{"id":16746,"date":"2002-12-25T00:00:00","date_gmt":"2002-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/natale-ad-amelia.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"natale-ad-amelia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-ad-amelia.html","title":{"rendered":"Natale ad Amelia"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u201cBuon Natale!\u201d E\u2019 un augurio bello. E ce lo diciamo mentre qeusto giorno sta per finire. Ma non deve finire, nel senso che il Natale significa rinascita, signfica un po\u2019 pi\u00f9 d\u2019amore. Che tristezza se tutto continua come prima! Che tristezza se il Natale \u00e8 solo un rito, solo una parentesi! Diceva un antico mistico: \u201cNascesse cruisto mille volte a Betlemme, ma non nel tuo cuore, saresti perduto in terno!\u201d Aveva ragione. Cristo deve rinascere nel cuore di ciascuno di noi. Questo \u00e8 Natale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il Prologo del Vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato fissa la grandezza e la tenerezza del giorno di Natale. \u201cLa Parola si \u00e8 fatta carne ed \u00e8 venuta a porre la sua tenda in mezzo a noi\u201d. Quella Parola che \u201cera presso Dio\u201d ha scelto di scendere in basso, accanto a noi, perch\u00e9 tutti potessimo rinascere nell\u2019amore. Questo \u00e8 il Natale, il Natale di cui abbiamo davvero bisogno. Un Natale&nbsp; di pace e di gioia. Il profeta Isaia ci grida: \u201cProrompete insieme in canti di gioia, perch\u00e9 vedono con i loro occhi il ritorno del Signore\u201d. E, in un altro passo, canta ancora: \u201cHai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia&#8230;poich\u00e9 un bambino \u00e8 nato per noi, ci \u00e8 stato dato un figlio\u201d. Ha ragione il profeta&nbsp;nel dire: \u201cci \u00e8 stato dato un figlio\u201d. Egli, infatti, non \u00e8 un nostro frutto; \u00e8 il pi\u00f9 grande dono di Dio agli uomini. E\u2019 sceso dal cielo e, anche se rifiutato, si \u00e8 contentato di nascere in una stalla pur di starci vicino. Ecco di che pasta \u00e8 fato l\u2019amore di Dio! Allestendo il presepe, tutti ci commuoviamo almeno un poco. E facciamo bene. Ma quella scena, che una bella e delicata tradizione vuole che adorni anche le nostre case, non deve farci dimenticare la triste realt\u00e0 che esprime:&nbsp;una citt\u00e0, Betlemme, non accoglie Ges\u00f9. \u201cNon c\u2019era posto per loro\u201d, scrive Luca amaramente. E quante volte anche oggi dobbiamo scrivere questa stessa frase! Quanta gente non \u00e8 accolta anche oggi! Come allora non commuoversi&nbsp;per loro e come non scandalizzarsi per tanta durezza? Dobbiamo chiederci se noi non siamo spesso come gli abitanti di Betlemme, indifferenti e duri verso i deboli, gli stranieri, i poveri, i malati. Ma oggi, giorno della nascita di Ges\u00f9, siamo sorpassati dalla misericordia e dall\u2019amore di Dio. S\u00ec, il Natale, visto dalla parte di Dio, \u00e8 un amore incredibile, fuori ogni misura: Egli scende dal cielo e pur di starci accanto viene in una stalla. Come, allora, non commuoversi?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo \u00e8 stato il senso del pranzo dei poveri che oggi \u00e8 avvenuto nella cattedrale di Terni. Una scena, care sorelle e ari fratelli, veramente evangelica. Chiunque non aveva dove stare \u00e8 stato accolto nella cattedrale, case del Signore e di tutti. Se per Ges\u00f9, come scrive Luca, non c\u2019era posto per loro nell\u2019albergo, il Signore, invece, ha fatto posto per i poveri nella sua cattedrale. E per ognuno c\u2019\u00e8 stato anche un regalo, perch\u00e9 fosse davvero Natale. Quale grande amore, quello del Signore! E quale distanza tra questo amore e le abitudini del mondo! Se ogni cuore, se ogni chiesa, se ogni paese aprisse le porte per accogliere i poveri, i deboli, i senza fissa dimora, i soli, quanto diverso sarebbe il mondo! Ebbene noi vogliamo contribuire a creare questo mondo diverso. Ges\u00f9 si \u00e8 fatto carne, esattamente per questo, per creare un mondo nuovo, perch\u00e9 tutti siano amati e voluti bene, perch\u00e9 nessuno sia pi\u00f9 solo e abbandonato. Anche qui ad Amelia.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, accogliamo e leggiamo il piccolo libro del Vangelo di Marco che ci \u00e8 stato consegnato. Quella Parola deve divenire vostra carne, ossia deve essere messa in pratica. Sia il vostro cuore come quella stalla dove Maria depose il piccolo Ges\u00f9 appena nato. S\u00ec, Maria \u00e8 questa nostra madre Chiesa, e lei madre premurosa ha voluto deporre nelle mani di ciascuno di voi, come foste la mangiatoia, quel piccolo libro. Trattatelo come Maria trattava Ges\u00f9, leggetelo, ascoltatelo, fate la preghiera leggendolo. Cos\u00ec, pagina dopo pagina, quel bambino crescer\u00e0 nel cuore di ciascuno di voi. E sentirete sbocciare una nuova luce, un nuovo vigore, una nuova forza, un nuovo amore. E\u2019 Natale! Attraverso di voi anche Amelia, anche il mondo cambier\u00e0, perch\u00e9 non sarete pi\u00f9 complici dell\u2019indifferenza, non sarete pi\u00f9 complici della freddezza che costrinse Ges\u00f9 a nascere fuori Betlemme. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E c\u2019\u00e8 un ulteriore segno che ci viene donato. La decisione di fare nell\u2019intera nostra diocesi la comunione sotto le due specie da oggi in poi in ogni celebrazione eucaristica. La ragione \u00e8 semplice: obbedire alla lettera alle parole di Ges\u00f9, il quale nell\u2019ultima cena disse ai discepoli: \u201cprendete e mangiate\u201d e \u201cprendete e bevete\u201d. Ebbene, care sorelle e cari fratelli, desidero che l\u2019intera Diocesi si unisca ancor pi\u00f9 visibilmente a quanto Ges\u00f9 ha fatto nell\u2019ultima cena, perch\u00e9 possiamo prendervi parte fino in fondo. Vogliamo mettere in pratica, alla lettera, queste parole di Ges\u00f9 per divenire come lui, per amare come lui, per voler bene come lui. C\u2019\u00e8 come una continuit\u00e0 tra la consegna del Vangelo e la comunione sotto le due specie: unirci nel modo pi\u00f9 profondo possibile a Ges\u00f9. La nostra mebnte e il nostro corpo divengono quella mangiatoia che Ges\u00f9 ha scelto per nascere e per crescere. Sia cos\u00ec per noi questo Natale. Continuiamo a leggere il Vangelo, continuiamo a fare la comunione sotto le due specie e il Natale \u00e8 l\u2019inizio di un rinnovamento della nostra vita e del mondo.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBuon Natale!\u201d E\u2019 un augurio bello. E ce lo diciamo mentre qeusto giorno sta per finire. Ma non deve finire, nel senso che il Natale significa rinascita, signfica un po\u2019 pi\u00f9 d\u2019amore. Che tristezza se tutto continua come prima! 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