{"id":16780,"date":"2008-01-13T00:00:00","date_gmt":"2008-01-13T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/funerale-di-don-reginelli.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"funerale-di-don-reginelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/funerale-di-don-reginelli.html","title":{"rendered":"Funerale di don Reginelli"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">oggi, giorno del Signore, abbiamo accolto in questa cattedrale don Umberto Reginelli. Dopo aver sostato nella chiesa di San Giovannino, dove ha vissuto i suoi ultimi anni di vita sacerdotale assieme a don Fernando, don Umberto ha varcato per l\u2019ultima volta la soglia di questa cattedrale di cui \u00e8 stato canonico e che tante volte lo ha visto entrare per la preghiera e che per lunghi anni sentito come la sua casa. Oggi \u00e8 tornato qui, ultima sponda della sua vita&nbsp; terrena, per compiere il tratto finale&nbsp; che lo separa dal cielo. Il Vangelo del Battesimo di Ges\u00f9 sembra descrivere questo definitivo battesimo di don Reginelli che lo porta ad immergersi nell\u2019amore pieno del Signore che vedr\u00e0 faccia a faccia. Ed \u00e8 proprio il Signore ad aprirgli i cieli e a venirgli incontro per accoglierlo nel regno che ha preparato per i suoi servi, come Ges\u00f9 stesso disse ai suoi discepoli mentre anche lui stava per lasciarli per andare al Padre: \u201cNon sia turbato il vostro cuore\u2026 io vado a prepararvi un posto\u2026perch\u00e9 siate anche voi dove sono io\u201d(Gv 14,1-3). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Don Umberto, per tutta la sua vita ha servito il Signore. E\u2019 stato scelto da Dio e consacrato per essere al servizio Suo e della Chiesa. Le parole del profeta Isaia sul servo di Yahweh sono vere anche per lui: \u201cEcco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi sono compiaciuto. Ho posto il mio spirito su di lui\u201d. S\u00ec, ecco il servo sul quale il Signore si \u00e8 compiaciuto. La vita di don Umberto \u00e8 stata segnata per intero dal ministero sacerdozio che egli ha vissuto spendendolo per il servizio del Signore in questa Chiesa diocesana che egli ha amato e servito. Me lo diceva spesso in questi ultimi tempi della malattia. E voi tutti lo sapete molto meglio di me. Lo ricorda bene mons. Gualdrini che gli \u00e8 stato vicino per tanti anni e lo ricordate anche voi cari sacerdoti, soprattutto quelli tra voi che lo hanno visto nel suo servizio al seminario, prima come vicerettore e rettore, e poi come economo e professore. Qualcuno mi raccontava il suo generoso impegno negli anni attorno alla guerra quando era necessario provvedere al nutrimento per i seminaristi che scarseggiava. Altri tra voi lo ricordano come parroco a San Faustino, altri ancora come cappellano della chiesina della Madonna di Lourdes ove ha curato con grande attenzione l\u2019adorazione eucaristica perpetua. E\u2019 stato un sacerdote esemplare nella piet\u00e0. Lo ricordano anche le donne dell\u2019Azione Cattolica che lo hanno avuto come assistente spirituale, e i malati dell\u2019ospedale di Narni che visitava quand\u2019era cappellano. E tanti, davvero tanti altri, lo ricordano con affetto e riconoscenza avendo potuto sperimentare con lui la grazia del sacramento della riconciliazione o la consolazione della direzione spirituale. Lo ricordo anch\u2019io negli ultimi anni mentre nella chiesa di san Giovannino era sempre disponibile per le confessioni e comunque per accogliere ed ascoltare chiunque si presentava. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Era un prete dalla personalit\u00e0 schiva e riservata. Le parole di Isaia sul \u201cservo\u201d si possono applicare anche a lui: \u201cNon grider\u00e0 n\u00e9 alzer\u00e0 il tono, non far\u00e0 udire in piazza la sua voce\u201d. Don Umberto non ha certo n\u00e9 gridato n\u00e9 alzato il tono nelle piazze. Al contrario, anche nel tratto era riservato. Ma questo non nascondeva quella intelligenza viva e acuta che lo ha caratterizzato sino alla fine. Non era un prete dalla passione per una vita pubblica. La sua vita non \u00e8 stata movimentata sebbene abbia esercitato molti servizi. In ogni caso non stata un\u2019esistenza banale o superficiale. Non smetteva di leggere e di aggiornarsi, mostrando cos\u00ec uno spiccato senso della sua responsabilit\u00e0 di sacerdote dedicato alla salvezza delle anime. Anche nell\u2019ultimo periodo, quando la malattia lo aveva indebolito di pi\u00f9, ha conservato la sua arguzia, frutto di un paziente e lungo lavoro su se stesso. In effetti, era severo con se stesso e con gli altri. E proprio tale atteggiamento rigoroso lo portava ad essere esigente. Alcuni gli facevano notare la sua severit\u00e0, ma egli la giustificava con la preoccupazione, direi tutta sacerdotale, della salvezza delle anime. Davvero la \u201csalus animarum, prima lex\u201d lo ha segnato profondamente. Diceva spesso: \u201cNon voglio essere responsabile che qualcuno non vada in paradiso\u201d. Ma la sua severit\u00e0 si accompagnava con la sapienza sacerdotale. Per riprendere il testo di Isaia si potrebbe dire che non ha spezzato la canna incrinata e non ha spento lo stoppino dalla fiamma smorta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E credo, care sorelle e cari fratelli, che quei tanti credenti, piccoli e grandi, di varie generazioni, che don Umberto ha seguito spiritualmente, quelli che ha battezzato, le innumerevoli persone che ha confessato e ha nutrito con l\u2019Eucarestia, &nbsp;quelli che ha consegnato nelle mani di Dio al momento della morte, tutti costoro &#8211; e sono tanti! &#8211; oggi si accalcano alla porta del cielo, come noi ci raccogliamo in questa cattedrale, per fargli festa assieme al Signore al suo arrivo in paradiso. Essi sono la sua vera corona di gloria. Don Umberto, come del resto ogni prete, ogni pastore, non entra da solo nel cielo: \u00e8 sempre accompagnato in terra ed accolto nel cielo da tutti coloro per i quali \u00e8 stato ministro della salvezza.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Per tutti questi amici del cielo &#8211; ed anche per noi &#8211; risuona oggi quella stessa voce che si ud\u00ec dal cielo in quel giorno del battesimo di Ges\u00f9 al Giordano: \u201cQuesti \u00e8 il figlio mio, l\u2019amato\u201d. Il Signore ha amato don Umberto. L\u2019ha amato sin dalla nascita a Collescipoli nel 1916. Lo ha quindi affidato alle cure dei genitori, che ora lo aspettano nel cielo per riabbracciarlo, e all\u2019affetto dei familiari, della nipote e di coloro che gli vogliono bene. Lo ha poi affidato alla nostra chiesa diocesana scegliendolo come suo sacerdote e lo ha accompagnato con amore lungo i suoi anni di ministero, quelli passati qui a Narni, a Terni e poi a Collevalenza; ringrazio Fabrizio che lo ha assistito sino all\u2019ultima ora. Non \u00e8 mancata la sofferenza in questi ultimi tempi. E la sento scendere nel profondo del mio cuore. Ho visto anche il suo sollievo quando riceveva le nostre visite, fino all\u2019ultima fattagli da don Antonio e don Zanzotti nel pomeriggio di venerd\u00ec poche ore prima della sua morte. Quando l\u2019ho visitato l\u2019ultima volta, mentre era ricoverato all\u2019ospedale di Terni, mi disse che era pronto per recarsi dal Signore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Avremmo voluto che restasse ancora con noi. Ma eccoci davanti al mistero della morte di un fratello, di un amico, con il dolore per la separazione da lui. La nostra preghiera di oggi, giorno della risurrezione di Ges\u00f9, \u00e8 sostenuta dalla certezza che la morte comunque non ci separa. E resteremo uniti a lui nell\u2019amore di Dio. Questa santa liturgia \u00e8 per lui la sua Messa definitiva: inizia qui sulla terra e lo porta nel cielo. Cos\u00ec consegniamo nelle mani di Dio questo nostro fratello. Sappiamo che sono mani pi\u00f9 forti della morte. Don Umberto, da parte sua, stringe tra le sue mani la corona del rosario donatami dal Papa che gli avevo portato ultimamente. E\u2019 un modo per esprimere il legame che Maria, la madre di Ges\u00f9, ha per lui. Ella, che ben conosce il cuore e la vita dei sacerdoti, lo accompagni al Signore. Siano le sue mani di madre a consegnare questo figlio al Padre. E tu, Signore, che lo hai tanto amato da chiamarlo al ministero sacerdotale, accoglilo tra le tue braccia, sollevalo dall\u2019ombra della morte e conducilo nella santa dimora del cielo, certi o Padre che anche in lui hai posto il tuo compiacimento.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; oggi, giorno del Signore, abbiamo accolto in questa cattedrale don Umberto Reginelli. 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