{"id":16772,"date":"2007-04-09T00:00:00","date_gmt":"2007-04-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pasqua-messa-a-narni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"pasqua-messa-a-narni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pasqua-messa-a-narni.html","title":{"rendered":"Pasqua, messa a Narni"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Siamo arrivati alla Pasqua dopo aver seguito Ges\u00f9 nei suoi ultimi giorni di vita. Abbiamo agitato con gioia i rami di ulivo, domenica scorsa, per accoglierlo mentre entrava in Gerusalemme. Lo abbiamo quindi seguito negli ultimi tre giorni: ci ha accolti al cenacolo, con un desiderio struggente di amicizia, tanto da abbassarsi sino a lavare i piedi e donarsi come pane \u201cspezzato\u201d e sangue \u201cversato\u201d. Eppoi ci ha voluti accanto a s\u00e9 nell\u2019orto degli Ulivi, quando la tristezza e l\u2019angoscia gli opprimevano il cuore tanto da farlo sudare sangue. Il bisogno di amicizia fattosi ancor pi\u00f9 prepotente non fu capito; i tre pi\u00f9 amici, prima si addormentarono, e poi, assieme a tutti gli altri, lo abbandonarono. Il giorno dopo lo troviamo in croce, solo e nudo; le guardie lo avevano spogliato della tunica; in verit\u00e0 lui stesso si era gi\u00e0 spogliato della vita. Davvero ha dato tutto se stesso per la nostra salvezza. Il sabato \u00e8 stato triste; un giorno vuoto anche per noi. Ges\u00f9 stava oltre quella pietra pesante. Eppure, anche senza vita, ha come continuato a donarla \u201cscendendo agli inferi\u201d, ossia nel punto pi\u00f9 basso possibile: ha voluto portare sino al limite estremo la sua solidariet\u00e0 con gli uomini. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il Vangelo di Pasqua parte proprio da questo estremo limite, dalla notte buia. Scrive l\u2019evangelista Giovanni che \u201cera ancora buio\u201d quando Maria di Magdala si rec\u00f2 al sepolcro. Era buio fuori, ma soprattutto dentro il cuore di quella donna (come nel cuore di chiunque altro amava quel profeta che \u201caveva fatto bene ogni cosa\u201d); il buio per la perdita dell\u2019unico che l\u2019aveva capita: non solo le aveva detto cosa aveva nel cuore, soprattutto l\u2019aveva liberata da ci\u00f2 che l\u2019opprimeva pi\u00f9 di ogni altra cosa (scrive Marco che era stata liberata da sette demoni). Con il cuore triste Maria si recava al sepolcro. Forse ricordava i giorni precedenti la passione, quando gli asciugava i piedi dopo averglieli bagnati con unguento prezioso, e gli anni, pochi ma intensi, passati con quel profeta. Con Ges\u00f9 l\u2019amicizia \u00e8 sempre prendente; si potrebbe dire che quest\u2019uomo non lo si pu\u00f2 seguire da lontano, come ha fatto Pietro in questi giorni. Arriva il momento della resa dei conti e quindi della scelta di un rapporto definitivo. L\u2019amicizia di Ges\u00f9 \u00e8 di quella specie che porta a considerare gli altri pi\u00f9 di se stessi: \u201cnessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici\u201d (Gv 15, 12). Maria di Magdala lo constata di persona quel mattino quand\u2019\u00e8 ancora buio. Il suo amico \u00e8 morto perch\u00e9 ha voluto bene a lei e a tutti i discepoli, Giuda compreso.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Appena giunta al sepolcro ella vede che la pietra posta sull\u2019ingresso, una lastra pesante come ogni morte e ogni distacco, \u00e8 stata ribaltata. Neppure entra. Corre subito da Pietro e da Giovanni: \u201cHanno portato via il Signore dal sepolcro!\u201d, grida, trafelata. Neanche da morto, pensa, lo vogliono. E aggiunge con tristezza: \u201cnon sappiamo dove l\u2019abbiano messo\u201d. La tristezza di Maria per la perdita del Signore, anche solo del suo corpo morto, \u00e8 uno schiaffo alla nostra freddezza e alla nostra dimenticanza di Ges\u00f9 anche da vivo. Oggi, questa donna \u00e8 un esempio per tutti noi. Solo con i suoi sentimenti nel cuore \u00e8 possibile incontrare il Signore risorto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Nella lettera che ho scritto alla Diocesi, ho paragonato le nostre tre cattedrali di Terni, Narni e Amelia, alle tre donne che stavano al sepolcro. Il Vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato mi suggerisce di paragonare questa cattedrale a Maria di Magdala. Quante volte \u00e8 risuonato qui a Narni l\u2019annuncio di Pasqua! Fin dal primo vescovo che veneriamo nostro patrono. Dire anzi che questa cattedrale nasce da quest\u2019annuncio. E\u2019 stato il Vangelo di Pasqua che ha spinto i cristiani di Narni a costruire questo splendido tempio. E noi, fratelli e sorelle, cosa costruiremo? Se ascoltiamo questa donna, se ascoltiamo il Vangelo che questa mattina questa cattedrale ha annunciato a tutti noi, anche noi costruiremo un tempio nuovo qui a Narni, un tempio non di pietre ma di uomini e di donne che si vogliono bene, di uomini e di donne che allargano il proprio cuore, di uomini e di donne che non sono schiavi solo del proprio egoismo, ma che hanno a cuore anche il Vangelo e la salvezza degli altri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questa nostra cattedrale, che oggi visito per la prima volta, ci annuncia la prima Pasqua di questo millennio. E\u2019 lei che viene da noi come and\u00f2 da Pietro e dall\u2019altro discepolo che Ges\u00f9 amava. Ed \u00e8 lei che ci scuote e ci fa muovere, che ci fa vincere la paura di cambiare, la paura di amare Ges\u00f9. S\u00ec, c\u2019\u00e8 la paura di amare Ges\u00f9. E\u2019 meglio seguirlo da lontano, perch\u00e9 se ci avviciniamo troppo ci coinvolge. Oggi, ascoltiamo il grido di questa donna: \u201cHanno portato via il mio Signore, e non so dove l\u2019abbiano posto!\u201d, \u201cS\u00ec, hanno portato via il mio Signore dal cuore degli uomini, dal cuore di tanti anche qui a Narni, dal cuore di tanti giovani e di tanti adulti, dal cuore di uomini e di donne, e non sappiamo pi\u00f9 dove sia ora il Signore nella loro vita!\u201d <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Pietro e Giovanni, dopo aver ascoltato il grido di Maria di Magdala, uscirono dal cenacolo e si misero a correre verso il sepolcro alla ricerca di Ges\u00f9. Quanto vorrei, care sorelle e fratelli, che anche noi corressimo alla ricerca del Signore! S\u00ec, vorrei che questa mia prima visita tra voi, fatta non a caso nel giorno di Pasqua, suscitasse una corsa, la corsa per cercare il Signore, la corsa dell\u2019amore per i deboli, la corsa per l\u2019aiuto a chiunque ha bisogno, la corsa per vincere il male, la corsa per allontanare da noi ogni cattiveria. La nostra andatura \u00e8 diventata troppo lenta perch\u00e9 in genere camminiamo, viviamo solo per noi stessi o per la nostra piccola famiglia; abbiamo paura di scivolare e perdere qualcosa di nostro, paura di dover abbandonare le nostre abitudini, paura di osare un po\u2019 pi\u00f9 nell\u2019amore. C\u2019\u00e8 invece fretta di comunicare l\u2019amore, c\u2019\u00e8 fretta di vincere la solitudine e la tristezza, di sconfiggere l\u2019odio e l\u2019indifferenza. Anche qui a Narni. Proviamo ad ascoltare il grido di Maria, il grido che oggi \u00e8 risuonato in questa cattedrale, \u00e8 sentiremo il nostro cuore intenerirsi, sentiremo sciogliersi la nostra durezza. Proviamo, in questi giorni, ad aprire le pagine del Vangelo di Pasqua; proviamo ad ascoltare le parole di Ges\u00f9 ai discepoli chiusi e impauriti nel loro egoismo e scopriremo la gioia di aver ritrovato il Signore accanto a noi. Care sorelle e fratelli, apriamo il cuore al vangelo della pasqua e Narni, tutta questa nostra citt\u00e0, si aprir\u00e0 all\u2019amore. Alleluia, Alleluia. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo arrivati alla Pasqua dopo aver seguito Ges\u00f9 nei suoi ultimi giorni di vita. Abbiamo agitato con gioia i rami di ulivo, domenica scorsa, per accoglierlo mentre entrava in Gerusalemme. 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