{"id":16867,"date":"2010-05-03T00:00:00","date_gmt":"2010-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-giovenale-2010.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:30","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:30","slug":"san-giovenale-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-giovenale-2010.html","title":{"rendered":"San Giovenale 2010"},"content":{"rendered":"<p>Signor Sindaco di Narni, <br \/>cari sindaci delle altre citt&agrave;,<br \/>Gentili autorit&agrave;<br \/>Care sorelle e cari fratelli<\/p>\n<p>La pagina evangelica che ci &egrave; stata annunciata ci riporta dentro al cenacolo mentre Ges&ugrave; rivolge la sua preghiera al Padre perch&eacute; i suoi discepoli siano una cosa sola, perch&eacute; formino una famiglia e siano animati dallo stesso amore che unisce Ges&ugrave; al Padre. E&#8217; un amore divino. Non un qualsiasi amore, ma appunto un amore che viene dal cielo. E&#8217; quello che mosse San Giovenale qui a Terni. Fu proprio l&#8217;amore divino che aveva nel cuore a spingerlo a dare la sua vita perch&eacute; la gente di Narni non si disperdesse ma si unisse. Egli fu per Narni un buon pastore. Per questo i n ostri antichi lo hanno chiamato: &#8220;Patronus, Gubernator et Defensor civitatis&#8221;. Come sapete, Giovenale veniva dall&#8217;Africa. La tradizione dice che era giovane quando si convert&igrave; al cristianesimo e divenne prete a Cartagine. Quando per&ograve; in quella citt&agrave; si scaten&ograve; la persecuzione contro i cristiani, Giovenale fu mandato a Roma ove venne accolto da una nobildonna romana, Filadelfia, che rimase colpita dalle capacit&agrave; di questo giovane africano. E quando seppe che Narni aveva bisogno di un vescovo, propose a papa Damaso di mandare il giovane prete Giovenale. Il papa accett&ograve; la proposta e nel 368 lo consacr&ograve; vescovo di Narni. Inizialmente a dire il vero i narnesi lo accolsero con diffidenza, ma ben presto si rese conto dell&#8217;animo buono e forte di quel vescovo. Egli spese tutte le sue forze per aiutare i narnesi e per salvare la citt&agrave; dalla distruzione. <br \/>Giovenale inizi&ograve; a predicare con efficacia il Vangelo e molti aderivano alla sua predicazione. Si racconta che una volta, in un giorno solo, ne battezz&ograve; quasi 2000. Fece costruire una prima chiesa dedicata a san Valentino, il vescovo di Terni martirizzato a Roma alla fine del secolo precedente. La sua azione di vescovo fu instancabile, nonostante le opposizioni di coloro che continuavano il culto delle divinit&agrave; pagane. Giovenale predicava l&#8217;amore di Dio per tutti. E la sua preoccupazione era raccogliere i cristiani di Narni, istruirli e farli crescere nell&#8217;amore. Li spingeva a non chiudersi in se stessi, a non pensare solo ai propri interessi individuali. Egli aveva a cuore l&#8217;intera citt&agrave;, tutti i suoi abitanti. E lo mostr&ograve; in maniera esemplare quando la citt&agrave; fu assediata dai barbari: ne organizz&ograve; la difesa invitando i cristiani a raccogliersi in preghiera per chiedere a Dio l&#8217;aiuto. E si racconta che una tempesta terribile si abbatt&eacute; sugli invasori i quali furono costretti a togliere l&#8217;assedio e ad allontanarsi. Tutti i narnesi, liberati dall&#8217;assedio, si raccolsero nella chiesa di San Valentino ove i cristiani si erano radunati per la preghiera e qui Giovenale celebr&ograve; una Messa di ringraziamento. In questa occasione si ripet&eacute; il miracolo della moltiplicazione del pane e del vino consacrati: le ostie e il vino consacrati erano insufficienti per comunicare la numerosa folla accorsa intervenuta, e si moltiplicarono miracolosamente. Tutti poterono cos&igrave; comunicarsi. La difesa di Narni non si bas&ograve; sulle armi, ma sulla preghiera e sulla solidariet&agrave; tra tutti. La preghiera comune e insistente fu esaudita. Oggi noi continuiamo a unirci nella preghiera e sentiamo Giovenale accanto a noi anche se nel cielo perch&eacute; continui a salvare questa nostra citt&agrave;. <br \/>I tempi di oggi sono diversi da quelli nei quali visse Giovenale. Ma non mancano i problemi e le angosce. E abbiamo bisogno di aiuto, di protezione, di sostegno. Se restiamo ciascuno per proprio conto saremo preda dello spirito del male che opera per dividere e non per unire, che spinge verso il conflitto e non la solidariet&agrave; tra tutti e particolarmente con chi soffre pi&ugrave; di altri. Siamo tutti consapevoli della crisi che segna in maniera grave la nostra terra. In queste settimane siamo preoccupati, qui nella nostra area, per il settore della chimica. E a tutti noi, ciascuno per la sua parte, &egrave; chiesta una attenta e forte solidariet&agrave;. E&#8217; un impegno che deve vederci vigili, non ripiegati ciascuno a pensare solo a se stesso. E non possiamo non essere preoccupati per la crescita del disagio che colpisce non poche famiglie. A tale proposito debbo dirvi la gioia di 587 operai dell&#8217;Umbria, che hanno perduto il lavoro senza avere ammortizzatori sociali, i quali sono aiutati mensilmente con un aiuto dal Fondo di Solidariet&agrave; delle Chiese Umbre alla cui realizzazione hanno partecipato tutti. E&#8217; una realizzazione che sta dando respiro a centinaia di famiglie. C&#8217;&egrave; bisogno di sviluppare di pi&ugrave; tale solidariet&agrave;. Abbiamo terminato il fondo, ma la crisi continua e forse in maniera ancor pi&ugrave; pesante. C&#8217;&egrave; bisogno di rilanciare una nuova raccolta. Alla fine del mese faremo un&#8217;altra grande raccolta perch&eacute; la solidariet&agrave; sia concreta da parte di tutti, istituzioni, chiesa e societ&agrave; intera.<br \/>Ma c&#8217;&egrave; una ulteriore preoccupazione che vorrei confidarvi in questo giorno. E riguarda la situazione dei ragazzi e dei giovani delle nostre citt&agrave;. Da sempre siamo attenti ai pi&ugrave; piccoli e ai giovani, anche a Narni. Penso ad esempio a quanto viene fatto dalla cooperativa Il Faro o all&#8217;Opera Beata Lucia che sta riprendendo in pieno la sua vocazione originaria. Ma non possiamo non essere preoccupati per il futuro dei nostri ragazzi e dei nostri giovani. Alcuni dati, come quello dell&#8217;alcolismo che prende anche gli adolescenti, ci sorprendono. E&#8217; urgente rivolgere una attenzione ben pi&ugrave; sollecita di quella che abbiamo verso di loro. Hanno estremo bisogno di amore, di dialogo, di compagnia, di padri e madri che li sappiano comprendere e che spendano tempo con loro. Molte devianze sono domande di amore inevase. E non &egrave; certo una cosa buona il permissivismo cieco e alla fine egoista, magari per accontentarli. L&#8217;educazione richiede impegno, fatica, dolcezza e assieme durezza, comprensione e anche lungimiranza, e una sapienza nel proporre il senso vero della vita. E noi adulti dobbiamo interrogarci sui valori proponiamo loro. Il problema dei giovani siamo noi adulti. Quale vita proponiamo loro? La Diocesi, proprio in tale prospettiva, sta ripensando l&#8217;intero ciclo della catechesi. Molti giovani si allontanano. E dobbiamo chiederci com&#8217;&egrave; la nostra fede? Vorremmo intanto che i nostri ragazzi apprendano ad amare Ges&ugrave; e che siano felici di seguirlo. Per questo a partire dal mese di settembre &#8211; &egrave; ormai da un anno che stiamo riflettendo e preparando &#8211; inizier&agrave; un ciclo rinnovato perch&eacute; i nostri ragazzi possano entrare a far parte in maniera pi&ugrave; evidente della comunit&agrave; cristiana. E ancora una volta siamo noi adulti ad essere chiamati in causa. Non solo i catechisti, anche i genitori, ma l&#8217;intera comunit&agrave; parrocchiale deve prendersi cura di chi da ragazzo vuole far parte di questa pi&ugrave; larga famiglia. In tal modo anche i ragazzi comprenderanno meglio l&#8217;esortazione di Benedetto XVI fatto ieri ai giovani di Torino: &#8220;Vivete e non vivacchiate&#8221;. <br \/>E un&#8217;aggiunta mi pare doverosa qui a Narni. Mi riferisco alla presenza di centinaia di giovani universitari che ormai sono presenti tra noi. Cosa offriamo loro? Non bastano le lezioni universitarie e l&#8217;alloggio. C&#8217;&egrave; bisogno che essi partecipino alla vita della citt&agrave; e possano vivere all&#8217;interno di un tessuto che li accolga e li avvolga con atteggiamenti di amicizia, con proposte culturali, religiose oltre che di svago. E&#8217; una responsabilit&agrave; di cui dobbiamo prendere maggiore coscienza. <br \/>Care sorelle e cari fratelli, nel passo degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato l&#8217;apostolo Paolo esorta gli anziani di Efeso a vigilare su loro stessi e su coloro che il Signore ha affidato alle loro mani. Li avverte che non mancano i lupi che rapiscono le pecore del gregge. S&igrave;, anche oggi non mancano lupi coloro che rubano il cuore e la speranza dei nostri ragazzi. A noi &egrave; chiesto di vigilare, a partire da noi stessi. S&igrave;, stiamo attenti anzitutto noi a non smarrire il nostro cuore dietro miti falsi, a non lasciarci dominare dai nostri istinti egocentrici. Altrimenti saremmo davvero cattivi maestri. C&#8217;&egrave; bisogno di rinnovare il nostro cuore e anche la nostra mente. E&#8217; a dire che dobbiamo riflettere su questi temi, dobbiamo discuterne, dobbiamo leggere, e soprattutto dobbiamo amare davvero i nostri ragazzi. Chiediamo a San Giovenale la grazia di avere un cuore simile a lui, una mente simile alla sua. E affidiamogli oggi i nostri ragazzi e i nostri giovani perch&eacute; possano guardare con pi&ugrave; serenit&agrave; il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signor Sindaco di Narni, cari sindaci delle altre citt&agrave;,Gentili autorit&agrave;Care sorelle e cari fratelli La pagina evangelica che ci &egrave; stata annunciata ci riporta dentro al cenacolo mentre Ges&ugrave; rivolge la sua preghiera al Padre perch&eacute; i suoi discepoli siano una cosa sola, perch&eacute; formino una famiglia e siano animati dallo stesso amore che unisce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16868,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/san_giovenale_2010.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16867\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}