{"id":16835,"date":"2009-11-24T00:00:00","date_gmt":"2009-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/santa-fermina-2009.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"santa-fermina-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/santa-fermina-2009.html","title":{"rendered":"Santa Fermina 2009"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">era il 24 novembre del 304 quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all\u2019ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina mor\u00ec pregando il Signore per s\u00e9 e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. Nessuno l\u2019aiutava, ma il Signore non l\u2019abbandon\u00f2, come abbiamo ascoltato dal libro dei Proverbi: \u201cMi assalivano ovunque ma nessuno mi aiutava\u2026allora mi ricordai delle tue misericordie Signore\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Sono passati 17 secoli da allora e anche noi ci riuniamo attorno a lei perch\u00e9 \u00e8 un esempio di come amare il Signore, anche in mezzo ai sacrifici, ai problemi, alle difficolt\u00e0 della vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Santa Fermina \u00e8 un esempio bello. Noi, spesso cos\u00ec tiepidi verso il Signore dobbiamo ricordarci di lei. A noi basta poco per dimenticarci di Ges\u00f9! Lei, invece, neppure le fiamme le impedirono di restare unita a Lui! Noi facilmente ci allontaniamo da Ges\u00f9: senza problemi tralasciamo la preghiera; una piccola difficolt\u00e0 ci fa saltare la Messa; siamo tutti preoccupati solo per le nostre cose; facciamo poca carit\u00e0; siamo pronti a dire maldicenze e a offendere. Santa Fermina, anche in mezzo ai tormenti, non ha smesso di pregare e di voler bene. Guardiamola, perci\u00f2, questa nostra santa patrona. Fissiamo lo sguardo su di lei. La sua testimonianza di amore \u00e8 preziosissima in questo tempo in cui l\u2019amore \u00e8 raro. \u00c8 difficile amare Ges\u00f9 e quindi \u00e8 difficile amare gli altri. Guardiamo Santa Fermina e imitiamola. Facciamo certo molto bene a gloriarcene. Ma a che serve se non riscopriamo l\u2019amore che lei aveva per Ges\u00f9? In questo tempo, rattristato dalla violenza, abbiamo bisogno di ritrovare l\u2019amore. E Fermina ci aiuta. Lasciamoci toccare il cuore dal Vangelo come lei fece. Olimpiade, prefetto di Amelia, che avrebbe dovuto ucciderla, vedendola innamorata di Ges\u00f9 anche in mezzo alle sofferenze, ne fu colpito e si convert\u00ec. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Firmina era una giovane romana, forse figlia del Prefetto di Roma. Lasci\u00f2 la citt\u00e0 per ritirarsi qui ad Amelia. Con una nave part\u00ec da Ostia per dirigersi verso Civitavecchia. Durante la traversata si lev\u00f2 una terribile tempesta che stava per travolgere la nave. Fermina preg\u00f2 il Signore e la tempesta cess\u00f2. Giunta a Civitavecchia si diresse ad Amelia, ove si ritir\u00f2 nella sua villa. Si scaten\u00f2 presto la persecuzione di Diocleziano contro i cristiani. Olimpiade la fece catturare; ma, appena la vide, se ne invagh\u00ec e cerc\u00f2 di sedurla. Fermina resistette e Olimpiade si convert\u00ec al Signore. Questa giovane donna ha fatto cambiare vita ad un uomo! E\u2019 la via del Vangelo: ciascuno deve parlare ad un altro del Vangelo, ciascuno deve aiutare l\u2019altro a scoprire Ges\u00f9. E Olimpiade fu a tal punto convinto che sub\u00ec il martirio prima della stessa Fermina. Il nuovo prefetto di Amelia, Magenzio, voleva far tornare indietro Olimpiade, ma non ci riusc\u00ec. E lo fece uccidere. Fermina, quando gli fu detto che anche lei avrebbe fatto quella stessa fine, se non avesse abiurato, rispose che Olimpiade aveva obbedito al Vangelo: egli, prefetto della citt\u00e0, aveva dato la sua vita per Ges\u00f9 e quindi anche per Amelia, tanto che oggi lo veneriamo ancora. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, guardiamo Fermina. E\u2019 davanti a noi per esortarci ancora una volta a riscoprire il Signore. Il Vangelo dell\u2019amore fu la loro forza. Il Vangelo, infatti, rende gli uomini non solo buoni ma anche forti, forti nell\u2019amore e nella misericordia. S\u00ec, chi ascolta il Vangelo \u00e8 capace di amare davvero. E l\u2019amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. \u00c8 questo il senso della frase evangelica che dice \u201cchi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita la conserver\u00e0 per la vita eterna\u201d. Sembrano parole incomprensibili, ma se le consideriamo bene ci accorgiamo che sono invece molto umane. Il Vangelo ci mette sull\u2019avviso: chi si preoccupa solo di s\u00e9 e delle sue cose, si perde, non \u00e8 felice. Mentre chi si preoccupa degli altri percorre la via della felicit\u00e0. Fermina e Olimpiade, scegliendo il Vangelo hanno dato la loro vita per aiutare gli altri. E continuano ad aiutarci, ad aiutare noi e l\u2019intera citt\u00e0 di Amelia. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Quando, alla fine del IX secolo, il vescovo di Amelia, Pasquale, ritrov\u00f2 i loro corpi e li port\u00f2 nella citt\u00e0 per accoglierli nella cattedrale, al loro ingresso si raccolse una grande folla. Notano le fonti: \u201cQuando i corpi di Fermina e Olimpiade furono vicini alla citt\u00e0, una grande folla formata da uomini, donne, bambini, persone sane e inferme con fiori e palme and\u00f2 incontro al sacro corteo, lodando, benedicendo e glorificando il Signore che aveva concesso una grazia tanto grande alla citt\u00e0 di Amelia\u201d. Il racconto continua: \u201cPersone possedute dal demonio si calmarono; i lebbrosi guarirono; i ciechi videro; i muti parlarono; i paralitici camminarono. Tutti i malati, i deboli e gli sfiduciati che erano venuti in Amelia ritornarono nelle loro abitazioni guariti ed esauditi. Una gioia immensa era negli animi di tutti\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, quel che accadde in quel lontano giorno attorno ai corpi di Fermina e Olimpiade pu\u00f2 continuare anche oggi se imitiamo il loro amore per Ges\u00f9 e per tutti. Molte sono le malattie che ci attanagliano e non sono solo quelle del corpo, ma anche quelle dell\u2019anima che si trasferiscono anche nella stessa societ\u00e0 e nella stessa citt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi vi consegno la Lettera Pastorale su \u201cEucarestia e citt\u00e0\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 l\u2019invito che ci viene dalla celebrazione della Messa della domenica ad entrare pi\u00f9 profondamente nella vita delle nostre citt\u00e0. Purtroppo si sta affermando sempre pi\u00f9 una concezione individualista della vita, sia in quella religiosa che sociale. Prevale insomma sempre pi\u00f9 l\u2019io al noi. Ma in questo modo perdiamo l\u2019anima sia noi che le nostre citt\u00e0. C\u2019\u00e8 bisogno, care sorelle e cari fratelli, che cresca nei nostri cuori un senso della comunit\u00e0 pi\u00f9 robusto, pi\u00f9 largo. Il nostro cuore \u00e8 stato creato da Signore con un respiro universale: tutti sono nostri fratelli e sorelle, tutti dobbiamo avere davanti ai nostri occhi. L\u2019amore che Santa Fermina ci comunica ci spinge ad uscire da noi stessi e rivolgere lo sguardo sugli altri, soprattutto sui pi\u00f9 poveri, sui pi\u00f9 deboli, sui malati, sui disperati, su chi non ha pi\u00f9 casa e lavoro, su chi ha lasciato la sua patria. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Vi chiedo di leggere questa lettera, di meditarla, di comprenderla e di coglierne l\u2019ansia di portare a tutti quell\u2019amore che il Signore ci dona ogni volta che ci raduniamo attorno a Lui.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Care sorelle e cari fratelli era il 24 novembre del 304 quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. 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