{"id":16899,"date":"2011-05-03T00:00:00","date_gmt":"2011-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/festa-di-san-giovenale-2011.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"festa-di-san-giovenale-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-di-san-giovenale-2011.html","title":{"rendered":"Festa di San Giovenale 2011"},"content":{"rendered":"<p>Gentili autorit&agrave;, Carissimi sacerdoti, Care sorelle e cari fratelli,<\/p>\n<p>c&#8217;&egrave; un canto che oggi esce sulle nostre labbra e che sale dal profondo di questa nostra citt&agrave;, un canto che ha unito e che continua ad unire generazioni di narnesi: &#8220;Su Narni vigila, sui figli tuoi&#8221;. E&#8217; l&#8217;invocazione che rivolgiamo al santo patrono Giovenale. Certo, oggi queste parole risuonano in maniera tutta particolare, e il nostro raccoglierci attorno al Patrono ci spinge a comprendere con maggiore profondit&agrave; il senso di questa festa, il senso di questa memoria che riempie la cattedrale. Non &egrave; solo un caso che siamo tutti qui, e non &egrave; semplicemente una bella tradizione. Oggi sentiamo il bisogno di scendere pi&ugrave; in profondit&agrave;, di cogliere la vocazione stessa della nostra citt&agrave;. E san Giovenale chiamato non a caso dai nostri antichi: &#8220;Patronus, Gubernator et Defensor civitatis&#8221;. E la cattedrale, come in uno scrigno, custodisce questo tesoro prezioso: le reliquie del santo vescovo e soprattutto la sua presenza. <br \/>La sua testimonianza non &egrave; un ricordo congelato nel passato. La sua fede salv&ograve; Narni dalla distruzione e soprattutto consolid&ograve; la nascente comunit&agrave; cristiana. Egli la difese la comunit&agrave; dall&#8217;idolatria pagana e salv&ograve; la citt&agrave; dai nemici invasori. Da dove gli veniva la forza? Dal Vangelo dell&#8217;amore che Giovenale accolse e visse con passione. E&#8217; questo suo modo di vivere l&#8217;amore ci&ograve; che deve affascinare noi tutti ancora oggi. Per questo cantiamo &#8220;Su Narni Vigila, sui figli tuoi&#8221;. Non lo cantiamo ad un morto, ma ad uno che vive. Giovenale ha vegliato su Narni da quando fu consacrato vescovo. E sapete che la parola vescovo vuol dire appunto vigilare. Giovenale conosceva infatti le parole dell&#8217;apostolo Paolo che abbiamo ascoltato oggi nella prima lettura: &#8220;Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si &egrave; acquistata con il suo sangue&#8221;(At 20,28). Giovenale ha vegliato sulla citt&agrave; e i narnesi ne hanno sentito il beneficio. Non ha pensato solo a se stesso, &egrave; vissuto fino alla fine perch&eacute; la citt&agrave; fosse serena e salda nella pace. <br \/>Per custodire questa memoria le generazioni che ci hanno preceduto hanno edificato nei secoli questa splendida cattedrale. In essa, come in nessun altro luogo della citt&agrave;, pulsa la nostra storia, l&#8217;intera vicenda di Narni dalle origini sino ai nostri giorni. S&igrave;, questa cattedrale raccoglie la nostra storia, qui troviamo la nostra vita, non solo quella religiosa ma anche quella civile. Non si tratta di confondere i piani ma di scendere nelle radici della identit&agrave; narnese. S&igrave;, l&#8217;anima di Narni parte di qui, da San Giovenale, da questa cattedrale. E&#8217; una storia che inizia dal 7 agosto del 376, quando il corpo di San Giovenale venne sepolto in un piccolo ambiente naturale accanto alle mura. Ebbene, di qui il vescovo Cassio inizi&ograve; a costruire il primo luogo di culto, come a prendere alla lettera la parola evangelica della casa costruita sulla roccia. In questo caso &egrave; la roccia di un amore fino all&#8217;effusione del sangue. E&#8217; qui la radice della memoria di san Giovenale. Egli ci sta davanti come uno che ha amato il Signore e i &#8220;figli suoi&#8221;, i narnesi, pi&ugrave; della sua stessa vita. Vorrei, care sorelle e cari fratelli, che oggi noi tutti prendessimo pi&ugrave; coscienza di questo tesoro che ci &egrave; stato donato. Questa cattedrale lungo i secoli &egrave; cresciuta e si &egrave; edificata su questa memoria. Personalit&agrave; religiose e civili, uomini nobili e gente comune, lungo questi secoli hanno partecipato alla edificazione di questo santuario. Nel 1145 la cattedrale trova il suo completamento e viene lo stesso papa Eugenio III a consacrarla. Dopo l&#8217;ampliamento dell&#8217;abside, fatto nel secolo XIV, con il ritrovamento del corpo di san Giovenale avvenuto nel secolo XVII, viene costruita la cripta con il baldacchino dell&#8217;altare, per dare degno rilievo alla sua memoria, mentre gli artisti hanno continuato ad abbellire e a rendere sempre pi&ugrave; splendida questo tempio santo.<br \/>Oggi siamo ancora raccolti dentro queste mura che ci consegnano questa storia santa di cui siamo figli. Essa ci viene consegnata nelle mani perch&eacute; porti linfa nuova per costruire anche oggi quella civilt&agrave; dell&#8217;amore che era gi&agrave; in nuce nella testimonianza di San Giovenale. S&igrave;, anche noi dobbiamo continuare ad edificare questa nostra citt&agrave;, non pi&ugrave; con le pietre ma con le persone, con uomini e donne che sanno raccogliersi e unirsi per edificare un futuro migliore per s&eacute; e per tutti. Certo, i tempi che viviamo sono ben diversi da quelli delle generazioni che si sono succedute lungo i secoli e che hanno costruito sino ad oggi questa citt&agrave;. Narni, all&#8217;inizio di questo nuovo secolo, sta vivendo un momento non semplice di transizione come, del resto, questo intero nostro territorio. Davanti a noi c&#8217;&egrave; un futuro che non &egrave; ancora chiaro. Ma certamente ci &egrave; chiesto un nuovo slancio. E&#8217; per questo che raccoglierci attorno a San Giovenale non &egrave; senza significato, e non pu&ograve; essere solo un semplice rito esteriore. Le sfide che abbiamo davanti sono alte e per nulla banali. Non posiamo rinchiuderci ciascuno nel proprio piccolo orizzonte, non possiamo pensare di salvarci da soli. Anche solo la lista dei problemi &#8211; cos&igrave; lunga &#8211; ce lo impedisce. Non &egrave; questa la sede per parlarne, ma basti pensare ai problemi del lavoro: da quelli che riguardano i giovani di Narni la gran parte dei quali guarda il proprio futuro oltre questa terra, a quelli che riguardano il polo chimico su cui pesa la questione dello sviluppo, dell&#8217;energia e della stessa occupazione. Gi&agrave; ieri sera ho chiesto che le offerte di questa celebrazione fossero destinate al Fondo di Solidariet&agrave; per quegli operai che hanno perso il lavoro e che non hanno alcun altro sostegno. E&#8217; un gesto di generosit&agrave; prezioso per queste famiglie. Non posso tacere poi la preoccupazione, che sento alta, per i pi&ugrave; piccoli, per i nostri ragazzi; s&igrave;, per i nostri adolescenti che vorrei sottrarre, mentre siamo forse ancora in tempo, a quei mercenari che li avvelenano con la droga e l&#8217;alcol proprio mentre stanno aprendosi alla vita. Gi&agrave; questi cenni mostrano quanto sia urgente l&#8217;impegno di tutti. Come sapete, abbiamo accolto la nuova sfida per l&#8217;educazione dei nostri ragazzi alla fede e alla vita. Cari genitori, fatela anche vostra! E&#8217; urgente raccoglierci assieme e pensare, anzi operare per la Narni di domani. Un giovane ingegnere venuto a Narni dal Nord per lavorare, scrisse, il 3 maggio del 1904, scrisse una cartolina alla sua fidanzata: &#8220;L&#8217;Umbria &egrave; bella, Narni &egrave; bellissima&#8221;. <br \/>Accanto a San Giovenale oggi vorrei porre un altro vescovo, il beato Giovanni Paolo II. Anche lui ha aiutato la sua citt&agrave;, la stessa Italia, l&#8217;Europa e il mondo ha liberarsi dagli idoli che opprimevano la vita di tanta gente. Come Giovenale, e come tanti vescovi che hanno salvato molti popoli, Giovanni Paolo ha gridato a ciascuno e a tutti: &#8220;Non abbiate paura! Aprite le porte a Cristo!&#8221; E laddove i cuori si sono aperti &egrave; cambiato il mondo. Quelle parole &#8211; con umilt&agrave; ma con determinazione &#8211; vorrei ripeterle oggi anche qui a Narni. C&#8217;&egrave; bisogno per tutti noi di aprire le porte del nostro cuore a Ges&ugrave; e al vangelo dell&#8217;amore. C&#8217;&egrave; bisogno di allargare il proprio cuore alle preoccupazioni degli altri, all&#8217;amore per chi &egrave; pi&ugrave; debole, all&#8217;interesse per il bene comune di tutti. C&#8217;&egrave; bisogno di avere un cuore pi&ugrave; largo di quello che abbiamo. Non abbiate paura di accogliere l&#8217;amore, di accogliere Ges&ugrave;. Non &egrave; venuto a rubare la vita, ma a moltiplicarla. Non &egrave; venuto a proporre sacrifici, ma a renderci pi&ugrave; umani, pi&ugrave; solidali, pi&ugrave; felici. Giovanni Paolo II pi&ugrave; volte ce lo ha ricordato: &#8220;Non &egrave; possibile essere felici da soli o, peggio, contro gli altri&#8221;. Tanti ancora hanno bisogno di essere amati, di essere esortati, di essere aiutati. Fate oggi quel che San Giovenale faceva ieri, e quel che Giovanni Paolo II ha fatto qualche anno fa: anche voi aprite il vostro cuore al vangelo, &egrave; Narni si aprir&agrave; all&#8217;amore.<br \/>Care sorelle e cari fratelli, San Giovenale e il beato Giovanni Paolo II, ci guardino da cielo e ci proteggano. Amen.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentili autorit&agrave;, Carissimi sacerdoti, Care sorelle e cari fratelli, c&#8217;&egrave; un canto che oggi esce sulle nostre labbra e che sale dal profondo di questa nostra citt&agrave;, un canto che ha unito e che continua ad unire generazioni di narnesi: &#8220;Su Narni vigila, sui figli tuoi&#8221;. E&#8217; l&#8217;invocazione che rivolgiamo al santo patrono Giovenale. Certo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16900,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16899","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/san_giovenale_2011.jpg?fit=580%2C385&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4oz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16899\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}