{"id":16745,"date":"2002-12-25T00:00:00","date_gmt":"2002-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-natale-a-terni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"notte-di-natale-a-terni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-natale-a-terni.html","title":{"rendered":"Notte di Natale a Terni"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, questo notte, da questo pulpito nuovo \u00e8 risuonato l\u2019annuncio dell\u2019angelo ai pastori: \u201cVi annuncio una grande gioia che sar\u00e0 di tutto il popolo: nella citt\u00e0 di Davide vi \u00e8 nato un salvatore\u201d. L\u2019angelo bianco, come a farsi voce del bianco Cristo che guida questo pulpito, \u00e8 torna per annunciare a Terni la nascita di Ges\u00f9. E c\u2019\u00e8 bisogno che un angelo torni perch\u00e9 il Natale non sia una memoria vuota, un momento di intimit\u00e0 risucchiato poi dalla grigia ordinariet\u00e0 della vita. Il Natale torna perch\u00e9 tutti possiamo rinascere. Un antico mistico diceva: \u201cNascesse Cristo a Betlemme, mille volte, ma non nel tuo cuore, saresti perduto in eterno\u201d. Ma come rinascere? Il Vangelo che abbiamo ascoltato dice che \u201cappena gli angeli si furono allontanati, i pastori si dicevano fra loro: \u201cAndiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u201d. E l\u2019evangelista aggiunge: \u201cPartirono senza indugio\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco come iniziare, ed ecco da dove partire. Da quella grotta, da quel bambino. I pastori infatti si recarono in quella stalla e l\u00ec trovarono \u201cMaria e Giuseppe e il Bambino che giaceva in una mangiatoia\u201d. Il Natale \u00e8 tutto qui. Raccoglierci attorno a quel Bambino che sta in una mangiatoia perch\u00e9 non c\u2019era posto per lui nell\u2019albergo. E\u2019 un mistero d\u2019amore incredibile. Noi facciamo bene ad allestire il presepe, e a commuoverci almeno un poco. Ma questa bella e delicata tradizione non deve farci dimenticare la realt\u00e0 ch\u2019essa esprime, ossia una citt\u00e0, Betlemme, che non ha accolto Ges\u00f9 che nasceva. \u201cNon c\u2019era posto per loro\u201d, scrive Luca amaramente. E quante volte anche oggi dobbiamo scrivere questa stessa frase! \u201cNon c\u2019\u00e8 posto per gli stranieri, per i poveri, per i soli, per i malati, per gli antipatici, per i deboli, per chi non conta, per chi \u00e8 lontano\u2026!\u201d Vorrei dire che il Natale visto dalla parte degli uomini ha i tratti dell\u2019inaccoglienza se non della crudelt\u00e0. Ma oggi, giorno della nascita di Ges\u00f9, siamo sorpassati dalla misericordia e dall\u2019amore di Dio. S\u00ec, il Natale, dobbiamo vederlo dalla parte di Dio, allora scopriamo che \u00e8 un amore incredibile, fuori ogni misura. Il Signore Ges\u00f9 scende dal cielo e pur di starci accanto nasce in una stalla. Come, allora, non commuoversi&nbsp;?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 incredibile che Dio venga sulla terra&nbsp;e accetti anche una stalla; ma quel che ci lascia ancor pi\u00f9 sconvolti \u00e8 che si presenti come un bambino, che tra tutte le creature \u00e8 il pi\u00f9 debole. Chi mai avrebbe solo potuto pensarlo? Eppure il Natale \u00e8 tutto qui: un Dio fragile bambino. \u201cTroverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia\u201d, dice l\u2019angelo ai pastori. Essi vennero e si strinsero attorno a quel bambino. Quei pastori, ritenuti tra la gente pi\u00f9 disprezzata del tempo, sono i primi ad accorrere in pellegrinaggio attorno a quel bambino. Essi, in certo modo, anticipavano un detto caro a Ges\u00f9: \u201ci primi saranno gli ultimi e gli ultimi primi\u201d. Quella piccola famiglia nella grotta, circondata dai pastori, \u00e8 l\u2019immagine della comunit\u00e0 cristiana, della Chiesa di Dio. Anche noi vogliamo unirci a quei pastori in uno spirituale pellegrinaggio verso la grotta di Betlemme. Anche questa cattedrale, rinnovata nell\u2019intero presbiterio, diviene una nuova Betlemme. Come in quella grotta di duemila anni fa, anche oggi \u00e8 il Bambino che sta al centro, non noi stessi come di solito facciamo e imponiamo. E\u2019 il bambino che viene posto davanti ai nostri occhi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u201cRipartiamo dall\u2019altare\u201d dicevo nell\u2019ultima asemblea diocesana. L\u2019altare \u00e8 Cristo. E dall\u2019altare vogliamo che rinascano i nostri cuori. Di qui la scelta di proporre all\u2019intera nostra diocesi di fare la comunione sotto le due specie dal Natale in poi in ogni celebrazione eucaristica. Non si tratta di un semplice cambio di pratica, o di una bella e originale novit\u00e0. E\u2019 una tappa significativa del nostro itinerario per rendere la celebrazione eucaristica il centro della vita personale di ciascuno di noi e dell\u2019intera comunit\u00e0 diocesana. C\u2019\u00e8 una ragione profonda che mi spinge a proporre per la nostra diocesi la comunione sotto le due specie come il modo ordinario di farla durante la Liturgia Eucaristica. E la ragione sta nel fatto, molto semplice, di obbedire alla lettera alle parole di Ges\u00f9. Noi infatti siamo cristiani non per una appartenenza ad una cultura, ad una razza, ad una nazione, o ad una tradizione ma unicamente perch\u00e9 mettiamo in pratica il Vangelo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ci distingue dagli altri. Nella santa Messa vogliamo con maggiore evidenza obbedire a Ges\u00f9 che ci dice: \u201cFate questo in memoria di me\u201d. Noi ripetiamo quel Ges\u00f9 ha fatto; ripetendolo lo comprendiamo e comprendendolo cresciamo nell\u2019amore. Ma cosa Ges\u00f9 a fatto e cosa ha detto nell\u2019Ultima Cena? Dopo aver preso il pane disse ai discepoli: \u201cprendete e mangiate\u201d e poi dopo aver preso il calice disse: \u201cBevetene tutti\u201d. Ebbene, care sorelle e cari fratelli, desidero ardentemente che l\u2019intera Diocesi si unisca ancor pi\u00f9 visibilmente a quanto Ges\u00f9 ha fatto nell\u2019ultima cena, perch\u00e9 possiamo prendervi parte fino in fondo. Vogliamo mettere in pratica, alla lettera, queste parole di Ges\u00f9 per divenire come lui, per amare come lui, per voler bene come lui. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ma vedete che c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra mensa, potremmo dire un altro altare quest\u2019oggi in cattedrale. E\u2019 la mensa per il pranzo dei poveri che si terr\u00e0 subito dopo la Messa di mezzogiorno. C\u2019\u00e8 come una continuit\u00e0 tra l\u2019altare e questi tavoli per il pranzo dei poveri. Un testo antichissimo esorta cos\u00ec i vescovi e i diaconi: \u201cVescovi e diaconi, abbiate cura dell\u2019altare di Cristo, ciso\u00e8 delle vedove e degli orfani\u201d (Didascalia degli Apostoli). E ancora: \u201cVuoi onorare il corpo di Cristo? Non tollerare che egli sia ignudo. Dopo vaerlo ornato in chiesa con stoffe d\u2019oro, non permettere che fuori muoia di freddo perch\u00e9 non ha di che vestirsi\u201d(Giovanni Crisostomo). Oggi desidero che questa continuit\u00e0 emerga in modo chiaro e visibile. Voi sapete che ogni giorno nella Mensa di San Valentino i poveri sono accolti e nutriti. Ma oggi deve essere chiaro il mistero che c\u2019\u00e8 in questo servizio. E\u2019 il mistero dell\u2019amore di Dio per i pi\u00f9 poveri. Questa volta non sono i pastori che portano i doni al Bambino. E\u2019 piuttosto il Bambino che offre a chi ha fame e a chi \u00e8 solo una bella casa, la cattedrale, perch\u00e9 non abbiano pi\u00f9 fame e non siano pi\u00f9 soli. Il pranzo dei poveri \u00e8 un segno dell\u2019amore smisurato di Dio per i poveri. E ci sar\u00e0 un regalo per ciascuno di loro, perch\u00e9 tutti si sentano a pieno titolo membri della famiglia di Dio. Per una singolare coincidenza Betlemme, che significa \u201ccitt\u00e0 del pane\u201d, d\u00e0 come un nuovo nome alla cattedrale di Terni, appunto \u201cCattedrale del pane\u201d, nuova Betlemme che dona il pane del corpo e del cuore, il Vangelo e il cibo a chi ha fame. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, questo notte, da questo pulpito nuovo \u00e8 risuonato l\u2019annuncio dell\u2019angelo ai pastori: \u201cVi annuncio una grande gioia che sar\u00e0 di tutto il popolo: nella citt\u00e0 di Davide vi \u00e8 nato un salvatore\u201d. 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