{"id":16830,"date":"2009-05-03T00:00:00","date_gmt":"2009-05-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-giovenale-2009.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"san-giovenale-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-giovenale-2009.html","title":{"rendered":"San Giovenale 2009"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Signore sindaco, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">gentili autorit\u00e0, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">carissimi sacerdoti, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">care sorelle e fratelli tutti,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">al centro della liturgia della Parola c\u2019\u00e8 l\u2019appassionato discorso di Ges\u00f9 che, in piena polemica con la classe dirigente d\u2019Israele, si presenta come il \u201cbuon pastore\u201d, ossia come colui che pu\u00f2 guidare tutti sino a pascoli verdi e buoni. E per far questo \u00e8 disposto a dare anche la sua stessa vita. Non \u00e8 venuto per sistemarsi o per salvare se stesso, ma gli altri. E\u2019 una dimensione essenziale a chiunque vuole mettersi alla guida degli altri, tanto che afferma: \u201cchi non offre la vita per le pecore non \u00e8 pastore bens\u00ec mercenario\u201d. In effetti, l\u2019opposizione tra il pastore e il mercenario nasce proprio da questa motivazione: il pastore svolge la sua opera per amore, rinunciando al proprio interesse anche a costo della vita, mentre il mercenario agisce per interesse personale e per denaro, ed \u00e8 quindi logico che nel momento del pericolo fugga e abbandoni le pecore al loro destino. L\u2019evangelista, per indicare il pericolo, usa l\u2019immagine del lupo che \u201crapisce e disperde\u201d le pecore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">A guardare bene, l\u2019opera del lupo \u00e8 congeniale all\u2019atteggiamento del mercenario. Ad ambedue, infatti, interessa solo il proprio tornaconto, la propria soddisfazione, il proprio guadagno e non quello delle pecore; si realizza cos\u00ec una alleanza di fatto tra l\u2019interesse per s\u00e9 e il disinteresse per gli altri. Ne viene fuori una sorta di diabolica congiura degli egoisti e degli indifferenti contro i pi\u00f9 deboli e gli indifesi. Se guardiamo agli speculatori di ieri e di oggi \u2013penso a quanto \u00e8 avvenuto nella finanza internazionale \u2013 e alla crisi che ne \u00e8 derivata non ci troviamo di fronte a moderni mercenari interessati pi\u00f9 ai loro guadagni che al bene comune? E se c\u2019\u00e8 chi, pur di guadagnare, costruisce senza le misure antisismiche, non \u00e8 forse un moderno mercenario? Ma forse, care sorelle e cari fratelli, qualcosa della mentalit\u00e0 del mercenario si annida nel cuore di ciascuno di noi. Spesso infatti perseguiamo i legittimi interessi personali, o i nostri guadagni, senza considerare i riflessi che questo atteggiamento ha sugli altri o sulla collettivit\u00e0. Insomma, siamo tutti presi molto da noi stessi e dalle nostre cose e pochissimo dal bene comune di tutti. Ma questo clima di accaparramento per s\u00e9 senza pensare agli altri rischia di favorire quella tristissima alleanza tra i lupi e i mercenari, tra gli indifferenti e coloro che cercano solo di trarre vantaggi personali dalle situazioni. Benedetto XVI pi\u00f9 volte in questi mesi ha avvertito che la radice profonda della crisi finanziaria sta nella cupidigia di chi brama solo per s\u00e9 senza pensare agli altri. Molti sono i mercenari che pensano solo al proprio guadagno senza preoccuparsi di quel che pu\u00f2 accadere agli altri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La pagina evangelica che ci \u00e8 stata annunciata ci mostra invece San Giovenale che \u00e8 stato un buon pastore per questa nostra citt\u00e0. Per questo i nostri antichi lo hanno chiamato: \u201cPatronus, Gubernator et Defensor civitatis\u201d. Giovenale, uomo venuto dall\u2019Africa, ha speso a Narni tutta la sua vita per il bene della citt\u00e0. La tradizione ci dice che si convert\u00ec da giovane al cristianesimo e divenne prete a Cartagine. E quando in quella citt\u00e0 si scaten\u00f2 la persecuzione contro i cristiani, Giovenale venne mandato a Roma ove fu accolto da una nobildonna romana, Filadelfia, che rimase colpita dalle capacit\u00e0 di questo giovane africano. E quando seppe che Narni aveva bisogno di un vescovo propose a papa Damaso di mandare il giovane prete Giovenale. Il papa accett\u00f2 la proposta e nel 368 lo consacr\u00f2 vescovo di Narni. Inizialmente a dire il vero la comunit\u00e0 lo accolse con qualche perplessit\u00e0, ma ben presto si rese conto dell\u2019animo pastorale del vescovo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Giovenale conosceva bene le parole evangeliche che abbiamo ascoltato: \u201cIl buon pastore offre la vita per le sue pecore\u201d. Lui le prese sul serio e spese le sue energie per predicare il Vangelo ai narnesi. Molti si lasciarono toccare il cuore e chiesero il Battesimo: si narra che una volta, in un giorno solo, ne battezz\u00f2 quasi 2000. Fece costruire una prima chiesa che dedic\u00f2 a san Valentino, il vescovo di Terni martirizzato a Roma alla fine del secolo precedente. La sua opera pastorale fu instancabile, nonostante le opposizioni di coloro che continuavano il culto delle divinit\u00e0 pagane. Giovenale predicava l\u2019amore di Dio per tutti. E non erano solo parole, lo mostrava con i fatti, con la sua stessa vita. La sua preoccupazione era raccogliere i cristiani di Narni, istruirli e farli crescere nell\u2019amore. Li spingeva a non chiudersi in loro stessi, a non pensare solo al proprio gruppo. Giovenale aveva a cuore l\u2019intera citt\u00e0, tutti i suoi abitanti. E lo mostr\u00f2 in maniera esemplare quando la citt\u00e0 fu assediata dai barbari: ne organizz\u00f2 la difesa invitando tutti i cristiani a raccogliersi in preghiera e invocare l\u2019aiuto di Dio. Si racconta che una tempesta terribile si abbatt\u00e9 sugli invasori i quali furono costretti a togliere l\u2019assedio e ad allontanarsi. Tutti i narnesi, liberati dall\u2019assedio, si raccolsero nell\u2019oratorio di San Valentino e qui Giovenale celebr\u00f2 una Messa di ringraziamento. In questa occasione si ripet\u00e9 il miracolo della moltiplicazione del pane e del vino consacrati: le ostie e il vino consacrati, insufficienti per la numerosa folla accorsa intervenuta, si moltiplicarono miracolosamente e tutti poterono comunicarsi. Giovenale fu proclamato \u201cdifensore della citt\u00e0\u201d. La sua difesa non si basava sulle armi, ma sulla preghiera e sull\u2019amore. Giovenale era un pastore, non un mercenario. Non fugg\u00ec dalla citt\u00e0, raccolse tutta la comunit\u00e0 e preg\u00f2. E la preghiera fu esaudita. Giovenale mor\u00ec nel 376 ma non cess\u00f2 di proteggere Narni e chiunque lo invocava. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Oggi san Giovenale torna in mezzo a noi per dirci di pregare ancora per la nostra citt\u00e0, per difenderla da ogni assalto. Qualcuno potrebbe chiedere: ma dove sono oggi coloro che assediano Narni? Dove sono i nemici che vogliono distruggerla? Senza dubbio non siamo in un periodo di persecuzioni e di assedio. E tuttavia non mancano n\u00e9 pericoli n\u00e9 assalitori. Molte cose si potrebbero dire a riguardo. Mi limiter\u00f2 a far cenno ad un nemico che assedia non solo questa nostra citt\u00e0 ma l\u2019intero nostro Paese e il mondo: \u00e8 la crisi economico-finanziaria. E\u2019 un assedio che rischia di ferire in modo irreparabile una situazione gi\u00e0 critica. Se guardiamo questa nostra terra gli occhi cadono sul polo chimico di Nera Monitoro, su non poche piccole e medie imprese, su siti industriali che fanno fatica a reggere la concorrenza. E\u2019 vero che non manca qualche piccola luce. E spero che presto almeno qualcuna possa accendersi. Non possiamo tuttavia non essere preoccupati per la crescita del disagio che colpisce non poche famiglie. In Italia si calcolano almeno due milioni e mezzo di poveri. Una cifra che vediamo visibile anche nel nostro territorio: ci sono famiglie che non arrivano alla fine del mese. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">In un tempo difficile come quello che stiamo vivendo \u00e8 indispensabile che facciamo crescere tra noi un clima di solidariet\u00e0 concreta e fattiva. Nei momenti difficili \u00e8 pi\u00f9 facile che ciascuno dica: si salvi chi pu\u00f2. Vedendo venire il lupo della crisi, tutti diventiamo un po\u2019 mercenari. Dobbiamo stare attenti a non far sviluppare nei nostri cuori i sentimenti mercenari di indifferenza, di rassegnazione, di egocentrismo, di individualismo. E\u2019 stato, ad esempio, un gesto bello la creazione da parte delle Diocesi dell\u2019Umbria di un Fondo di Solidariet\u00e0 per aiutare coloro che rischiano di perdere il lavoro e non hanno nessun ammortizzatore sociale. Abbiamo avviato una raccolta alla fine del mese di marzo. E la risposta, debbo dire, \u00e8 stata generosa e corale da parte di tutti, comprese le istituzioni. E\u2019 un esempio efficace di difesa contro gli assalti della crisi. C\u2019\u00e8 bisogno di sviluppare ancor pi\u00f9 questo clima solidale tra noi. Vorrei dire che deve crescere nel nostro cuore un po\u2019 pi\u00f9 dell\u2019animo di San Giovenale e diminuire quello dei mercenari. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Per questo vorrei \u2013 come ho gi\u00e0 accennato ieri sera alla consegna dei ceri \u2013 che la festa del patrono di questo anno sia legata in particolare a coloro che sono stati colpiti dal terremoto in Abruzzo. Per di pi\u00f9 c\u2019\u00e8 una data che ci lega, il 1703. In quel lontano anno ci fu un terremoto nel centro Italia che colp\u00ec Narni e l\u2019Aquila. E fu in questa occasione che i nostri antenati fecero realizzare l\u2019attuale busto di San Giovenale. La festa del nostro patrono ci spinge ad essere anche noi \u201cdifensori della citt\u00e0\u201d, non solo della citt\u00e0 di Narni, ma anche di un piccolo paese, Poggio di Roio dell\u2019Aquila, ove lavorano i nostri volontari fin dal primo giorno dopo il terremoto. Vorrei che le offerte di questa celebrazione fossero destinate a questo campo di Poggio di Roio. Oggi pomeriggio io stesso mi recher\u00f2 in questo piccolo paese di seicento abitanti per celebrare con loro la festa della Madonna della Croce, un\u2019antica e miracolosa immagine di legno dorato rimasta intatta mentre l\u2019intera chiesa \u00e8 crollata. Questa nostra festa \u00e8 una occasione bella per riscoprire la bellezza della fraternit\u00e0 con chi soffre. Il Signore faccia crescere nel nostro cuore questi sentimenti che guidarono la vita di San Giovenale e che oggi chiedono a noi di essere testimoniati. Continueremo cos\u00ec ad essere figli di san Giovenale. Ed egli dal cielo continuer\u00e0 a proteggerci.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signore sindaco, gentili autorit\u00e0, carissimi sacerdoti, care sorelle e fratelli tutti, &nbsp; al centro della liturgia della Parola c\u2019\u00e8 l\u2019appassionato discorso di Ges\u00f9 che, in piena polemica con la classe dirigente d\u2019Israele, si presenta come il \u201cbuon pastore\u201d, ossia come colui che pu\u00f2 guidare tutti sino a pascoli verdi e buoni. 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