{"id":16836,"date":"2009-12-08T00:00:00","date_gmt":"2009-12-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-sacerdotale-di-matteo-antonelli.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"ordinazione-sacerdotale-di-matteo-antonelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-sacerdotale-di-matteo-antonelli.html","title":{"rendered":"Ordinazione sacerdotale di Matteo Antonelli"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>Care sorelle e cari fratelli, carissimo Matteo,&nbsp;<BR><\/P><br \/>\n<P>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00e8 un giorno santo oggi per la nostra Chiesa diocesana. Mentre celebriamo la memoria della Immacolata Concezione di Maria, uno dei figli di questa Chiesa viene consacrato sacerdote. Tutti siamo coinvolti in uno straordinario mistero di amore. Vorrei gustarlo lasciandoci guidare dalle parole evangeliche che abbiamo ascoltato, come per comprenderlo nel mistero stesso della maternit\u00e0 di Maria, icona della Chiesa. Sento vere anche per questa Chiesa le parole dell\u2019angelo rivolte a Maria: \u201cTi saluto, o piena di grazia, il Signore \u00e8 con te\u201d. S\u00ec, il Vangelo ci rivela che il Signore oggi \u00e8 venuto nel cuore stesso della Chiesa per conferire ad uno dei suoi figli il dono del sacerdozio che rende la Chiesa madre di grazia. <\/P><br \/>\n<P align=justify>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La nostra commozione \u00e8&nbsp;il segno di quella intuizione spirituale che fa cogliere il senso del mistero che stiamo celebrando. E\u2019 la vostra commozione cari genitori di Matteo che assieme ai fratelli gioite per questo dono, \u00e8 la gioia di noi sacerdoti nell\u2019avere un fratello in pi\u00f9 \u2013 don Giorgio l\u2019ho sentito questa mattina vuole farti giungere il suo saluto -, la gioia di voi tutti particolarmente di voi dell\u2019Azione cattolica dalle cui fila Matteo proviene e che oggi celebrate la vostra festa, e cos\u00ec noi tutti. Giustamente i nostri occhi sono rivolti verso Matteo. Ma la liturgia invita noi tutti, Matteo compreso, ad alzare gli occhi al Signore. Solo guardando Lui intuiremo la grandezza del dono che stiamo ricevendo. E\u2019 Dio al centro di questa nostra assemblea; \u00e8 da Lui che scaturisce il sacerdozio di Matteo. Leggiamo nella Lettera agli Ebrei: \u201cOgni sommo sacerdote, infatti, \u00e8 scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati\u201d(Eb 5,1). Matteo non ha scelto lui di essere prete, ha risposto ad una chiamata; non si \u00e8 fatto prete da s\u00e9 e neppure per s\u00e9. Continua la Lettera agli Ebrei: \u201cNessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non \u00e8 chiamato da Dio, come Aronne\u201d(Eb 5, 4). Ogni protagonismo \u00e8 bandito. Siamo tutti rivolti al Signore e gli rendiamo grazie. <\/P><br \/>\n<P align=justify>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Egli ha rivolto il suo sguardo verso questa sua Chiesa, e ne ha avuto compassione. Ha rivolto i suoi occhi verso le nostre citt\u00e0 e ha visto le tristezze e le angosce della gente che le abita, ha scorto il dolore e l\u2019abbandono dei poveri e dei deboli, ed ha udito le preghiere di tanti che si levano al cielo perch\u00e9 ci sia pi\u00f9 pace, pi\u00f9 serenit\u00e0. La pagina della Genesi che abbiamo ascoltato non \u00e8 estranea alla vita delle nostre citt\u00e0: come Adamo ed Eva anche noi siamo nudi di amore, i nostri rapporti avvelenati, e il serpente continua a seminare discordia. Per questo \u00e8 cresciuta la violenza e frequente l\u2019abbandono, si \u00e8 fatto pi\u00f9 robusto l\u2019amore per se stessi e pi\u00f9 facile la dimenticanza. Il peccato originale, che facilmente dimentichiamo, \u00e8 una triste e dura realt\u00e0. Ma il Signore non ci ha abbandonato. Ha avuto compassione di noi e ha chiamato te, caro Matteo, perch\u00e9 avessimo un aiuto in pi\u00f9 per lottare contro il serpente della divisione e tessere una rete di amore tra tutti. La tua ordinazione \u00e8 un invito di Dio alla Chiesa diocesana per un rinnovato impegno di amore per tutti. Sei un aiuto prezioso per noi. E ne ringraziamo il Signore. Assieme alla gioia che sentiamo, questa celebrazione suscita in noi anche un\u2019inquietudine, un \u201cturbamento\u201d, quello che sent\u00ec Maria all\u2019annuncio dell\u2019angelo: \u201cA quelle parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto\u201d. S\u00ec, questa celebrazione \u2013 se guardiamo bene &#8211; turba la nostra tranquillit\u00e0, scuote la scontatezza del nostro essere cristiani, mette in subbuglio l\u2019individualismo con cui viviamo il Vangelo. Maria si chiese che senso avesse il saluto dell\u2019angelo. Non debbo io, non devi tu, non dobbiamo noi tutti chiederci il senso di questa ordinazione sacerdotale? Essa viene per di pi\u00f9 mentre celebriamo l\u2019anno sacerdotale ricordando il santo Curato di Ars. E\u2019 singolare che di questo santo si ricorda pi\u00f9 il suo ufficio, il \u201ccurato\u201d, che il suo nome, Giovanni Maria. Forse non \u00e8 a caso: del sacerdote infatti si deve sottolineare il suo essere \u201ccurato\u201d, ossia colui che \u201ccura le anime\u201d, pi\u00f9 che la sua persona. La cura delle anime: \u00e8 una formulazione d\u2019altri tempi, ma esprime in maniera straordinaria la vocazione del prete chiamato, appunto, a non curare se stesso e le sue cose, bens\u00ec a prendersi cura, ossia a preoccuparsi, di coloro che gli sono stati affidati perch\u00e9 faccia di loro un\u2019unica famiglia. E non \u00e8 facile. La \u201ccura animarum\u201d \u2013 diceva Gregorio di Nazanzio ripreso poi da san Gregorio Magno &#8211; \u00e8 l\u2019arte delle arti, richiede intelligenza, santit\u00e0, studio, preghiera, passione, sacrificio, e spinge il sacerdote non tanto a pensare alle sue idee o ai suoi progetti, fossero anche pastorali, ma a conquistare il cuore dei fedeli a Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P align=justify>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Cari fratelli sacerdoti, oggi accogliamo nel nostro presbiterio un operaio in pi\u00f9. E\u2019 una bella festa! Io sono felicissimo, e si vede. Questa ordinazione mi spinge a richiamare tutti noi, e assieme anche i laici, all\u2019urgenza della comunicazione del Vangelo nelle nostre citt\u00e0. La Lettera pastorale, Eucarestia e Citt\u00e0, corre su questa linea. Siamo chiamati ad essere un solo Corpo per immettere il lievito dell\u2019amore nel cuore delle nostre citt\u00e0. Non ci salveremo ciascuno per proprio conto, care sorelle e cari fratelli, ci salveremo assieme o periremo assieme. Sento perci\u00f2 forte l\u2019eco delle parole di Ges\u00f9: \u201cEcco, alzate i vostri occhi e guardate i campi che gi\u00e0 biondeggiano per la mietitura\u201d(Gv 3, 35). S\u00ec, alziamo i nostri occhi oltre gli abituali orizzonti, fossero anche quelli della nostra pastorale, e vedremo decine e decine di migliaia di persone di Terni, Narni e Amelia che non vengono in chiesa. Come non essere preoccupati? Come non essere angustiati dal fatto che la maggioranza degli abitanti dei nostri quartieri \u00e8 lontana da Ges\u00f9? Come restare tranquilli? Qualcuno potrebbe dire che fa gi\u00e0 tanto e che non pu\u00f2 fare altro. Questa ordinazione spazza via la rassegnazione e la pigrizia che si nascondono dietro queste parole, e chiede di moltiplicare il nostro impegno, la nostra intelligenza, la nostra passione. Se non possiamo fare altro, per lo meno dobbiamo sentire aperta e bruciante la ferita della nostra pochezza e la lontananza di tanti dalla felicit\u00e0 dell\u2019incontro con il Signore. Ges\u00f9, donandoci un operaio in pi\u00f9, \u00e8 come se ci dicesse: ho fatto la mia parte, fate voi anche la vostra.<\/P><br \/>\n<P align=justify>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;E lo dice anche a te, caro Matteo, mentre vieni incardinato in questa Chiesa per dedicare ad essa la tua vita. Vale la pena dedicare la vita per questo disegno di amore. E\u2019 una grande libert\u00e0 non appartenersi pi\u00f9 per essere al servizio della Chiesa. Per questo scegli l\u2019obbedienza, il celibato e la povert\u00e0. Sono le qualifiche stesse della Chiesa che tutti i cristiani debbono vivere sebbene nel sacerdote in maniera peculiare. La Chiesa infatti non obbedisce a nessun altro se non al Signore. La Chiesa non ha altro amore se non il Signore. La Chiesa non ha altra ricchezza al di fuori del Signore. Per questo, come figlio di questa Chiesa, non devi obbedire ad altro che alla voce del Signore e di questa madre a partire dal vescovo; non devi avere altro amore che le persone che ti sono affidate; non devi avere altra ricchezza che il Vangelo che ti \u00e8 stato donato. E\u2019 una scelta alta e paradossale. Il mondo fa fatica a comprenderla. E magari pensa che sia impossibile. Ma anche Maria pensava impossibile quello che l\u2019angelo le stava annunciando: \u201cCom\u2019\u00e8 possibile questo?\u201d Questa sera stessa anche te viene detto: \u201cLo Spirito Santo scender\u00e0 su di te, su te stender\u00e0 la sua ombra la potenza dell\u2019altissimo\u201d. S\u00ec, riceverai dallo Spirito il \u201cpotere\u201d di consacrare, di perdonare, di confortare e consolare, di opporti al male e di diffondere il bene, di far arretrare la violenza e di compiere miracoli di amore. E\u2019 un \u201cpotere\u201d vero, reale, pi\u00f9 forte dei tanti poteri di questo mondo. Ti dona la forza di cambiare il cuore tuo e quello degli altri, di trasformare il deserto di violenza in una terra bella per l\u2019amore. Ricordati, caro Matteo, non lasciarti prendere dalla rassegnazione dicendo che non si pu\u00f2 fare niente; perch\u00e9 nulla \u00e8 impossibile a Dio. <\/P><br \/>\n<P align=justify>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Questo potere non nasce da te o dalle tue qualit\u00e0. Viene da Dio. Ecco perch\u00e9 tra poco sarai steso a terra e il Signore ti coprir\u00e0 con la sua ombra perch\u00e9 il tuo sacerdozio sia fecondo, come fecondo fu il seno di Maria. Giovanni Paolo II, ricordando la sua ordinazione, scrisse: \u201cC\u2019\u00e8 qualcosa di impressionante nella prostrazione degli ordinandi: \u00e8 il simbolo della loro totale sottomissione di fronte alla maest\u00e0 di Dio e contemporaneamente della piena disponibilit\u00e0 all\u2019azione dello Spirito Santo\u2026\u201d(Dono e mistero, 52-53). Pi\u00f9 di qualche volta \u2013 mi ha confidato uno dei suoi amici pi\u00f9 intimi \u2013 lo trovavano steso per terra a pregare. Carissimo Matteo, il tuo sacerdozio \u00e8 segnato dalla memoria della Immacolata Concezione di Maria. Guardala e assieme a lei ripeti: \u201cEccomi, sono il servo del Signore, avvenga a me quello che hai detto\u201d. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, carissimo Matteo,&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\u00e8 un giorno santo oggi per la nostra Chiesa diocesana. Mentre celebriamo la memoria della Immacolata Concezione di Maria, uno dei figli di questa Chiesa viene consacrato sacerdote. Tutti siamo coinvolti in uno straordinario mistero di amore. 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