrovato&#8221; la sua vita (nella resurrezione) &#8220;perdendola&#8221; (ossia, spendendola sino alla morte) per l&#8217;annuncio del Vangelo. E&#8217; esattamente l&#8217;opposto della concezione normale della gente che crede di essere felice quando trattiene per s\u00e9 la propria vita, il proprio tempo, le proprie ricchezze, i propri interessi; ma sappiamo i guasti che produce il sentimento di conservazione di se stessi e dei propri interessi a qualsiasi costo. Il discepolo, al contrario, trova la sua felicit\u00e0 nello spendere la propria vita per il Signore e per i poveri, nella rinuncia a conservare se stesso per darsi tutto al Signore.<\/p>\n<p>Il &#8220;manuale&#8221; dei discepoli in missione &#8211; cos\u00ec possiamo definire il capitolo decimo di Matteo &#8211; viene chiuso dall&#8217;evangelista con alcune note sull&#8217;accoglienza loro riservata. E&#8217; naturale che l&#8217;inviato si aspetti di essere accolto da coloro ai quali \u00e8 mandato. Ges\u00f9 stesso se lo augura e ne sottolinea la ragione di fondo: &#8220;Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato&#8221;. In questo versetto si condensa il perch\u00e9 della dignit\u00e0 del discepolo: la totale dipendenza dal Signore, al punto che la loro presenza significa quella di Ges\u00f9 stesso. E&#8217; ovvio che si tratta di accogliere il discepolo come &#8220;profeta&#8221;, ossia come colui che porta il Vangelo, che non annuncia la propria parola ma la Parola di Dio. E la ricezione della Parola \u00e8 la ricompensa che il Signore promette a coloro che accolgono i suoi discepoli. Ges\u00f9 li chiama anche &#8220;piccoli&#8221;: il discepolo, infatti, non possiede n\u00e9 oro n\u00e9 argento, non ha bisaccia e neppure due tuniche, e deve camminare senza portarsi n\u00e9 sandali n\u00e9 bastone (Mt 10,9-10). L&#8217;unica sua ricchezza \u00e8 il Vangelo, di fronte al quale anche lui \u00e8 piccolo e totalmente dipendente. Questa ricchezza dobbiamo accogliere; questa ricchezza dobbiamo trasmettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.reteblu.org\/vincenzopaglia\/tempoordinario\/15\/lunedi.mp3 [34]Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. 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