{"id":16801,"date":"2008-11-30T00:00:00","date_gmt":"2008-11-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/trigesimo-della-morte-di-santo-quadri.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"trigesimo-della-morte-di-santo-quadri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/trigesimo-della-morte-di-santo-quadri.html","title":{"rendered":"Trigesimo della morte di Santo Quadri"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Con questa domenica inizia il nuovo anno liturgico. Non \u00e8 la replica di una storia gi\u00e0 conosciuta. Siamo a tal punto analfabeti di Dio da aver bisogno di tornare alla Sua scuola. Tutti! Stare con il Signore non \u00e8 una ripetizione sempre uguale: lo diventa quando teniamo la nostra vita lontana da Lui e dai fratelli. Le domeniche ci aiutano a capire nell\u2019oggi il mistero della sua presenza tra gli uomini. E\u2019 un mistero di amore. E, come ogni storia di amore ha vari momenti, tutti importanti, cos\u00ec anche questa con Ges\u00f9. Quel che ci \u00e8 chiesto \u00e8 ascoltare e seguire il Signore e, anzitutto, di attenderlo. Ges\u00f9 stesso esorta: \u201cVigilate, non sapete quando il padrone di casa ritorner\u00e0\u201d. Tutta la nostra vita \u00e8 un\u2019attesa. Quando non aspettiamo pi\u00f9 nessuno, quando il domani sembra non esserci pi\u00f9, iniziamo un p\u00f2 a morire. Quando lasciamo solo qualcuno lo aiutiamo a morire. Qualche volta pensiamo che in fondo gli altri non aspettino niente, non gli serva nulla, stiano bene come sono. Non \u00e8 cos\u00ec. Chi aiuta gli uomini a sperare? Chi cerca di capire e rispondere all\u2019attesa dell\u2019altro o di interi popoli segnati dalla guerra e dalla violenza? Chi incoraggia e risponde all\u2019attesa di tanti giovani? Anche per questo dobbiamo essere \u201cvigilanti\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp; Il tempo liturgico viene scandito dal tempo di Dio; o meglio, \u00e8 il tempo di Dio che entra in quello degli uomini. Ed \u00e8 misurato dal mistero stesso di Ges\u00f9: inizia dalla sua nascita, continua con la predicazione in Galilea e in Giudea sino alla morte, resurrezione e ascensione al cielo. Ogni domenica, da questa prima di Avvento sino alla festa di Cristo re, la Parola di Dio ci prende per mano, ci sottrae in certo modo alla schiavit\u00f9 dei nostri ritmi, e ci introduce dentro il mistero di Cristo, per renderci partecipi della sua stessa vita. Con il tempo liturgico riceviamo il grande dono di divenire contemporanei di Ges\u00f9. E\u2019 questa la \u201cforza\u201d delle domeniche, che faceva dire ai primi cristiani: \u201cPer noi \u00e8 impossibile vivere senza la domenica\u201d. E\u2019 impossibile vivere senza guardare Ges\u00f9, o meglio, senza lasciarci guardare e aiutare da lui ogni domenica.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp; L\u2019Avvento, lo sappiamo bene, \u00e8 un tempo che ci viene offerto per prepararci alla nascita di Ges\u00f9. La Chiesa mette sulle nostre labbra la supplica del profeta Isaia: \u201cPerch\u00e9 Signore ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema? Ritorna, per amore dei tuoi servi. Se tu squarciassi i cieli e scendessi!\u201d (Is 63, 17). Si, \u201cRitorna, Signore, per amore dei tuoi servi !\u201d Ne abbiamo bisogno. Ne ha bisogno la l\u2019Africa che continua ad essere bagnata dal sangue di migliaia di figli; ne hanno bisogno tanti paesi ove milioni e milioni di poveri muoiono di fame ogni giorno; ne hanno bisogno le grandi citt\u00e0 dell\u2019Occidente che emarginano schiere innumerevoli di deboli, di anziani, di malati. Ne hanno bisogno i cuori di tanti uomini e tante donne perch\u00e9 sciolgano la loro durezza, si commuovano sui poveri e sui deboli e si adoperino per un nuovo futuro. \u201cSe tu squarciassi i cieli e scendessi !\u201d Questo grido \u00e8 la preghiera dell\u2019Avvento; e resta la preghiera universale di questo tempo. Il tempo di Avvento irrompe nelle nostre giornate, appunto, per ricordarci l\u2019invocazione del profeta e le grida dei tanti che aspettano qualcuno che li salvi. Queste grida, spesso lontane dalle nostre orecchie, sono in realt\u00e0 la vera nostra coscienza. Esse ci aiutano a comprendere il senso concreto dell\u2019Avvento e ci spingono a non restare addormentati nella nostra avara tranquillit\u00e0. Noi, pur smaliziati, abbiamo smarrito il senso dell\u2019attesa; siamo convinti che non verr\u00e0 nessuno a salvarci; tanto convinti da inculcare ai nostri piccoli che debbono badare da soli a se stessi, che non debbono aspettarsi nulla da nessuno. E\u2019 triste una societ\u00e0 senza Avvento, una societ\u00e0 che non spera pi\u00f9 n\u00e9 per s\u00e9 n\u00e9 per gli altri. Questo tempo ci viene donato perch\u00e9 il Signore verr\u00e0 e ci salver\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp; Vorrei ricordare in questo orizzonte il vescovo Santo Quadri, che ci ha lasciato poco pi\u00f9 di un mese fa. E\u2019 giunto a Terni il 28 maggio del 1976, come pastore di questa Chiesa. Egli si inseriva nella lunga scia di vescovi che da Sant\u2019Atanasio, San Valenitno sino ad oggi hanno guidato ininterrottamente la comunit\u00e0 cristiana di questa citt\u00e0 come rappresentanti dell\u2019unico vero \u201cpastore\u201d, il bambino di Nazaret. Oggi ci guarda dal cielo, assieme alla lunga schiera dei suoi predecessori. E\u2019 venuto in un momento particolare della storia della Chiesa e di questa terra. Il Concilio Vaticano II era terminato da pochi anni. Si rendeva necessario applicarlo anche a Terni. E lui, che partecip\u00f2 all\u2019assise conciliare prima da perito e poi da vescovo, pot\u00e9 donare a questa diocesi quell\u2019entusiasmo di rinnovamento ecclesiale che si respirava negli anni conciliari. Con lui muore uno dei pochi vescovi rimasti che hanno partecipato a quell\u2019evento \u201cprimaverile\u201d della Chiesa. Se oggi noi possiamo godere di una chiesa diocesana decisamente incamminata sulla vie aperte dal Concilio, molto dobbiamo a lui. Fece rifluire in questa nostra Diocesi tutta la sua passione per una Chiesa che fosse fermento di amore e di giustizia nel mondo. Quante volte si \u00e8 parlato con lui di quella Costituzione conciliare che \u00e8 la Gaudium et Spes alla cui redazione prese parte direttamente! E di qui il suo impegno per la promozione del laicato e per l\u2019attenzione al mondo del lavoro. Voi tutti ricordate la sua immediatezza e la sua franchezza nel dialogare con tutti, nessuno escluso. Sentiva la sua responsabilit\u00e0 pastorale perch\u00e9 la Chiesa, in una nuova condizione non pi\u00f9 di maggioranza nella societ\u00e0, non facesse mancare la sua voce. E nessuno pu\u00f2 dimenticare la straordinaria visita di Giovanni Paolo II a Terni, la sua prima visita in una fabbrica. Il Papa ne fu talmente colpito da non dimenticarla pi\u00f9, anzi da farne una sorta di riferimento quando pensava al mondo del lavoro. Fu proprio questo incancellabile ricordo che lo port\u00f2 qualche anno dopo ad intervenire con passione quando si tratt\u00f2 di difendere il lavoro nelle acciaierie.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp; Mons. Quadri si \u00e8 legato molto a Terni. Anche se \u00e8 stato chiamato a governare la Diocesi di Modena, e poi a risiedere in quella citt\u00e0, tornava spesso a Terni e amava fermarsi per incontrare gli amici, come non mancava mai di inviare i suoi auguri. La schiettezza del suo tratto faceva di mons. Quadri non solo un pastore ma anche un padre e un amico. Molte sono le iniziative che hanno caratterizzato il suo passaggio a Terni, dalle famose battaglie dialettiche in occasione dei referendum al dialogo con le autorit\u00e0 cittadine, dalla creazione dell\u2019Istes per la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa e per la formazione teologica dei laici, dalla ristrutturazione dell\u2019ufficio pastorale della Diocesi oltre che del vescovado di Terni alla fondazione della Radio diocesana TNA, e a tante altre ancora. Ma non \u00e8 questo il momento per accennare a questi aspetti del suo episcopato a Terni. In questa Santa Liturgia del trigesimo vogliamo ringraziare il Signore per averci inviato a Terni un vescovo che non aveva semplicemente preso parte al Concilio, ma che aveva contribuito a costruirne in maniera diretta il messaggio, particolarmente quello relativo ai rapporti della Chiesa con il mondo. Egli ha seminato nella nostra terra il seme buono e forte del Concilio. S\u00ec, ha cercato di testimoniare nella societ\u00e0 ternana una Chiesa amica della citt\u00e0, amica dei lavoratori, amica degli uomini; una Chiesa che ha il coraggio di presentarsi come speranza di una vita nuova; una Chiesa che non impone se stessa, ma che corre il rischio di proporre la fede a tutti, soprattutto a chi \u00e8 lontano, non con la potenza dei mezzi umani ma con la debolezza della ragione e della testimonianza. Di questa Chiesa noi ancora oggi ne beneficiamo. Anzi l\u2019episcopato di Mons. Gualdrini, suo immediato successore, si \u00e8 inserito in questa scia. Ha voluto inviare un messaggio particolare per testimoniare questa continuit\u00e0 pastorale.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp; Dal cielo, mons.Quadri, continua a guardarci con quegli occhi che sapevano incrociare con immediatezza gli interlocutori, e forse \u00e8 anche in cielo un po\u2019 sbrigativo come chi va subito al nocciolo delle questioni e non vuol perdere tempo, ma senza dubbio il suo cuore \u00e8 ancora pi\u00f9 largo perch\u00e9 pu\u00f2 finalmente vedere Dio, faccia a faccia, e lasciarsi inondare dalla sua misericordia. In questo primo giorno del nuovo anno liturgico lo sentiamo accanto a noi suggerirci le parole evangeliche che abbiamo ascoltato: \u201cState attenti e vegliate!\u201d S\u00ec, vegliamo. Questa nostra casa \u2013 questa nostra Chiesa diocesana &#8211; che il Signore ha affidato alle nostre mani, come a dei servi per renderla viva e a chi come portiere per vigilare, sia in questo tempo una casa di preghiera. Apriamo ogni giorno una pagina della Bibbia. Se obbediremo a questo comando del Signore avverr\u00e0 anche per noi quanto \u00e8 scritto: la parola \u2013 s\u00ec, quella che ascoltiamo \u2013 si fa carne, diviene la nostra vita. Amen.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questa domenica inizia il nuovo anno liturgico. Non \u00e8 la replica di una storia gi\u00e0 conosciuta. Siamo a tal punto analfabeti di Dio da aver bisogno di tornare alla Sua scuola. Tutti! 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