{"id":16828,"date":"2009-04-19T00:00:00","date_gmt":"2009-04-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-diaconale-matteo-antonelli.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"ordinazione-diaconale-matteo-antonelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-diaconale-matteo-antonelli.html","title":{"rendered":"Ordinazione diaconale Matteo Antonelli"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, carissimo Matteo,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">il Vangelo ci narra due apparizioni di Ges\u00f9, quella della sera di Pasqua e quella della domenica seguente, come a voler tracciare la cornice della prima settimana cristiana. S\u00ec, i giorni feriali, la nostra stessa vita, \u00e8 racchiusa tra le due domeniche, tra le due apparizioni. Abbiamo bisogno con regolarit\u00e0 di ascoltare le parole di Ges\u00f9 e di contemplare il suo corpo risorto, ma segnato ancora dalle ferite. Se non si ascolta e non si contemplano le ferite \u00e8 difficile credere. La fede, infatti, non \u00e8 la conclusione di un ragionamento. Anzi, il Vangelo sembra suggerire che poco accade solo con il ragionare astratto. Tommaso, ad esempio, non credette alle parole degli altri apostoli sulla risurrezione tanto da rispondere: \u201cSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non creder\u00f2\u201d. Non era l\u2019affermazione di un uomo cattivo. Anzi, nei vangeli Tommaso appare come un uomo coraggioso. Quando Ges\u00f9 voleva andare a trovare Lazzaro e gli altri erano timorosi per paura della morte, fu lui a dire: \u201cAndiamo anche noi a morire con lui\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Qui, nel cenacolo, Tommaso appare come un uomo preso da se stesso, convinto che solo quel che lui pu\u00f2 toccare sia vero. E\u2019 un uomo in fondo egocentrico, chiuso nelle sue ragioni, nelle sue convinzioni, nel suo modo di ragionare. Si potrebbe dire che si lascia toccare, ferire, solo da se stesso e dal suo mondo. Ha ancora bisogno di ascoltare, di essere chiamato per nome da Ges\u00f9, di aprire gli occhi e il cuore a ci\u00f2 che \u00e8 altro da lui, di vedere e toccare le ferite di quel corpo crocifisso. Ed in effetti, la domenica successiva Ges\u00f9 appare ancora una volta, alla stessa maniera precedente della precedente, ma questa volta, dopo il saluto di pace a tutti, si rivolge direttamente a Tommaso, chiamandolo per nome, e gli chiede di mettere il dito nel costato e di mettere le mani nelle sue ferite. A questo punto Tommaso cade in ginocchio e pronuncia quella splendida professione di fede: \u201cSignore mio e Dio mio\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Anche noi abbiamo bisogno di sentirci chiamare per nome da Ges\u00f9. Fu cos\u00ec anche per Maria di Magdala, nel giardino nella mattina di Pasqua. E la chiamata per nome \u00e8 l\u2019ascolto della Parola di Dio. E\u2019 questo il senso delle parole di Ges\u00f9: \u201cNon essere incredulo, ma credente!\u201d, ossia non credere solo a te stesso e alle tue ragioni, medita la Parola di Dio, ascolta la predicazione, ascolta i consigli del padre spirituale, ascolta le parole di un fratello o di una sorella autorevoli, non dire sempre \u201cio sono fatto cos\u00ec\u201d, non pensare che sei&nbsp; immodificabile! Non voglio dilungarmi su questo, per riflettere invece sul senso delle ferite ancora presenti sul corpo del Risorto. Perch\u00e9 su quel corpo che ha vinto la morte restano ancora le ferite? Perch\u00e9 la risurrezione non le ha cancellate? Perch\u00e9 la vittoria sulla morte non \u00e8 stata una vittoria anche sulle ferite? <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Perch\u00e9 quelle ferite sono il segno dell\u2019amore di Ges\u00f9. L\u2019amore \u00e8 sempre una ferita. Ges\u00f9 ancora oggi \u00e8 ferito, ossia ci ama sino alla fine. Quelle mani non sono ripiegate in se stesse neppure nel Risorto, e quel costato \u00e8 ancora squarciato per amore, da quel cuore continua ad uscire ancora l\u2019ultima goccia di sangue. Quelle ferite ci ricordano di che natura \u00e8 l\u2019amore di Dio. Chi ama non pu\u00f2 non restare ferito, non pu\u00f2 non avere i segni dell\u2019amore. A noi malati di reciprocit\u00e0, a noi malati di ricambio, a noi desiderosi di riavere quel che diamo, Ges\u00f9 insegna che l\u2019amore evangelico \u00e8 gratuito, che non aspetta ricompensa, che non attende riconoscimenti, anzi l\u2019amore evangelico spinge a dare tutto se stessi, porta sino allo svuotamento di s\u00e9. Quelle ferite sono il segno di Ges\u00f9 che si \u00e8 fatto \u201cservo\u201d. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 il primo \u201cservo\u201d, il \u201cprimo diacono\u201d a lui l\u2019intera Chiesa e ogni credente deve guardare. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Caro Matteo, ricevere il diaconato significa accogliere questo amore nel proprio cuore. E\u2019 questo il senso del gesto e delle parole che Ges\u00f9 rivolse ai discepoli la sera del gioved\u00ec santo: \u201cVoi mi chiamate maestro e Signore e dite bene perch\u00e9 lo sono, se dunque io che sono il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato l\u2019esempio perch\u00e9 come ho fatto io facciate anche voi\u201d. Le ferite sul corpo risorto perpetuano questo amore gratuito. Ed \u00e8 anche questom il senso della stessa eucarestia che il diacono \u00e8 chiamato a servire all\u2019altare: pane \u201cspezzato\u201d e sangue \u201cversato\u201d. Cos\u2019\u00e8 lo spezzare e il versare se non le \u201cferite\u201d dell\u2019amore che nulla trattiene per s\u00e9? Di fronte a queste ferite, noi tutti \u2013 e oggi tu, Matteo, in particolare -, come Tommaso, dobbiamo cadere in ginocchio e professare la nostra adesione filiale a Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Abbiamo bisogno di chiedere a Dio che ci doni questo suo amore. L\u2019intera Chiesa lo invoca. Il servizio per amore \u00e8 un dono da invocare, proprio perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 spinto a servire se stesso e non gli altri, a spendere la vita per se stesso e non per gli altri. Il diaconato pertanto manifesta il dono dell\u2019amore ferito del Signore. E a te \u00e8 dato, caro Matteo, perch\u00e9 tu possa amare come Ges\u00f9 ha amato, perch\u00e9 tu apra il tuo cuore verso gli altri come ha fatto Ges\u00f9. Non devi mai allontanarti dalla domenica, dall\u2019altare, per lasciarti ferire sempre da Ges\u00f9, per lasciarti commuovere dal suo amore. E\u2019 in questo orizzonte che si comprende anche il celibato che oggi prometterai al Signore e alla Chiesa. La scelta di non legarsi ad una donna manifesta appunto che il cuore della Chiesa si lascia ferire solo da Cristo, che il suo amore \u00e8 esclusivo per Ges\u00f9, che essa poggia la sua vita solo su quel Maestro, che non ha altri idoli, altri amori, altre preoccupazioni, altri affetti che Ges\u00f9. In tal modo appare con ancor maggiore chiarezza la paradossalit\u00e0 dell\u2019amore cristiano. I celibi con la loro vita manifestano a tutti che l\u2019unico amore che salva \u00e8 Cristo. Anche questa scelta \u00e8 una ferita, non tanto per la rinuncia che essa comporta, quanto soprattutto per la radicalit\u00e0 di un cuore che non risparmia per s\u00e9 neppure una goccia di amore. E\u2019 qui la forza dell\u2019amore cristiano che \u00e8 incomprensibile ai pi\u00f9, non certo a chi ascolta il Vangelo e a chi cerca di mettere la propria mano nel costato di Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Tutti siamo chiamati a mettere il dito nelle mani e le mani nel costato. E\u2019 l\u2019invito a toccare con le nostre mani i colpiti dalla miseria, dalla guerra, dall\u2019angoscia, dalla fame, dalla malattia, dalla solitudine. Il Signore ci invita a interessarci dei tanti corpi di fratelli e di sorelle ancora feriti, vicini e lontani da noi. Hai fatto bene Matteo ha iniziare gi\u00e0 da ora a rivolgere il tuo sguardo verso i poveri e ad impegnare il tuo tempo per venire in loro aiuto. Se non stendiamo le mani verso i poveri neppure ci metteremo in ginocchi davanti a Ges\u00f9. Tante volte lo abbiamo detto: tra l\u2019Eucarestia e i poveri c\u2019\u00e8 un legame inscindibile, non sono due Ges\u00f9, ma l\u2019unico corpo di Cristo che dobbiamo servire. Quanti cristiani purtroppo restano ancora increduli come il Tommaso nella prima domenica! Potremmo dire vanno a messa, ma sono increduli. E questo perch\u00e9 non hanno ancora n\u00e9 visto n\u00e9 toccato il corpo ferito di Cristo. C\u2019\u00e8 bisogno di tornare la domenica e sentire ancora una volta Ges\u00f9 che ci parla e che ci invita ad ascoltarlo e a \u201ctoccare\u201d le sua ferite. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, dobbiamo sporcarci le mani per aiutare i poveri e i deboli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Caro Matteo, con il diaconato, ti avvicini ancor pi\u00f9 all\u2019altare. Lasciati ferire il cuore da Ges\u00f9, porta anche nelle tue mani e nel tuo cuore le ferite dell\u2019amore perch\u00e9 possa seguire il Signore, il primo dei diaconi, lui che \u00e8 venuto per servire la Chiesa e i poveri e non per essere servito. E continuer\u00e0 ancora oggi quel miracolo che \u00e8 l\u2019edificazione della comunit\u00e0 cristiana di cui gli Atti degli Apostoli oggi ci hanno parlato: i credenti erano un cuor solo ed un\u2019anima sola e nessuno tra loro era bisognoso. E\u2019 la vittoria dell\u2019amore di Ges\u00f9 sul peccato e sulla morte. Di questa vittoria dell\u2019amore oggi il Signore ti costituisce servo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, carissimo Matteo, &nbsp; il Vangelo ci narra due apparizioni di Ges\u00f9, quella della sera di Pasqua e quella della domenica seguente, come a voler tracciare la cornice della prima settimana cristiana. S\u00ec, i giorni feriali, la nostra stessa vita, \u00e8 racchiusa tra le due domeniche, tra le due apparizioni. 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