{"id":16741,"date":"2002-11-30T00:00:00","date_gmt":"2002-11-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/celebrazione-con-i-giovani.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"celebrazione-con-i-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/celebrazione-con-i-giovani.html","title":{"rendered":"Celebrazione con i giovani"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Cari amici,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">ci ritroviamo assieme questa sera nella cattedrale mentre inizia il tempo dell\u2019avvento, il tempo dell\u2019attesa. Ma attesa di cosa? Del Natale, qualcuno potrebbe dire. Ma che significa il Natale per me, per la mia citt\u00e0, e soprattutto che significa per il mondo? Non \u00e8 una festa che lascia tutto com\u2019era prima? Non lascia cio\u00e8 il mondo sprofondato in quella notte di cui parla Pietro, la notte in cui non si prende nulla? Caro amico, cara amica, anche senza guardare lontano ti accorgi subito che il mondo intero \u00e8 come sprofondato in una notte triste e buia. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">I giorni e le citt\u00e0 sembrano essere scanditi dalla violenza: qualche settimana fa l\u2019attentato in Indonesia a Bali, poi a Mosca, poi in Nigeria, l\u2019altro ieri nel Kenia, e ogni giorno in Terra Santa i due popoli si uccidono a vicenda, e l\u2019uno dice di difendersi dall\u2019altro, ciascuno giustificando la propria violenza. Alcuni di noi sono tornati da qualche settimana dal pellegrinaggio nei luoghi santi e sono stati testimoni della tragedia che si \u00e8 abbattuta sia sugli uni che sugli altri. Si avvicina il Natale e neppure si sa se l\u00ec \u00e8 possibile celebrarlo. Ma noi come possiamo celebrarlo noi senza interrogarci? I racconti che ci hanno fatto hanno toccato profondamente il nostro cuore e siamo come fissi in quella grotta da cui \u00e8 nato il \u201cprincipe della pace\u201d. Direi che la situazione di buio in cui si trova la Terra Santa \u00e8 un po\u2019 il simbolo della notte che avvolge il nostro pianeta. Il mondo intero in effetti sembra diventato un covo di violenza, come scrive il salmo 74: \u201cgli angoli della terra sono covi di violenza\u201d (20). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E i covi di violenza sono anche vicini a noi. Non ci sono stati covi di violenza a Novi Ligure, a Brescia, a Cogne? E non diviene anche la nostra terra &#8211; parlo della terra della nostra diocesi &#8211; un covo di violenza quando continuiamo a contare giovani che si tolgono la vita? Nel solo mese di novembre sono stati due i giovani, nostri amici, che si sono tolti la vita, senza contare quelli di persone pi\u00f9 adulte o anziani. Vedete, da una parte&nbsp; &#8211; sono in genere i paesi poveri &#8211; si muore per la violenza delle armi e dall\u2019altra \u2013 in genere sono i paesi ricchi &#8211; si muore per l\u2019apatia, per la violenza della solitudine senza avere nessuno a cui ricorrere, nessuno a cui appoggiarsi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma come liberare il nostro mondo da questo demone della violenza? Che cosa si pu\u00f2 fare di fronte alla decisione di combattersi con le armi? Cosa si pu\u00f2 fare di fronte alle trame terroristiche? Che cosa si pu\u00f2 fare per vincere la fame, la sete, l\u2019ingiustizia? Spesso non sappiamo cosa fare; anche la gente non sa cosa fare. Ci sentiamo impotenti e chiniamo la testa, rassegnati. Ci mettiamo da parte, dicendo con una parvenza di ragione: che conto io? che posso fare io? E\u2019 facile rinchiudersi nel proprio guscio; \u00e8 facile pensare solo a se stessi e alle proprie cose. Tutti potremmo dire con Pietro: \u201cabbiamo pescato tutta la notte e non abbiamo preso nulla!\u201d Certo, c\u2019\u00e8 da vedere se davvero abbiamo pescato tutta la notte. O piuttosto se ciascuno non ha pescato solo per s\u00e9 e per i propri affari. Questo atteggiamento egocentrico, badate bene, rende il buio della notte ancor pi\u00f9 angoscioso, rende la vita ancor pi\u00f9 nera. E se nei paesi poveri si muore per la guerra o per la fame, in Occidente si muore o per solitudine, o per droga, o per eccessiva velocit\u00e0 il sabato sera. Ma chi pesca per s\u00e9 non solo non prende nulla ma contribuisce a rendere pi\u00f9 amara la vita sua e quella degli altri. Domenica scorsa ad Amelia esprimevo la mia preoccupazione per l\u2019apatia di molti giovani che non hanno pi\u00f9 sogni per il futuro, che non sanno pi\u00f9 guardare oltre l\u2019immediata soddisfazione, che si rassegnano a giornate che scorrono sempre uguali e un po\u2019 scialbe. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questa sera, anche a noi, Ges\u00f9 dice, come disse a Pietro: \u201cPrendi il largo e calate le reti per la pesca\u201d. Con questo comando inizia un nuovo giorno, un nuovo tempo. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo dei nostri affari, ma quello degli affari di tutti e soprattutto dei pi\u00f9 deboli, di chi non ha pace, di chi non ha amici. E prendere il largo vuol dire accogliere anzitutto il Vangelo. Come Pietro, anche noi diciamo: \u201cSulla tua parola getter\u00f2 le reti\u201d. S\u00ec, il Vangelo \u00e8 la rete, \u00e8 la risposta che ci viene data e che gli altri attendono. Questo piccolo libro \u00e8 la rivolta contro la dittatura della guerra e del demone della violenza. E\u2019 vero che le guerre e la violenza segnano ininterrottamente la storia degli uomini. Eppure il Vangelo non vuole n\u00e9 la guerra n\u00e9 la violenza. E noi con Lui. Apriamo il Vangelo e sradicheremo la guerra e la solitudine dalla terra. Questa sera vi consegner\u00f2 il Vangelo di Marco. E\u2019 una rete che, se dispiegata e gettata al largo, compie miracoli. Ve lo consegno perch\u00e9 la gettiate al largo. Inizia cos\u00ec un nuovo tempo per noi e per coloro che saranno raggiunti da questa parola. Per quattro mesi ci incontreremo, noi aiutati anche dai seminaristi di Assisi. Sar\u00e0 un tempo di preghiera: alcuni di voi so che hanno gi\u00e0 deciso di ritrovarsi prima di entrare a scuola la mattina per pregare. Bene, \u00e8 un modo di vivere la pace. So che altri giovani hanno deciso di dare un po\u2019 del loro tempo per aiutare la mensa dei poveri di San Valentino. Bene, \u00e8 un modo per sradicare la violenza. So anche che altri desiderano dare il loro aiuto per i paesi poveri magari andando l\u2019estate ad aiutarli. Bene, questo \u00e8 un modo per allargare la solidariet\u00e0. Tutti dobbiamo tenere nel cuore le ferite del mondo per ricordarle e per pregare per la pace. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il Vangelo che vi dono \u00e8 una parola amica. E noi vogliamo vivere un Natale amico, una Natale che sia davvero una buona notizia, fatta non tanto di parole ma di amicizia, di compagnia, di affetto, di aiuto concreto. Vi propongo un Natale amico della Terra Santa, amico dei paesi ove siamo, Albania, Congo, Kossovo, Guatemala, Bolivia, amico dei poveri. Un\u2019immagine partir\u00e0 dalla questa cattedrale e dall\u2019altare da poco consacrato, come un\u2019icona del Natale vero. Il 25 dicembre ho invitato in cattedrale i poveri per fare con loro un pranzo. Chi \u00e8 solo e non ha nessuno potr\u00e0 venire qui e mangiare. E\u2019 come un presepe alla rovescia: quando venne Ges\u00f9 lo mandammo in una stalla, quando Ges\u00f9 vede i poveri gli dona la sua cattedrale. S\u00ec, a Natale ognuno chiude le porte di casa propria per fare festa. Quest\u2019anno la cattedrale aprir\u00e0 le sue porte per accogliere bambini e anziani, poveri e zingari, cristiani e musulmani, giovani e meno giovani, tutti ci raduniamo nella navata centrale per il pranzo di Natale, e ciascuno ricever\u00e0 un regalo. E\u2019 l\u2019icona del mondo diritto, quello della pace. Assieme a questo gesto ce ne sono altri, noti e meno noti. Ma \u00e8 questo il miracolo di quella pesca miracolosa che inizia quando il Vangelo viene aperto e letto in mezzo della vita degli uomini.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici, ci ritroviamo assieme questa sera nella cattedrale mentre inizia il tempo dell\u2019avvento, il tempo dell\u2019attesa. Ma attesa di cosa? Del Natale, qualcuno potrebbe dire. Ma che significa il Natale per me, per la mia citt\u00e0, e soprattutto che significa per il mondo? Non \u00e8 una festa che lascia tutto com\u2019era prima? 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