{"id":16789,"date":"2008-03-21T00:00:00","date_gmt":"2008-03-21T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pasqua-2008-venerdi-santo.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"pasqua-2008-venerdi-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pasqua-2008-venerdi-santo.html","title":{"rendered":"Pasqua 2008 &#8211; Venerd\u00ec santo"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">abbiamo ascoltato il racconto della Passione di Ges\u00f9. Ogni volta il nostro cuore si commuove nel vedere come un uomo cos\u00ec buono sia stato invece condannato e crocifisso. Siamo tutti tentati di dire che se ci fossimo stati noi le cose non sarebbe andate cos\u00ec. In verit\u00e0, noi continuiamo a far parte di coloro che lo hanno messo a morte. Se anche Pietro, che era il primo dei discepoli, \u00e8 stato complice di questa morte, quanto pi\u00f9 noi? Infatti, ogni volta che non ascoltiamo il Vangelo, ogni volta che seguiamo pi\u00f9 noi stessi che l\u2019amore per il Signore, ogni volta che ci dimentichiamo di lui per pensare solo a noi, ogni volta che facciamo del male agli altri, oppure tutte le volte \u2013 e forse sono la maggioranza \u2013 che non facciamo del bene agli altri, diventiamo complici di quella folla che scelse la violenza, ossia Barabba e non Ges\u00f9, il mite ed umile di cuore. Ma il Signore lo sa e per questo \u00e8 venuto in mezzo a noi e vuole che i nostri cuori cambino e diventino simili al suo. Abbiamo ascoltato dal vangelo di Giovanni che un soldato gli trafisse il cuore con una lancia ed usc\u00ec \u201csangue ed acqua\u201d, come a voler sottolineare che ci ha amato sino all\u2019ultima goccia di sangue. Ha versato tutto il suo sangue per noi, ossia ha spesso tutta la sua vita per noi. Ci ha amati pi\u00f9 di quanto noi amiamo noi stessi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E sulla croce appare con una chiarezza incredibile proprio questo amore senza limiti di Ges\u00f9. Fermiamoci a considerare le sue parole sulla croce riportate dal vangelo di Giovanni. La prima parola \u00e8 rivolta alla madre. Ges\u00f9 la vede sotto la croce e magari ricorda come in una sintesi l\u2019intera vita passata con lei. Ora sarebbe rimasta sola. Ges\u00f9 non pensa a s\u00e9, non chiede alla madre di aiutarlo. Ges\u00f9 pensa a lei e le dice: \u201cDonna ecco tuo figlio\u201d. Gli affida il giovane discepolo. Potremmo tradurre: \u201cAmalo come ha amato me\u201d e poi rivolto al discepolo: \u201cEcco tua madre\u201d. Maria avrebbe in certo modo preso il discepolo sotto la sua materna protezione. Ma il miracolo pi\u00f9 vero \u00e8 quel che nota dopo l\u2019evangelista: \u201cE da quell\u2019ora il discepolo l\u2019accolse con s\u00e9\u201d. Care sorelle e cari fratelli, dalla croce, che doveva significare la conclusione ingloriosa di questo giovane profeta di Nazaret, nasceva una nuova famiglia, la comunit\u00e0 dei credenti. La croce che doveva significare lo scioglimento di ogni legame, nasceva una nuova solidariet\u00e0 tra un giovane e una anziana. Dalla croce, dall\u2019amore rinasce la vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019altra parola che segue a queste \u00e8 la richiesta di un bicchiere d\u2019acqua: \u201cHo sete\u201d. Forse mai come ora si comprende quel che Ges\u00f9 aveva detto: \u201cHo avuto sete e mi hai dato da bere\u201d. Purtroppo quei soldati gli diedero una spugna imbevuta di aceto. E la rifiut\u00f2. Certamente Ges\u00f9 aveva la gola riarsa e aveva bisogno di una bevanda per vincere l\u2019arsura. Ma la sua gola riarsa era il segno di un\u2019altra sete, quella degli uomini. L\u2019aveva gi\u00e0 detto al pozzo di Samaria, quando Ges\u00f9 chiese a quella donna di darle da bere. Ges\u00f9 aveva certamente sete, era mezzogiorno, pi\u00f9 o meno la stessa ora della croce, ma la sua vera sete era il cuore di quella donna, voleva liberarla dalla schiavit\u00f9 della solitudine ridarle la serenit\u00e0 e la salvezza. Ges\u00f9 sulla croce ha sete del nostro amore. Per questo \u00e8 venuto sulla terra. Purtroppo il contrasto sta nel confronto con noi: egli ha sete di noi e noi non solo non ce&nbsp; ne accorgiamo ma non abbiamo sete di lui. Andiamo a dissetarci in tante altre fontane eccetto che alla sua. Facciamo nostra la preghiera del salmista: \u201cO Dio, tu sei il mio Dio, all\u2019aurora ti cerco, di te ha sete l\u2019anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta arida, senza acqua\u201d(Sl 63,2). Apprendiamo oggi ad avere sete di Ges\u00f9. E saremo dissetati, come disse alla samaritana: \u201cChi beve dell\u2019acqua che io gli dar\u00f2, non avr\u00e0 mai pi\u00f9 sete\u201d e aggiunse: \u201cAnzi, l\u2019acqua che io gli dar\u00f2 diventer\u00e0 in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna\u201d (Gv 4, 14). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La terza e ultima parola pronunciata da Ges\u00f9 sulla croce \u00e8: \u201cE\u2019 compiuto!\u201d Con questa espressione Ges\u00f9 affermava che la sua vita terrena era finita e che aveva portato a compimento la missione che il Padre gli aveva affidato. Poteva finalmente incontrare la morte. E, infatti, nota l\u2019evangelista: \u201cchinato il capo, spir\u00f2\u201d(Gv 19,30). Aveva superato tutte le tentazioni che gli si erano parate avanti e aveva scelto sempre di fare la volont\u00e0 del Padre, come aveva sempre detto: \u201cMio cibo \u00e8 fare la volont\u00e0 di Colui che mi ha mandato e compiere la sua opera\u201d(Gv 4,34). L\u2019ora, quella per la quale era venuto \u2013 un\u2019ora difficile, anzi drammatica &#8211; era finalmente giunta e Ges\u00f9 l\u2019ha vissuta fino in fondo, gli \u00e8 andato incontro, come abbiamo ascoltato nel Vangelo al momento della cattura nell\u2019Orto degli Ulivi. L\u2019intera storia di salvezza narrata nelle Scritture trovava nella croce il suo compimento, come lo stesso Giovanni scrive: tutto avveniva \u201cperch\u00e9 si adempisse la Scrittura\u201d(Gv 19,24). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Croce \u00e8 divenuta salvezza e fonte di vita. Oggi la Chiesa \u00e8 certamente triste per la morte di Ges\u00f9 e chiede a ciascuno di noi di sostare sotto la croce. Le chiese sono spoglie, non c\u2019\u00e8 la Messa e al vescovo \u00e8 chiesto di non portare l\u2019anello in segno di lutto. Ma in quella croce noi gi\u00e0 vediamo la risurrezione. Non \u00e8 una morte senza speranza, per questo noi cristiani, di fronte alla morte, siamo addolorati ma non disperati, tristi ma non senza speranza. La Croce diviene segno di vita, segno di un amore che non consoce limiti. Ed \u00e8 per questo che la liturgia ci invita a pregare per il mondo intero, perch\u00e9 la morte di Ges\u00f9 non sia vana. E\u2019 una preghiera che si estende da un capo all\u2019altro della terra come le braccia della croce perch\u00e9 tutti, a qualsiasi nazione cultura fede appartengono, siano abbracciati dalla croce di Ges\u00f9. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; abbiamo ascoltato il racconto della Passione di Ges\u00f9. Ogni volta il nostro cuore si commuove nel vedere come un uomo cos\u00ec buono sia stato invece condannato e crocifisso. Siamo tutti tentati di dire che se ci fossimo stati noi le cose non sarebbe andate cos\u00ec. 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