{"id":16764,"date":"2006-11-24T00:00:00","date_gmt":"2006-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/santa-fermina-2006.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"santa-fermina-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/santa-fermina-2006.html","title":{"rendered":"Santa Fermina 2006"},"content":{"rendered":"<p>Era il 24 novembre del 304 quando la giovane Firmina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all\u2019ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Firmina mor\u00ec pregando il Signore per s\u00e9 e per i suoi persecutori. E molti si convertirono al Vangelo. Sono passati 1700 anni da quel giorno e anche noi ci riuniamo attorno a Santa Firmina per contemplare l\u2019amore che aveva per Ges\u00f9.<br \/>\nQuale esempio per noi, spesso cos\u00ec tiepidi verso il Signore! Basta poco e ci dimentichiamo Ges\u00f9; lei, invece, neppure le fiamme riuscirono ad allontanarla da Lui! Noi facilmente ci allontaniamo da Ges\u00f9: senza problemi tralasciamo la preghiera; una piccola difficolt\u00e0 ci fa saltare la Messa; siamo tutti preoccupati solo per le nostre cose; facciamo poca carit\u00e0; siamo pronti a dire maldicenze e a offendere. Firmina, anche in mezzo ai tormenti, non ha smesso di pregare e di voler bene. Guardiamola, perci\u00f2, questa nostra santa patrona. Fissiamo lo sguardo su di lei. Vorrei che in questo anno giubilare avessimo sempre davanti ai nostri occhi questa ragazza che ha amato Ges\u00f9 sino all\u2019effusione del sangue. Se faremo cos\u00ec, sar\u00e0 un anno di grazia. Il Santo Padre, per aiutarci, ha concesso l\u2019indulgenza plenaria a chiunque visita questa chiesa e prega la Chiesa e per il mondo.<br \/>\nLa testimonianza di amore di santa Firmina \u00e8 preziosissima. E facciamo bene a gloriarcene. Ma a che serve se non riscopriamo l\u2019amore che lei aveva per Ges\u00f9? Se non cogliamo questa ricchezza, sar\u00e0 vano il nostro incontrarci e a nulla serviranno i festeggiamenti che potremo organizzare. In questo tempo, rattristato dalla violenza, abbiamo bisogno di ritrovare l\u2019amore di Firmina. Lasciamoci toccare il cuore dal suo amore. Olimpiade la vide e ne fu rapito. Si convert\u00ec al Vangelo e divenne martire. E tanti altri, vedendo il suo coraggio e il suo amore, si avvicinarono a Ges\u00f9. Come abbiamo ascoltato da Cantico dei Cantici, Firmina si lasci\u00f2 toccare il cuore da Dio e lasci\u00f2 tutto per seguirlo. E pot\u00e9 resistere alle fiamme che le bruciavano le membra perch\u00e9 per lei erano pi\u00f9 forti le fiamme dell\u2019amore di Dio: \u201cle sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma del Signore!\u201d<br \/>\nFirmina era una giovane romana, forse figlia del Prefetto di Roma. Lasci\u00f2 la citt\u00e0 per ritirarsi qui ad Amelia. Con una nave part\u00ec da Ostia per dirigersi verso Civitavecchia. Durante la traversata si lev\u00f2 una terribile tempesta che stava per travolgere la nave. Firmina preg\u00f2 il Signore e la tempesta cess\u00f2. Come non imitare la nostra santa perch\u00e9 si allontanino le tempeste che stanno mettendo in pericolo la vita di tante nazioni? Non dobbiamo, in questo tempo, intensificare anche noi la preghiera perch\u00e9 terminino le guerre? Perch\u00e9 cessino gli attacchi terroristici? Perch\u00e9 gli uomini intraprendano le vie della pace? Firmina, giunta a Civitavecchia, si diresse ad Amelia, ove si ritir\u00f2 nella sua villa. Si scaten\u00f2 presto la persecuzione di Diocleziano contro i cristiani. Il prefetto della citt\u00e0, Olimpiade, la fece catturare; ma, appena la vide, se ne invagh\u00ec e cerc\u00f2 di sedurla. Firmina non solo resistette, arriv\u00f2 persino a convertirlo. Vedete? Una giovane ha fatto cambiare vita ad un altro giovane! E\u2019 questa la via del Vangelo: ciascuno deve parlare ad un altro del Vangelo, ciascuno deve aiutare l\u2019altro a scoprire Ges\u00f9. E Olimpiade fu a tal punto convinto che sub\u00ec il martirio prima della stessa Firmina. Il nuovo prefetto di Amelia, Magenzio, voleva far tornare indietro Olimpiade, ma non ci riusc\u00ec. E lo fece uccidere. Firmina, quando gli fu detto che anche lei avrebbe fatto quella stessa fine, se non avesse abiurato, rispose che Olimpiade aveva obbedito al Vangelo: egli, che era prefetto della citt\u00e0, aveva in verit\u00e0 trovato il vero tesoro, aveva venduto tutto per acquistarlo. E il tesoro era il Vangelo.<br \/>\nCare sorelle e cari fratelli, anche noi abbiamo ricevuto questo tesoro. Ma forse lo consideriamo poco. Guardiamo Firmina e Olimpiade. Essi sono davanti a noi per esortarci ancora una volta a riscoprire il Vangelo. Quel piccolo libro fu la loro forza. Il Vangelo, infatti, rende gli uomini non solo buoni ma anche forti, forti nell\u2019amore e nella misericordia. S\u00ec, chi ascolta il Vangelo \u00e8 capace di amare davvero. E l\u2019amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. Il Vangelo ha sorretto Firmina e Olimpiade; il Vangelo ha fatto convertire decine e decine di persone che stavano accanto a loro. Lasciamoci toccare il cuore anche noi dal Vangelo: la vita nostra e di chi ci sta accanto cambier\u00e0 in meglio.<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Quando, alla fine del IX secolo, il vescovo di Amelia, Pasquale, ritrov\u00f2 i corpi di Firmina e di Olimpiade e li port\u00f2 nella citt\u00e0 di Amelia per accoglierli nella cattedrale, al loro ingresso si raccolse una grande folla. Si racconta: \u201cQuando i corpi di Firmina e Olimpiade furono vicini alla citt\u00e0, una grande folla formata da uomini, donne, bambini, persone sane e inferme con fiori e palme and\u00f2 incontro al sacro corteo, lodando, benedicendo e glorificando il Signore che aveva concesso una grazia tanto grande alla citt\u00e0 di Amelia\u201d. E continua il racconto: \u201cPersone possedute dal demonio si calmarono; i lebbrosi guarirono; i ciechi videro; i muti parlarono; i paralitici camminarono. Tutti i malati, i deboli e gli sfiduciati che erano venuti in Amelia ritornarono nelle loro abitazioni guariti ed esauditi. Una gioia immensa era negli animi di tutti\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, vorrei che quel che accadde in quel lontano giorno attorno ai corpi di Firmina e Olimpiade potesse continuare in tutti i giorni di questo anno centenario. Sia un anno nel quale veniamo a visitare questo luogo: inizieremo anche il restauro di questa Chiesa e dell\u2019altare con il presbiterio. Sia un anno nel quale far crescere la nostra conoscenza del Vangelo: vi consegner\u00f2 il Vangelo di Matteo da me commentato. Sia un anno in cui rendere pi\u00f9 visibile il nostro amore per i pi\u00f9 poveri: vorrei che si istituisse anche una piccola mensa per i poveri, dedicata a Santa Firmina. Sia un anno in cui allargare il nostro amore oltre i confini abituali: dedicheremo a Santa Firmina un\u2019opera di carit\u00e0 in una terra di missione. Vorrei che anche oggi i poveri siano aiutati, i malati siano consolati, i deboli e gli sfiduciati confortati. Vorrei che una \u201cgioia immensa\u201d possa invadere i nostri cuori. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 24 novembre del 304 quando la giovane Firmina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all\u2019ingresso del Duomo), mentre veniva torturata con le fiamme, Firmina mor\u00ec pregando il Signore per s\u00e9 e per i suoi persecutori. 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