{"id":16839,"date":"2009-12-24T00:00:00","date_gmt":"2009-12-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/veglia-della-notte-di-natale.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"veglia-della-notte-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/veglia-della-notte-di-natale.html","title":{"rendered":"Veglia della notte di Natale"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,<br \/>&nbsp;<br \/>siamo venuti in tanti per questa celebrazione. C&#8217;&egrave; come un istinto buono che ci ha spinti ad uscire dalle case e a venire qui, in cattedrale. E&#8217; Natale, una notte diversa dalle altre. Ma perch&eacute;? Nei secoli passati i cristiani erano a tal punto consapevoli che questa notte fosse importante per la storia da dividere gli anni appunto in prima e dopo la nascita di Ges&ugrave;. Oggi questa consapevolezza &egrave; come smarrita. Noi tuttavia siamo venuti come a voler conservare la straordinariet&agrave; del mistero che celebriamo. <br \/>Questa Santa celebrazione ci avvolge con il mistero che celebra. Abbiamo iniziato la messa accogliendo il cero acceso e la Bibbia mentre l&#8217;incenso ci avvolgeva come in una nube. E&#8217; quel che accadde a quei pastori che di notte vegliavano le loro greggi. Una luce li avvolse e un angelo rivolse loro l&#8217;annuncio del Natale. Era notte, una notte non diversa dalle nostre. Anche noi conosciamo la notte dell&#8217;insicurezza, della violenza, della solitudine, del dolore, dell&#8217;abbandono. Tutti sappiamo che se non siamo amati, se non siamo desiderati, la notte scende nel cuore. Quando non c&#8217;&egrave; amore &egrave; sempre notte, anche di giorno. E la notte spaventa e incattivisce. Dalla notte dei cuori, dalla mancanza di amore, si scatenano guerre e conflitti, ingiustizie e abbandoni. Se manca l&#8217;amore tutto diventa pi&ugrave; difficile, per noi e soprattutto per chi &egrave; pi&ugrave; colpito dalle difficolt&agrave;. <br \/>Abbiamo bisogno del Natale. L&#8217;angelo annuncia anche a noi: &#8220;Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sar&agrave; di tutto il popolo; oggi vi &egrave; nato nella citt&agrave; di Davide un salvatore, che &egrave; Cristo Signore&#8221;. Non temete! Non abbiate paura! L&#8217;Amore &egrave; venuto a visitarci: non siamo pi&ugrave; abbandonati, non siamo pi&ugrave; condannati alla solitudine, non siamo pi&ugrave; schiavi della violenza e della morte. Questa notte Dio ha scelto di venire ad abitare nel cuore di ciascuno di noi. Non ha scelto di nascere tra i grandi e sontuosi palazzi della Roma imperiale, ma in una oscura cittadina della periferia dell&#8217;Impero mentre era imperatore Cesare Augusto, anzi, neppure in una casa; in una stalla, fuori dell&#8217;abitato. Dio si &egrave; innamorato di noi ed ha posto la sua tenda in mezzo a noi. Il Natale &egrave; Dio che sceglie di stare con noi. E si fa Bambino. Per amore. <br \/>Ed &egrave; un amore che non chiede reciprocit&agrave; alcuna. Ges&ugrave;&nbsp; ci ama comunque, anche se non lo riamiamo; come purtroppo &egrave; stato e come spesso accade ancora. E&#8217; triste: viene l&#8217;Amore e non &egrave; accolto, viene la luce e gli uomini preferiscono il buio. E comunque Ges&ugrave; non se ne torna nel cielo, ci resta vicino. Come non commuoversi di fronte ad una amore cos&igrave; straordinario? Mi auguro che questa notte capiamo di pi&ugrave; l&#8217;amore di Dio, comprendiamo di pi&ugrave; la straordinariet&agrave; del suo amore per noi. Questa notte non importa come siamo, quel che conta &egrave; aprire le porte del cuore a Ges&ugrave;. Un antico inno della Chiesa d&#8217;Oriente canta: &#8220;Oggi nel cielo gioiscono gli angeli, trema negli inferi il Nemico del genere umano, sulla terra si rialza l&#8217;uomo caduto. Esulti il santo, perch&eacute; si avvicina la salvezza. Esulti il peccatore, perch&eacute; &egrave; invitato al perdono. Esultiamo tutti noi perch&eacute; siamo chiamati alla vita&#8221;. Accogliamo nel cuore questo Bambino ch&#8217;&egrave; nato e in noi nascer&agrave; l&#8217;amore. Non importa se il nostro cuore &egrave; un po&#8217; maleodorante, a Ges&ugrave; &egrave; bastato una mangiatoia. Accogliamolo e ci scalder&agrave; il cuore, accogliamolo e avremo un cuore nuovo, pi&ugrave; capace di amare gli altri. Scriveva un mistico del Seicento: &#8220;nascesse Cristo mille volte a Betlemme, ma non nel tuo cuore, saresti perso in eterno&#8221;. <br \/>Ecco, a Natale Ges&ugrave; deve rinascere nei cuori. Quando si dice che almeno a Natale bisogna essere pi&ugrave; buoni, si dice una cosa vera. E come se non c&#8217;&egrave; bisogno di essere migliori, di essere pi&ugrave; sereni, pi&ugrave; solidali! E lo scambio dei regali sottolinea la qualit&agrave; dell&#8217;amore di natale, ossia la gratuit&agrave;, il regalo, appunto l&#8217;amore di Dio che non chiede niente in cambio. <br \/>Cari amici, tutti abbiamo bisogno di crescere nell&#8217;amore, di donare pi&ugrave; amare, di abbassare il livello di rabbia e di violenza e far crescere la comprensione e la solidariet&agrave;. C&#8217;&egrave; buio sulla terra e soprattutto nei cuori. C&#8217;&egrave; buio nelle famiglie provate dalle difficolt&agrave; della crisi, c&#8217;&egrave; buio in quelle ove l&#8217;indifferenza reciproca sta superando l&#8217;affetto, c&#8217;&egrave; buio in molti giovani che non vedono con chiarezza n&eacute; il presente n&eacute; il futuro, c&#8217;&egrave; buio in tanti anziani soli, in tanti malati. Il Natale, per chi &egrave; maggiormente provato dalle difficolt&agrave;, non &egrave; facile. C&#8217;&egrave; bisogno che cresca l&#8217;amore perch&eacute; solo con l&#8217;amore il mondo pu&ograve; cambiare in maniera solidale. <br \/>Il Vangelo del Natale ci chiede di accogliere quel Bambino, ossia di far nascere nei nostri cuori un po&#8217; pi&ugrave; di amore. C&#8217;&egrave; bisogno che apprendiamo ad aprire gli occhi del cuore per commuoverci di pi&ugrave; su chi sta peggio di noi, su chi ha bisogno di conforto e di aiuto. Domani, dopo l&#8217;ultima Messa della mattina, ci sar&agrave; il pranzo dei poveri qui in cattedrale. E&#8217; una tradizione iniziata nel 1982 a Santa Maria in Trastevere a Roma e proseguita in tante parti del mondo. E&#8217; il ritrovarsi insieme, in famiglia, di tante persone che altrimenti trascorrerebbero il Natale da sole perch&eacute; non hanno la possibilit&agrave; di invitare nessuno o perch&eacute; non hanno la famiglia con loro. Ogni giorno i poveri vengono accolti, non solo il giorno di Natale in Cattedrale.&nbsp; Sapete che ogni sera &egrave; aperta qui accanto, a San Martino, la mensa per loro. Ma domani, giorno di Natale, il pranzo sar&agrave; preparato qui. La tavola che vedete davanti l&#8217;altare &egrave; la prima di tante altre che riempiranno l&#8217;intera navata centrale. Circa duecento poveri saranno accolti per il pranzo di Natale. E&#8217; il pranzo per chi &egrave; solo e non sa dove andare. Qualcuno pensa: ma non si pu&ograve; fare in un&#8217;altra sala? Certo. Ma abbiamo bisogno di un segno. Domani i poveri sono al centro della Chiesa, un centro che non &egrave; solo fisico, ma di amore, di attenzione. E&#8217; una sorta di presepe alla rovescia. Nel presepe, viene Ges&ugrave; e noi gli offriamo una stalla per nascere, perch&eacute; per Ges&ugrave; non c&#8217;era posto. Domani, il Signore vede venire i poveri e gli prepara la sua cattedrale. E&#8217; un segno di come dobbiamo aprire il nostro cuore per accogliere coloro che rappresentano Ges&ugrave;, i poveri, i deboli, i soli. E&#8217; un segno che rende vero il Natale. E chiunque di voi vuole in qualche modo partecipare vivr&agrave; il Natale in maniera ancor pi&ugrave; vera. <br \/>E per comprendere appieno questo mistero vorrei donare a voi, care sorelle e cari fratelli, il libro dei Vangeli delle Messe di ogni giorno del 2010 con un piccolo commento spirituale. Chiunque lo apre e lo legge, celebra ogni giorno il Natale. S&igrave; perch&eacute; ogni volta che ascoltiamo il vangelo, il Verbo, quel Bambino, prende carne nel nostro cuore, nella nostra vita. Care sorelle e cari fratelli, accogliete il Vangelo che vi viene consegnato. Apritene ogni giorno una pagina e anche voi, come Ges&ugrave;, crescerete in sapienza in et&agrave; e in grazia. Accogliete il Vangelo e il vostro cuore si aprir&agrave; alla vita e all&#8217;amore. E&#8217; Natale! Ges&ugrave;, Bambino piccolo e indifeso, bussa alle porte del cuore di ciascuno di noi: beati noi se le apriremo. Egli verr&agrave; e in noi rinascer&agrave; l&#8217;amore<\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\">\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\">\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli,&nbsp;siamo venuti in tanti per questa celebrazione. C&#8217;&egrave; come un istinto buono che ci ha spinti ad uscire dalle case e a venire qui, in cattedrale. E&#8217; Natale, una notte diversa dalle altre. Ma perch&eacute;? 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