{"id":16775,"date":"2007-12-16T00:00:00","date_gmt":"2007-12-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-alle-acciaierie.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"messa-alle-acciaierie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-alle-acciaierie.html","title":{"rendered":"Messa alle acciaierie"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">anche quest\u2019anno la Messa di Natale in fabbrica ci raccoglie tutti. E\u2019 un momento significativo per ritrovarci sul luogo del lavoro anche con le famiglie. Quando Hespenan me lo propose l\u2019anno sorso l\u2019accolsi molto volentieri, \u00e8 davvero una bella iniziativa. Quest\u2019anno \u00e8 ancor pi\u00f9 significativa, proprio perch\u00e9 segnata dal dolore per la tragedia che ha coinvolto gli operai dello stabilimento della Thyssen di Torino. Gi\u00e0 altre volte negli anni passati ci eravamo stretti ai nostri amici di Torino nei momenti difficili che lo stabilimento stava vivendo. E si \u00e8 creato un singolare legame tra le nostre due citt\u00e0, Terni e Torino. Ed anche per questo, noi tutti abbiamo vissuto da vicino, con il dolore, con la solidariet\u00e0, con la preghiera, questa terribile tragedia che ha stroncato la vita di Antonio, di Roberto, di Angelo e di Bruno, uno di loro fino a due giorni prima aveva lavorato qui assieme a voi. A loro si aggiungono Rocco, Giuseppe e Rosario che, sul letto del dolore, affrontano la loro battaglia per la vita. Sette nomi, sette famiglie con le mogli, alcune ormai vedove, e i loro figli, alcuni orfani; tutti straziati dal dolore per l\u2019irreparabile perdita dei mariti, dei padri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Per loro \u00e8 un Natale duro, durissimo. Questa Messa vorrei celebrarla per questi morti, perch\u00e9 il Signore li faccia rinascere ad una vita nuova, e viverla con i vivi, perch\u00e9 il Signore li aiuti in questi difficili momenti e li protegga nei giorni futuri. E\u2019 il regalo pi\u00f9 grande che possiamo fare loro. E Natale si arricchisce cos\u00ec di significato. Ho voluto che si aggiungessero a noi anche le famiglie degli operai di questa nostra terra che ultimamente sono morti sul lavoro. Questa catena di morti ci ha visti ogni volta raccoglierci come in una lunga via crucis. S\u00ec, in queste morti \u00e8 Ges\u00f9 stesso che \u00e8 morto. Carissime sorelle vedove, ho voluto che foste anche voi oggi in mezzo a noi: siete la memoria viva di questa tragedia. In questo Natale, durissimo anche per voi, sentite il nostro affetto, la nostra vicinanza, la nostra solidariet\u00e0! Vorremmo, come scrive il Vangelo che abbiamo ascoltato a proposito di Giuseppe, \u201cprendervi con noi\u201d come lui prese con s\u00e9 Maria. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">A Natale non possiamo, e neppure vogliamo, dimenticare la tragedia di morti sul lavoro. E ci rivolgiamo anzitutto al Signore con la nostra preghiera. Ricordo ancora il funerale di Mauro Cannoli. Quel giorno leggemmo il Vangelo della tempesta sedata e facemmo nostro il grido dei discepoli: \u201cSignore, non t\u2019importa che moriamo?\u201d. E\u2019 un grido che continua a salire al cielo dalle centinaia&nbsp; e centinaia di famiglie italiane che piangono i loro morti. Se gli uomini talora sono sordi a questo grido, Dio non lo \u00e8. Egli ascolta la nostra preghiera. Ed \u00e8 per questo che il Natale di quest\u2019anno non \u00e8 come gli altri anni. Quest\u2019anno il Natale viene in fabbrica prima che altrove. S\u00ec, quest\u2019anno il Natale viene qui, nello stabilimento della Thyssen Krupp e in tutte le fabbriche; viene nei cantieri edili, nelle officine, nelle stazioni ferroviarie, in tutti i luoghi di lavoro. E non solo a Terni, ma anche a Campello, a Narni, a Torino e ovunque, in tutte le citt\u00e0 italiane. Ges\u00f9 nasce nei nostri luoghi di lavoro, si fa Emmanuele, ossia \u201cDio con noi\u201d. Ges\u00f9 si fa lavoratore con voi, cari operai e operaie, come per voler ridare senso e attenzione al duro lavoro manuale, talora svalutato e persino dimenticato, come se la fatica del \u201cfare\u201d anche con le braccia e non solo con la testa, non fosse prezioso. Quest\u2019anno Ges\u00f9 nasce in fabbrica, vuole starvi accanto, vuole aiutarvi perch\u00e9 la vostra vita sia non solo sicura ma bella, e vuol dire a tutti il rispetto che si deve alla vita dei lavoratori come voi perch\u00e9 maggiormente esposta ai rischi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 vero purtroppo che talora nei luoghi di lavoro la vita non sembra trovare il posto che merita. Ed \u00e8 per questo che la morte si fa largo pi\u00f9 facilmente. Accadde cos\u00ec anche a Betlemme. L\u2019evangelista lo nota amaramente: quando Maria e Giuseppe giunsero nella cittadina \u201cnon c\u2019era posto per loro nell\u2019albergo\u201d. Cari amici \u00e8 vero che nei luoghi di lavoro talora non c\u2019\u00e8 posto per la dignit\u00e0 dell\u2019uomo, non c\u2019\u00e8 posto per un lavoro che sia l\u2019espressione della santit\u00e0 di chi lavora. E rischia di ripetersi la strage degli innocenti. Il Signore Iddio ha chiamato l\u2019uomo al lavoro per partecipare cos\u00ec alla sua stessa opera creatrice. Con il lavoro l\u2019uomo ha il compito di trasformare il mondo perch\u00e9 diventi una casa dignitosa per tutti. Non si lavora solo per guadagnare; si lavora anche per rendere il mondo pi\u00f9 bello per tutti. Per questo va recuperata una cultura del lavoro che metta l\u2019uomo al culmine dell\u2019attenzione, altrimenti i luoghi di lavoro si trasformano in fabbriche di morte. E se la catena delle morti \u00e8 lunga significa che ci troviamo di fronte ad una cultura che ha fatto anche del guadagno, e non solo, il primato assoluto dell\u2019esistenza. E sull\u2019altare del profitto a qualsiasi costo \u2013 penso anche a quella sottile e velenosa cultura consumista &#8211; si continueranno a sacrificare vite umane. Ma, care sorelle e cari fratelli, questi altari non sono esterni a noi, sono costruiti nei nostri cuori, nei cuori di tutti. C\u2019\u00e8 bisogno di rinascere.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E rinascere significa certamente un rinnovato impegno a fermare questa tragedia di morti sul lavoro. Si tratta di un impegno complesso, ma indilazionabile. E richiede l\u2019opera di tutti. Molte cose sono state dette in questi giorni a tale proposito. Certo \u00e8 che ciascuno, nella funzione che svolge, deve sentire personalmente la responsabilit\u00e0 che grava anche sulle sue spalle. Non dobbiamo mai dimenticare che la vita degli altri dipende anche da me, anche dalla mia attenzione e dalla mia preoccupazione. La questione della sicurezza sul lavoro riguarda senza dubbio le procedure tecniche che non debbono mai mancare, ogni disattenzione \u2013 da parte di tutti &#8211; \u00e8 pericolosissima, ma \u00e8 anche una questione culturale che coinvolge noi tutti, amministratori e imprenditori, organizzazioni sindacali e singoli operai, istituzioni politiche, civili, educative e religiose. C\u2019\u00e8 bisogno, come altre volte ho ripetuto, di un sussulto spirituale e morale che coinvolge il senso stesso della vita. Il lavoro non \u00e8 slegato dalla concezione che abbiamo della vita, dal senso che diamo alla nostra esistenza. Papa benedetto dice bene che la vita \u00e8 molto pi\u00f9 che successo professionale e profitto. Accade invece che la cultura del guadagno ad ogni costo talora si afferma a tal punto da mettere in secondo piano l\u2019attenzione sulla salute, sull\u2019integrit\u00e0 del corpo, sulla stessa vita. C\u2019\u00e8 bisogno di ricomprendere il senso della dignit\u00e0 della persona umana, di ricomprendere il valore della famiglia, di ricomprendere la centralit\u00e0 dei rapporti umani. Cari amici, voi lo sapete bene: non ci salvano i soldi, anche se indispensabili; ci salva solo l\u2019amore e ci aiuta a vivere davvero solo la solidariet\u00e0 tra tutti. E\u2019 in questo contesto che si comprende anche il senso del lavoro. Ed \u00e8 a partire di qui che deve formarsi una cultura industriale che non riduca l\u2019uomo ad una macchina. Non \u00e8 l\u2019uomo per la fabbrica ma il contrario. La fabbrica c\u2019\u00e8 per rendere dignitosa la vita dell\u2019uomo, della sua famiglia e dell\u2019intera societ\u00e0. Per questo, di fronte a quanto continua ad accadere, non abbiamo bisogno di sterili e pericolose contrapposizioni, \u00e8 necessario, \u00e8 urgente oggi uno scatto di responsabilit\u00e0 da parte di tutti perch\u00e9 il lavoro di tutti sia una occasione di dignit\u00e0 e di progresso.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, il Natale torna quest\u2019anno perch\u00e9 riscopriamo il senso profondo della nostra vita e del nostro lavoro, e lo riscopriamo camminando sulla via dell\u2019amore, anche qui in fabbrica. S\u00ec, l\u2019esistenza ci \u00e8 stata donata da Dio perch\u00e9 la spendiamo per la difesa e per la crescita della vita di tutti, a partire da quella di coloro che ci sono accanto. Il brano evangelico che abbiamo ascoltato si chiude con Giuseppe che era angustiato per quel che era successo a Maria. Un angelo, ossia il Vangelo del Natale gli suggerisce di destarsi e di prendere con s\u00e9 Maria e il bambino che stava per nascere. Care sorelle e cari fratelli, accogliamo anche noi il Vangelo del Natale prendiamo con noi il Vangelo dell\u2019amore e con un cuore rinnovato incamminiamoci verso il nuovo anno che il Signore ci dona. Questa Santa Messa ci aiuta a ripartire dalla fabbrica, dai luoghi di lavoro per rinascere ad vita nuova. Il Bambino che nasce ci dona la forza dell\u2019amore che, mentre ci rende corresponsabili gli uni degli altri, ci aiuta a rendere le nostre famiglie e le nostre citt\u00e0 pi\u00f9 serene e pi\u00f9 solidali. Nel dolore della perdita degli amici questa Santa Messa sia una benedizione per questo grande stabilimento e per voi tutti che qui lavorate e per le vostre famiglie. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; anche quest\u2019anno la Messa di Natale in fabbrica ci raccoglie tutti. E\u2019 un momento significativo per ritrovarci sul luogo del lavoro anche con le famiglie. Quando Hespenan me lo propose l\u2019anno sorso l\u2019accolsi molto volentieri, \u00e8 davvero una bella iniziativa. 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