{"id":16845,"date":"2010-01-01T00:00:00","date_gmt":"2010-01-01T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/giornata-per-la-pace-1-gennaio-2010.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"giornata-per-la-pace-1-gennaio-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/giornata-per-la-pace-1-gennaio-2010.html","title":{"rendered":"Giornata per la pace  &#8211; 1 gennaio 2010"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&ldquo;Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace&rdquo;(Numeri 6, 24-25). Con questa antica benedizione biblica entriamo nel nuovo anno 2010, certi che il Signore veglier&agrave; su di noi, ci sar&agrave; vicino e ci accompagner&agrave; giorno dopo giorno. &ldquo;Su chi volger&ograve; lo sguardo? Sull&rsquo;umile e su chi ha lo spirito contrito, e su chi teme la mia parola&rdquo;, si legge nel libro di Isaia(Is 66,2). S&igrave;, lo sguardo del Signore si rivolge su chi si dispone ad ascoltare la parola del Vangelo.  E questa mattina abbiamo ascoltato ancora una volta il Vangelo del Natale. E ci vengono presentati quei pastori che, a loro volta, ascoltarono l&rsquo;angelo mentre di notte stavano vegliando le loro greggi. Erano disprezzati e ritenuti impuri e peccatori, eppure lo sguardo di Dio si pos&ograve; su di loro: la notte si riemp&igrave; di luce e la loro vita trov&ograve; un senso, una direzione verso cui andare. Quegli umili pastori divennero &ldquo;i primi cristiani&rdquo;, ossia i primi ascoltatori del Vangelo. Udite le parole dell&rsquo;angelo si recarono subito verso la grotta e appena giunti videro quel Bambino di cui gli angeli avevano loro parlato. Era una creatura debole, fragile, senza forza, eppure gli riemp&igrave; il cuore e la mente, tanto che, nota l&rsquo;evangelista, &ldquo;dopo averlo visto, riferirono ci&ograve; che di lui era stato detto loro&rdquo;. Si potrebbe dire che tutta la vita cristiana &egrave; racchiusa in questa semplice scena. E non a caso viene posta davanti ai nostri occhi all&rsquo;inizio del nuovo anno.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La Chiesa &ndash; dopo sette giorni dal Natale &#8211; sente il bisogno di guardare non solo quel Bambino ma anche la Madre, e farle festa. Ma, &egrave; bene sottolinearlo, nel contemplarla non la troviamo sola: ha con s&eacute; Ges&ugrave;. I pastori vedono quel Bambino non da solo, &egrave; Maria che lo presenta e, possiamo immaginare, accenna loro il mistero che assieme stanno contemplando. Maria che tiene Ges&ugrave; tra le braccia &egrave; tra le immagini pi&ugrave; familiari e tenere del Natale. Quanti poeti, pittori, scultori hanno meditato e scritto e dipinto in maniera straordinaria questa scena! Maria con il Bambino, &egrave; l&rsquo;icona di Maria, Madre di Ges&ugrave;, ed &egrave; anche l&rsquo;immagine della Chiesa e di ogni credente: abbracciare con affetto il Signore e mostrarlo al mondo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Come quei pastori che, una volta usciti dalla grotta, se ne tornarono glorificando e lodando Dio, anche noi, con lo stesso slancio, dovremmo entrare nel nuovo anno stringendo Ges&ugrave; tra le braccia e mostrarlo al mondo. Sarebbe davvero una grande consolazione per noi se qualcuno osservandoci potesse scrivere come l&rsquo;evangelista scrive dei pastori: &ldquo;tutti quelli che udirono, si stupivano delle cose che essi dicevano&rdquo;. Riusciamo noi, con tutti i limiti che pure abbiamo, riusciamo noi a &ldquo;stupire&rdquo;, ossia a toccare il cuore, di coloro che incontriamo? Chiediamoci se se siamo come quei pastori che hanno saputo comunicare la gioia dell&rsquo;incontro con Ges&ugrave;. Forse &egrave; anche per questo che la gente delle nostre citt&agrave; si stupisce non per il Vangelo ma per ben altre cose! Eppure &egrave; possibile. Anche quest&rsquo;anno, ad esempio, tanti hanno provato gioia e stupore al pranzo di Natale dei poveri in cattedrale, e anche ieri sera ho visto la gioia di tanti poveri e deboli raccolti in alcune parrocchie della diocesi per passare assieme momenti di festa. E ho visto lo stupore di papa Benedetto quando il 27 ha pranzato con i poveri nella mensa di Sant&rsquo;Egidio. Davvero i suoi occhi erano come quello dei pastori che visitarono la grotta di Betlemme. La mia preghiera in questo giorno di inizio del 2010 sale al Signore perch&eacute; ciascuno di noi possa imitare quei pastori: accogliere dalla Madre Chiesa quel Bambino e a sua volta mostrarlo al mondo. Vi ho consegnato il Vangelo della Messa di ogni giorno: &egrave; un modo concreto di accogliere il Bambino nel nostro cuore e di testimoniarlo con il nostro amore a coloro che incontriamo. Siate, siamo i pastori di amore e di pace di questo nuovo anno!<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E&rsquo; ormai consolidata tradizione che il primo giorno dell&rsquo;anno la Chiesa si riunisca in preghiera per invocare la pace. E&rsquo; bene iniziare l&rsquo;anno sulla via della pace. Paolo VI, 43 anni fa, volle introdurre la giornata della pace il primo gennaio. E tutti i papi successivi hanno conservato questa tradizione inviando anche un messaggio. Quest&rsquo;anno Benedetto XVI, con il suo messaggio &ldquo;Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato&rdquo;,  richiama i cristiani alla responsabilit&agrave; di non inquinare il mondo pena la perdita della stessa pace. Scrive il papa: &ldquo;Sempre pi&ugrave; si deve educare a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico. Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato. Tale responsabilit&agrave; non conosce frontiere&hellip;. Non si pu&ograve; rimanere indifferenti a ci&ograve; che accade intorno a noi, perch&eacute; il deterioramento di qualsiasi parte del pianeta ricadrebbe su tutti. Le relazioni tra persone, gruppi sociali e Stati, come quelle tra uomo e ambiente, sono chiamate ad assumere lo stile del rispetto e della &lsquo;carit&agrave; nella verit&agrave;&rsquo;&raquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Sono quasi passati i primi dieci anni di questo nuovo secolo e restano ancora almeno 23 paesi travagliati da guerre o da conflitti sanguinosi. Raccogliamo il grido di tanti uomini, donne, bambini e anziani che resta spesso inascoltato. Noi oggi preghiamo perch&eacute; gli angeli che hanno annunciato agli uomini la notte di Natale possano percorrere i cieli del nostro pianeta e annunciare a tutti la pace. S&igrave;, sia pace in tutte le terre, come grid&ograve; Giovanni XXIII con la sua enciclica del 1963 a poche settimane dalla sua morte. Pace su tutte le terre del mondo. Care sorelle e cari fratelli, allarghiamo il nostro cuore sino ai confini della terra e incamminiamoci sulla via della pace.<\/p>\n<p>Oggi, 1 gennaio 2010, all&rsquo;inizio di questo nuovo anno, vogliamo cominciare insieme con il passo della pace. La pace non &egrave; impossibile. Tante guerre possono essere pacificate. Siamo convinti che la pace dipende in primo luogo dall&rsquo;atteggiamento del cuore. Per questo c&rsquo;impegniamo a compiere ogni giorno quei gesti di pace necessari alla convivenza umana, capaci di ricomporre i rapporti umani laddove sono lacerati, senza cedere al pessimismo e allo scoraggiamento. Siamo tutti convinti, ragionevolmente convinti, che bisogna perseguire con decisione una via di pace: s&igrave;, che la pace sia pace in tutte le terre, come papa Giovanni grid&ograve; al mondo nel 1963 poche settimane prima della sua morte. Invochiamo lo Santo Spirito perch&eacute; ispiri le menti e scaldi i cuori dei credenti, dei responsabili della terra e di ogni uomo e donna di buona volont&agrave; perch&eacute; muoviamo tutti i nostri passi sulla via della pace. Il primo passo inizia dal cuore, dal mio cuore, dal cuore di ciascuno di voi. La via della pace &egrave; la stessa dei pastori: vedere quel Bambino che la Madre ci mostra e trasmettere anzi contagiare gli altri della gioia che abbiamo vissuto. La via della pace &egrave; quella stessa di quel bambino che per amore degli uomini &egrave; sceso dal cielo e ha camminato per le strade e le piazze del suo tempo perch&eacute; gli uomini si amassero gli uni gli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace&rdquo;(Numeri 6, 24-25). 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