{"id":16769,"date":"2007-08-11T00:00:00","date_gmt":"2007-08-11T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/esequie-di-mauro-zannori.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"esequie-di-mauro-zannori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/esequie-di-mauro-zannori.html","title":{"rendered":"Esequie di Mauro Zannori"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Genesi 1, 26-28;&nbsp; Marco 4, 35-41<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">abbiamo ascoltato il Vangelo della tempesta sedata. Mi \u00e8 venuto subito in mente quando ho appreso la notizia della tragica morte di Mauro Zannori. E\u2019 salito spontaneo sulle mie labbra lo stesso grido degli apostoli a Ges\u00f9 mente dormiva e la barca rischiava di essere travolta dalle onde: \u201cMaestro, non t\u2019importa che moriamo?\u201d S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, di fronte alla lunga catena di morti sul lavoro come non gridare: \u201cMaestro, non t\u2019importa che noi moriamo?\u201d Come non essere preoccupati che in un anno, solo qui nell\u2019area di Terni, ci sono stati ben sette morti sul lavoro? Lo scorso anno i quattro allo stabilimento del Clitunno, ricordo i loro nomi: Maurizio Manili, Tullio Mottini, Giuseppe Coletti, Vladimir Todhe . Poi a Narni, Lanfranco Fausti, e quindi a Terni Angelo Nese e poi Franco Mariani alla stazione di Terni. Ed ora Mauro, alle acciaierie. I loro nomi sono per tutti noi un ricordo amaro ed anche un monito. E sono appena stato all\u2019ospedale di Terni per visitare l\u2019ing. Marcello Imperi che l\u2019altro ieri ha avuto un bruttissimo incidente in un cantiere edile e sta vivendo ore drammatiche tra morte e la vita, e Armeni Giuseppe caduto nel lavoro alle acciaierie. Oggi, la nostra preghiera sale al celo anche per loro perch\u00e9 il Signore possa ridonarli alla vita e ai loro cari. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma sembra proprio che una tragica tempesta continui a flagellare questa nostra terra. Non solo la nostra, non solo l\u2019Umbria, ma l\u2019intero paese. Nei mesi passati ne abbiamo parlato, abbiamo avuti incontri, abbiamo preso decisioni, ci siamo impegnati a non abbassare l\u2019attenzione. E tuttavia la morte sui luoghi di lavoro appare una inarrestabile catena. Perch\u00e9? Perch\u00e9? Di qui il nostro grido al Signore: \u201cMaestro, non t\u2019importa che moriamo? Non t\u2019importa che qui si continua a morire sui luoghi del lavoro?\u201d Eppure \u00e8 stato proprio il Signore a stabilire che il lavoro fosse l\u2019espressione della dignit\u00e0 di ogni persona umana ed anche strumento del proprio sostentamento. Ma \u00e8 diventato occasione di morte e di dolore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi, da questa chiesa, stretti attorno a Mauro, ultima vittima di questa tragica catena, strappato alla vita e ai suoi cari mentre era ancora nella pienezza delle sue forze, gridiamo anzitutto al Signore, come fecero quei discepoli sulla barca, perch\u00e9 intervenga in questo mare in tempesta del mondo del lavoro, perch\u00e9 si alzi in piedi e sgridi con forza i venti e il mare: \u201cTaci, calmati!\u201d. S\u00ec, c\u2019\u00e8 bisogno che questa lunga catena di morte venga spezzata. E\u2019 la nostra preghiera al Signore, oggi, accanto a Mauro. La sua morte, questa ennesima morte, non pu\u00f2 essere vana. Signore, arresta tu, questa immane tragedia!<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Lo chiediamo al Signore mentre consegniamo nelle sue mani questa ultima vittima innocente perch\u00e9 gli dia quella pace che non ha potuto gustare in questa via. E\u2019 il modo che ci resta perch\u00e9 il male e la morte che lo hanno colpito non trionfino definitivamente su di lui. Le parole della fede ci aprono uno spiraglio di luce sulla notte buia e triste della morte di Mauro. Lasciamoci guidare da questa luce per cogliere il mistero che egli in questo momento sta vivendo. Vicino a lui c\u2019\u00e8 il Signore. E non lo abbandona ora, come mai lo ha abbandonato. L\u2019amore del Signore ci sostiene sempre, nei momenti lieti e in quelli tristi. Ci sono stati anche per Mauro momenti difficili, ma il Signore gli \u00e8 stato sempre accanto. Non importa se noi ce ne accorgiamo o meno. Il Signore c\u2019\u00e8. Il suo amore \u00e8 molto pi\u00f9 grande delle nostre miserie e delle nostre dimenticanze. Egli ci sta accanto. Ed era accanto a Mauro anche nel momento pi\u00f9 difficile della sua vita, in quella tragica ora alle Fucine, quando una lastra pesante ce lo ha tolto alla vita. Ges\u00f9, stava l\u00ec. Anche Ges\u00f9, possiamo dire, come Mauro, ha conosciuto il peso della lastra della morte abbattersi su di lui per chiuderlo nel sepolcro. Ma l\u2019amore di Dio \u00e8 pi\u00f9 forte di ogni lastra di morte. Quel mattino di Pasqua la pietra pesante che chiudeva il sepolcro fu rovesciata e il Signore torn\u00f2 alla vita. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 arrivato in quella tragica ora alle Fucine e non ha permesso che la morte schiacciasse per sempre questo suo figlio. Con le sue mani forti lo ha sollevato dall\u2019abisso della morte e ora lo porta con s\u00e9 in Paradiso. S\u00ec, il Signore lo abbraccia e per Mauro giunge la calma e la bonaccia. E pu\u00f2 toccare l\u2019altra riva, quella della pace piena, della serenit\u00e0 di un amore che non termina pi\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E mentre viene portato nel cielo \u2013 \u00e8 il senso di questa santa celebrazione \u2013 noi affidiamo a lui il nostro grido perch\u00e9 lo porti sino al Signore: \u201cMaestro, non t\u2019importa che moriamo?\u201d E trover\u00e0 ad accoglierlo alle porte del cielo gli altri caduti sul lavoro, quelli che in questo anno abbiamo accompagnato al Signore e tutti gli altri, un numero incredibile di vittime innocenti. Oggi, sono tutti loro a svegliare il Maestro perch\u00e9 dal cielo gridi e rimproveri e fermi i venti e il mare delle disattenzioni e delle inadempienze, delle superficialit\u00e0 e delle ingiustizie che continuano a mietere vittime. S\u00ec, \u00e8 dal cielo che oggi viene il grido: \u201cbasta con queste morti! basta con i lutti sul luogo di lavoro!\u201d E\u2019 un problema di civilt\u00e0, prima ancora che di rispetto e di amore. Pi\u00f9 volte nei mesi passati abbiamo parlato dell\u2019urgenza di una cultura nuova anche sul lavoro che deve coinvolgere tutti, l\u2019intera societ\u00e0. La presenza di tanti in questa celebrazione, delle autorit\u00e0 regionali, provinciali, comunali, dei responsabili d\u2019impresa, degli operai, di noi tutti deve significare uno sdegno per quanto continua ad accadere ed un rinnovato impegno perch\u00e9 il lavoro non sia pi\u00f9 una fabbrica di morte, ma luogo di vita e di speranza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questa morte di Mauro non pu\u00f2 essere vana. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile, infatti tollerare che questa terribile catena continui a mietere vittime. E noi possiamo pi\u00f9 assistere impotenti. Il luogo di lavoro non pu\u00f2 essere trasformato in una sorta di fabbrica di morti, di vedove e di orfani. Certo pu\u00f2 esserci talora qualche tragedia che avviene casualmente. Ma se abbiamo, come abbiamo, una catena ininterrotta di vittime, tutto ci\u00f2 non avviene certo per caso. Essa \u00e8 il frutto amaro di una cultura di morte che continua a sacrificare vittime sull\u2019altare del profitto, sul primato assoluto del guadagno e dell\u2019interesse a qualsiasi costo anche a scapito della vita umana e della dignit\u00e0 delle persone. Se persino la Costituzione della Repubblica Italiana afferma di essere fondata sul lavoro, come tollerare che i suoi figli trovino la morte proprio su questo fondamento? Se tutto continua come sino ad ora, non stiamo minando le radici della nostra stessa convivenza civile? Ecco perch\u00e9 credo sia pi\u00f9 che urgente un sussulto spirituale e morale che porti ad una nuova attenzione, ad una nuova responsabilit\u00e0. Tutti dobbiamo rendercene conto. Non possiamo ritrovarci assieme solo quando celebriamo un funerale. Sento urgente, care sorelle e cari fratelli, che tutti ci impegniamo in maniera ancor pi\u00f9 robusta di quel che gi\u00e0 facciamo perch\u00e9 il luogo del lavoro sia luogo per vivere e non per morire, luogo per rendere il mondo pi\u00f9 umano e non un inferno di morte. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Non \u00e8 questa la sede per determinare le misure necessarie e urgenti per fermare questa &nbsp;immane o insopportabile tragedia. Le situazioni lavorative sono molteplici e diverse. In tutte bisogna intervenire in maniera forte e adeguata. Sappiamo quanto sia drammatica la condizione di quei lavoratori che sono sfruttati in maniera illegale e brutale. E\u2019 una piaga che va stroncata senza indugio. E sappiamo anche quanto sia importante evitare ogni irresponsabile superficialit\u00e0 da parte di tutti pur di raggiungere un guadagno. Ma ritengo che sia necessaria un\u2019attenzione pi\u00f9 vigile anche l\u00e0 dove tutto pu\u00f2 apparire regolare. Erano anni che nelle acciaierie non accadevano incidenti di questa gravit\u00e0. Ma nel giro di due giorni due gravissimo incidenti di cui uno mortale. Ne siamo rimasti tutti turbati. Tanto pi\u00f9 che guardiamo con attenzione il nuovo corso e il nuovo sviluppo. Ebbene, credo che proprio mentre ci si avvia verso rinnovati investimenti \u00e8 necessario un esame ancor pi\u00f9 attento, ancor pi\u00f9 vigile perch\u00e9 siano prese pi\u00f9 adeguate e forse pi\u00f9 sofisticate misure di sicurezza. Dobbiamo riscoprire una nuova cultura del lavoro che ponga l\u2019uomo al vertice dell\u2019attenzione. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, la morte di Mauro ci deve far riflettere che non l\u2019uomo fatto per la fabbrica, ma la fabbrica \u00e8 fatta per l\u2019uomo e per la sua dignit\u00e0. Se cos\u00ec non \u00e8, \u00e8 facile anche il luogo del lavoro divenga l\u2019anticamera del cimitero. Dio non ha voluto cos\u00ec.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il Signore ha posto l\u2019uomo al vertice della creazione e a ciascuno si deve l\u2019onore e il rispetto come a Dio stesso. Lo abbiamo ascoltato dal libro della Genesi. Dio disse. \u201cFacciamo l\u2019uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza e domini\u2026 sulla terra\u201d. Il Signore ci chiede di essere attenti a ciascuna persona, a ciascun lavoratore, come a Lui stesso. Chi deturpa l\u2019uomo deturpa Dio stesso. E ne render\u00e0 conto. Care sorelle e cari fratelli, che questa morte non sia vana! Non sia vana per i familiari. E penso a te, caro Stefano, al pap\u00e0 Mario, la mamma Natalina. Ti saremo vicino. Il vuoto incolmabile che lacera il tuo cuore nessuno potr\u00e0 colmarlo. Ma noi ti saremo accanto. E ti sar\u00e0 accanto tu padre dal cielo e ti accompagner\u00e0. Ma la morte di Mauro non sia vana per tutti coloro che lavorano. Per parte nostra sentiamo ancor pi\u00f9 forte l\u2019impegno a spezzare questa catena di morte, perch\u00e9 la violenza del male non ci trovi suoi complici. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genesi 1, 26-28;&nbsp; Marco 4, 35-41 &nbsp; Care sorelle e cari fratelli, abbiamo ascoltato il Vangelo della tempesta sedata. Mi \u00e8 venuto subito in mente quando ho appreso la notizia della tragica morte di Mauro Zannori. 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