{"id":16785,"date":"2008-03-19T00:00:00","date_gmt":"2008-03-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-crismale-3.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"messa-crismale-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-crismale-3.html","title":{"rendered":"Messa crismale"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Carissimi sacerdoti e diaconi, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">la celebrazione della Liturgia crismale \u00e8 tra i momenti pi\u00f9 significativi nella vita della Chiesa diocesana. Da secoli questa liturgia \u00e8 ricca di una straordinaria bellezza. Ed \u00e8 divenuta uno dei momenti che meglio manifesta il mistero della Chiesa che si raduna con il vescovo i sacerdoti i diaconi i religiosi e i laici come in un unico corpo. E la cattedrale diviene la nostra casa, la casa di questa Chiesa, il luogo dove siamo allevati. Un luogo santo \u2013 e ho voluto che fosse bello e luminoso \u2013 perch\u00e9 qui intere generazioni di credenti sono state allevate: quanti hanno ricevuto qui la fede! Quanti qui hanno qui pregato il Signore e di qui sono partiti per comunicare il Vangelo! Le mura di questa cattedrale racchiudono e conservano una storia spirituale lunga di secoli a cui magari non pensiamo neppure ma nella quale siamo tutti immersi. E\u2019 una storia santa: \u00e8 la storia di una Madre che da secoli non cessa di vivere e testimoniare come pu\u00f2 il Vangelo in questa terra. E noi siamo gli ultimi suoi figli: nel suo grembo siamo nati, sotto la sua guida siamo cresciuti, sotto il suo manto siamo stati protetti e in comunione con lei possiamo continuare a testimoniare il Vangelo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Sento importante esortare tutti noi ad avere una pi\u00f9 chiara consapevolezza di avere questa madre. Oggi siamo portati accanto al suo cuore, come siamo attorno a questo altare, perch\u00e9 ne cogliamo l\u2019amore, ne sentiamo i battiti, ne viviamo la forza e l\u2019universalit\u00e0. Talora ci dimentichiamo di essere figli di questa Madre magari pensando di essere adulti, autonomi, sciolti da essa e ripiegati su noi stessi, sui nostri orizzonti ristretti, sulle nostre realizzazioni, sul nostro piccolo recinto. Il rischio \u00e8 di avere un cuore ristretto che batte solo per noi stessi o per il nostro piccolo io. Non \u00e8 che dobbiamo diminuire l\u2019attenzione alle parrocchie o alle comunit\u00e0, ma \u00e8 necessario che anche nei luoghi ove siamo inviati il cuore batta con lo stesso ritmo di quello di questa Madre. Il cuore di ciascuno di noi viene modellato sul cuore della Chiesa diocesana. Non a caso, noi sacerdoti siamo incardinati nella Diocesi e non nelle parrocchie. Siamo un unico presbiterio che ha un cuore che pulsa per l\u2019intera Diocesi. Prima di essere responsabili di una parte lo siamo di tutto il corpo. La Chiesa perci\u00f2 non \u00e8 la mia parrocchia, non \u00e8 la mia associazione, non \u00e8 il mio gruppo, non \u00e8 la mia realt\u00e0. La Chiesa, la mia Chiesa \u00e8 quella di Terni, Narni, Amelia. Se non rinnoviamo questa coscienza rischiamo di frammentare l\u2019unico corpo di Cristo, di frazionarlo, di scompaginarlo e comunque di non far scorrere nelle nostre parrocchie la ricca linfa della Chiesa. E\u2019 ormai consuetudine che nella liturgia crismale siano presenti non solo i sacerdoti e i diaconi ma anche i membri dei consigli pastorali: questo ci aiuta a crescere come un cuor solo e un\u2019anima sola. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Quest\u2019anno desidero sottolineare tale dimensione diocesana in maniera particolare perch\u00e9, dando seguito alle indicazioni dell\u2019ultima lettera pastorale, abbiamo davanti a noi un importante appuntamento che ci vedr\u00e0 riuniti per riflettere sulle responsabilit\u00e0 che come cristiani abbiamo di fronte alla nostra citt\u00e0, alle nostre citt\u00e0. Questo ci chiede di assumere con pi\u00f9 evidenza l\u2019orizzonte complessivo della citt\u00e0. Non si tratta perci\u00f2 di interrogarci solo sulle responsabilit\u00e0 della parrocchia verso il proprio quartiere, ma su quelle dell\u2019intera Chiesa verso la citt\u00e0. Abbiamo bisogno di una visione pi\u00f9 ampia, pi\u00f9 larga e quindi pi\u00f9 responsabile. Va riscoperto quel singolare rapporto che lega la Chiesa alla citt\u00e0. Sappiamo che fin la Chiesa \u00e8 nata nelle citt\u00e0, basti ricordare le sette Chiese dell\u2019Apocalisse e poi il modo di chiamarle dell\u2019apostolo Paolo. Il loro nome veniva specificato dalle citt\u00e0 ove le comunit\u00e0 cristiane vivevano. E c\u2019\u00e8 una ragione anche umana. La citt\u00e0 infatti non \u00e8 semplicemente la somma delle case o dei quartieri; significa invece una convivenza particolare o organica dei cittadini. Per questo ogni citt\u00e0 ha un suo genio e una sua identit\u00e0, un suo passato e un suo futuro, che si possono anche attutire e persino perdere se non se ne ha cura. Ebbene, la Chiesa, anche la nostra Chiesa, non pu\u00f2 vivere prescindendo dalla citt\u00e0 nella quale vive. Anzi \u00e8 stata mandata per annunciare il Vangelo a partire da quella citt\u00e0, avendo davanti il mondo. La nostra Chiesa, o le nostre Chiese quando erano tre distinte diocesi, ha svolto con passione questa missione. Ed \u00e8 per questo che Terni, Narni e Amelia fanno parte del nostro nome, proprio perch\u00e9 segnano la nostra vita. Non \u00e8 possibile parlare di esse senza guardare la Chiesa e viceversa. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma oggi? Non dobbiamo interrogarci sulle responsabilit\u00e0 che abbiamo di fronte alle nostre citt\u00e0, ai loro problemi, alle loro angosce, al loro futuro? Noi cristiani abbiamo qualcosa da dire agli uomini, ai giovani, agli anziani, ai ragazzi di queste citt\u00e0? Cosa il Vangelo ci chiede fare per aiutarle a crescere in maniera pi\u00f9 solidale? Come evitare che si perdano dietro la ricerca spasmodica solo del benessere materiale? Molti altri interrogativi si potrebbero aggiungere e tutti richiedono una risposta responsabile. Ma essa potr\u00e0 venire solo se coltiviamo una coscienza pi\u00f9 ampia che abbraccia appunto l\u2019intera vita delle nostre citt\u00e0. E\u2019 vero, come ci ricordano le Scritture, che la Chiesa ricerca la citt\u00e0 del cielo, ma la via per raggiungerla passa attraverso le citt\u00e0 della terra, impegnandoci ad edificarle a misura di quella del cielo. Il Concilio Vaticano II ha richiamato l\u2019intera Chiesa a farsi carico \u201cdelle gioie e delle speranze, delle tristezze delle angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono\u201d. E\u2019 il cammino che ci aspetta nei mesi prossimi.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questa Liturgia crismale lo illumina. Ges\u00f9 per primo, potremmo dire, torna a Nazaret, nella sua citt\u00e0 e ci insegna come tornarci. Egli vi torna con un\u2019autorevolezza nuova, quella di essere l\u2019 \u201cUnto\u201d del Signore, mandato per adempiere la profezia Isaia. Dice infatti al termine: \u201cOggi si \u00e8 adempiuta questa Scrittura\u201d. Anche a noi \u00e8 chiesto di adempiere oggi il Vangelo che ci viene annunciato. Sappiamo bene che la Chiesa \u00e8 Ges\u00f9 oggi. Essa \u00e8 unta dello Spirito santo per compiere la missione affidatale da Ges\u00f9. E in essa tutti siamo stati unti con l\u2019olio della salvezza, unti nel Battesimo e nella Confermazione e unti nel Ministero Ordinato. Tutti siamo stati riempiti dello Spirito di amore per testimoniare agli uomini la misericordia di Dio. La Chiesa, le nostre comunit\u00e0 parrocchiali, ciascuno di noi, siamo inviati per liberare gli abbandonai dall\u2019abbandono, i soli dalla solitudine, i disperati dalla disperazione, i poveri dall\u2019indigenza, i malati dalla dimenticanza, i deboli dalla indifferenza, i disperati dalla tristezza, gli affamati e gli assetati dalla fame e dalla sete, gli schiavi del denaro del sesso del potere dalle loro catene e a proclamare per la citt\u00e0 un futuro di pace. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, permettetemi che mi rivolga infine ai sacerdoti. Sapete bene il compito particolare nella Chiesa. La Liturgia crismale, carissimi sacerdoti, ci ha raccolti assieme qui in cattedrale, attorno all\u2019altare, che \u00e8 per noi davvero la nostra Nazaret, il luogo da dove siamo stati consacrati e da dove veniamo inviati. L\u2019unit\u00e0 dell\u2019altare fa di noi un unico presbiterio, un unico corpo. Sento con noi anche don Ciancuti, don Zanzotti e don Marchetti, impediti a venire, ma anche don Sergio che sta in missione a Ntambue e don Stefano in nunziatura nelle Filippine. Anche mons. Franco Gualdrini \u00e8 vicino a noi; ha risposto al mio invito con un a lettera con la quale esprime il suo amore per questa Chiesa e per ciascuno di voi. Sono presenti anche i sacerdoti che ci aiutano nel ministero pastorale: vorrei che sentiste il calore della nostra fraternit\u00e0. E ricordiamo anche don Reginelli che quest\u2019anno abbiamo accompagnato al Signore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Negli ultimi esercizi spirituali abbiamo riflettuto sulla nostra comunione presbiterale, comprendendone ancor pi\u00f9 il valore che ha per ciascuno di noi e per la Chiesa. E vedo con particolare gioia che gli incontri nelle vicarie si vanno intensificando: sono un dono per tutti e rappresentano una tappa fondamentale per quella comunione anche pastorale che dobbiamo intensificare. E\u2019 urgente che si irrobustisca una unit\u00e0 di cuori e di intenti anche tra noi. La nostra vita sar\u00e0 pi\u00f9 serena e il ministero pi\u00f9 fruttuoso. Non \u00e8 forse vero anche per noi, anzi soprattutto per noi, quel che Ges\u00f9 disse ai discepoli: \u201cda come vi amerete riconosceranno che siete miei discepoli\u201d? E\u2019 pieno di significato il fatto che in questa liturgia crismale tutti voi, carissimi sacerdoti, siete chiamati a rinnovare le promesse fatte nel giorno della ordinazione. Le rinnovate davanti a Ges\u00f9 e all\u2019assemblea dei fedeli. E\u2019 un momento che possiamo paragonare a quel che avvenne nella sinagoga di Nazaret quando \u201cgli occhi di tutti stavano fissi sopra di lui\u201d. S\u00ec, cari sacerdoti, i miei occhi e il mio cuore sono fissi nei vostri occhi, ed anche quelli dei fedeli e dei membri dei consigli pastorali sono fissi su di voi, e direi che le nostre citt\u00e0 ci guardano con amore e con attesa, mentre rinnovate la vostra fedelt\u00e0 a Ges\u00f9, buon pastore. Il Signore vi protegga e vi renda testimoni del suo amore. E si possa dire di ciascuno di voi: ecco \u00e8 tornato Ges\u00f9 sulla terra. Amen.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi sacerdoti e diaconi, care sorelle e cari fratelli, &nbsp; la celebrazione della Liturgia crismale \u00e8 tra i momenti pi\u00f9 significativi nella vita della Chiesa diocesana. Da secoli questa liturgia \u00e8 ricca di una straordinaria bellezza. 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