{"id":16732,"date":"2001-11-23T00:00:00","date_gmt":"2001-11-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ordinazione-di-don-claudio.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"ordinazione-di-don-claudio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ordinazione-di-don-claudio.html","title":{"rendered":"Ordinazione di don Claudio"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u00e8 sempre un grande dono per una Chiesa l\u2019ordinazione sacerdotale di un suo figlio. E\u2019 un dono della misericordia di Dio che si prende cura del suo popolo perch\u00e9 possa essere raccolto, custodito e fatto crescere. Per questo oggi tutta la nostra diocesi \u00e8 in festa per l\u2019ordinazione sacerdotale di don Claudio. S\u00ec, possiamo dire che oggi tocchiamo con mano quanto il Signore ci ama, quanto ama questa nostra diocesi. Egli ha ascoltato la nostra preghiera; quella preghiera che Ges\u00f9 stesso ci ha esortato a fare rivolgendoci al Padre: \u201cManda operai nella tua messe!\u201d Per questo sono in festa io e l\u2019intero presbiterio, che si arricchisce di un nuovo fratello. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Cari sacerdoti, venuti attorno a don Claudio per circondarlo con la vostra affettuosa presenza, don Claudio non solo fa crescere di numero il collegio dei presbiteri, egli oggi \u00e8 anche un invito pressante del Signore per tutti noi perch\u00e9 cresciamo nell\u2019amore, nell\u2019amore per la nostra gente e nell\u2019amore tra noi sacerdoti. Tu, caro don Claudio, vieni accolto da me e dai sacerdoti come un fratello carissimo con il quale condividere la sollecitudine pastorale per l\u2019intera diocesi. L\u2019imposizione delle mani che fra poco ti faremo \u00e8 il segno di quella fraternit\u00e0 sacerdotale a cui sei chiamato, di cui ti devi nutrire a cui devi appoggiarti. Il presbiterato, infatti, non ti viene dato per te e neppure perch\u00e9 tu lo viva per tuo proprio conto. Sei sacerdote con noi e assieme a noi. Nessuno di noi pu\u00f2 staccarsi dall\u2019altro, e nessuno pu\u00f2 operare senza l\u2019altro. Anzi, la nostra prima testimonianza \u00e8 l\u2019amore vicendevole. S\u00ec, l\u2019amore tra noi sacerdoti \u00e8 la prima parola da pronunciare con la vita. E\u2019 decisiva per noi sacerdoti quella parola del Signore: \u201cDa come vi amerete riconosceranno che siete miei discepoli\u201d. Sia questo amore una dimensione profonda del tuo essere e del tuo operare. L\u2019amore vicendevole, infatti, prima di essere un compito \u00e8 una grazia, \u00e8 un dono da accogliere. La tua felicit\u00e0 passa attraverso questa fraternit\u00e0. Possa tu cantare sempre con noi, assieme al salmista: \u201cQuanto \u00e8 bello e quanto \u00e8 dolce che i fratelli stiano insieme!\u201d E\u2019 un grande dono avere fratelli con cui condividere la passione per il Vangelo e per la salvezza delle anime di questa diocesi di Terni, Narni e Amelia. Oggi, attraverso questa fraternit\u00e0 sacerdotale, tu vieni costituito come servo del Vangelo per questa nostra famiglia diocesana.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 vero, tu don Claudio vieni da lontano, dalla Romania; una terra che a me \u00e8 particolarmente cara, come tu sai; piena di ricordi e di esperienze significative per la Chiesa intera. Voglio salutare con affetto i tuoi genitori, Basilio e Maria, che sono qui tra noi in questo giorno di festa. Anche loro sono stati benedetti da Dio con questo dono. Saluto anche Cristian, l\u2019unico dei tre fratelli presenti; mancano Cipriano e Daniele, ma li sentiamo ugualmente vicini. Certo non potrai dimenticare la tua terra natale, essa fa parte della tua vita, delle tue radici. E noi sentiamo questo legame come un arricchimento. S\u00ec, per la nostra diocesi \u00e8 una occasione propizia poterci arricchire con fratelli che provengono anche da altre Chiese e da altre terre. S\u00ec, gli uomini possono aver pensato e agito, ma \u00e8 Dio che guida la nostra vita. Tu stesso mi dicevi che la tua venuta a Terni ha un sapore provvidenziale. Il giorno stesso in cui terminavi il servizio militare e il tuo parroco ti consigliava di continuarlo almeno per un anno, si present\u00f2 a casa tua don Antonio Maniero inviato da Mons.Gualdrini per invitarti a Terni. E tu scegliesti di venire. Oggi sono io a scegliere te come presbitero di questa diocesi, e tutti i sacerdoti presenti ti scelgono e ti accolgono come un fratello da amare, da rispettare, da esortare, da aiutare, da accompagnare. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ed io cosa posso dirti, oggi? Una sola cosa voglio raccomandarti. Caro don Claudio, sii un santo prete! Solo cos\u00ec vale la pena essere prete. Solo conformandosi pienamente a Ges\u00f9, buon pastore che da la sua vita per le pecore, ha senso pieno la missione sacerdotale. Vorrei dire che prete e santo sono sinonimi. E, in certo modo, dovrebbe essere sinonimi anche Ges\u00f9 e sacerdote. Papa Giovanni aveva trascritto nel suo diario questo passaggio che un sacerdote francese aveva inviato ad un suo confratello appena ordinato: \u201cFai rivivere nostro Signore! Che si dica dietro di te: Oh! \u00c8 Ges\u00f9 tornato sulla terra a conversare con gli uomini. Sorridi a tutti, ai ricchi e ai poveri, ai poveri e ai ricchi egualmente: e se ammetti qualche ineguaglianza che essa sia a favore dei piccoli, i quali hanno maggiore bisogno di questa elemosina\u201d. E pi\u00f9 oltre aggiungeva che la santit\u00e0 consisteva in questo: \u201cimita la bont\u00e0 (io adoro questa parola) la bont\u00e0 e la mansuetudine del Figlio di Dio. Passa facendo del bene: guarendo ogni languore ed ogni infermit\u00e0; evangelizzando il regno di Dio per i paesi e le citt\u00e0; imponendo le mani ai piccoli fanciulli, e sorridendo santamente alle madri. E visita i malati\u201d. Sono, quasi alla lettera, le parole del Vangelo che aprono la missione stessa di Ges\u00f9. Ed io ti ripeto, don Claudio: \u201cChe si dica dietro di te: Oh! \u00c8 Ges\u00f9 tornato sulla terra a conversare con gli uomini\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none; punctuation-wrap: simple\">L\u2019imitazione di Ges\u00f9 buon pastore sia l\u2019impegno della tua vita, sia l\u2019esempio del tuo essere e del tuo operare. Imita i gesti di Ges\u00f9, leggi i suoi pensieri e imparerai il suo amore e la sua passione. Non pensare di aver gi\u00e0 compreso tutto, non credere di aver gi\u00e0 appreso l\u2019arte pastorale. Non dimenticare che resti sempre un figlio, un discepolo che ogni giorno deve apprendere dal maestro. S\u00ec, tutti possiamo correre il rischio di avere l\u2019atteggiamento dell\u2019apostolo Giovanni che voleva far cadere fulmini e fuoco su quei samaritani che non volevano accogliere Ges\u00f9, come oggi abbiamo ascoltato dal Vangelo. E\u2019 insito in noi tutti quell\u2019atteggiamento che rende pronti, anzi prontissimi a difendere i nostri privilegi, disinteressandosi della sostanza delle cose e della delicatezza delle persone. Il libro dei Numeri ci fa capire quanto sia antico questo atteggiamento gretto. Giosu\u00e8 \u00e8 informato che due uomini qualunque, non facenti parte del gruppo dei settanta responsabili d\u2019Israele e senza avere un apposito mandato, si sono messi a profetizzare. La sua reazione \u00e8 immediata; corre da Mos\u00e9 e gli chiede che impedisca loro di parlare. Mos\u00e9 risponde al giovane e zelante capo: \u201cSei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!\u201d (Num 11,29). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none; punctuation-wrap: simple\">Quel che preoccupa Giosu\u00e8, quel che preoccupa Giovanni, quel che preoccupa noi, Tanto spesso non \u00e8 la guarigione dei malati e la liberazione dei posseduti dagli spiriti, ma il proprio gruppo e la propria istituzione, o meglio il proprio interesse, la propria sicurezza, il proprio piccolo potere che essi vedono garantito nel gruppo e nell\u2019istituzione. Non \u00e8 questo il pensiero di Ges\u00f9. Ben pi\u00f9 largo del cuore dei discepoli \u00e8 quello di Ges\u00f9, e senza confini \u00e8 la sua misericordia per i deboli e i poveri. Con decisione perci\u00f2 risponde a Giovanni e agli altri: \u201cNon glielo proibite, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non \u00e8 contro di noi, \u00e8 per noi\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none; punctuation-wrap: simple\">Il bene, dovunque esso sia e da chiunque sia compiuto, viene sempre da Dio. Chi aiuta i bisognosi, chi serve i poveri, chi sostiene i deboli, chi conforta i disperati, chi esercita l\u2019accoglienza, chi promuove l\u2019amicizia, chi si adopera per la pace, chi \u00e8 pronto al perdono, viene da Dio. Noi, tu caro don Claudio, apparteniamo al Signore quando l\u2019amore ci supera; quando l\u2019amore per gli altri \u00e8 pi\u00f9 forte dell\u2019amore per noi stessi, quando il nostro orecchio interiore riesce a cogliere i palpiti di Dio ovunque essi battano. Dio \u00e8 oltre il nostro gruppo, oltre la nostra parrocchia, oltre le nostre Chiese cristiane, oltre le religioni. Dio rompe ogni schematismo per essere dovunque c\u2019\u00e8 un poco d\u2019amore, un poco di bont\u00e0, un poco di pace, un poco di misericordia. Dio sta in quel bicchiere d\u2019acqua dato ad un assetato, in quel pezzo di pane consegnato ad un affamato, in quella parola d\u2019amore detta a un disperato. Lo spirito di Dio \u00e8 davvero grande e senza confini. Beati noi se sappiamo riconoscerlo ed accoglierlo! Giovanni si rattrist\u00f2 nel vedere che altre persone non del suo gruppo scacciavano i demoni. Ges\u00f9, al contrario, gio\u00ec vedendo che tanti guarivano e tornavano sani. La gioia del Signore \u00e8 l\u2019uomo vivente. Questa deve essere anche la gioia del sacerdote e di ogni discepolo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Le parole durissime che Ges\u00f9 pronuncia nella seconda parte del brano evangelico sottolineano, con un linguaggio iperbolico questa gioia del discepolo. \u201cSe la tua mano, o il tuo piede, o il tuo occhio ti scandalizzano tagliali&#8230;\u00e8 meglio entrare monchi nel regno di Dio, che essere gettati sani nella Geenna\u201d. Essere di \u201cscandalo\u201d vuol dire far inciampare e cadere; o comunque non sostenere chi \u00e8 debole e bisognoso di conforto. Noi pensiamo che la felicit\u00e0 stia nel conservare se stessi, nel camminare indenni in mezzo a questo nostro mondo, nel non perdere mai nulla. Al contrario, la felicit\u00e0 sta nello spendersi per il Vangelo, nel dare la propria vita per gli altri. Ricordiamo la frase di Ges\u00f9 riportata da Paolo: \u201cC\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere\u201d (At 20,35). Noi, abituati a ricevere, abbiamo perso la gioia del dare, la gioia della gratuit\u00e0, la gioia dell\u2019amore. Potremmo dire, con Ges\u00f9, togliamoci almeno un occhio di dosso e saremo certamente pi\u00f9 felici. Usiamo almeno una mano per aiutare chi soffre e gusteremo la stessa gioia di Ges\u00f9. Muoviamo i nostri passi sulla via del Vangelo e saremo testimoni dell\u2019amore di Dio. Cos\u00ec daremo un senso alla vita e comprenderemo quanto dice Ges\u00f9: \u201cChi vuol salvare la propria vita la perde; chi perde la sua vita per il Vangelo la ritrova\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Caro don Claudio, perdi la tua vita per il Vangelo e per la gente e qui troverai intera la tua gioia.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; \u00e8 sempre un grande dono per una Chiesa l\u2019ordinazione sacerdotale di un suo figlio. E\u2019 un dono della misericordia di Dio che si prende cura del suo popolo perch\u00e9 possa essere raccolto, custodito e fatto crescere. 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