{"id":16777,"date":"2007-12-31T00:00:00","date_gmt":"2007-12-31T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/te-deum-2007.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"te-deum-2007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/te-deum-2007.html","title":{"rendered":"Te Deum 2007"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">abbiamo ascoltato le prime parole dalla lettera di Giovanni: \u201cFiglioli, questa \u00e8 l\u2019ultima ora\u201d. Queste parole dell\u2019apostolo si riferiscono alla fine dei tempi, ma possiamo applicarle anche a quest\u2019ora che sta per porre fine all\u2019anno 2007. La Chiesa ci suggerisce di non terminare questo anno senza pensare al Signore e senza rivolgere a lui il nostro ringraziamento per tutti i suoi benefici. E pone sulle nostre labbra l\u2019antico inno del Te Deum, che canteremo al termine di questa Santa Liturgia. E\u2019 un inno pieno della sapienza di tante generazioni cristiane \u2013 pensiamo anche solo a quelle che si sono succedute in questa cattedrale per decenni e decenni \u2013 che sentono il bisogno di rivolgere in alto il loro cuore nella consapevolezza che siamo tutti nelle mani piene di misericordia del Signore. Non \u00e8 difficile infatti lasciarsi prendere dalla sottile convinzione di essere noi i padroni di noi stessi e della nostra vita, di essere noi i padroni del nostro presente e del nostro futuro. Ed in parte \u00e8 anche vero. Ma se dimentichiamo che \u00e8 il Signore che veglia su di noi e che ci custodisce, cadiamo in una concezione atea della vita. Non di rado, infatti, rischiamo di vivere come se Dio non ci fosse nelle nostre giornate. E cos\u00ec \u00e8 ancor pi\u00f9 facile divenire complici delle forze del male, gettando noi stessi nella tristezza e il mondo nella violenza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il prologo del Vangelo di Giovanni ci ricorda che la nostra vita, anzi la stessa creazione, \u00e8 stata fatta per mezzo del Verbo. Scrive Giovanni: \u201cTutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui\u201d. E\u2019 a dire che siamo impastati di Dio; nel profondo del nostro essere c\u2019\u00e8 Dio stesso, appunto perch\u00e9 creati a Sua immagine e somiglianza. Da Dio veniamo e a Dio andiamo. E\u2019 questo il senso della nostra esistenza. Questa coscienza faceva dire a sant\u2019Agostino che il nostro cuore \u00e8 inquieto finch\u00e9 non riposa in Lui. Tutta la nostra vita \u00e8 segnata dal desiderio di Dio. E\u2019 in Dio che deve terminare l\u2019ultima nostra ora, l\u2019ultima ora del tempo e della storia. Dimenticare questo fine della nostra vita significa cadere nel vuoto, vivere senza senso gi\u00e0 da ora. La Liturgia&nbsp; del Te Deum ci ricorda il fine della vita e della storia e ci invita a indirizzare con maggiore coscienza la nostra vita verso Dio. La nostra esistenza e quella del mondo ha in Dio la sua conclusione come si vede bene nell\u2019affresco di fondo della cattedrale. A Dio, attraverso il Figlio, portiamo l\u2019intera nostra esistenza e quella del mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">A Lui questa sera vogliamo affidare il mondo intero. Mettiamo nelle sue mani le tragedie di questo nostro mondo, le innumerevoli tragedie che distruggono la vita di tanti. Per tutti pensiamo al dramma dei morti sul lavoro (ieri \u00e8 morto l\u2019ultimo operaio di Torino) e a quanto \u00e8 accaduto in Pakistan con l\u2019assassinio di Benazir Bhutto. E gli offriamo anche le speranze per un mondo nuovo che pure ci sono: penso ad esempio alla decisione delle Nazioni Unite sulla moratoria per la pena di morte. Lo sguardo si rivolge poi al nostro Paese segnato da una crisi spirituale prima ancora che sociale e politica. C\u2019\u00e8 come un tendenza che spinge a rinchiudersi nel particolare, che porta a correre solo per i propri interessi, a vivere solo per soddisfare le proprie voglie. E a qualunque costo. La paura e l\u2019insicurezza fanno scegliere una vita priva di slancio e senza sogni. E\u2019 come se la speranza di un futuro pi\u00f9 giusto per tutti fosse ormai irrealizzabile. Cari amici, anche la nostra citt\u00e0 rischia di essere travolta da questa crisi di speranza che vedo manifestarsi troppo spesso nel volto dei giovani. Non \u00e8 questo il momento per parlarne diffusamente, ma sento l\u2019urgenza che la comunit\u00e0 ecclesiale senta pi\u00f9 fortemente la responsabilit\u00e0 di ridonare un\u2019anima a questa nostra societ\u00e0.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 il senso della Lettera Pastorale che ci accompagner\u00e0 nell\u2019anno che viene. E\u2019 la terza Lettera, e conclude una immagine della Chiesa e della sua missione. Lo abbiamo ripetuto pi\u00f9 volte e l\u2019ho detto anche al Santo Padre nella Visita ad Limina del febbraio scorso quando ho dovuto narrargli gli ultimi cinque anni di vita della nostra Chiesa diocesana. Lui stesso ha potuto vedere con i suoi occhi la nostra gioia nel pellegrinaggio del novembre scorso che ha concluso questo itinerario pastorale. Abbiamo gioito per il cammino di questi anni. Non sto a ripercorrerlo. Ma come non rallegrarsi per la crescita della partecipazione alla Messa della domenica non solo nella coscienza dei fedeli ma anche nel numero di coloro che vi prendono parte? E come non rallegrarsi nel constatare che la Bibbia viene letta con pi\u00f9 frequenza e pi\u00f9 attenzione? E come non gioire nel vedere la significativa partecipazione nei consigli pastorali sia diocesano che parrocchiali nel trattare temi centrali per la vita della nostra comunit\u00e0? Ed \u00e8 una grande gioia vedere l\u2019aumento dei seminaristi della Diocesi, come pure la crescita non solo numerica delle associazioni e dei movimenti. So bene che non mancano problemi e difficolt\u00e0: dobbiamo affrontarli con saggezza e con coraggio. L\u2019aiuto del Signore che abbiamo sperimentato in questi anni chiede una nuova audacia. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Questa terza Lettera pastorale, che nei prossimi mesi sar\u00e0 consegnata a tutte le famiglie della Diocesi, traccia alcune linee significative per l\u2019anno che viene. Come pi\u00f9 volte ho detto, non si distanzia dalla prima Lettera sulla Eucaristia e dalla seconda sulla Parola di Dio. Quest\u2019ultima scende nel profondo del mistero cristiano: l\u2019amore. Vogliamo porci su questa via. Sappiamo bene che la Chiesa non vive per se stessa, ma per il Signore, padre di tutti e particolarmente dei poveri. Mi tocca sempre il cuore quell\u2019affermazione di Giovanni XXIII a proposito della Chiesa del Concilio. Diceva il \u201cpapa buono\u201d che la Chiesa &nbsp;nel Concilio vuole presentarsi quale \u00e8 e quale vuole essere: madre di tutti e particolarmente dei poveri. E\u2019 la sintesi della Lettera pastorale, ma soprattutto \u00e8 la via che dobbiamo percorrere. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 una via bella, com\u2019\u00e8 stata bella questa cattedrale nel giorno di Natale quando ha accolto tanti per le celebrazioni e i poveri per il pranzo del 25. L\u2019immagine di quel giorno \u00e8 l\u2019icona pi\u00f9 vera della comunit\u00e0 cristiana. Il primato dell\u2019amore, che si evidenzia con l\u2019impegno concreto di ogni singolo credente ad amare i pi\u00f9 poveri, deve appassionarci in questo anno che viene. S\u00ec, dobbiamo squilibrarci verso i pi\u00f9 deboli. Gli anziani e i malati, i carcerati e gli zingari, i senza fissa dimora e i soli debbono sentire che hanno nuovi e pi\u00f9 numerosi amici. L\u2019affermarsi non dell\u2019assistenza, ma dell\u2019amicizia per loro \u00e8 il primo passo che ciascun credente deve compiere a partire dalla Messa della domenica. Strettamente legato a questo passo \u00e8 urgente un rinnovato impegno verso la nostra citt\u00e0. La Chiesa non \u00e8 estranea alla citt\u00e0. Abbiamo cercato di mostrarlo in questi anni. Numerosi sono stati gli interventi per aiutarne la crescita: penso a quelli evidenziati nella festa di San Valentino o ad altre iniziative per il mondo del lavoro. Sento per\u00f2 l\u2019urgenza di una pi\u00f9 chiara riflessione sulle responsabilit\u00e0 che come credenti abbiamo per l\u2019edificazione della vita civile. La Chiesa, pur sapendo che la sua citt\u00e0 \u00e8 nei cieli, sa bene che il cammino verso di essa passa attraverso la costruzione di quella della terra. Anche questo ci ricorda l\u2019affresco del fondo della cattedrale: si arriva alla citt\u00e0 del cielo passando per quella della terra. Ecco perch\u00e9, in accordo con il Consiglio Pastorale Diocesano, quest\u2019anno affronteremo con particolare attenzione l\u2019aspetto dell\u2019amore cristiano nel suo legame con la giustizia. A partire dalla celebrazione di San Valentino vorremmo avviare una riflessione su \u201cLa Chiesa e la citt\u00e0\u201d che trover\u00e0 un suo culmine in un convegno che si terr\u00e0 nel mese di aprile. Vorremmo invitare anche le diverse istituzioni sociali, economiche, amministrative, culturali e politiche di Terni per riflettere sulle responsabilit\u00e0 che i cristiani hanno nella edificazione di una societ\u00e0 umana buona e giusta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, i mesi che verranno saranno importanti per la Chiesa e per la nostra citt\u00e0. Mettiamo questi nostri progetti nelle mani di Dio perch\u00e9 li benedica. Lo ringraziamo perch\u00e9 \u00e8 stato buono con noi in questo anno che \u00e8 trascorso. E offriamo a Lui, come nostro dono, la cappella dedicata a Maria Madre della Chiesa che questa sera riceve dall\u2019amministrazione comunale \u2013 e la ringrazio &#8211; le casule per la celebrazione della Messa. A Maria, che domani celebreremo come Madre di Dio, affidiamo il nostro Te Deum perch\u00e9 assieme al suo Magnificat ci porti nel cuore di Dio.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; abbiamo ascoltato le prime parole dalla lettera di Giovanni: \u201cFiglioli, questa \u00e8 l\u2019ultima ora\u201d. Queste parole dell\u2019apostolo si riferiscono alla fine dei tempi, ma possiamo applicarle anche a quest\u2019ora che sta per porre fine all\u2019anno 2007. 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