{"id":16806,"date":"2008-12-31T00:00:00","date_gmt":"2008-12-31T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/natale-2008-te-deum.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"natale-2008-te-deum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-2008-te-deum.html","title":{"rendered":"Natale 2008 &#8211; Te Deum"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Chiesa, otto giorni dopo il Natale, ci porta ancora una volta a meditare, o meglio, a rivivere questo mistero che ha cambiato il corso della storia. Il vero inizio che da un nuovo impulso alla nostra storia che sempre dovremmo ricordare \u00e8 la nascita di Ges\u00f9. Le generazioni cristiane passate, infatti, proprio per questa convinzione, iniziarono a contare gli anni partendo dalla nascita di Ges\u00f9. E\u2019 stato un evento che ha cambiato la storia umana, immettendovi una energia nuova di amore, di giustizia e di pace. Il 31 dicembre \u00e8 solo una scelta legata alla conclusione della rivoluzione che la terra ha compiuto attorno al sole; si tratta di una convenzione che ci segnare il cambiamento di calendario. Ovviamente va bene fare festa. Certo \u00e8 che il cambiamento della vita non dipende dalla terra che gira o dal sistema solare che si muove nello sconfinato universo. Quel che ha portato la vera novit\u00e0 nella storia \u00e8 l\u2019evento del Creatore del cielo e della terra che ha scelto di nascere in mezzo a noi. E il Te Deum che canteremo questa sera \u00e8 un inno di ringraziamento proprio per la notte di Natale che continuiamo a celebrare. S\u00ec, ringraziamo il Signore perch\u00e9 non se ne \u00e8 stato nei cieli lontano ma \u00e8 venuto ad abitare con noi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il Vangelo ci riporta accanto a quel Bambino. La scena evangelica posta davanti ai nostri occhi: quel piccolo gruppo di pastori, assieme a Maria e a Giuseppe raccolti tutti attorno a quel bambino \u00e8 l\u2019inizio di una storia nuova nel mondo. Non la storia di una dottrina, magari alta e straordinariamente saggia, non la storia di un impero, magari sapiente e giusto, ma molto pi\u00f9 semplicemente la storia di una fraternit\u00e0 di amici, di un gruppo di persone che riconosce in quel Bambino il Salvatore: \u00e8 la Chiesa. La Chiesa, care sorelle e cari fratelli, \u00e8 tutta gi\u00e0 qui. Certo, nel corso dei secoli si \u00e8 arricchita di forme, di istituzioni, di realizzazioni, ma il suo cuore, la sua forza \u00e8 tutta e solo in quel gruppetto della grotta di Natale. E\u2019 questo evento che continua a generare amore, giustizia e pace nel mondo. E noi, attraverso la grazia del battesimo, ne siamo diventati partecipi. S\u00ec, attraverso la sequela al Vangelo, noi siamo diventati partecipi di questo straordinario sogno di Dio di cambiare il mondo attraverso questo bambino. Essere cristiani \u00e8 far parte di questo disegno straordinario di amore. In questi giorni siamo chiamati tutti a riconoscerlo, a capirlo e a viverlo. Purtroppo, spesso siamo a tal punto concentrati su noi stessi o sulle cose che crediamo importanti, e dimentichiamo questo orizzonte di amore che \u00e8 la nostra vera sostanza e identit\u00e0. Il Te Deum lo cantiamo anche per questo: per ringraziare il Signore di non essere soli, ma di far parte della Chiesa e quindi del disegno di amore di Dio sul mondo. Non siamo in balia del caso e neppure degli oroscopi e neppure del ciclo solare o dell\u2019eterno ritorno. Noi siamo inseriti dentro una storia di amore che \u00e8 quella della Chiesa, di questa Chiesa di Terni, Narni, Amelia. S\u00ec ringraziamo il Signore di far parte di questa famiglia. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Lo ringraziamo per i doni che continua a farci. Lo ringraziamo per la storia di questi anni passati e in particolare di questo anno che abbiamo iniziato sull\u2019onda della Lettera Pastorale \u201cLa via dell\u2019amore\u201d. In essa ho voluto evidenziare che l\u2019amore, quello di Maria, di Giuseppe e dei pastori, per il Bambino \u00e8 il cuore della fede cristiana. S\u00ec, ci \u00e8 chiesto anzitutto di amare in maniera larga e gratuita. E questo \u00e8 possibile se iniziamo ad amare i piccoli e i poveri. Di qui rinasce la vita. Solo se percorriamo questa via dell\u2019amore, che \u00e8 quella del Buon Samaritano, cambieremo questa nostra societ\u00e0. Questa convinzione ci ha spinti a spenderci non solo per noi stessi o per le questioni interne alle nostre parrocchie, ma anche per la vita della citt\u00e0 e per il suo sviluppo. E\u2019 da tempo che cerchiamo di sollecitare la vita di tutti ad aprirsi e ad essere pi\u00f9 generosa perch\u00e9 ogni persona, e non solo alcuni, perch\u00e9 tutte le istituzioni e non solo alcune, prendano a cuore in maniera rinnovata il destino di questa nostra citt\u00e0. Le energie ci sono. Lo abbiamo visto nel convegno di giugno appositamente intitolato: \u201cUna responsabilit\u00e0 comune per il futuro della citt\u00e0\u201d. Esce proprio oggi il volume degli Atti. Sono offerti alla citt\u00e0 intera perch\u00e9 ciascuno continui la riflessione e ciascuno possa portare il suo responsabile contributo. La Chiesa diocesana, dopo il convegno, si \u00e8 sentita interpellata in prima persona a pensare non solo alle proprie questioni interne ma anche all\u2019intera citt\u00e0 e al suo futuro. Su questo abbiamo tenuto l\u2019assemblea diocesana di fine novembre. E una nuova lettera pastorale contribuir\u00e0 a sviluppare questa prospettiva. Il mio augurio \u00e8 che tutte le diverse istituzioni e realt\u00e0 cittadine possano aprirsi ad una riflessione sulla citt\u00e0 e avviare un processo virtuoso per affrontare con maggiore slancio gli anni che verranno.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Per cristiani servire la citt\u00e0 significa anzitutto essere lievito di amore, di giustizia e di pace. Non sono anzitutto i programmi e neppure le strategie il primo contributo che noi possiamo offrire. Possiamo e cerchiamo di fare anche questo. Ma il debito grave che abbiamo verso la societ\u00e0 di oggi, e non solo nella nostra citt\u00e0, ma anche nella regione e nel nostro Paese, \u00e8 quello di far ritrovare l\u2019amore. S\u00ec dobbiamo ridare il cuore ad una societ\u00e0 che spesso si comporta senza cuore, tanto da diventare spietata. Dobbiamo ridare l\u2019amore gratuito ad una societ\u00e0 che respira solo sul versante mercantile del dare solo se riceve. Dobbiamo ridare un\u2019anima a questa societ\u00e0 che sembra averla smarrita dietro il guadagno a tutti i costi, l\u2019interesse esclusivo di singoli e di gruppi, un materialismo sempre pi\u00f9 invadente, una rassegnazione che lascia dilagare l\u2019egocentrismo, la ricerca di droghe per un attimo di felicit\u00e0, e cos\u00ec oltre. I cristiani sono una risorsa per la citt\u00e0 se sanno testimoniare il Vangelo dell\u2019amore. E\u2019 questa la prima frontiera della nostra responsabilit\u00e0, care sorelle e cari fratelli. Ed \u00e8 in questo contesto che ho voluto consegnare in questo anno a tutti voi il libro dei Vangeli della Messa di ogni giorno, da me commentati. Sfogliando queste pagine ogni giorno diventeremo quel lievito di amore di cui la citt\u00e0 e il mondo hanno bisogno.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Le notizie di guerra che continuano ad arrivarci &#8211; ed in questi giorni sono particolarmente preoccupanti quelle che vengono dalla terra di Ges\u00f9 &#8211; non possono vederci distratti, magari occupati solo per le nostre questioni interne. Le guerre, questa guerra, \u00e8 l\u2019emergenza di un malessere profondo che coinvolge quel \u201cvillaggio globale\u201d che \u00e8 il nostro mondo. S\u00ec, la striscia di Gaza e il Negev fanno parte di noi, della nostra citt\u00e0, della nostra terra. Ecco perch\u00e9 assieme al Te Deum vogliamo anche invocare la pace. La preghiera per la pace che il primo gennaio la Chiesa ci chiede di fare, \u00e8 il modo giusto per muovere i nostri primi passi nell\u2019anno che viene. Il messaggio di Benedetto XVI intitolato \u201cCombattere la povert\u00e0, costruire la pace\u201d, richiama il rapporto perverso che c\u2019\u00e8 tra guerra e povert\u00e0. L\u00e0 dove un povero non \u00e8 aiutato, l\u00e0 dove muore un povero, si getta un seme di guerra, di cultura dell\u2019indifferenza che diventa presto disprezzo e violenza. Solo se si apre un circolo di amore che porta all\u2019attenzione ai poveri anzitutto, la pace trover\u00e0 la sua vita. Sono lieto perci\u00f2 di sapere che domani pomeriggio al termine della celebrazione eucaristica partir\u00e0 dalla Chiesa di san Pietro un piccolo corteo per la pace che si concluder\u00e0 nella Chiesa di san Lorenzo. E\u2019 un modo per prender parte a quell\u2019anelito di fraternit\u00e0 universale partito dalla grotta di Betlemme in quella notte nel quale il Principe della pace, come scriveva Isaia, \u00e8 venuto ad abitare in mezzo a noi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, il libro dei Numeri riporta anche a noi la benedizione di Mos\u00e9 al popolo di Israele: \u201cTi benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti dia pace\u201d. E\u2019 la benedizione che chiediamo a Dio per la nostra citt\u00e0, per questa nostra terra, mentre ringrazio le autorit\u00e0 che hanno voluto prendere parte a questa nostra celebrazione e in particolare al Comune per la bella tradizione che da qualche anno vede porgere alla Chiesa diocesana un dono. Questo anno si tratta di una \u201cpisside\u201d per la Cattedrale di Terni. In essa, assieme alle ostie che diventano il Corpo del Signore, vogliamo deporre tutte le gioie e le speranze, tutti le tristezze le angosce di questa nostra citt\u00e0 perch\u00e9 il Signore la protegga, le sia propizio e le dia pace. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; La Chiesa, otto giorni dopo il Natale, ci porta ancora una volta a meditare, o meglio, a rivivere questo mistero che ha cambiato il corso della storia. Il vero inizio che da un nuovo impulso alla nostra storia che sempre dovremmo ricordare \u00e8 la nascita di Ges\u00f9. 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