{"id":16759,"date":"2000-12-25T00:00:00","date_gmt":"2000-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/natale-messa-dellaurora.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"natale-messa-dellaurora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-messa-dellaurora.html","title":{"rendered":"Natale, messa dell&#8217;aurora"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Omelia per la messa dell\u2019aurora in Duomo a Terni<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, questo che celebriamo \u00e8 il primo Natale del nuovo secolo. Quello che \u00e8 passato ci ha lasciato un\u2019eredit\u00e0 di problemi, di attese, di sofferenze. Il nuovo secolo che viene come aperto da questo Natale chiede a tutti un nuovo slancio, anzi una vera e propria rinascita. S\u00ec, il Natale torna non per fare un memoria vuota, non per passare un momento di intimit\u00e0 che poi viene come risucchiato dalla ordinariet\u00e0 della vita. Il Natale torna perch\u00e9 tutti possiamo rinascere, perch\u00e9 questo nuovo secolo possa iniziare con una speranza nuova. Ma da dove iniziare questo nuovo tempo? Da dove prendere l\u2019energia e la speranza? Scrive il Vangelo che abbiamo ascoltato che \u201cappena gli angeli si furono allontanati, i pastori si dicevano fra loro: \u201cAndiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u201d. E l\u2019evangelista aggiunge: \u201cPartirono senza indugio\u201d. Ecco come iniziare, ed ecco da dove partire. Da quella grotta, da quel bambino. Vorrei dire qui che per la nostra diocesi questo si \u00e8 come avverato alla lettera, quando questa notte abbiamo iniziato le celebrazioni del Natale a partire dalla Messa di Mezzanotte celebrata sotto la tenda davanti la chiesa di San Faustino lesionata gravemente dal terremoto dei giorni scorsi. Se il terremoto ha impedito di celebrare dentro la chiesa, noi abbiamo accolto il Signore sotto una tenda, prendendo quasi alla lettera le parole del Prologo di Giovanni: \u201cIl Verbo si \u00e8 fatto carne ed \u00e8 venuto a porre la sua tenda tra noi\u201d. S\u00ec, da quella tenda dobbiamo ripartire. I pastori infatti si recarono in quella stalla e l\u00ec trovarono \u201cMaria e Giuseppe e il Bambino che giaceva in una mangiatoia\u201d. Il Natale \u00e8 tutto qui. Raccoglierci attorno a quel Bambino che sta in una mangiatoia perch\u00e9 non c\u2019era posto per lui nell\u2019albergo. E\u2019 un mistero d\u2019amore incredibile. Noi facciamo bene ad allestire il presepe, e a commuoverci almeno un poco. Ma questa bella e delicata tradizione non deve farci dimenticare la realt\u00e0 ch\u2019essa esprime, ossia una citt\u00e0, Betlemme, che non ha accolto Ges\u00f9 che nasceva. \u201cNon c\u2019era posto per loro\u201d, scrive Luca amaramente. E quante volte anche oggi dobbiamo scrivere questa stessa frase! \u201cNon c\u2019\u00e8 posto per gli stranieri, per i poveri, per i soli, per i malati, per gli antipatici, per i deboli, per chi non conta, per chi \u00e8 lontano\u2026!\u201d Vorrei dire che il Natale visto dalla parte degli uomini ha i tratti dell\u2019inaccoglienza se non della crudelt\u00e0. Ma oggi, giorno della nascita di Ges\u00f9, siamo sorpassati dalla misericordia e dall\u2019amore di Dio. S\u00ec, il Natale, dobbiamo vederlo dalla parte di Dio, allora scopriamo che \u00e8 un amore incredibile, fuori ogni misura. Il Signore Ges\u00f9 scende dal cielo e pur di starci accanto nasce in una stalla. Come, allora, non commuoversi&nbsp;?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 incredibile che Dio venga sulla terra&nbsp;e accetti anche una stalla; ma quel che ci lascia ancor pi\u00f9 sconvolti \u00e8 che si presenti come un bambino, che tra tutte le creature \u00e8 il pi\u00f9 debole. Chi mai avrebbe solo potuto pensarlo? Eppure il Natale \u00e8 tutto qui: un Dio fragile bambino. \u201cTroverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia\u201d, dice l\u2019angelo ai pastori. Essi vennero e si strinsero attorno a quel bambino. Quei pastori, ritenuti tra la gente pi\u00f9 disprezzata del tempo, sono i primi ad accorrere in pellegrinaggio attorno a quel bambino. Essi, in certo modo, anticipavano un detto caro a Ges\u00f9: \u201ci primi saranno gli ultimi e gli ultimi primi\u201d. Quella piccola famiglia nella grotta, circondata dai pastori, \u00e8 l\u2019immagine della comunit\u00e0 cristiana, della Chiesa di Dio. Anche noi vogliamo unirci a quei pastori in uno spirituale pellegrinaggio verso la grotta di Betlemme. Anche questo duomo diviene una nuova Betlemme. Come in quella grotta di duemila anni fa, anche oggi \u00e8 il Bambino che sta al centro, non noi stessi come di solito facciamo e imponiamo. E\u2019 il bambino che viene posto davanti ai nostri occhi. E come tutti i neonati, non sa parlare, anche se \u00e8 la Parola fattasi carne. Forse si esprime solo con un pianto implorante: vuole toccare il cuore di ognuno. Il Natale, che ci vede immersi in una sorta di \u201cecumenismo\u201d consumista che tutto omologa e confonde senza peraltro soddisfarci, chiede ad ognuno di noi almeno di ascoltare questo pianto che implora aiuto e protezione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Assieme al Bambino di Betlemme lo chiedono i bambini poveri, sfruttati e violentati&nbsp;di ogni parte del mondo; lo chiedono gli anziani, anch\u2019essi esclusi dalla vita. Non chiedono molto, implorano solo di far parte della famiglia umana. E lo domandano anche gli stranieri, quelli che hanno fame e sete, gli oppressi dalle guerre e dalle ingiustizie, i disperati e gli angosciati del nostro mondo. In loro nome, implorando e piangendo, il Bambino di Betlemme chiede a tutti un po\u2019 d\u2019amore. S\u00ec, Natale&nbsp;\u00e8 una domanda di amore per i deboli. Il Natale ci esorta ad uscire dalla cura delle proprie greggi, ad abbandonare l\u2019orgoglio prepotente e capriccioso che costringe alla notte dell\u2019egoismo, e ad avviarci verso quel bambino, come i pastori. Quel bambino, infatti, \u00e8 la persona decisiva per la nostra vita e per quella del mondo intero. Chi guarda il Signore e non se stesso o i tanti idoli di questo mondo, ritrova la felicit\u00e0 e il senso della vita. A Natale non importa la condizione in cui siamo, non contano neppure i pesi che ci opprimono o i problemi che ci attanagliano. Tutto ci\u00f2 fa ancora parte della nostra notte. Quel che conta \u00e8 andare a vedere Ges\u00f9; \u00e8 trovarsi attorno a quella mangiatoia, come noi questa mattina. E\u2019 trovarsi assieme al pranzo di Natale con un gruppo di anziani che si svolger\u00e0 oggi nell\u2019episcopio; \u00e8 andare nel carcere di Terni, come far\u00f2 oggi pomeriggio, per stare assieme ai carcerati e far sentire a loro, lontani dalla casa e dagli affetti, almeno un p\u00f2 di calore, quello che scald\u00f2 il bambino nel freddo della notte di Betlemme. Questo \u00e8 il Natale di cui abbiamo bisogno. Buon Natale a ciascuno di voi! Buona rinascita all\u2019amore e alla misericordia! <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia per la messa dell\u2019aurora in Duomo a Terni &nbsp; &nbsp; Care sorelle e cari fratelli, questo che celebriamo \u00e8 il primo Natale del nuovo secolo. Quello che \u00e8 passato ci ha lasciato un\u2019eredit\u00e0 di problemi, di attese, di sofferenze. Il nuovo secolo che viene come aperto da questo Natale chiede a tutti un nuovo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16759","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-4mj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16759\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}