{"id":16812,"date":"2009-02-14T00:00:00","date_gmt":"2009-02-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-valentino-2009.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"san-valentino-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-valentino-2009.html","title":{"rendered":"San Valentino 2009"},"content":{"rendered":"<p><P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">Carissimo mons. Gualdrini, distinte autorit\u00e0, carissimi sacerdoti, care sorelle e fratelli tutti,&nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;la festa del patrono \u00e8 sempre una occasione opportuna per riscoprire quel legame profondo che ci unisce tutti e che ci permette di vivere quella indispensabile dialettica tra le diverse anime e culture della nostra citt\u00e0 senza lacerazioni. S\u00ec, vorrei dire che San Valentino ci richiama tutti a servire il bene comune della citt\u00e0 come la stella polare del nostro impegno. Anche la Chiesa diocesana \u00e8 chiamata a confrontarsi con lealt\u00e0 e passione sul suo servizio per il bene comune della citt\u00e0. Il Patrono \u2013 che a tutti ripropone il primato di questo orizzonte &#8211; ci aiuta perci\u00f2 a riscoprire questa tensione che rende virtuosa quell\u2019indispensabile confronto tra le diverse componenti che costituiscono la citt\u00e0. &nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Questo anno, la memoria di San Valentino, mi spinge a proporre alla nostra riflessione il grande tema delle giovani generazioni. Domenica scorsa la celebrazione della \u201cfesta della promessa\u201d, a cui hanno partecipato alcune centinaia di coppie di fidanzati, mi ha convinto ancor pi\u00f9 dell\u2019urgenza di riflettere sull\u2019indispensabile rapporto che c\u2019\u00e8 tra le giovani generazioni e il futuro della nostra citt\u00e0. Questa questione, in verit\u00e0, \u00e8 risuonata in maniera robusta anche durante il convegno del 14 giugno dello scorso anno. Dicemmo allora che sarebbe stato opportuno durante il mese valentiniano ricavare un tempo per riflettere sulla citt\u00e0, un tempo in cui pensare al suo presente e al suo futuro. Abbiamo chiamato questo tempo \u201cfesta della citt\u00e0\u201d per sottolineare quel clima di passione per la citt\u00e0 che l\u2019amore suscita ogni volta che viene vissuto, sapendo che comporta necessariamente dibattito, dialettica, magari anche sofferenza, non certo indifferenza e passivit\u00e0 o egocentrismo e chiusure nel proprio particolare che sono il veleno che uccide in radice ogni convivenza umana. &nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Anche la Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci spinge ad una nuova attenzione alle giovani generazioni. Dio, ci ha ricordato il primo libro di Samuele, in un momento particolarmente importante per la storia del suo popolo, scelse per la sua guida il pi\u00f9 giovane dei figli Eliab: Davide. Era ancora un ragazzo e stava pascolando il gregge nei campi. Ma fu atteso da tutti prima di mettersi a tavola per il pranza: su di lui si era posato lo sguardo di Dio e gli altri dovettero fare altrettanto. Anche Pietro, nel giorno di Pentecoste, (At 2,17), parlando agli ascoltatori su quella piazza di Gerusalemme richiam\u00f2 le parole del profeta Gio\u00e8le: \u201ci vostri figli e le vostre figlie profeteranno; i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni\u201d. S\u00ec, la Parola di Dio sembra suggerire anche a noi di rivolgere i nostri occhi verso le giovani generazioni per accoglierle, per promuoverle, per assecondarle, aiutarle, per lasciare loro lo spazio del futuro. Penso allo straordinario movimento di giovani che Giovanni paolo II ha suscitato nel mondo per la sua attenzione a questa generazione nascente. Lo stesso San Valentino in verit\u00e0 \u00e8 una testimonianza preziosa della fiducia che dobbiamo dare alle giovani generazioni perch\u00e9 si impegnino con intelligenza e generosit\u00e0 per il bene comune, nella famiglia, nella scuola, nella politica, nella Chiesa. Credo sia necessario porre sulle nuove generazioni un\u2019attenzione ben maggiore di quella che ordinariamente abbiamo. Anzi, \u00e8 indispensabile una scelta coraggiosa ed audace in loro favore. Ed \u00e8 urgente farla con sollecitudine se vogliamo guardare con speranza il nostro futuro. A Terni tale questione resta forse ancora un po\u2019 nascosta, ma non per questo \u00e8 meno pressante. Ne abbiamo una percezione quando parliamo con i giovani di Terni, quando raccogliamo i loro desideri e \u2013 troppo spesso \u2013 le loro delusioni per le opportunit\u00e0 che come citt\u00e0 offriamo loro. Mi ha invece sorpreso qualche giorno fa \u2013 in un seminario filosofico \u2013 vedere il loro fortissimo interesse sulle questioni centrali dell\u2019esistenza. Questo mi fa pensare che ci sono attese belle tra i nostri giovani, ci sono sogni. Ma dobbiamo farcene carico tutti: dalle istituzioni di governo locale alle imprese, dalle scuole alle famiglie, dalle organizzazioni ecclesiali ai partiti ai sindacati. Tutti. La questione generazionale, che certamente coinvolge l\u2019intero paese, a Terni presenta a mio avviso alcune peculiarit\u00e0 da non trascurare. Faccio un solo esempio: la nostra citt\u00e0 sta invecchiando e restringendo il suo futuro: ci sono pi\u00f9 anziani che giovani. E per di pi\u00f9 molti giovani vedono il loro futuro fuori. So bene che stiamo parlando di una questione complessa e non pu\u00f2 essere affrontata superficialmente. Ma proprio per questo sento la responsabilit\u00e0 di proporla alla attenzione di tutti perch\u00e9 sia affrontata con saggezza, con tempestivit\u00e0, con realismo. Vorrei perci\u00f2 offrire alcuni spunti che a me paiono particolarmente importanti. &nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il primo \u00e8 quello che vede la questione generazionale intrecciarsi a quella dei gruppi dirigenti della citt\u00e0. Ne ho gi\u00e0 parlato altre volte con molti di voi, sia in privato che in pubblico. Terni ha grandi potenzialit\u00e0, ma deve fare uno sforzo collettivo pi\u00f9 esplicito per mettere in moto le energie che siano in grado di sviluppare queste potenzialit\u00e0. E questo \u00e8 un compito a cui sono chiamati soprattutto i gruppi dirigenti della citt\u00e0, tutti i gruppi dirigenti. S\u00ec, il ricambio generazionale va messo a tema con maggiore coraggio, con maggiore audacia. Ovviamente, non stiamo parlando semplicemente di un problema di et\u00e0 anagrafica, bens\u00ec di un processo, che \u00e8 peraltro fisiologico: ogni generazione ha la sua sfida da affrontare e da vincere. E quando cambia la sfida, se vogliamo vincerla a beneficio del bene comune della citt\u00e0, inesorabilmente debbono cambiare anche le generazioni chiamate ad affrontarla. Se questo non avviene si rischia una sorta di vischioso avvitamento della realt\u00e0 sociale della citt\u00e0. S\u00ec, se non c\u2019\u00e8 ricambio generazionale \u00e8 difficile reinventare la citt\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 difficile mettere la cultura al primo posto, investire sulla scuola e sull\u2019universit\u00e0, dare impulso al lavoro locale di costruzione delle competenze, scommettere sulla creativit\u00e0, fare tesoro del ruolo pubblico dell\u2019esperienza di fede cristiana. Dobbiamo chiederci \u2013 e la domanda non \u00e8 retorica &#8211; se non sia venuto il tempo di una generazione nuova, non cresciuta tra i muri delle ideologie, che non ha paura del ruolo pubblico dell\u2019esperienza religiosa, che vive la globalizzazione come risorsa e non come minaccia, che ama l\u2019apertura e non la chiusura, che si trova pi\u00f9 a suo agio con la speranza piuttosto che con la paura. E ancora: non \u00e8 venuto il tempo, anche a Terni, &#8211; e qui mi rivolgo in particolare alla nostra comunit\u00e0 cristiana &#8211; di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, come ricordava Benedetto XVI nel suo recente viaggio pastorale in Sardegna?&nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La questione generazionale si incrocia, inoltre, con la questione educativa. Il confronto tra le generazioni, che ovviamente \u00e8 fatto anche di conflitto e di sostituzione, \u00e8 tanto pi\u00f9 fecondo per la formazione dei giovani e per la loro educazione quanto pi\u00f9 le generazioni adulte dispongono non solo di idee e di grandi progetti ma anche di testimoni autorevoli e credibili. S\u00ec, abbiamo bisogno di adulti che siano credibili. Il problema giovanile \u00e8 rappresentato da noi adulti, soprattutto quando siamo poco credibili, poco esemplari. L\u2019esperienza, ormai quasi decennale, di vescovo a Terni mi ha fatto vedere che non mancano per i nostri giovani testimoni autorevoli, nelle famiglie, nelle esperienze di amicizia, nelle scuole, nelle comunit\u00e0 religiose. E tuttavia dobbiamo chiederci con non poca preoccupazione: ma i nostri giovani si identificano, anche per un attimo, con un giovane politico, con un giovane imprenditore, con un giovane professore, con un giovane prete? Ecco che la questione generazionale torna ad essere una questione non semplicemente legata al dato anagrafico.&nbsp; Noi adulti dobbiamo essere autorevoli sia nel lavoro che negli ideali della vita. Non pu\u00f2 esserci un serio e fecondo confronto generazionale, e quindi virtuoso processo di ricambio tra generazioni, se Terni non lascia spazio e visibilit\u00e0 a testimoni autorevoli, se non riconosce il ruolo di questi testimoni, se non prende definitivamente congedo dai suoi vecchi miti (ideologici, sociali, economici) che offuscano il presente e rendono assai difficile pensare un futuro pi\u00f9 ricco e abbondante. La profezia delle giovani generazioni \u00e8 legata alla sapienza della generazione precedente. Anzi, possiamo dire che non c\u2019\u00e8 profezia delle giovani generazioni se non ci sono generazioni adulte capaci di sognare, se non ci sono adulti capaci di essere testimoni credibili, se non ci sono gruppi dirigenti capaci di entusiasmare, di motivare, di emozionare, di rompere gli equilibri consolidati, di rendere concreta la forza del bene comune di Terni accanto alla parzialit\u00e0 degli interessi individuali o di gruppo, di definire traguardi ambiziosi per tutta la citt\u00e0. &nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;In questo orizzonte si comprende quanto la questione generazionale sia legata anche a quella formativa che vorrei focalizzare oggi sulla la centralit\u00e0 della scuola, lasciando ad altro momento il compito affidato alla famiglia; un compito divenuto sempre pi\u00f9 difficile eppure sempre pi\u00f9 indilazionabile. C\u2019\u00e8 uno smarrimento che preoccupa. I giovani sono legati alla famiglia, ma spesso l\u2019autorevolezza dei genitori \u00e8 decisamente appannata. E\u2019 urgentissimo una riflessione in questo campo e sono lieto che talune iniziative sono state avviate. Ma tornando alla questione della scuola, la realt\u00e0 ci dice che ogni scenario futuro &#8211; a Terni come in tutte le societ\u00e0 &#8211; mette al centro il ruolo della scuola come fattore primario per la crescita della stessa citt\u00e0. Dalla scuola dipendono la formazione delle nuove generazioni, la loro creativit\u00e0, la loro capacit\u00e0 di innovazione. Non solo. La scuola \u00e8 anche un canale irrinunciabile per la&nbsp; mobilit\u00e0 sociale come per ogni fenomeno di integrazione sociale, soprattutto in una citt\u00e0 come Terni profondamente segnata dalla presenza di molte comunit\u00e0 di origine straniera. Ormai iniziano ano ad essere numerosi i ragazzi stranieri nelle nostre scuole; \u00e8 una straordinaria opportunit\u00e0 per far crescere la nostra citt\u00e0 con un nuovo orizzonte. La scuola ha poi un ruolo nella questione generazionale che non \u00e8 legato semplicemente agli studenti. Ad essere decisivo oggi \u00e8 anche il ruolo dei giovani professori, quelli tra i quali \u00e8 pi\u00f9 intensa la volont\u00e0 di costruire, rinnovandola, un\u2019identit\u00e0 professionale forte, aperta, disponibile, autorevole. Giovani generazioni di insegnanti che non vogliono finire con il fare i burocrati dell\u2019organizzazione scolastica ma che vogliono continuare a crescere, a maturare, a migliorare per far crescere, migliorare e maturare la scuola. E anche in questo campo dobbiamo lavorare, come citt\u00e0, a confronto con altre aree del paese: a Terni abbiamo infatti pochi giovani professori. Forse \u00e8 necessario investire pi\u00f9 risorse sulla scuola e non metterla in difficolt\u00e0: lo dico a tutti noi, dai governi locali alla stessa comunit\u00e0 ecclesiale, passando per le imprese e per l\u2019universit\u00e0. Su questo punto avremo ancora occasione di riflettere nel seminario \u201cla scuola e la citt\u00e0\u201d organizzato, all\u2019interno della \u201cfesta della citt\u00e0\u201d, nei prossimi giorni.&nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La questione generazionale \u00e8 altres\u00ec anche una questione economica. Non \u00e8 questo il momento per fermarsi a riflettere su come la crisi che stiamo traversando, e di cui forse ancora non conosciamo gli esiti, si abbatta sul futuro delle nuove generazioni. Penso sar\u00e0 necessario porvi attenzione e presto. Anche le Chiese dell\u2019Umbria stanno riflettendo su questo in vista di una iniziativa straordinaria di solidariet\u00e0. Ma vorrei porre qui un altro interrogativo pi\u00f9 legato ai temi precedenti: quanto il mondo dell\u2019economia valorizza le capacit\u00e0 e la qualificazione dei giovani disponibili nella nostra citt\u00e0 o da attrarre da altre citt\u00e0? Penso in particolar alle potenzialit\u00e0 delle giovani donne, da tempo pi\u00f9 istruite e pi\u00f9 formate dei loro coetanei. Insomma, stiamo lavorando per i giovani o contro i giovani? Abbiamo la percezione che mortificare le loro risorse pu\u00f2 voler dire impedire a questa citt\u00e0 un futuro migliore? Pensiamo al danno che arrechiamo alla citt\u00e0 trascurando le risorse di quelle che vengono definite le \u201cgenerazioni digitali\u201d, in primo luogo nel mondo dell\u2019impresa e pi\u00f9 in generale nella sfera economica? I nostri imprenditori hanno ripensato il loro modo di valorizzare i talenti? Si impegnano a far crescere le capacit\u00e0 delle persone che lavorano nell\u2019impresa e, in questo modo, le capacit\u00e0 dell\u2019intera citt\u00e0? Hanno la percezione della loro grande responsabilit\u00e0 per il bene comune della citt\u00e0? Mi pare significativo che i giovani imprenditori della citt\u00e0 si siano dati appuntamento, come spinti da questa nuova prospettiva, nelle prossime settimane per contribuire pubblicamente a questa irrinunciabile riflessione corale.&nbsp;<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Infine, lasciate che leghi la questione generazionale anche alla Chiesa. E\u2019 urgente all\u2019interno della comunit\u00e0 ecclesiale mettersi nuovamente in ascolto delle giovani generazioni e dare loro grande fiducia. Il ritardo con cui stiamo affrontando la questione giovanile mi pesa molto. E\u2019 urgente mettersi in ascolto delle domande delle giovani generazioni e consentire che trovino dentro le nostre comunit\u00e0 ecclesiali accoglienza, dignit\u00e0, riconoscimento ma anche confronto, irrinunciabile educazione al discernimento e al giudizio, giusto senso della tradizione e critica, anche severa, se necessario. Tutti assistiamo con grande preoccupazione alle ferite profonde che si abbattono sui giovani fin dall\u2019adolescenza: penso alla schiavit\u00f9 della droga e dell\u2019alcool, penso alla solitudine profonda di molti giovani che li rende preda di qualsiasi sirena, penso alla noia che li porta a scelte assurde, dal bullismo sino alla morte. <\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Care sorelle e cari fratelli, cari sacerdoti, occorrono scelte non compiacenti, che siano immuni da ogni indulgenza e da ogni sterile&nbsp; giovanilismo. Come ho accennato per la vita civile, anche per quella ecclesiale \u00e8 vero che i problemi delle giovani generazioni spesso sono la conseguenza dei comportamenti educativi degli adulti. Abbandonare ogni preoccupazione per un futuro comune, affievolire ogni speranza, vivere senza aspirazioni alte, non avere sogni e ambizioni significa costringere i nostri giovani a non immaginare possibile un futuro pi\u00f9 alto, pi\u00f9 grande. Ma rischiamo di essere noi a tirarli in basso. Abbiamo bisogno di costruire luoghi di crescita robusta: penso all\u2019indispensabile rilancio degli oratori, ma anche ad una nuova vitalit\u00e0 delle associazioni giovanili tradizionali e dei nuovi movimenti. E\u2019 nelle nuove generazioni che passa il futuro anche delle nostre comunit\u00e0 ecclesiali.<\/P><br \/>\n<P style=\"MARGIN-LEFT: 6pt; MARGIN-RIGHT: 6pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Care sorelle e cari fratelli, sono convinto che ci troviamo ad un passaggio importante della storia di Terni. Non possiamo rassegnarci a convivere con le nostre debolezze, n\u00e9 possiamo lasciare ad altri il compito di neutralizzare i segni di un non impossibile crepuscolo. Dobbiamo invece praticare e diffondere una nuova fiducia partendo da quella per le nuove generazioni. Ges\u00f9 stesso ce lo insegna. L\u2019episodio evangelico che abbiamo ascoltato ci richiama a questa nuova responsabilit\u00e0. I discepoli non erano riusciti a guarire quel giovane che il padre aveva portato loro. Ges\u00f9, invece, se lo fece portare davanti e lo guar\u00ec ridandogli quella forza che non aveva pi\u00f9. Al disappunto dei discepoli di non essere riusciti loro, Ges\u00f9 rispose: \u201cSe avrete fede pari ad un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a l\u00e0, ed esso si sposterebbe\u201d(Mt 17, 20). Ges\u00f9 fa questa celebre affermazione proprio in rapporto alla guarigione di un giovane. <\/P><br \/>\n<P>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Care sorelle e cari fratelli, se abbiamo fede, se siamo un po\u2019 pi\u00f9 audaci, se ci prendiamo cura delle nuove generazioni con pi\u00f9 generosit\u00e0 anche noi potremo spostare quelle montagne che rischiano di rinchiuderci nella conca e che impediscono ai giovani di costruire una citt\u00e0 pi\u00f9 larga. San Valentino, che ebbe a cuore i giovani del suo tempo, ci aiuti a far crescere nuove generazioni che siano capaci di dare alla nostra citt\u00e0 un nuovo slancio, una nuova prospettiva, un nuovo futuro. Essi stessi sono chiamati a prendersi le loro responsabilit\u00e0, ma sar\u00e0 difficile che possano farlo senza la nostra sapienza e la nostra fiducia. San Valentino sta davanti a noi e continua ad invitarci a seguire il suo esempio perch\u00e9 la Terni di questo inizio di secolo ritrovi un nuovo slancio, un nuovo futuro.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimo mons. Gualdrini, distinte autorit\u00e0, carissimi sacerdoti, care sorelle e fratelli tutti,&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;la festa del patrono \u00e8 sempre una occasione opportuna per riscoprire quel legame profondo che ci unisce tutti e che ci permette di vivere quella indispensabile dialettica tra le diverse anime e culture della nostra citt\u00e0 senza lacerazioni. 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