{"id":16881,"date":"2010-12-19T00:00:00","date_gmt":"2010-12-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-di-natale-alle-acciaierie-3.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"messa-di-natale-alle-acciaierie-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-di-natale-alle-acciaierie-3.html","title":{"rendered":"Messa di Natale alle acciaierie"},"content":{"rendered":"<p>Ci ritroviamo oggi, per la prima volta in questo stabilimento delle acciaierie, per celebrare assieme il Natale, come a voler sottolineare che tutti i luoghi di lavoro hanno bisogno di ricevere il messaggio del Natale. S&igrave;, il Natale, con il suo messaggio di speranza che viene da quel Bambino, deve entrare nei nostri luoghi abituali di lavoro. E quest&#8217;anno sento che &egrave; richiesto in maniera pi&ugrave; forte. A differenza degli anni passati, infatti, sono stato invitato e celebrare il Natale in molti stabilimenti. Senza dubbio, i tempi sono pi&ugrave; difficili, anzi sembrano indurirsi. Tutti sentiamo il bisogno di un aiuto pi&ugrave; forte, come se il modo ordinario di aiutarci non basta pi&ugrave;. Ed &egrave; vero. Abbiamo bisogno che avvenga qualcosa di pi&ugrave; forte, di pi&ugrave; robusto. Lo dico a partire dalla situazione del polo chimico della nostra citt&agrave; che sta vivendo un momento davvero difficile. Non perch&eacute; le soluzioni non ci siano. No, ci sono, eccome! Ma il prevalere dell&#8217;interesse di una sola parte rischia di accecare lo sguardo sul bene di tutti. Per questo dobbiamo intensificare la preghiera e l&#8217;impegno.<\/p>\n<p>Questa liturgia che ci accompagna alla soglia del Natale, mette davanti ai nostri occhi la figura Giuseppe, di un operaio di un piccolo villaggio della Galilea. N&eacute; lui, n&eacute; il suo villaggio, n&eacute; la Galilea erano importanti nella societ&agrave; del tempo. Anzi quella zona, per la sua posizione periferica, non godeva neppure di buona fama. Ma Ges&ugrave; decise di nascere, di fare il Natale, potremmo dire, proprio l&igrave;, in quella zona di periferia. Giuseppe viveva la sua piccola vita di operaio e pensava al suo futuro. Sognava un futuro normale, con una famiglia e un lavoro decoroso. Prese in sposa una ragazza del villaggio, Maria, attendendo tranquillo la realizzazione definitiva del suo sogno. Un giorno, per&ograve;, questo sogno venne turbato. Maria rimase misteriosamente incinta. Cosa era successo? Si poteva accusarla di adulterio. E nel giudaismo dell&#8217;epoca si imponeva il &#8220;ripudio&#8221; della donna. Giuseppe, perci&ograve;, in quanto marito tradito, avrebbe dovuto ripudiare Maria, con tutte le conseguenze civili e penali che si sarebbero abbattute su di lei che sarebbe comunque apparsa agli occhi di tutti un&#8217;adultera, rifiutata ed emarginata non solo dai parenti ma da tutti gli abitanti di Nazareth.<\/p>\n<p>Giuseppe, uomo giusto, decise tuttavia di licenziarla in segreto per non esporla a questa penosa situazione. Sebbene fosse giovane, Giuseppe aveva per&ograve; piet&agrave; e saggezza. Il suo sogno tuttavia era stato infranto e non gli restava altro che riflettere su quell&#8217;amara esperienza. Immaginiamo il suo dramma e il rincorrersi dei pensieri! Ma Dio non lo lasci&ograve; solo. Proprio mentre si interrogava amareggiato e forse senza pi&ugrave; speranza per il futuro, Giuseppe riprese a sognare. &#8220;Gli apparve un angelo del Signore&#8221;, scrive l&#8217;evangelista. Questa volta non era pi&ugrave; il piccolo sogno, legato alla sua piccola vita di operaio che lui stesso s&#8217;era programmata. Si trattava di un sogno ben pi&ugrave; grande: &#8220;Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che &egrave; generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella dar&agrave; alla luce un figlio e tu lo chiamerai Ges&ugrave;: egli infatti salver&agrave; il suo popolo dai suoi peccati&#8221;.<\/p>\n<p>&Egrave; il Vangelo di Natale. Potremmo dire che &egrave; il &#8220;sogno&#8221; del Natale: ossia un Bambino salver&agrave; il mondo intero dai peccati e dall&#8217;angoscia; un Bambino liberer&agrave; il mondo da tutte le schiavit&ugrave;. Giuseppe, semplice operaio di un piccolo villaggio della periferia dell&#8217;impero, si trova a vivere in un orizzonte nuovo e largo, quello del Natale. Non pi&ugrave; il suo piccolo sogno, ma quello grande del Signore, il sogno sconfinato del Vangelo dell&#8217;amore. Giuseppe si dest&ograve; dal sonno e fece come l&#8217;angelo gli aveva ordinato: prese con s&eacute; Maria. Egli, umile operaio, oggi sta davanti a noi per esortarci ad ascoltare l&#8217;angelo, ad accogliere il sogno racchiuso nelle parole ascoltate. Giuseppe non &egrave; tra gli attori principali del Vangelo. Eppure prese parte alla grandezza e alla gioia di quella notte: prese con s&eacute; Maria e il Bambino.<\/p>\n<p>Cari amici, cosa significa questa pagina evangelica per noi? Potremmo dire che nessuno di noi &egrave; giusto come Giuseppe. Tuttavia possiamo per&ograve; essere angustiati come lui per il nostro oggi e il nostro domani. Le ombre della crisi si sono allungate. E come non temere per il nostro futuro? Come non pensare che in Italia sono a rischio quasi cinquecentomila posti di lavoro? Ben 170 vertenze sono sui tavoli dei responsabili della cosa pubblica. Questa liturgia, cari amici, vuole essere per noi come fu quel sogno a Giuseppe. La celebrazione del Natale qui, nelle acciaierie, ci stringe gli uni gli altri per irrobustire la solidariet&agrave; e resistere ai venti freddi che continuano ad abbattersi. Possa Ges&ugrave; che nasce far crescere l&#8217;impegno ad essere accanto a tutti e in particolare a chi ha pi&ugrave; bisogno di sostegno. Sono anni ormai che celebriamo il Natale nelle acciaierie e l&#8217;intera citt&agrave; si &egrave; sempre pi&ugrave; stretta al vostro fianco, a partire da chi ne &egrave; il primo responsabile, il dott. Espenhann, ai suoi collaboratori pi&ugrave; stretti e a tutti voi. L&#8217;augurio che ci scambiamo gli uni gli altri &egrave; che le difficolt&agrave; presenti non rallentino n&eacute; l&#8217;impegno n&eacute; la solidariet&agrave;. C&#8217;&egrave; bisogno di uscire anche noi dal piccolo sogno egocentrico di ciascuno per sognare in grande per il bene di tutti. Il Natale ci doni un&#8217;audacia nuova per affrontare gli anni che verranno con una energia forte e salda.<\/p>\n<p>Con questa celebrazione chiediamo al Signore di benedire il vostro lavoro e l&#8217;intero stabilimento. Nello stesso tempo vorrei che il nostro pensiero vada anche a coloro che il lavoro lo hanno perso, in particolare a chi non ha neppure gli ammortizzatori sociali. A tutti loro va il nostro pensiero, la nostra preghiera ed anche la nostra operosa solidariet&agrave;. Mi fa piacere ricordare il Fondo di Solidariet&agrave; che la Conferenza Episcopale ha costituito per loro: ad oggi sono ben 781 operai in Umbria a ricevere un contributo mensile per la loro sopravvivenza. Natale significa anche questo, cari amici: non dimentichiamo nessuno. E&#8217; il sogno grande che ci viene dato in questo Natale. E il sogno si chiama amore solidale con tutti e particolarmente con chi ha pi&ugrave; bisogno. Questa Messa di Natale nelle acciaierie significhi la crescita dell&#8217;amore tra noi e tra tutti gli abitanti di questa terra. E&#8217; un invito rivolto a ciascuno di noi. Come l&#8217;angelo disse a Giuseppe di prendere con s&eacute; Maria, cos&igrave; questa Messa ci dice di prendere con noi chiunque ha bisogno. E&#8217; il sogno di Dio per Terni. Ringrazio il Signore per il pranzo con i poveri che far&ograve; in cattedrale il giorno di Natale. Quel giorno chi non ha famiglia la trover&agrave; nella cattedrale. L&igrave; sar&agrave; amato e aiutato, sostenuto e consolato.&nbsp; Sia il Natale a Terni il giorno di una rinascita all&#8217;amore. Buon Natale, buona rinascita a tutti voi e alle vostre famiglie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci ritroviamo oggi, per la prima volta in questo stabilimento delle acciaierie, per celebrare assieme il Natale, come a voler sottolineare che tutti i luoghi di lavoro hanno bisogno di ricevere il messaggio del Natale. 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