{"id":16929,"date":"2012-05-03T00:00:00","date_gmt":"2012-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-giovenale-2012.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"san-giovenale-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-giovenale-2012.html","title":{"rendered":"San Giovenale 2012"},"content":{"rendered":"<p>Signor Sindaco, autorit&agrave;, <br \/>carissimi sacerdoti e diaconi, fratelli e sorelle,<\/p>\n<p>abbiamo ascoltato le parole dell&#8217;apostolo Paolo: &#8220;Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si &egrave; acquistata con il suo sangue&#8221;(At 20,28). San Giovenale ha vegliato su Narni e sui suoi abitanti. E la citt&agrave; come anche i narnesi ne hanno sentito il beneficio. E&#8217; stato il buon pastore di Narni perch&eacute; non ha pensato a se stesso e ha speso la sua vita perch&eacute; Narni fosse salda e nella pace. Lo compresero i nostri antichi quando lo scelsero come Patrono. E saggiamente i narnesi cantarono e noi continuiamo ancora: &#8220;Su Narni vigila, sui figli tuoi&#8221;. Oggi queste parole risuonano in maniera tutta particolare. Noi le cantiamo perch&eacute; sappiamo che egli non &egrave; stato un mercenario, non ha fatto il guardiano per fare soldi. S&igrave;, care sorelle cari fratelli, dobbiamo avere sempre davanti ai nostri occhi l&#8217;esempio di San Giovenale. E&#8217; il senso di questa nostra celebrazione. Tutti ci siamo radunati in cattedrale, per cogliere almeno un poco del suo spirito di pastore e guardarci da uno spirito mercenario. E al termine della santa Messa, quando cammineremo per le vie di Narni seguendo le sue reliquie, vorremmo averlo accanto a noi per seguire il suo esempio nelle nostra vita di tutti i giorni. <br \/>E&#8217; vero che i tempi di oggi sono diversi da quelli di San Giovenale. E tuttavia il nostro ritrovarci qui &#8211; se guardiamo bene in fondo e non ci lasciamo solo allettare da vuote rievocazioni &#8211; &egrave; il desiderio di rivivere il suo spirito, di ritrovare la sua protezione, di riuscire a delineare con maggiore chiarezza il futuro di Narni e di sperare un futuro migliore per le nostre famiglie e i nostri ragazzi. La crisi che stiamo vivendo &#8211; e che certamente ha orizzonti ben pi&ugrave; vasti che quelli del nostro territorio &#8211; &egrave; comunque amara e coinvolge anche nostre responsabilit&agrave;. La crisi grava sulle spalle delle nostre famiglie che talora fanno fatica a giungere alla fine del mese, si abbatte su un numero crescente di operai che perdono il lavoro, pesa su imprese che facilmente chiudono o che fanno fatica a resistere ai tempi, rende quasi impossibile la ricerca del lavoro. E potremmo continuare la lista dei dolori. E dobbiamo essere attenti a non permettere che i motivi di speranza che abbiamo visto sorgere qui a Narni e che hanno acceso qualche luce di speranza non siano schaicciti da lentezze e appesantimenti. <br \/>Dobbiamo irrobustirsi la nostra preghiera a Dio perch&eacute; cresca la solidariet&agrave; tra noi ed acnhe l&#8217;intelligenza e la passione per indivuduare le vie del nostro futuro. Quando Terni fu assediata dai barbari che volevano conquistarla, Giovenale organizz&ograve; la difesa invitando i cristiani a raccogliersi in preghiera per chiedere a Dio l&#8217;aiuto. E si racconta della tempesta che si scaten&ograve; a seguito di quella preghiera concorde sugli invasori costringendoli ad allontanarsi. Tutti i narnesi, vedendo il nemico fuggire, si raccolsero nella chiesa ove i cristiani si erano radunati per la preghiera e qui Giovenale celebr&ograve; una Messa di ringraziamento. E visto che le particole consacrate non bastavano per la comunione della numerosissima folla che era venuta avvene la moltiplicazioone delle ostie perch&eacute; tutti potessero comunicarsi. Si fece cos&igrave; davvero una &#8220;comune unione&#8221;. E la citt&agrave; fu salva. La difesa di Narni non si bas&ograve; sulla violenza delle armi, ma sulla preghiera e sulla &#8220;comune unione&#8221; di tutti. <br \/>Care sorelle e cari fratelli, non &egrave; un esempio che deve farci riflettere? Non dovremmo prendere pi&ugrave; sul serio questo episodio cos&igrave; chiaro? Oggi ci raduniamo per pregare per Narni e per il suo futuro. Dobbiamo continuare a farlo. Ecco perch&eacute; non cesso di insistere a ritrovarci la domenica per la Santa messa. Si potrebbe dire che pi&ugrave; cresce la frequenza alla Messa pi&ugrave; cresce la vita della citt&agrave;, ma anche il contrario, ovviamente, meno ci raduniamo attorno al Signore e meno cresciamo nell&#8217;amore. Sono lieto nel vedere che nell&#8217;intera Diocesi stia crescendo la partecipazione alla Messa dei genitori con i propri figli. E mi rallegra sapere che anche qui a Narni la catechesi stia coinvolgendo le famiglie con i loro ragazzi. Cari genitori, siate per i vostri figli come San Giovenale era per la citt&agrave;. S&igrave;, vegliare sui figli vuol dire accompagnarli davanti al Signore. Ne hanno bisogno! Che orrore la notizia di quel bambino disabile che a Terni veniva malmenato dai suoi stessi genitori! Certo si guardavanop bene quei genitori dall&#8217;andare a Messa! Cari amici, c&#8217;&egrave; bisogno di ridare a Dio il suo primato nella nostra vita. Altrimenti ciascuno pone davanti a s&eacute; quel che gli sembra pi&ugrave; importante. Cosa pongono davanti a loro stessi quei giovani che si lasciano andare al vino e all&#8217;alcool e quindi alla violenza? E ci sono tra loro anche adolescenti e comunque minori. Mi chiedo se in quell&#8217;abbandonarsi all&#8217;ubriachezza non ci sia il bisogno di un amore e di un ideale che non trovano! Credo sia inevitabile: l&#8217;assenza di ideali, l&#8217;assenza di Dio, non &egrave; mai positiva. Ecco perch&eacute; ritengo urgente ogni impegno perch&eacute; Ges&ugrave; torni ad essere il Signore della vita sia personale che sociale, perch&eacute; l&#8217;amore torni ad essere la forza delle nostre azioni. Se non c&#8217;&egrave; Dio, permetteremo ad altri &#8220;signori&#8221; di prendere il suo posto. E non sono certo benevoli.<br \/>E&#8217; bello allora che nel cuore dei festeggiamenti di san Giovenale sia stato previsto anche il pranzo dei poveri qui in cattedrale come momento alto di quella carit&agrave; che mi auguro cresca sempre pi&ugrave; a Narni. Penso anche al doposcuola per il sostegno scolastico ai ragazzi, penso alla prossima apertura della casa &#8220;Emmanuel&#8221; e alle altre iniziative ancora. C&#8217;&egrave; bisogno che cresca comunque l&#8217;amore tra noi; che impariamo a vivere anche per gli altri e non solo per noi stessi. Questo lo apprendiamo ascoltando il Vangelo e venendo a scuola da San Giovenale che visse come un pastore buonoi e non come un mercenario. Lo spirito mercenario, purtroppo, pu&ograve; attecchire facilmente anche nei nostri cuori. Se abbassiamo &#8211; lasciatemi dire cos&igrave; &#8211; le difese immunitarie del cuore, ossia se non lo alleniamo ad essere aperto agli altri, il virus del pensare solo a noi stessi si trova campo aperto. E ne restiamo tutti ammorbati. <br \/>La stessa scadenza elettorale deve trovarci avvertiti a non sottrarci all&#8217;impegno per il bene comune della citt&agrave; di Narni. E&#8217; ovvio che non spetta a me entrare nel dibattito. Ma non posso sottrarmi nell&#8217;esortare tutti a comprendere la grande responsabilit&agrave; che &egrave; posta nelle nostre mani di cittadini anche con l&#8217;esercizio del voto. Certo, mi auguro che non tutto termini con la chiusura dei seggi e dei risultati del voto. E&#8217; indispensabile che gli eletti e gli elettori continuino un dialogo perch&eacute; il bene comune sia garantito. E&#8217; un impegno civile che richiede una consapevolezza ben pi&ugrave; matura di quella che a volta si ha. E lo dico in particolare ai cattolici. Sappiamo infatti che la nostra fede per sua natura &egrave; sociale, ossia &egrave; tesa al bene comune di tutti. C&#8217;&egrave; bisogno di vincere quell&#8217;individualismo anche religioso che pu&ograve; annidarsi anche tra noi e indebiolisce la responsabilit&agrave; verso il bene della citt&agrave;. <br \/>Cari amici, San Giovenale ci aiuti a scendere ancor pi&ugrave; in profondit&agrave; nella nostra fede. Tra poco scenderemo, il vescovo e il sindaco, a portare accanto al suo corpo l&#8217;olio perch&eacute; la lampada accanto a lui sia sempre accesa. S&igrave;, &egrave; un piccolo gesto dal profondo significato. I tempi non sono facili e la nostra vita &egrave; assediata dalla crisi: quell&#8217;olio sia l&#8217;impegno di ciascuno di noi a non cessare di stare accanto a San Giovenale e assieme a lui invocare il Signore, pastore buono, perch&eacute; aiuti e sostenga in questi difficili momenti la nostra citt&agrave; e le nostre famiglie.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signor Sindaco, autorit&agrave;, carissimi sacerdoti e diaconi, fratelli e sorelle, abbiamo ascoltato le parole dell&#8217;apostolo Paolo: &#8220;Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si &egrave; acquistata con il suo sangue&#8221;(At 20,28). 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