{"id":16905,"date":"2011-10-17T00:00:00","date_gmt":"2011-10-17T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/celebrazione-al-seminario-la-buona-politica-per-il-bene-comune-todi.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"celebrazione-al-seminario-la-buona-politica-per-il-bene-comune-todi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/celebrazione-al-seminario-la-buona-politica-per-il-bene-comune-todi.html","title":{"rendered":"Celebrazione al seminario \u201cLa buona politica per il bene comune\u201d &#8211; Todi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; bene iniziare questa giornata di riflessione con la celebrazione eucaristica. La ragione ce la ricorda Sant&#8217;Ignazio di Antiochia di cui oggi la Chiesa fa memoria. Questo santo vescovo, mentre veniva portato a Roma per ricevere il martirio, defin&igrave; i cristiani coloro che vivono secondo la logica della &#8220;eucarestia&#8221; (&#8220;juxta dominicum viventes&#8221;), ossia dando la propria vita per gli altri come appunto il Signore fa nella Eucarestia. E&#8217; la logica di una vita concepita come dono e non come possesso. Quest&#8217;ultima scelta &egrave; qualla fatta dall&#8217;uomo ricco di cui ha parlato il Vangelo secondo Luca (12, 13-219 che abbiamo appena ascoltato. Costui, con il cuore pieno di cupidigia, scelse di vivere accumulando per s&eacute; le sue ricchezze, convinto che la vita dipende da ci&ograve; che si possiede. Dopo un fruttuoso raccolto, decise di costruire nuovi magazzini, ancora pi&ugrave; grandi di quelli che aveva, per ammassare l&igrave; tutte le sue ricchezze. E disse a se stesso: &#8220;Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni: riposati, mangia, bevi e divertiti!&#8221;. Non aveva calcolato la fragilit&agrave; umana. E quella stessa notte mor&igrave;, nota l&#8217;evangelista. Ges&ugrave;, da parte sua, ammonisce: &#8220;cos&igrave; &egrave; di chiunque accumula tesori per s&eacute; e non si arricchisce davanti a Dio&#8221;. E&#8217; un avvertimento che risuona grave anche oggi, in un tempo nel quale tutti, anche a motivo della crisi incombente, siamo spinti a ripiegarci in noi stessi, a rinchiuderci nel nostro porizzonte, insomma, ad accumulare nei nostri magazzini. <br \/>Noi siamo qui &#8211; e abbiamo voluto ritrovarci in una cornice di serena sobriet&agrave;, bel lontana dalla cupidigia di cui ha parlato Ges&ugrave; &#8211; per riflettere assieme sulle responsabilit&agrave; che come cattolici abbiamo verso il nostro paese. E l&#8217;Eucarestia &#8211; questa mattina anche temporalmente &#8211; &egrave; davvero come l&#8217;aurora che rischiara il lavoro che in questo giorno ci attende. L&#8217;Eucarestia, infatti, non solo scardina in radice la tentazione ad accumulare ciascuno per s&eacute;, ma soprattutto spinge ad arricchirci davanti a Dio, ossia a spendere la nostre vite per il bene comune di tutti, per rendere questa nostra societ&agrave; pi&ugrave; umana. Riprendendo il titolo di una antico libretto di Pierre Teilhard De Chardin, &#8220;La Messa sul monso&#8221;, potremmo dire che questa &egrave; una Messa sull&#8217;Italia. Davanti ai nostri occhi infatti appare lo smarrimento di tanti, le paure per l&#8217;oggi e per il domani. Per questo risuonano ancor pi&ugrave; impellenti le parole che aprono la Gaudium et Spes: &#8220;Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d&#8217;oggi (degli italiani), dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo (di tutti noi che siamo qui), e nulla vi &egrave; di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore&#8221;. <br \/>Le comunit&agrave; cristiane in Italia, per quanto &#8220;minoranza&#8221;, sentono in profondit&agrave; e in larghezza le speranze e le angosce delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Qui, a Todi, raccolti in questa singolarissima assemblea, sentiamo la responsabilit&agrave; di spendere le ricchezze che ciascuna nostra realt&agrave; possiede per il bene di tutti. E dobbiamo farlo presto e assieme, con creativit&agrave; e generosit&agrave;. L&#8217;antica Lettera a Diogneto affermava: &#8220;ci&ograve; che &egrave; l&#8217;anima nel corpo, questo sono i cristiani nel mondo&#8221;. Sappiamo che i paragoni zoppicano. Ma se questo nostro paese rischia di perdere l&#8217;anima o di restare senza aria, non dobbiamo chiederci se non sia necessario un impegno pi&ugrave; robusto anche da parte nostra? L&#8217;autore della lettera avverte: &#8220;Dio ha assegnato loro (ai cristiani) un posto tale che non &egrave; loro lecito tirarsi indietro&#8221;(VI,10). S&igrave;, abbiamo ricevuto da Dio un posto nel nostro paese da cui &#8220;non &egrave; lecito tirarci indietro&#8221;. Ed &egrave; in questo orizzonte che si stagliano i ripetuti richiami di Benedetto XVI, come pure dei cardinali Bertone e Bagnasco, sulla necessit&agrave; di una presenza pi&ugrave; robusta dei cattolici nella vita politica. <br \/>Noi siamo qui perch&eacute; pensosi per la crisi nazionale e internazionale. Sentiamo l&#8217;urgenza, come credenti, di affrettare i passi della riflessione, del discernimento al fine di elaborare una visione della societ&agrave; che vogliamo costruire, di tracciare le linee che definiscono il Bene comune oggi, confrontandoci lealmente con tutte le realt&agrave; vive della societ&agrave; italiana. Volendo riprendere l&#8217;immagine evangelica si potrebbe dire che siamo qui per aprire ancor pi&ugrave; le porte dei magazzini delle molteplici realt&agrave; ecclesiali e associative italiane. Abbiamo un ricco patrimonio di sapienza spirituale, morale, sociale, culturale ed anche politica ed &egrave; urgente delineare assieme una prospettiva su cui convergere. C&#8217;&egrave; bisogno che appaia un nuovo sogno per l&#8217;Italia, che si stagli una nuova visione del paese che scaldi il cuori della gente. Sappiamo che &egrave; compito di tutte le realt&agrave; del Paese concorrere alla realizzazione del bene comune. Ma non c&#8217;&egrave; dubbio che per i discepoli di Ges&ugrave; &#8211; &#8220;esperti in umanit&agrave;&#8221;, come diceva paolo VI &#8211; tale compito &egrave; ineliminabile e urgente. <br \/>E oggi, ancor pi&ugrave; di ieri, si presenta l&#8217;opportunit&agrave; di suscitare nuove passioni e nuovi protagonismi anche nella vita politica. Non possiamo indugiare, magari attardandoci nella cura dei rispettivi magazzini o, peggio, nel tenerli aperti solo per s&eacute; e chiusi per gli altri. Ancora una volta per&ograve; &egrave; la stessa Eucarestia ad allontanarci dalla tentazione di accumulare per s&eacute; e a spingerci ad offrire a tutti il patrimonio di sapienza che &egrave; stato messo nelle nostre mani. Abbiamo pane a sufficienza, eppure deve essere ancora moltiplicato, perch&eacute; in tanti hanno bisogno di essere sfamati di amore e di futuro. Anche noi oggi possiamo vivere il miracolo della moltiplicazione. Abbiamo cinque pani e due pesci &#8211; potremmo somigliarli alle variet&agrave; della nostra assemblea composta da quelle del Forum a quelle associative e di movimento &#8211; che il Signore sa moltiplicare. C&#8217;&egrave; bisogno di tutti noi. E ricordiamo le parole di Ges&ugrave; ai suoi discepoli dicendo loro: &#8220;Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date&#8221;(Mt 18,8). <br \/>Cari amici, &egrave; dall&#8217;altare che noi attingiamo la forza del nostro pensare e del nostro agire, anche di quello politico. Non dobbiamo staccarci da questa fonte, pena l&#8217;inaridimento. Il Signore, pastore buono di tutti, continua a donarci il suo amore e a sostenerci perch&eacute; diventiamo fermento di quella nuova socialit&agrave; che proprio qui noi stiamo sperimentando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; E&#8217; bene iniziare questa giornata di riflessione con la celebrazione eucaristica. La ragione ce la ricorda Sant&#8217;Ignazio di Antiochia di cui oggi la Chiesa fa memoria. Questo santo vescovo, mentre veniva portato a Roma per ricevere il martirio, defin&igrave; i cristiani coloro che vivono secondo la logica della &#8220;eucarestia&#8221; (&#8220;juxta dominicum viventes&#8221;), ossia dando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16906,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16905","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/79d553bd26199087acd13cfd19ab29a6_immagine_ts673_400.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16905"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16905\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16906"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}