{"id":16907,"date":"2011-12-25T00:00:00","date_gmt":"2011-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-natale-cattedrale-di-terni-2.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"notte-di-natale-cattedrale-di-terni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-natale-cattedrale-di-terni-2.html","title":{"rendered":"Notte di Natale &#8211; Cattedrale di Terni"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,<\/p>\n<p>l&#8217;angelo annuncia anche a noi: &#8220;Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sar&agrave; di tutto il popolo; oggi vi &egrave; nato nella citt&agrave; di Davide un salvatore, che &egrave; Cristo Signore&#8221;. Non temete! Non abbiate paura! L&#8217;Amore &egrave; venuto a visitarci: non siamo pi&ugrave; abbandonati, non siamo pi&ugrave; condannati alla solitudine, non siamo pi&ugrave; schiavi della violenza e della morte. Questa notte Dio ha scelto di venire ad abitare nel cuore di ciascuno di noi. Non ha scelto di nascere tra i grandi e sontuosi palazzi della Roma imperiale, ma in una oscura cittadina della periferia dell&#8217;Impero mentre era imperatore Cesare Augusto, anzi, neppure in una casa; in una stalla, fuori dell&#8217;abitato. Dio si &egrave; innamorato di noi ed ha posto la sua tenda in mezzo a noi. Il Natale &egrave; Dio che sceglie di stare con noi. E si fa Bambino. Per amore.<\/p>\n<p>Infatti, non siamo salvati dai grandi centri di potere, gli stessi che hanno generato la crisi attuale sia economica, amministrativa, sociale, ma la salvezza viene da quel Bambino. Questa notte &egrave; diversa, &egrave; strana, perch&eacute; in tanti siamo venuti per un Bambino ed &egrave; questo il mistero che salva la nostra vita. Non ci sono altri poteri che possono salvarci n&eacute; politici, n&eacute; economici, n&eacute; militari. Anche la lettera che ho scritto alla diocesi &egrave; di speranza che questo Bambino riaccenda la nostra passione, la nostra energia per sopraffare quella rassegnazione che nasce da poteri occulti che non riusciamo a fronteggiare, da poteri finanziari che non riusciamo a tenere tra e briglie. Che cosa possiamo fare? Ci sono chiesti sacrifici in questo tempo e alcuni pesanti. Ma il Natale non &egrave; una parentesi per venire in chiesa e poi passati questi giorni tutto ritorna come prima. No Ges&ugrave; non &egrave; venuto come una sorta di anestetico, ma &egrave; venuto per cambiarci, come un potente che porta la salvezza per tutti, che cambia la storia.<\/p>\n<p>Accogliamo l&#8217;annuncio di questa notte come un annuncio di speranza; s&igrave; a Natale possiamo ripartire, possiamo rinascere, possiamo fronteggiare la crisi che &egrave; innanzi tutto una crisi interiore, una crisi di speranza, di rassegnazione di fronte a quanto sta accadendo attorno a noi. La crisi nasce dal persistente ripiegarsi su se stessi, dalla persistente pretendere solo per s&eacute; senza considerare chi ci sta attorno, dalla tenacia di difendere la propria nicchia dimenticandosi degli altri. Ma la nicchia, a lungo andare, diventa un cimitero. C&#8217;&egrave; bisogno di riscoprire la bellezza della dell&#8217;amicizia, dell&#8217;amore, del volersi bene al di l&agrave;&nbsp; tutti i problemi, anzi pi&ugrave; c&#8217;&egrave; la crisi pi&ugrave; deve crescere la nostra amicizia, perch&eacute; il rischio &#8211; come scrivo nella lettera che vi sar&agrave; consegnata al termine della celebrazione &#8211; &egrave; quello di credere che, poich&eacute; c&#8217;&egrave; sofferenza siamo come spinti a ritenere di essere con la coscienza a posto se pensiamo solo a noi stessi. Ma cos&igrave; si perpetua la crisi, quella frantumazione che vediamo nel nostro Paese, in Europa che fa fatica a tenersi insieme, nel mondo dove le guerre non si risolvono e non portano la pace come accade ancora in Iraq.&nbsp;<\/p>\n<p>Il Natale chiede a tutti una rinascita interiore, chiede di capire il senso della nostra vita, chiede di non relegare la speranza della salvezza in una sorta di arricchimento continuo al di l&agrave; di qualsiasi dimensione umana, anzi forse abbiamo vissuto e viviamo al di sopra delle nostre possibilit&agrave;. C&#8217;&egrave; bisogno di ripensare una maggiore sobriet&agrave; nella nostra vita, per dare pi&ugrave; peso ai rapporti umani tra di noi, per essere pi&ugrave; attenti ad una vita di amicizia, pi&ugrave; saldi nel mantenere i rapporti tra noi, all&#8217;interno della famiglia, all&#8217;interno della citt&agrave;. E laddove questo si fa, si vince. E posso dire proprio in questi giorni che quegli operai e imprenditori del polo chimico di Terni che stavano camminando nelle tenebre oggi, grazie alla solidariet&agrave; e alla tenacia di tutti, ad una lotta che ci ha permesso di resistere, hanno visto accendersi una luce che si &egrave; accesa per tutti. Sono lieto di poterlo dire questa notte, perch&eacute; in questi momenti difficili e drammatici, l&#8217;unione, la solidariet&agrave; e la preghiera ci hanno aperto un futuro. La preghiera &egrave; fondamentale perch&egrave; ci aiuta a guardare i sofferenti, i pi&ugrave; deboli, le persone bisognose, gli operai che perdono il lavoro, ci aiuta a sostenere questo nostro Paese che rischia di perdere la speranza&nbsp; e l&#8217;Europa e a lottare per non infrangere un sogno che ha portato la pace per decenni.<\/p>\n<p>Ecco perch&eacute; una bassa tensione spirituale e morale vuol dire anche una bassa tensione solidale, una bassa tensione di vita. E&#8217; Natale e il Signore ci chiede di comprendere che la vita vale se &egrave; spesa per gli altri. Lui che &egrave; venuto sulla terra mentre noi&nbsp; non l&#8217;abbiamo accolto, Lui che non ne &egrave; andato perch&eacute; ci ama al di l&agrave; delle nostre risposte. E&#8217; questo l&#8217;amore che salva, &egrave; questo l&#8217;amore che deve nascere nei nostri cuori, perch&eacute; cresca in noi l&#8217;amore, quello che sa donare e non solo pretendere, che sa spendere e non solo accaparrare, che sa andare oltre i limiti e non solo calcolare. L&#8217;augurio che vorrei fare &egrave; che questa notte questa santa liturgia afaccia nascere in noi un po&#8217; pi&ugrave; d&#8217;amore. Dimentichiamo i nostri calcoli, la difesa dell&#8217;io che in genere facciamo con una tenacia incredibile, e lasciamoci toccare il cuore, soprattutto dai nostri bambini che aspettano tenerezza, lasciamoci ferire dai tanti che piangono, dalla gente che sta sola e abbandonata, senza una parola.<\/p>\n<p>Cari amici, tutti abbiamo bisogno di crescere nell&#8217;amore, di donare pi&ugrave; amare, di abbassare il livello di rabbia e di violenza e far crescere la comprensione e la solidariet&agrave;. C&#8217;&egrave; buio sulla terra e soprattutto nei cuori. C&#8217;&egrave; buio nelle famiglie provate dalle difficolt&agrave; della crisi, c&#8217;&egrave; buio in quelle ove l&#8217;indifferenza reciproca sta superando l&#8217;affetto, c&#8217;&egrave; buio in molti giovani che non vedono con chiarezza n&eacute; il presente n&eacute; il futuro, c&#8217;&egrave; buio in tanti anziani soli, in tanti malati. Il Vangelo del Natale ci chiede di accogliere quel Bambino, ossia di far nascere nei nostri cuori un po&#8217; pi&ugrave; di amore. C&#8217;&egrave; bisogno che apprendiamo ad aprire gli occhi del cuore per commuoverci di pi&ugrave; su chi sta peggio di noi, su chi ha bisogno di conforto e di aiuto. Domani, dopo l&#8217;ultima Messa della mattina, ci sar&agrave; il pranzo dei poveri qui in cattedrale. La tavola preparata posta davanti l&#8217;altare &egrave; la prima di tante altre che riempiranno ha chiesa. Pi&ugrave; di trecento poveri saranno accolti per il pranzo di Natale. E&#8217; il pranzo per chi &egrave; solo e non sa dove andare. In tanti hanno partecipato alla preparazione, dai carcerati che offrono il pane fatto da loro ad alcuni studenti di Narni che hanno preparato i tavoli, da chi ha preparato i regali ai tanti altri che hanno preparato il cibo e ai molti vengono domani a servire. E&#8217; il ritrovarsi insieme, in famiglia, di tante persone che altrimenti trascorrerebbero il Natale da sole perch&eacute; non hanno la possibilit&agrave; di invitare nessuno o perch&eacute; non hanno la famiglia con loro.<\/p>\n<p>Buon Natale a questa nostra citt&agrave; che ha bisogno che la frammentazione venga sconfitta, che ha bisogno di una solidariet&agrave; pi&ugrave; evidente, pi&ugrave; immediata, pi&ugrave; veloce, pi&ugrave; audace. Buon Natale anche a questa citt&agrave; perch&eacute; riscopra la bellezza e la forza di una solidariet&agrave; che pu&ograve; cambiare il corso di questi anni che sono decisivi per il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, l&#8217;angelo annuncia anche a noi: &#8220;Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sar&agrave; di tutto il popolo; oggi vi &egrave; nato nella citt&agrave; di Davide un salvatore, che &egrave; Cristo Signore&#8221;. Non temete! 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