{"id":16877,"date":"2010-11-02T00:00:00","date_gmt":"2010-11-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/commemorazione-dei-defunti-2010.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"commemorazione-dei-defunti-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/commemorazione-dei-defunti-2010.html","title":{"rendered":"Commemorazione dei defunti 2010"},"content":{"rendered":"<p>Gentili autorit&agrave;, care sorelle e fratelli,<\/p>\n<p>&egrave; una bella e significativa tradizione ritrovarci alle porte del cimitero della nostra citt&agrave; in questo giorno nel quale preghiamo per tutti i nostri cari defunti. Tra essi ricordiamo in particolare i concittadini morti come soldati nella seconda guerra mondiale e gli altri colpiti dai bombardamenti della citt&agrave;. A loro va il nostro grato ricordo e la nostra preghiera. Ma non dimentichiamo oggi i tanti morti sul lavoro che, di anno in anno, purtroppo, sono rimasti vittime innocenti di ci&ograve; che invece avrebbe dovuto far vivere loro e le loro famiglie. Ai familiari diciamo tutto il nostro affetto, mentre eleviamo per i loro cari la nostra preghiera. Oggi, care sorelle e cari fratelli, a tutti costoro, vogliamo aggiungere i cristiani uccisi nell&#8217;attentato di domenica scorsa avvenuto in Iraq mentre stavano in chiesa per celebrare la santa Messa. Sono i martiri di questi nostri giorni. E con loro ricordiamo gli altri cristiani iracheni con quelli dell&#8217;India, del Pakistan, dell&#8217;Afganistan e di altri paesi ancora che in questo tempo continuano ad essere uccisi per la loro e nostra fede. Sono i martiri dei nostri giorni. Questi li ricordiamo come esempi di cristiani fedeli al vangelo e chiediamo che intercedano per noi. <br \/>Questa mattina ci troviamo davanti al cimitero, ma soprattutto siamo davanti al mistero stesso della morte. E&#8217; un evento che ha riguardato i nostri cari, ma che ci coinvolge tutti. Ciascuno di noi dovr&agrave; passare per questo momento. E ci fa paura. E in ogni caso non vogliamo che si spezzino i legami di amore e di affetto che leghiamo nella vita. S&igrave;, vorremmo che l&#8217;amore non finisse mai, che i legami di amicizia non terminassero. E&#8217; vero purtroppo che la vita ci travolge, che gli impegni ci sovrastano, che i pensieri di ogni giorno ci distraggono, che la corsa per le nostre cose ci stordisce, e facilmente dimentichiamo di porci le domande serie della vita. <br \/>Oggi per&ograve; siamo qui, come a non voler staccarci dai nostri cari. Non ci basta un ricordo astratto, non ci basta una semplice foto da tenere sul comodino o sul tavolo. Abbiamo bisogno di sentire il corpo, quasi di toccarli e accarezzarli. Veniamo per questo al cimitero, nel luogo ove abbiamo deposto il loro corpo. Certo, sono senza vita, eppure &egrave; come se lo fossero. Ed &egrave; una tradizione bella che terni sia sentita in maniera profonda. E&#8217; una domanda, una richiesta piena di affetto. Non vogliamo separarci da loro. Abbiamo ragione. C&#8217;&egrave; nel profondo del cuore un istinto a stare assieme con chi amiamo anche se muore. Sono morti eppure li cerchiamo ancora. <br \/>Care sorelle e cari fratelli, il Vangelo che abbiamo ascoltato ci dice che questo istinto di eternit&agrave; dell&#8217;amore &egrave; la scintilla che Dio ha posto nel cuore di ogni persona e che Ges&ugrave; &egrave; venuto come ad incendiare. La volont&agrave; di Dio su di noi &#8211; &egrave; quel che Ges&ugrave; dice chiaramente nel Vangelo &#8211; &egrave; che nessuno di noi vada perduto nel nulla della morte. Ges&ugrave; dice: &#8220;sono disceso dal cielo non per fare la mia volont&agrave;, ma la volont&agrave; di colui che mi ha 1mandato&#8221;. Sono parole molto chiare. E chiarisce qual &egrave; la volont&agrave; del Padre. &#8220;E questa &egrave; la volont&agrave; di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell&#8217;ultimo giorno&#8221;. In questa affermazione &egrave; descritta in maniera sintetica e chiara tutta la missione di Ges&ugrave; ed anche della Chiesa. <br \/>La volont&agrave; di Dio &egrave; che nessuno sia travolto dal peccato, dalla cattiveria del male e della morte. Per questo Ges&ugrave; &egrave; andato sulla croce, prendendo su di s&eacute; il peccato del mondo intero. Lo diciamo nella Messa: &#8220;Agnello di Dio che togli, ossia che prendi su di te, il peccato del mondo&#8221;. Ges&ugrave; si &egrave; caricato sulle spalle tutti nostri peccati. L&#8217;apostolo Paolo &#8211; riflettendo su questo incredibile amore di Ges&ugrave; &#8211; esclama stupito: &#8220;a stento si trova qualcuno che &egrave; disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo &egrave; morto per noi&#8221;. Queste parole sembrano dire che a Ges&ugrave; poco importano i nostri peccati; gli importa che ci avviciniamo a lui; s&igrave;, che ci avviciniamo a lui con il bagaglio dei nostri peccati ed egli ci toglier&agrave; dalle spalle il pesante sacco dei peccati e se li mette sulle spalle come fece con la croce. L&#8217;invito &egrave; a stare con Ges&ugrave;, a legarsi a lui. Come avviene questo? Care sorelle e cari fratelli, sono sufficienti tre cose: aprire il Vangelo, partecipare alla Messa della domenica e fare l&#8217;elemosina ai poveri. Questa &egrave; la via della salvezza. Aprire il Vangelo; dice Ges&ugrave;: &#8220;Chi ascolta la mia parola ha la vita eterna. Partecipare alla Eucarestia della domenica; dice Ges&ugrave;: &#8220;Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter&ograve; l&#8217;ultimo giorno&#8221;. Fare l&#8217;elemosina ai poveri; Ges&ugrave; dice a coloro che hanno aiutato gli affamati, gli assetati, i soli, i carcerati, gli stranieri: &#8220;venite benedetti dal Padre mio, ricevete in eredit&agrave; il regno&#8221;.<br \/>Chi ascolta il vangelo, chi partecipa all&#8217;Eucarestia, chi ama i poveri sar&agrave; risuscitato. &#8220;Lo risusciter&ograve; l&#8217;ultimo giorno&#8221;, dice Ges&ugrave;. Cosa vuol, dire la risurrezione? Non lo sappiamo bene. Ma una cosa sappiamo con certezza, che la risurrezione inizia gi&agrave; da ora, proprio quando si realizzano le tre cose che abbiamo detto. Noi cristiani non crediamo semplicemente nell&#8217;aldil&agrave;. Noi crediamo nella &#8220;vita eterna&#8221;. Cos&igrave; infatti diciamo nel credo. E la vita eterna vuol dire che essa inizia gi&agrave; da ora e non finisce pi&ugrave;. La carne inizia a risorgere quando ci vogliamo bene, quando ci aiutiamo tra noi, quando aiutiamo i deboli, quando pensiamo pi&ugrave; agli altri che a noi. Il paradiso inizia qui. Come anche l&#8217;inferno inizia qui, quando prevale l&#8217;odio, il proprio interesse, l&#8217;invidia, la maldicenza, il conflitto.<br \/>Care sorelle e cari fratelli, qui, davanti alle porte dell&#8217;eternit&agrave;, apriamo il cuore all&#8217;amore del Signore, &egrave; l&#8217;amore con il quale vengono abbracciati i nostri defunti dal Signore. In questo stesso abbraccio possiamo entrare anche noi. Se restiamo uniti a Ges&ugrave;, lo siamo anche con i nostri cari. E la morte, quando verr&agrave; anche per noi, non sar&agrave; la fine, ma un passaggio verso la pienezza dell&#8217;amore che tutti ci unisce.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentili autorit&agrave;, care sorelle e fratelli, &egrave; una bella e significativa tradizione ritrovarci alle porte del cimitero della nostra citt&agrave; in questo giorno nel quale preghiamo per tutti i nostri cari defunti. Tra essi ricordiamo in particolare i concittadini morti come soldati nella seconda guerra mondiale e gli altri colpiti dai bombardamenti della citt&agrave;. 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