{"id":16757,"date":"2003-12-08T00:00:00","date_gmt":"2003-12-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/dedicazione-della-chiesa-di-valenza-2.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:33","slug":"dedicazione-della-chiesa-di-valenza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dedicazione-della-chiesa-di-valenza-2.html","title":{"rendered":"Dedicazione della chiesa di Valenza"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">esattamente 780 anni fa \u2013 era il 1223 &#8211; Francesco d\u2019Assisi, proprio in questi giorni, si trovava qui vicino, a Greccio. Quell\u2019anno sentiva un forte desiderio, che manifest\u00f2 al suo amico di Greccio, Giovanni Velita. Gli disse pi\u00f9 o meno queste parole: \u201cGiovanni, quest\u2019anno voglio vedere con gli occhi della carne la nascita di Ges\u00f9\u201d. E nella notte del Natale del 24 dicembre del 1223, come sapete, si realizz\u00f2 a Greccio il primo presepe. L\u2019amico Stefano Di Stasio, l\u2019artista che ha realizzato i quadri del ciclo francescano in questa chiesa, ce lo fa vedere nell\u2019episodio di san Francesco a Piediluco. Francesco, quella notte, non voleva fare una semplice rappresentazione scenica. Egli, quell\u2019anno, sentiva il bisogno di vedere con gli occhi della carne i disagi di Ges\u00f9 che nasceva in mezzo agli uomini per liberarli dalla tristezza, dall\u2019odio e dalla violenza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ebbene, oggi, Francesco torna in mezzo a noi. Molte volte venne qui, nella valle ternana, per predicare il Vangelo. Gli episodi che conosciamo sono tutti rappresentati nelle pareti. Ma Francesco ci circonda con le sue memorie perch\u00e9 anche noi possiamo rivivere, assieme a lui, la dolcezza e la forza del Vangelo. Egli &#8211; e queste storie lo dimostrano &#8211; non voleva fare altro che mettere in pratica il Vangelo, alla lettera. E con il Vangelo cambi\u00f2 il cuore di tanti. Cambi\u00f2 anche il cuore di quei cinque ternani i quali si recarono fin nel Marocco ove furono martirizzati. Francesco torna ancora, torna con questa chiesa, ci viene accanto, e ci esorta a stare con lui per vedere anche noi con gli occhi della carne il Natale di Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Potremmo dire che questa chiesa di Valenza \u00e8 la nostra Greccio, \u00e8 il nostro Natale, \u00e8 il luogo ove vediamo il Signore. E\u2019 la nostra Betlemme. Questa sera vi consegner\u00f2 il Vangelo di Matteo da me commentato. E\u2019 un libro piccolo, com\u2019era Ges\u00f9 appena nato. Eppure \u00e8 la fonte della salvezza. Prendete con voi questo piccolo libro, custoditelo con cura e soprattutto leggetelo e ascoltatelo. E qui troviamo Maria, la stella della pace. L\u2019amico Paolo Portoghesi ha voluto far parlare di Maria anche l\u2019architettura, anche le mura. Nella sua semplicit\u00e0, il legno che qui predomina, ci fa pensare alla tenera e splendida culla di Betlemme. E qui Maria allarga il suo manto azzurro per accogliere tutti noi come quella notte stese il suo manto per accogliere Ges\u00f9 bambino. Questa chiesa non solo parla di pace; \u00e8 la casa della pace. Di essa possiamo dire quel che il Vangelo dice della casa di Zaccheo: \u201cOggi, la salvezza \u00e8 entrata in questa casa\u201d. S\u00ec, non \u00e8 una casa come le altre, questa. E\u2019 la casa della pace, \u00e8 il santuario della nostra salvezza. Chiunque entra qui con cuore sincero ricever\u00e0 la pace. E ce n\u2019\u00e8 bisogno.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo Natale, care sorelle e cari fratelli, vede crescere nel mondo la paura e l\u2019angoscia. Il terrorismo, le guerre, le violenze, le ingiustizie continuano a mietere vittime. E un senso di impotenza e di pessimismo sembra impossessarsi del cuore degli uomini. E accade che in tanti si rinchiudano in se stessi, nel proprio piccolo mondo, nel proprio egoismo; in tanti vogliono chiudere le porte agli altri: si dice agli stranieri, ma non \u00e8 vero, perch\u00e9 chi chiude le porte le chiude a tutti, anche a chi gli sta accanto. Questa chiesa \u00e8 l\u2019esatto contrario: \u00e8 la casa per tutti, nessuno qui \u00e8 escluso, nessuno \u00e8 qui straniero. Qui c\u2019\u00e8 il mondo intero, anzi l\u2019universo intero; qui possiamo vedere con gli occhi del corpo la pace, come Francesco la vide a Greccio. Ges\u00f9, infatti, \u00e8 la nostra pace. Vediamo l\u2019altare, realizzato dall\u2019amico Oliviero Rainaldi, che ripropone la quercia di Mamre, il luogo ove Abramo accolse i tre stranieri. Sta scritto: accogliete tutti, alcuni facendo cos\u00ec accolsero gli angeli. E qui, come il fonte battesimale ci dice, si rinasce ad una vita di pace. E non aspettiamo tempo. Gi\u00e0 questa sera vedremo rinascere due bambini alla vita di Cristo. Qui, c\u2019\u00e8 sempre il pane della vita distribuito a tutti con generosa abbondanza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questa chiesa \u00e8 una buona notizia, \u00e8 un Vangelo che parla con l\u2019architettura, con la scultura, con la pittura. Parla; parla dal pulpito con Pietro che predica a Pentecoste, trovandosi al centro dell\u2019intera storia umana: tra la creazione e l\u2019apocalisse. Sta scritto: \u201cIl cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno\u201d(Mt 24,35). Ed \u00e8 una parola di pace. Maria, che oggi veneriamo Immacolata, resta al centro di questa chiesa per accogliere tutti. Verso di lei corrono, dalla Cascata delle Marmore, fedi e popoli diversi. Vedete, non si combattono tra loro, hanno luce non armi nelle loro mani. Quella luce giunge sino all\u2019altare con i candelieri costruiti dall\u2019amico Bruno Ceccobelli. E la colomba, lo Spirito di Dio, che presiede il trittico centrale guida misteriosamente l\u2019intera storia umana. C\u2019\u00e8 il male, si vedono le due torri distrutte dal terrorismo, ma lo Spirito vince: fa piovere fiori di pace, fa abbracciare gli uomini, e spinge a gettare nel fosso le armi, come fanno quell\u2019israeliano e quel palestinese. Ed \u00e8 lo Spirito che ci fa intravedere la celeste Gerusalemme, la citt\u00e0 della pace, quella citt\u00e0 appena accennata in alto. Ma la Gerusalemme del cielo inizia gi\u00e0 da questa chiesa nella quale oggi siamo accolti. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il Signore, che ne prende possesso, ci chiama ad entrare. Qui egli ci costruisce come un popolo unico, come un solo corpo. Qui apprendiamo l\u2019amore e la pace, la concordia e il perdono. Qui veniamo sfamati con la Parola e con il pane e il calice della salvezza. Qui diventiamo noi la Chiesa, quella fatta delle pietre vive che siamo ciascuno di noi. Vorrei dirvi, care sorelle e fratelli di Valenza, imitiamo la bellezza di questo luogo, rendiamo i nostri cuori belli com\u2019\u00e8 bella questa chiesa, e il Signore sar\u00e0 con noi. Beati voi di Valenza per avere questa chiesa di pace! Qui, trovate Dio. Un antico inno orientale cantava per la dedicazione: &#8220;Questo luogo non \u00e8 una semplice casa, \u00e8 il cielo sulla terra, perch\u00e9 contiene il Signore. Se tu vuoi esaminare Dio freddamente, egli \u00e8 infinitamente lontano; ma se tu lo vuoi cercare con il cuore, egli \u00e8 interamente presente sulla terra. Se tu lo vuoi possedere, ti sfugge; ma se tu l&#8217;ami, \u00e8 accanto a te. Se tu lo studi, egli sta nel cielo; ma se tu credi in lui, egli \u00e8 in questo luogo. E perch\u00e9 egli resti con noi, uomini della terra, gli abbiamo costruito una casa, gli abbiamo preparato l&#8217;altare, la mensa ove la Chiesa si nutre con il pane della vita&#8221;. Egli sta qui, notte e giorno. Sta sulla porta ad aspettarci. E\u2019 quel Ges\u00f9, che l\u2019amico Paolo Borghi ha posto all\u2019ingresso della Chiesa, ci accoglie, ci benedice e ci trasporta in alto, nel cielo della pace.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none\">La preghiera di Salomone \u00e8 anche la mia e la nostra preghiera di questa sera: &#8220;Siano aperti, o Signore, i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: l\u00ec sar\u00e0 il mio nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele tuo popolo, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona&#8221; (1 Re 8,30). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none\"><A href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/focus\/main.php?cat_id=405&#038;id_dett=47\">leggi il focus<\/A><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; esattamente 780 anni fa \u2013 era il 1223 &#8211; Francesco d\u2019Assisi, proprio in questi giorni, si trovava qui vicino, a Greccio. Quell\u2019anno sentiva un forte desiderio, che manifest\u00f2 al suo amico di Greccio, Giovanni Velita. 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