{"id":16824,"date":"2009-04-10T00:00:00","date_gmt":"2009-04-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pasqua-2009-via-crucis.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"pasqua-2009-via-crucis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pasqua-2009-via-crucis.html","title":{"rendered":"Pasqua 2009 &#8211; Via Crucis"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Abbiamo celebrato nelle nostre chiese l\u2019adorazione della croce, ma non vogliamo che questo giorno finisca senza aver ancora una volta rivolti i nostri occhi verso colui che \u00e8 stato trafitto. Abbiamo davanti a noi le immagini della distesa di bare all\u2019Aquila. Non vogliamo dimenticarle. E\u2019 facile per noi volgere gli occhi da un\u2019altra parte. E\u2019 vero che c\u2019\u00e8 stata un\u2019espressione di straordinaria solidariet\u00e0; anche alcuni di noi continueranno a recarsi tra i terremotati per portare un aiuto. La via crucis non \u00e8 solo un rito, \u00e8 lasciarsi coinvolgere da chi soffre, da chi ha bisogno di aiuto. Vogliamo seguire Ges\u00f9 nella sua via crucis per apprendere da lui come amare, come stare accanto, come prendere anche noi sulle nostre spalle la croce di chi sta peggio di noi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Gli evangelisti scrivono che dopo aver cenato con i discepoli Ges\u00f9 usc\u00ec da Gerusalemme per recarsi nell\u2019orto degli ulivi. E\u2019 qui che inizia il suo cammino verso il calvario. Non era difficile cari amici restare dentro le nostre case e pensare ad altro, anche perch\u00e9 tutti siamo istintivamente concentrati su noi stessi o su ci\u00f2 che riguarda da pi\u00f9 vicino. E poi la mentalit\u00e0 di questo mondo, anche di questa nostra citt\u00e0 di provincia, spinge tutti a separare il proprio modo di vivere da quello di Ges\u00f9, mite ed umile di cuore. Del resto Ges\u00f9 non \u00e8 stato condannato per aver violato la legge, ma perch\u00e9 sfidava una religiosit\u00e0 fatta solo di pratiche devozionali, perch\u00e9 si opponeva alla mentalit\u00e0 corrente che spingeva tutti a fare del denaro lo scopo della vita, a fare del possesso la ragione delle proprie giornate. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Noi, questa sera, abbiamo intuito che \u00e8 bene seguire quest\u2019uomo. Siamo usciti di casa per stargli vicino. Forse non sappiamo bene neppure cosa significhi davvero fare la via crucis. In tante parti \u00e8 una sorta di pratica folkloristica, magari bella a vedersi e comunque va bene che si faccia. Noi vogliamo andare oltre le apparenze e cogliere il cuore della via crucis. Sarebbe amaro, ad esempio, fare la rappresentazione del terremoto. Eppure in alcuni casi si fa la rappresentazione della via crucis come se fosse uno spettacolo. Ges\u00f9 \u00e8 morto davvero. E la sua morte ci interroga per cambiare un poco il nostro cuore. Gli stiamo accanto in questa via crucis per cogliere almeno un poco i suoi sentimenti, la sua passione d\u2019amore, una passione che lo ha portato all\u2019assurdit\u00e0 di accettare la morte per noi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ieri sera, nella memoria del Gioved\u00ec Santo, abbiamo ascoltato dal Vangelo che Ges\u00f9 am\u00f2 i suoi e li am\u00f2 sino alla fine. Noi, invece, amiamo gli altri sino a un certo punto e spesso \u00e8 un punto molto vicino a noi stessi, talora l\u2019amore coincide con l\u2019amare solo se stessi e poco oltre. Questa sera vedremo cosa vuol dire amare sino alla fine. La via Crucis \u00e8 la via dell\u2019amore, di un amore che non conosce limiti. Le nostre riflessioni nasceranno dall\u2019ascolto delle parole evangeliche. E\u2019 da esse che ci lasceremo guidare. Ascolteremo i due capitoli della passione secondo Marco, brano dopo brano, fermandoci per sette stazioni. Non vogliamo perdere nessuna parola di queste pagine sante che parlano d\u2019amore, di un amore \u201csenza fine\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 14, 32-42. Ges\u00f9 al Getsemani<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ges\u00f9 si reca al Getsemani. Appena giunto in quel giardino, che lo vedeva ormai quasi ogni sera ritirarsi per la preghiera, si separa dai suoi. Vuole per\u00f2 che i tre pi\u00f9 amici gli stiano accanto: Pietro, Giacomo e Giovanni. E, con l\u2019angoscia nel cuore, confida loro: \u201cL\u2019anima mia \u00e8 triste sino alla morte. Rimanete qui e vegliate\u201d. Ges\u00f9 ha bisogno di compagnia, lui che pur di stare accanto a noi ha lasciato il paradiso in quell\u2019amicizia straordinaria con il Padre e lo Spirito Santo, ora ha bisogno di amicizia, di conforto. Ma i tre, pur vedendolo prostrato a terra per l\u2019angoscia, non riescono a stare svegli e si addormentano. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Avevano ascoltato le parole di Ges\u00f9, ma in fondo non gli hanno creduto e hanno lasciato prevalere la loro stanchezza. Quando non si ascolta davvero un fratello, quando non ci si lascia scuotere dalla Parola di Dio e non ci si lascia toccare neppure dal dolore e dal bisogno di chi ci sta accanto, emerge nella sua cattiveria l\u2019insensibilit\u00e0 e la durezza che abbiamo dentro. S\u00ec, l\u2019indifferenza e la freddezza non sono innocue, sconfinano sempre in crudelt\u00e0. Per tre volte Ges\u00f9 va da loro per cercare conforto, e per tre volte li trova addormentati. Quei tre amici mostrano che tanto amici non sono. Loro dormivano e Ges\u00f9 era solo nell\u2019agonia. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mi vengono in mente i tanti anziani spesso lasciati soli. A Terni ci sono molti anziani. Ci sono quelli che stanno nelle case di riposo, ove talora neppure i familiari vanno a trovarli. E poi tanti anche nelle case, ma soli. E in Italia e nel mondo sono milioni e milioni. La loro vita si allunga \u2013 ed \u00e8 un bene &#8211; ma rischiamo di allungare anche la loro agonia, mentre noi continuiamo a dormire, o meglio a far prevalere solo i nostri interessi, i nostri comodi, le nostre fissazioni.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L\u2019unico che in quella notte drammatica ascolta Ges\u00f9 \u00e8 il Padre. Ges\u00f9 lo sa, sa che il Padre non dorme e veglia su tutti i suoi figli. Per questo si rivolge al Padre con la confidenza del figlio. E\u2019 una preghiera drammatica ma filiale, Ges\u00f9 sa che pu\u00f2 fidarsi ciecamente di Lui. Per questo, con fiducia profonda, dice: \u201cNon ci\u00f2 che io voglio, ma quello che tu vuoi\u201d. Del resto era venuto per fare la volont\u00e0 del Padre e non la sua.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 14, 43-52. Ges\u00f9 viene arrestato<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Due mondi si confrontano in quella notte al Getsemani. Da una parte c\u2019\u00e8 Ges\u00f9 che insegna la mitezza e l\u2019amore per gli altri (ogni giorno stava in mezzo alla gente come un maestro buono), dall\u2019altra un gruppo di uomini, diversi tra loro, tra essi c\u2019\u00e8 anche un apostolo, i quali per\u00f2 agiscono con spade e bastoni uniti solo dalla volont\u00e0 di eliminare l\u2019unico innocente. Cari amici, c\u2019\u00e8 un\u2019alleanza per far crescere la violenza che \u00e8 incredibilmente vasta. Ne fanno parte uomini e donne, che diciamo normali, ma che diventano una sorta di esercito terribile \u2013 a cui noi stessi talora partecipiamo, magari anche solo marginalmente &#8211; che avvelena la vita delle nostre societ\u00e0. Tutti ormai sappiamo, anche se non ce lo diciamo come dovremmo, che il primo luogo ove avvengono pi\u00f9 violenze sono le nostre case. Non passa giorno che non ci giunge notizia di un crimine avvenuto in famiglia, non tra stranieri, ma tra familiari, tra parenti. E a subire la violenza sono soprattutto le donne e i bambini. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">C\u2019\u00e8 bisogno di svuotare la violenza dalle nostre case, di svuotare le scuole dal bullismo, di svuotare il cuore dei ragazzi dalla violenza generata dalla droga e dall\u2019alcool. E\u2019 impressionante vedere che talora la violenza dei giovani sia un modo per sentirsi vivi. Un giovane francese diceva: \u201cdistruggo perch\u00e9 cos\u00ec sento che esisto!\u201d Come non pensare anche alle cosiddette stragi del sabato sera? Dissociarci dalla violenza \u00e8 un impegno primario da parte di tutti. Dobbiamo erigere una diga per impedire che la violenza invada ancor pi\u00f9 la nostra societ\u00e0. L\u2019unica diga possibile passa attraverso i cuori. S\u00ec, non ci sono altri luoghi che i nostri cuori che possono impedire alla violenza di allargarsi. E purtroppo spesso siamo poco attenti a questo. Basta un nulla per farci andare su tutte le furie, basta davvero poco per farci uscire dalla ragionevolezza, per renderci, appunto, violenti, per rispondere male. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ges\u00f9 ci insegna la mitezza. Anche in una situazione terribile, resta saldo nel suo atteggiamento mite. Essere miti, \u00e8 l\u2019unico modo per svuotare il mondo dalla violenza sempre crescente. Del resto non disse Ges\u00f9: \u201cI miti erediteranno la terra\u201d? A Giuda che lo tradisce con un bacio, risponde chiamandolo amico, e si oppone al discepolo che usa la spada. I discepoli, tutti, si lasciano travolgere dalla paura e lo abbandonano. Solo un ragazzo resta a seguirlo: bisogna tornare bambini e accogliere con ingenuit\u00e0 la Parola del Signore; bisogna aiutare i ragazzi e i giovani a seguire Ges\u00f9 e non i miti falsi di questo mondo, il successo, i soldi, la carriera\u2026.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 14, 53-65. Ges\u00f9 condotto davanti al sinedrio<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La violenza si scatena contro Ges\u00f9, l\u2019unico giusto; e tutti ne sono complici. L\u2019amore di Ges\u00f9 per gli uomini, la sua misericordia, il suo impegno per aiutare i deboli, sono umiliati e calpestati. Emergono la falsit\u00e0, le menzogne, le invidie, usate per eliminare quest\u2019uomo che pure \u201caveva fatto bene ogni cosa\u201d. Ma Ges\u00f9, di fronte a questa ingiustificata ondata di violenza che si abbatte su di lui, resta in silenzio, non ribatte; prende su di s\u00e9 tutte quelle menzogne. Il sommo sacerdote riprende ancora la parola, ma questa volta con una domanda decisiva. E\u2019 analoga a quella a cui Pietro invece rispose affermativamente per trarsi fuori dal pericolo. Gli chiede il sommo sacerdote: \u201cSei tu il Cristo?\u201d Se Ges\u00f9 non avesse risposto molto probabilmente si sarebbe salvato. Ma non poteva tacere il suo Vangelo: \u201cS\u00ec, sono io!\u201d Del resto era venuto proprio per questo, per essere il Salvatore. Non poteva tacere. Alle parole di Ges\u00f9 che proclama il vangelo, la buona notizia di Dio che era venuto tra gli uomini, il sommo sacerdote si straccia le vesti e condanna a morte Ges\u00f9.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Di fronte al coraggio di Ges\u00f9 ci vengono in mente i tanti martiri per il Vangelo. Nel secolo scorso si calcola che 3 milioni di cristiani hanno testimoniato con il sangue la loro fede in Ges\u00f9. Dal 1990 ad oggi sono stati uccisi quasi mille, di cui vari vescovi, pi\u00f9 di quattrocento sacerdoti e gli altri religiose e laici. Tutti costoro ci richiamano ad una maggiore prontezza nel seguire il Vangelo. Il martirio \u00e8 parte essenziale della vita dei discepolo. Mons. Romero, al funerale di un prete ucciso, spiegava cos\u00ec il martirio: \u201cNon tutti avranno l\u2019onore di dare il loro sangue fisico, di essere uccisi per la fede, per\u00f2 Dio chiede a tutti coloro che credono in lui lo spirito del martirio, cio\u00e8 tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore\u2026 Perch\u00e9 dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio \u00e8 dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; in quel silenzio della vita quotidiana; dare la vita a poco a poco? Come la d\u00e0 la madre,che senza timore, con la semplicit\u00e0 del martirio materno, d\u00e0 alla luce, allatta, fa crescere e accudisce con affetto suo figlio. E\u2019 dare la vita \u2026\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 14, 66-72. Il rinnegamento di Pietro <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Pietro \u00e8 solo. Non \u00e8 stato capace di difendere Ges\u00f9, anzi \u00e8 fuggito come tutti. Stretto tra l\u2019orgoglio e il dispiacere, torna indietro sui suoi passi e cerca di seguire di nuovo Ges\u00f9, anche se da lontano. S\u00ec, potremmo dire che anche in questo Pietro \u00e8 il primo, il primo di tanti di noi che, appunto, seguiamo Ges\u00f9, ma da lontano. Ascoltiamo il Vangelo, ma fino a un certo punto; ci decidiamo a seguirlo, ma non proprio fino in fondo. Ed ecco che anche il primo degli apostoli viene travolto dall\u2019onda della violenza, anche se ha il volto solo di una servetta. Tutto quello che Pietro aveva detto a Ges\u00f9 poche ore prima \u2013 pensiamo anche ai nostri propositi, quanti ne facciamo! &#8211; sembra sciogliersi in un batter d\u2019occhio. La paura lo prende allo stato puro. E Pietro cerca di dissociarsi da Ges\u00f9, lasciando cos\u00ec che la violenza faccia il suo corso pi\u00f9 facilmente. Ges\u00f9 \u00e8 ancor pi\u00f9 solo dentro quel palazzo ostile: \u00e8 sbattuto da una parte all\u2019altra, senza che ci sia nessuno a difenderlo. Pietro, solo dopo il tradimento, ricorda le parole di Ges\u00f9. C\u2019\u00e8 stato bisogno del canto del gallo: c\u2019\u00e8 bisogno del Vangelo per comprendere la nostra debolezza e l\u2019infinito amore che Ges\u00f9 ha per noi, c\u2019\u00e8 bisogno di ascoltarlo e riascoltarlo, non basta una volta, ma tre volte, ossia ogni giorno. E\u2019 questo il senso del libro dei Vangeli di ogni giorno che ho voluto consegnarvi. E\u2019 un po\u2019 come quel gallo che ricorda a ciascuno di noi le parole di Ges\u00f9. Dopo che il gallo ha cantato per tre volte, finalmente Pietro comprende la sua debolezza e si mette a piangere. Solo la Parola di Ges\u00f9 ricordata ci fa ritrovare noi stessi e il Signore.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E pensare che la gran parte di coloro che vengono a Messa la domenica ascolta il Vangelo solo in quel momento. E c\u2019\u00e8 da vedere se ascolta tutte e tre le letture. Capita spesso che appena usciti di chiesa non ricordiamo neppure il Vangelo ascoltato quel giorno. La pratica quotidiana della lettura del Vangelo ci fa stare accanto a Ges\u00f9, svuota il cuore della violenza e lo riempie di amore. Abbiamo bisogno, come Pietro, almeno qualche volta di piangere per amore, per aver tradito Ges\u00f9.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 15, 1-20. Ges\u00f9 davanti a Pilato<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 l\u2019ultimo giorno di vita di Ges\u00f9. \u201cLa notte in cui fu tradito\u201d \u00e8 terminata, e \u201cal mattino i capi dei sacerdoti con gli anziani\u2026lo condussero e consegnarono a Pilato\u201d.&nbsp; Il governatore comprende subito che glielo stanno consegnando per invidia. E tuttavia neppure la giustizia romana resiste alla congiura dei violenti che vogliono eliminare l\u2019unico giusto dalla faccia della terra. L\u2019onda violenta del male sembra inarrestabile; \u00e8 talmente forte che travolge tutti. Nessuno riesce a resistervi, n\u00e9 i sacerdoti, n\u00e9 la giustizia romana e neppure la folla. Anche se solo pochi giorni prima molti avevano gridato: \u201cOsanna\u201d, ora tutti urlano unanimi: \u201cSia crocifisso!\u201d Al giusto, all\u2019uomo buono e compassionevole, si preferisce il violento Barabba. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Pilato, che assiste impotente al crescere della violenza, se ne lava le mani divenendone in questo modo complice. Fa quindi flagellare Ges\u00f9, ingiustamente, e poi ancor pi\u00f9 ingiustamente lo consegna loro perch\u00e9 sia crocifisso. Quanto dolore per Ges\u00f9! Un panno di porpora, una canna e una corona di spine. Ecco il re! Ma \u00e8 re come un agnello mansueto che si lascia torturare e uccidere da coloro che ama senza limiti. Per tutti costoro, e per noi, Ges\u00f9 \u201cnon ha considerato un tesoro geloso l\u2019essere uguale a Dio, ma ha spogliato se stesso assumendo la condizione di schiavo\u201d (Fil 2, 6-7), come dice Paolo. In lui possiamo vedere tutti i condannati a morte e tutti i torturati di questo mondo. E\u2019 l\u2019umanit\u00e0 profanata. L\u2019odio acceca, esalta, e fa trovare anche la crudelt\u00e0 nel vincere e nel piegare gli altri. Un uomo, una donna, un gruppo, una etnia, un popolo, diventano l\u2019obiettivo contro cui scatenare l\u2019odio di tanti. Pi\u00f9 deboli sono i nemici e pi\u00f9 ci si sente forti. La mansuetudine di Ges\u00f9 in mezzo a tanta crudelt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica fiammella di luce che permette di sperare in un mondo nuovo, non violento. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 possibile cambiare il mondo, renderlo pi\u00f9 giusto e meno violento. Non rassegniamoci alla cultura maggioritaria della violenza. Lo scorso anno fu approvata alle Nazioni Unite la moratoria per la pena di morte; sembrava impossibile, eppure \u00e8 avvenuto. Certo resta anche la grande battaglia per l\u2019abolizione. Ci sono circa 15.000 condannati che attendono l\u2019esecuzione. Ges\u00f9 \u00e8 morto anche perch\u00e9 nessuno di loro sia ucciso. E assieme a loro ci sono tanti condannati alla morte dall\u2019indifferenza degli uomini. In troppi ci laviamo le mani come Pilato di fronte a uomini e donne colpiti ingiustamente e costretti ad una vita dura.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 15, 21-41. Al Calvario <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ges\u00f9 \u00e8 \u201cconsegnato nelle mani degli uomini\u201d. Ma non sono mani che lo aiutano; lo hanno ridicolizzato e offeso. Fra poco lo crocifiggeranno. \u201cUn passante che tornava dai campi\u201d \u00e8 chiamato ad aiutare Ges\u00f9; viene da Cirene, \u00e8 un africano. Il Cireneo aiuta Ges\u00f9 a portare la croce sino al Golgota. Quanti stranieri sono venuti e ci aiutano! Eppure spesso li guardiamo con disprezzo e fastidio. In verit\u00e0, abbiamo bisogno gli uni degli altri. E lui ha aiutato Ges\u00f9 a portare la croce sino al calvario. Qui, Ges\u00f9 viene inchiodato sulla croce. Nessuna piet\u00e0 per lui; solo sofferenza. Il motivo della condanna \u00e8 scritto sulla tavoletta posta sopra la croce: \u201cIl re dei Giudei\u201d. Per Pilato \u00e8 un\u2019ironia, per i sacerdoti una bestemmia, per Ges\u00f9 \u00e8 il suo Vangelo. Lui \u00e8 il buon pastore che d\u00e0 la vita per le sue pecore, Lui \u00e8 il salvatore che ama fino alla fine quel popolo che pure lo crocifigge. Noi invece mettiamo tanti limiti all\u2019amore, sino a restringerlo solo a noi stessi. E\u2019 facile amare se stessi, e difficile amare gli altri. Sotto la croce rimproverano Ges\u00f9 perch\u00e9 \u201cnon salva se stesso\u201d. Ma come poteva salvare se stesso uno che era vissuto unicamente per salvare gli altri? Quale amore! S\u00ec, ci hai amati sino alla fine, sino alla morte.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;Essa giunge alle tre, ma gi\u00e0 da mezzogiorno il buio era calato sulla terra. In verit\u00e0 quella morte era l\u2019unica luce: su quella croce, infatti, moriva per sempre l\u2019amore per se stessi e trionfava l\u2019amore senza fine per gli uomini. Vedendolo morire in questo modo, il centurione esclama: \u201cVeramente quest\u2019uomo era il Figlio di Dio!\u201d. L\u2019amore ha vinto le tenebre e una luce si \u00e8 accesa nel cuore di quel centurione pagano. Ges\u00f9 non \u00e8 solo, sta tra due condannati a morte. S\u00ec, ancora oggi, nessun crocifisso \u00e8 mai solo, accanto a lui, accanto ai tanti crocifissi di questo mondo, c\u2019\u00e8 sempre Ges\u00f9 che condivide in tutto il loro dolore. Non solo si \u00e8 fatto simile agli uomini, ma simile ai crocifissi. E questo per quell\u2019amore che non conosce limiti.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Tanti, troppi ancora sono crocifissi, come le vittime delle 25 guerre in corso: i due milioni di bambini morti nei conflitti negli ultimi 10 anni, i 20 milioni di profughi fuggiti dalla violenza, gli otto milioni di bambini che muoiono per fame ogni anno. Con loro Ges\u00f9 \u00e8 crocifisso e a loro Ges\u00f9 dice: \u201cOggi sarai con me in paradiso\u201d. A noi \u00e8 chiesto di non voltare la faccia, ma almeno di stare accanto se non sotto la croce, le tante croci del mondo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Mc 15, 42-47. La sepoltura<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Anche Giuseppe d\u2019Arimatea spinto dall\u2019amore per Ges\u00f9 non rinuncia a fare qualcosa per lui. Chi vuol bene a quel profeta disarmato ha un\u2019energia nuova nel cuore e con coraggio va incontro ai poveri, ai deboli, ai malati per aiutarli. Quando Ges\u00f9 era bambino ci fu Giuseppe, uomo giusto e timorato di Dio, che lo protesse dalla furia omicida d Erode. Scrive il Vangelo che \u201cprese con s\u00e9 il bambino e sua madre\u201d e salv\u00f2 ambedue. Ora c\u2019\u00e8 un altro Giuseppe, membro autorevole del Sinedrio, il quale ancora una volta prende con s\u00e9 non pi\u00f9 il bambino, ma Ges\u00f9 adulto, lo cala dalla croce, lo adagia sul lenzuolo e lo depone nel grembo della roccia. In verit\u00e0, andando nel sepolcro Ges\u00f9 scende nelle profondit\u00e0 della storia umana. Ges\u00f9 disse una volta di s\u00e9 che non aveva neppure una pietra dove posare il capo. Ebbene neanche al sepolcro ha posato il capo sulla pietra. La Chiesa infatti ricorda la \u201cdiscesa agli inferi\u201d. Ges\u00f9 in questo sabato santo non resta nella tomba ma scende nei luoghi pi\u00f9 profondi e drammatici della storia degli uomini per raccogliere tutti e portarli con s\u00e9 alla salvezza del nuovo regno. E\u2019 sceso nell\u2019inferno del terremoto dell\u2019Abruzzo, \u00e8 sceso in quell\u2019inferno che sta diventando il Mediterraneo che si riempie sempre pi\u00f9 dei corpi morti degli immigrati che non riescono a raggiungere la costa, scende nei campi profughi del Kivu che raccolgono migliaia e migliaia di donne di uomini che non hanno pi\u00f9 n\u00e9 terra n\u00e9 casa, scende ovunque c\u2019\u00e8 dolore e angoscia di morte. Vuole raccoglierli tutti, perch\u00e9 nessuno vada perduto. E\u2019 morto per questo. E ha sconfitto la morte perch\u00e9 ormai tutti costoro sino nelle sue mani e li porta nel cielo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, siamo con Maria di Magdala e l\u2019altra Maria davanti al sepolcro, ai tanti sepolcri, alle tante croci di questo mondo. Siamo pensosi davanti alla grande pietra che schiaccia la vita di tanti. Tu o Signore vi sei riposto perch\u00e9 la nostra vita porti frutti di amore e di pace. Ti preghiamo: la ferocia che ti ha ucciso, trovi in me, in noi, un amico tuo, un amico di Dio, che da oggi in avanti \u00e8 pi\u00f9 forte nell\u2019amore, e pi\u00f9 resistente al Male. Aiutaci, perdonati dal tuo sangue, a vivere come te, a essere figli di Dio, a essere fratelli tra noi, a superare gli abissi dell\u2019odio e dell\u2019indifferenza e a diffondere nel mondo mitezza e pace, serenit\u00e0 e speranza. Amen. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo celebrato nelle nostre chiese l\u2019adorazione della croce, ma non vogliamo che questo giorno finisca senza aver ancora una volta rivolti i nostri occhi verso colui che \u00e8 stato trafitto. Abbiamo davanti a noi le immagini della distesa di bare all\u2019Aquila. Non vogliamo dimenticarle. E\u2019 facile per noi volgere gli occhi da un\u2019altra parte. E\u2019 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16825,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16824","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/DSC_36831.jpg?fit=300%2C199&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4nm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16824"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16824\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16825"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}