{"id":16747,"date":"2002-12-25T00:00:00","date_gmt":"2002-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/natale-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"natale-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-2002.html","title":{"rendered":"Natale 2002"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">abbiamo ascoltato il prologo del Vangelo di Giovanni che si apre con quelle parole in credibili: \u201cLa Parola si \u00e8 fatta carne e venne ad abitare in mezzzo a noi\u201d. Se comprendessimo davvero queste parole alto sarebbe sarebbe il nostro stupore. Come sapete \u00e8 la terza Messa del Natale. Nelle prime due si legge il Vangelo della nascita di Ges\u00f9 e si parla del bambino deposto in una mangiatoia. In questa terza Messa la liturgia ci presenta una parola che si fa carne. L\u2019autore della Lettera agli Ebrei ci ha preparato a comprendere questo mistero quando scrive: \u201cDio, che aveva gi\u00e0 parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio\u201d. Il Figlio prende la nostra carne. La Parola, quella che ha creato il mondo e l\u2019universo, quella che era prima di ogni cosa, oggi si fa uomo, prende la nostra carne mortale. E\u2019 un mistero incomprenbile prima che sul piano della ragione su quello dell\u2019amore. Com\u2019\u00e8 possibile un amore cos\u00ec grande da spingere a lasciare il cielo e venire sulla&nbsp; terra sapendo di non essere neppure accolto, anzi rifiutato? Ecco perch\u00e9 il Natale \u00e8 una festa che va compresa e amata. Lo sappiamo, spesso \u00e8 bistrattata, offesa, svilita. Ma il Natale torna, torna ogni anno come il giorno amico degli uomini, come il giorno in cui Dio sceglie di scendere e di starci accanto per sempre. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, la Partola \u00e8 diventata carne.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E lasciatemi allora commentare brevemente questo grande mistero di amore attraverso tre segni che noi riceviamo: il Vangelo di Marco, la comunione sotto le due specie che da oggi inzia in tutta la nostra diocesi e il pranzo dei poveri che tra \u00e8poco si svolger\u00e0 nella cattedrale. Vorrei dire che sono tre altari inscindibili, uniti insieme dallo stesso corpo di Cristo. Il piccolo libro del Vangelo di Marco che vi \u00e8 stato consegnato \u00e8 quella parola che deve diventare la viostra carne. S\u00ec, qulla Parola deve essere messa in pratica, deve divenire la vostra vita. Cos\u00ec il Natale \u00e8 davvero amico, amico per te che ricevi Cristo, amico per gli altri che incontrando te vedranno almeno un poco Cristo. Sia allora il vostro cuore come quella magiatoia dove Maria depose il piccolo Ges\u00f9 appena nato. S\u00ec, Maria \u00e8 questa nostra madre Chiesa, e lei madre premurosa ha voluto deporre nelle mani di ciascuno di voi, divenute nuova mangiatoia, quel piccolo libro. Trattatelo come Maria trattava Ges\u00f9, leggetelo, ascoltatelo, fate la preghiera leggendolo. Cos\u00ec, pagina dopo pagina, quel bambino crescer\u00e0 nel cuore di ciascuno di voi. E sentirete sbocciare una nuova luce, un nuovo vigore, una nuova forza, un nuovo amore. E\u2019 Natale! Attraverso di voi anche Terni, anche il mondo cambier\u00e0, perch\u00e9 non sarete pi\u00f9 complici dell\u2019indifferenza, non sarete pi\u00f9 complici della freddezza che costrinse Ges\u00f9 a nascere fuori Betlemme. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Le nostre mani non ricevono solo il Vangelo ma anche il corpo e sangue di Cristo. Da oggi nella nostra diocesi la comunione si far\u00e0 sempre sotto le due specie. La ragione \u00e8 semplice: obbedire alla lettera alle parole di Ges\u00f9, il quale nell\u2019ultima cena disse ai discepoli: \u201cprendete e mangiate\u201d e \u201cprendete e bevete\u201d. Ebbene, care sorelle e cari fratelli, desidero che l\u2019intera Diocesi si unisca ancor pi\u00f9 visibilmente a quanto Ges\u00f9 ha fatto nell\u2019ultima cena. Vogliamo mettere in pratica, alla lettera, queste parole di Ges\u00f9 per divenire come lui, per amare come lui, per voler bene come lui. C\u2019\u00e8 come una continuit\u00e0 tra la consegna del Vangelo e la comunione sotto le due specie: unirci nel modo pi\u00f9 profondo possibile a Ges\u00f9. La nostra mente e il nostro corpo divengono quella mangiatoia che Ges\u00f9 ha scelto per nascere e per crescere. Ma vedete che c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra mensa, potremmo dire un altro altare quest\u2019oggi in cattedrale. E\u2019 la mensa per il pranzo dei poveri che si terr\u00e0 subito dopo la Messa di mezzogiorno. C\u2019\u00e8 come una continuit\u00e0 tra l\u2019altare e questi tavoli per il pranzo dei poveri. Un testo antichissimo esorta cos\u00ec i vescovi e i diaconi: \u201cVescovi e diaconi, abbiate cura dell\u2019altare di Cristo, ciso\u00e8 delle vedove e degli orfani\u201d (Didascalia degli Apostoli). E ancora: \u201cVuoi onorare il corpo di Cristo? Non tollerare che egli sia ignudo. Dopo vaerlo ornato in chiesa con stoffe d\u2019oro, non permettere che fuori muoia di freddo perch\u00e9 non ha di che vestirsi\u201d(Giovanni Crisostomo). Oggi desidero che questa continuit\u00e0 emerga in modo chiaro e visibile. Voi sapete che ogni giorno nella Mensa di San Valentino i poveri sono accolti e nutriti. Ma oggi deve essere chiaro il mistero che c\u2019\u00e8 in questo servizio. E\u2019 il mistero dell\u2019amore di Dio per i pi\u00f9 poveri. Questa volta non sono i pastori che portano i doni al Bambino. E\u2019 piuttosto il Bambino che offre a chi ha fame e a chi \u00e8 solo una bella casa, la cattedrale, perch\u00e9 non abbiano pi\u00f9 fame e non siano pi\u00f9 soli. Il pranzo dei poveri \u00e8 un segno dell\u2019amore smisurato di Dio per i poveri. E ci sar\u00e0 un regalo per ciascuno di loro, perch\u00e9 tutti si sentano a pieno titolo membri della famiglia di Dio. Per una singolare coincidenza Betlemme, che significa \u201ccitt\u00e0 del pane\u201d, d\u00e0 come un nuovo nome alla cattedrale di Terni, appunto \u201cCattedrale del pane\u201d, nuova Betlemme che dona il pane del corpo e del cuore, il Vangelo e il cibo a chi ha fame. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, abbiamo ascoltato il prologo del Vangelo di Giovanni che si apre con quelle parole in credibili: \u201cLa Parola si \u00e8 fatta carne e venne ad abitare in mezzzo a noi\u201d. Se comprendessimo davvero queste parole alto sarebbe sarebbe il nostro stupore. Come sapete \u00e8 la terza Messa del Natale. 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