{"id":17600,"date":"2020-07-10T16:14:43","date_gmt":"2020-07-10T14:14:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=17600"},"modified":"2020-05-25T18:46:35","modified_gmt":"2020-05-25T16:46:35","slug":"xv-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xv-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"XV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: small;\"><strong>+\u00a0<\/strong><\/span>Dal Vangelo secondo Luca<\/em><\/p>\n<p><em>In quel tempo, un dottore della Legge si alz\u00f2 per mettere alla prova Ges\u00f9 e chiese: \u00abMaestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abChe cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?\u00bb. Costui rispose: \u00abAmerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso\u00bb. Gli disse: \u00abHai risposto bene; fa\u2019 questo e vivrai\u00bb.<\/em><br \/>\n<em> Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Ges\u00f9: \u00abE chi \u00e8 mio prossimo?\u00bb. Ges\u00f9 riprese: \u00abUn uomo scendeva da Gerusalemme a G\u00e8rico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, pass\u00f2 oltre.<\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><\/p>\n<p><em>Anche un lev\u00ecta, giunto in quel luogo, vide e pass\u00f2 oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasci\u00f2 le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caric\u00f2 sulla sua cavalcatura, lo port\u00f2 in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tir\u00f2 fuori due denari e li diede all\u2019albergatore, dicendo: \u201cAbbi cura di lui; ci\u00f2 che spenderai in pi\u00f9, te lo pagher\u00f2 al mio ritorno\u201d. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che \u00e8 caduto nelle mani dei briganti?\u00bb. Quello rispose: \u00abChi ha avuto compassione di lui\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abVa\u2019 e anche tu fa\u2019 cos\u00ec\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Il viaggio del Signore verso Gerusalemme, come ce lo presenta Luca in queste domeniche dell&#8217;anno, non \u00e8 astratto e lontano dalla vita; passa per le strade degli uomini e percorre le vie di questo mondo. Sin dall&#8217;inizio della sua vita pubblica, secondo l&#8217;evangelista Matteo, &#8220;Ges\u00f9 percorreva tutte le citt\u00e0 e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermit\u00e0&#8221; (Mt 9,35). Davvero il Vangelo, e Ges\u00f9 stesso, come indica il Deuteronomio, &#8220;Non \u00e8 nel cielo, perch\u00e9 tu dica: Chi salir\u00e0 per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinch\u00e9 possiamo eseguirlo? Non \u00e8 di l\u00e0 dal mare, perch\u00e9 tu dica: Chi attraverser\u00e0 per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinch\u00e9 possiamo eseguirlo?&#8221; (30,12-13). Il Signore Ges\u00f9 \u00e8 vicino, molto vicino. La sua parola non \u00e8 lontana, \u00e8 concreta, come la vita.<br \/>\nCos\u00ec Ges\u00f9 risponde a un dottore della legge che, come quelli che non vogliono capire, gli chiede chi sia il suo prossimo. Costui interroga Ges\u00f9 con parole alte e anche vere: &#8220;Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?&#8221; (v. 25). Sono parole che anche altri avevano detto a Ges\u00f9; ricordiamo il giovane ricco. Ma non c&#8217;\u00e8 sincerit\u00e0 nel cuore di quel dottore della legge. Alla risposta di Ges\u00f9 sul primato del comandamento dell&#8217;amore, egli tenta di giustificarsi: &#8220;E chi \u00e8 il mio prossimo?&#8221; (v. 29). Ges\u00f9, come nel caso del giovane ricco, non gli risponde con un discorso che \u00e8 al di l\u00e0 del cielo o al di l\u00e0 del mare; inizia dicendo che &#8220;un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti&#8221; (v. 30). Parla di una strada che tutti conoscevano, e narra un fatto che probabilmente spesso capitava: un uomo viene rapinato, malmenato e lasciato mezzo morto lungo la strada. Quest&#8217;uomo \u00e8 solo; ma in lui vediamo tanti altri, uomini e donne, piccoli e grandi, giovani e anziani, lasciati mezzi morti lungo le strade di questo mondo; accanto a lui ci sono i milioni di profughi che fuggono dalle loro terre; i condannati a morte isolati da tutti; ci sono talora popoli interi schiacciati dalla guerra e lasciati soli ai margini della storia; e tutti coloro che muoiono di fame e di torture, di violenza e di abbandono. Quella strada \u00e8 davvero larga. E ugualmente alto \u00e8 il numero dei sacerdoti e dei leviti che continuano a camminare e ad andare oltre, dalla parte opposta a quella dei poveri. Il Vangelo nota che quei due passavano per quella &#8220;medesima strada&#8221;; quasi a dire che quell&#8217;uomo mezzo morto non era sconosciuto e lontano tanto da non accorgersene. I poveri sono ormai conosciuti, la televisione e i giornali ne parlano, non sono pi\u00f9 lontani. Eppure, come annebbiati da una triste abitudine, normalmente si passa dall&#8217;altra parte, diretti verso altri interessi.<br \/>\nIl sacerdote e il levita non amavano che se stessi e i loro impegni rituali. \u00c8 facile pensare che dovessero andare al tempio e quindi non potevano &#8220;sporcarsi le mani&#8221; con quel ferito. Sapevano che c&#8217;erano i poveri e forse avevano anche aiutato qualcuno di quelli che sostavano nelle vicinanze del tempio. Ma lungo quella strada non potevano fermarsi; e poi, chi era quello straniero? Magari non parlava la loro lingua, era un estraneo. Quante motivazioni salgono nel cuore e nella mente mentre si passa accanto a costoro! E non ci si ferma, perch\u00e9 vince sempre la preoccupazione per s\u00e9 e per la propria sicurezza. Del resto, chi \u00e8 preso da s\u00e9 non sente che se stesso; e vive senza compassione per gli altri. Tutti sappiamo per esperienza quanto siamo pronti a commuoverci per noi, e quant&#8217;\u00e8 difficile commuoversi per gli altri! Il sacerdote e il levita non si commossero, e quell&#8217;uomo mezzo morto rest\u00f2 solo. Per fortuna pass\u00f2 il samaritano il quale, appena vide l&#8217;uomo mezzo morto, ne ebbe compassione, scese da cavallo, gli si avvicin\u00f2, gli diede le prime cure e poi lo port\u00f2 in una locanda. Tante generazioni cristiane hanno visto in quel samaritano, che si \u00e8 rivoltato contro l&#8217;indifferenza del mondo, Ges\u00f9 stesso; egli, sta scritto, prese a guarire quanti avevano bisogno di cure, ebbe compassione delle folle stanche, sfinite, abbandonate come pecore senza pastore. Ges\u00f9 \u00e8 il compassionevole; infatti, &#8220;pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l&#8217;essere come Dio, ma svuot\u00f2 se stesso assumendo una condizione di servo&#8221; (Fil 2,6).<br \/>\nE ai discepoli di ogni tempo, noi compresi, lascia in eredit\u00e0 la sua compassione perch\u00e9 continuiamo come lui a fermarci ai bordi delle strade della vita e a raccogliere coloro che hanno bisogno di salvezza. \u00c8 lui infatti che in questi anni della nostra storia ci ha indicato i poveri mezzi morti lungo il nostro cammino e ci ha insegnato a fermarci, \u00e8 lui che ci ha aperto gli occhi perch\u00e9 non fossimo ripiegati su noi stessi, \u00e8 lui che tante volte ha portato sino alla nostra porta i poveri perch\u00e9 li accogliessimo. S\u00ec, quella locanda di cui parla il Vangelo e a cui il Signore porta quell&#8217;uomo mezzo morto siamo anche noi, \u00e8 la comunit\u00e0 dei discepoli. Il Signore Ges\u00f9, come il buon samaritano, affida a noi, albergatori di questa locanda, quell&#8217;uomo mezzo morto, esausto, ferito. E continua a ripeterci, ogni giorno: &#8220;Abbi cura di lui&#8221;. E non solo: ci d\u00e0 anche due denari. S\u00ec, bastano davvero due denari della compassione di Ges\u00f9 per aiutare, confortare e guarire i deboli. E poi aggiunge ancora: &#8220;Ci\u00f2 che spenderai in pi\u00f9, te lo pagher\u00f2 al mio ritorno&#8221; (v. 35).<br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 bisogno di pi\u00f9 compassione, Ges\u00f9 stesso continuer\u00e0 a darcela; quel che conta \u00e8 essere sempre pronti alla porta, attenti al samaritano che bussa. Questo \u00e8 il senso della nostra vita nel mondo, essere come quella locanda evangelica, scuola di compassione e di amore, capace di accogliere e custodire i poveri e i deboli. Il Signore, affidandoceli, ci strappa dal destino triste di quel sacerdote e di quel levita, uomini freddi e infelici, e ci rende partecipi del suo amore e della festa che si vive in quella locanda. S\u00ec, la festa degli umili e dei deboli che sono raccolti dal Signore. In questa domenica il buon samaritano torna in mezzo a noi ancora una volta; torna come maestro di carit\u00e0, perch\u00e9 ognuno di noi impari a seguire le sue orme, apra le mani per ricevere i due denari, e apra il cuore per vivere la sua compassione. E sentiremo ancora forte l&#8217;invito evangelico: &#8220;Va&#8217; e anche tu fa&#8217; cos\u00ec&#8221; (v. 37).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>+\u00a0Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, un dottore della Legge si alz\u00f2 per mettere alla prova Ges\u00f9 e chiese: \u00abMaestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abChe cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?\u00bb. 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