{"id":16767,"date":"2007-06-07T00:00:00","date_gmt":"2007-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/corpus-domini-4.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:31","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:31","slug":"corpus-domini-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/corpus-domini-4.html","title":{"rendered":"Corpus Domini"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><BR>Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">questa sera ci ritroviamo assieme qui in questa antica chiesa di san Pietro per celebrare la festa del Corpus Domini. Una festa che fu istituita subito dopo il miracolo eucaristico di Bolsena. Ricordate tutti quel sacerdote tedesco che dubitava della presenza di Ges\u00f9 nelle specie eucaristiche. Ebbene, celebrando la Messa a Bolsena, al momento dello spezzare il pane usc\u00ec dall\u2019ostia consacrata tanto sangue da spargersi sul corporale, oggi venerato nel duomo di Orvieto. Fu un segno che mostrava l\u2019incredibile mistero che si realizza ogni volta che si celebra la santa Messa. Anche questa sera, su questo altare, il Signore continua a farsi presente in mezzo a noi. Il papa Benedetto XVI, nel febbraio di questo anno, ha emanato una esortazione apostolica a proposito dell\u2019Eucarestia intitolandola \u201cSacramento della carit\u00e0\u201d. L\u2019Eucarestia \u00e8 il dono che Ges\u00f9 fa di se stesso, rivelandoci l\u2019amore infinito di Dio per ogni uomo. In questo mirabile sacramento si manifesta l\u2019amore \u201cpi\u00f9 grande\u201d, quello che spinge a \u201cdare la vita per i propri amici (Gv 15,13)\u201d. Questa sera noi festeggiamo Ges\u00f9 che, attraverso il sacramento del pane e del vino, continua a dare la vita per noi, per il mondo. Davvero \u00e8 un mistero della fede, come diciamo subito dopo la consacrazione, o meglio ancora \u00e8 un mistero di amore, e di un amore grande, senza limiti. Non perch\u00e9 sia una incomprensibile con la ragione, ma perch\u00e9 nel mondo non si trova da nessuna parte un amore come questo. E\u2019 un amore fuori della ragione. L\u2019uomo non riesce a inventarsi una presenza cos\u00ec straordinaria. Ges\u00f9, con l\u2019Eucarestia, non solo ci sta accanto, ci viene dentro, scende nel nostro cuore, diviene carne della nostra carne. E noi possiamo dirci con verit\u00e0 quasi fisica: \u201cSiamo il corpo di Cristo\u201d. Paolo lo dice espressamente: \u201cVoi siete le membra di Cristo\u201d. E\u2019 un mistero d\u2019amore che, seppure girassimo il mondo intero, o scrutassimo tutta la sapienza umana, non riusciremmo a trovarne uno analogo. Noi siamo il corpo di Cristo, oggi. Noi, poveri e deboli donne di Terni-Narni-Amelia; noi peccatori e pieni di difetti. Noi siamo tuttavia il Corpo di Cristo che continua a camminare per le vie di questo mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma non siamo il copro di Ges\u00f9 per nostri meriti o per nostra decisione o per una sorta di magia, ma perch\u00e9 prendiamo parte all\u2019altare, alla celebrazione dell\u2019Eucarestia. Lo scrivevo nella prima lettera pastorale: L\u2019Eucarestia fa la Chiesa. La comunione eucaristica fa di noi una comunit\u00e0. E\u2019 l\u2019altare che ci cementa nell\u2019amore. Ogni volta infatti che nella santa liturgia il pane e il vino vengono consacrati, Ges\u00f9 viene in mezzo a noi e chi se ne comunica diviene suo corpo. Ecco perch\u00e9 insistiamo nell\u2019essere presenti a Messa la domenica. Senza la Domenica rimaniamo soli, ciascuno per proprio conto. Con la domenica diveniamo una famiglia. Possiamo paragonare la nostra Chiesa diocesana al Vangelo della moltiplicazione dei pani che abbiamo appena ascoltato. La domenica \u00e8 quel giorno e la Messa \u00e8 il miracolo della moltiplicazione. \u201cIn quel tempo \u2013 scrive Luca \u2013 Ges\u00f9 prese a parlare&nbsp; alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure\u201d. Anche in questo tempo, anche in questi nostri giorni, abbiamo bisogno di radunarci attorno al Signore, per incontrarlo, per sentirlo parlare e per essere sanati dalle tante malattie che ci indeboliscono e ci incattiviscono. Ges\u00f9, dopo aver parlato, li fece sedere a gruppi. Care sorelle e cari fratelli, credo che potremmo paragonare questi gruppi alle tante nostre assemblee della domenica, alle nostre parrocchie. Ebbene, ogni domenica Ges\u00f9 prende il pane, alza gli occhi al cielo, lo benedice e lo d\u00e0 ai discepoli perch\u00e9 lo distribuiscano. S\u00ec, ogni domenica si ripete il miracolo anche qui a Terni, Narni, Amelia. E tutti noi possiamo saziarci dell\u2019amore di Dio e riprendere il cammino della settimana. E\u2019 l\u2019altare della domenica da cui dobbiamo partire per iniziare la nuova settimana.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questa sera, con la processione del Corpus Domini, vogliamo mostrare fisicamente come uscire dalla Messa della domenica per iniziare la nuova settimana. Siamo chiamati ad uscire assieme a Ges\u00f9, a camminare come camminava lui, a guardare gli altri come li guardava lui, ad amare come amava lui, a soccorrere come soccorreva lui, a consolare come consolava lui. S\u00ec, quelle \u201cdodici ceste\u201d piene di pani avanzati sono i nostri cuori pieni del suo amore. E se ora siamo riuniti attorno all\u2019altare della Chiesa, fuori dobbiamo radunarci, ossia essere attenti, all\u2019altro altare, quello dei poveri e dei deboli. Durante la processione ci fermeremo al centro della citt\u00e0, come per continuare la Messa, questa volta assieme ai deboli e ai poveri, anch\u2019essi vero Corpo di Cristo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, mentre sostiamo in questa piazza, ci viene posta nuovamente sulle nostre labbra la preghiera semplice ma intensa di quei due discepoli: \u201cResta con noi, perch\u00e9 si fa sera\u201d. S\u00ec, resta con noi Signore, perch\u00e9 questa nostra citt\u00e0, ha bisogno di te. \u201cResta con noi, Signore\u201d. Resta mentre la notte cala sulla nostra citt\u00e0. E tante sono le notti a Terni, Narni e Amelia. Sono le notti degli anziani lasciati soli; sono le notti delle ragazze sfruttate sulla strada; sono le notti dei giovani e anche dei giovanissimi venduti come merce alla droga; sono le notti di chi non ha pi\u00f9 speranza per il proprio futuro; sono le notti dei deboli e dei nomadi, cacciati dal cuore prima ancora che dalla citt\u00e0; sono le notti delle famiglie senza pi\u00f9 amore. \u201cResta con noi, Signore. Resta, perch\u00e9, queste notti con la tua presenza si trasformano in aurora di vita. Tu sei la luce che vince il buio, ogni buoi. Tu che ci hai amati senza fermarti mai, senza pensare a te, resta accanto a noi. Non ci lasciare\u201d. Signore ascolta questa nostra preghiera, sale dal cuore di ciascuno di noi e dei tanti che non sanno o non vogliono pregare, eppure senza di te non riescono a sollevarsi dalla tristezza. Noi ti preghiamo per tutta la citt\u00e0, per tutte le famiglie, per sani e per i malati, per i piccoli e per i grandi, per i buoni e per i cattivi. Dona a tutti noi il tuo amore. Signore, Tu che ascolti la voce dei poveri e dei deboli, ascolta ora la preghiera di alcuni nostri fratelli e sorelle. Ascoltali ed esaudiscili\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, il Signore ascolta la preghiera dei poveri perch\u00e9 giunge diretta al cuore di Dio. Essi sono infatti il sacramento di Dio tra noi. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 presente in questa nostra citt\u00e0 anche attraverso di loro. C\u2019\u00e8 infatti un legame diretto tra l\u2019Eucarestia e i poveri: sono l\u2019unico Corpo di Cristo. Il grande vescovo di Coastantinopoli, san Giovanni Crisostomo, diceva ai suoi fedeli: \u201cSe volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando \u00e8 ignudo. Non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest\u2019altro Cristo che \u00e8 afflitto dal freddo e dalla nudit\u00e0\u201d. Questo santo vescovo di Costantinopoli, esiliato dalla sua citt\u00e0 per la difesa dei poveri, non temette di \u201cidentificare\u201d i poveri e l\u2019Eucarestia. Sapeva bene che il Cristo non \u00e8 diviso. E noi non possiamo dividerlo. Dobbiamo accoglierlo tutto intero. E\u2019 questa la ragione che mi spinse vari anni fa a creare al convento di San Martino la mensa dei poveri. Perch\u00e9 sia dalla cattedrale, sia dalla mensa, si vivesse quell\u2019amore evangelico che \u00e8 diretto indistintamente a Ges\u00f9 e ai poveri. E sono contento che da allora sono sorte numerose opere di amore in questa nostra Chiesa diocesana. E vorrei dirvi questa sera che domenica prossima in cattedrale saranno presenti molti degli anziani che sono nelle case di cura presenti in questo territorio. Voglio che vengano nel centro della Diocesi, in cattedrale, ove ci sar\u00e0 una messa e poi un pranzo nella passeggiata, perch\u00e9 siano nel cuore della nostra Chiesa, della nostra attenzione. E il Signore ci benedir\u00e0. S\u00ec, ogni volta che un povero \u00e8 amato, una pioggia di benedizioni si riversa su di noi. E ogni volta che un povero \u00e8 dimenticato si ripete quella terribile scena dell\u2019agonia nell\u2019orto degli ulivi, quando Ges\u00f9 sudava sangue per l\u2019angoscia e il dolore e i discepoli dominavano. S\u00ec, i pi\u00f9 amici dormivano e poi arrivarono gli altri che amici non erano e catturarono Ges\u00f9. \u201cNon siete stati capaci di vegliare un\u2019ora sola con me\u201d disse con tristezza Ges\u00f9 a quei tre amici. E noi, care sorelle e cari fratelli? Vogliamo continuare a dormire? Noi questa sera, davanti a quest\u2019Ostia, diciamo a Ges\u00f9 di voler stare svegli, di voler stare accanto ai deboli, ai poveri, a chiunque ha bisogno di amore e di consolazione, vicino o lontano che sia. Che mai pi\u00f9 nessuno sia solo! Questo vuol dire \u201cripartire dall\u2019amore\u201d come ci stiamo dicendo in questo anno nel quale riflettiamo sull\u2019amore. Penso ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie, agli anziani\u2026quanta solitudine! Dobbiamo far crescere l\u2019amore. Ges\u00f9 sta davanti a noi, anzi dentro di noi, perch\u00e9 continuiamo a camminare per le strade di questa nostra terra commovendoci sui deboli e amando tutti. Il Signore ci doni il suo amore.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; questa sera ci ritroviamo assieme qui in questa antica chiesa di san Pietro per celebrare la festa del Corpus Domini. Una festa che fu istituita subito dopo il miracolo eucaristico di Bolsena. Ricordate tutti quel sacerdote tedesco che dubitava della presenza di Ges\u00f9 nelle specie eucaristiche. 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