{"id":16720,"date":"2001-04-28T00:00:00","date_gmt":"2001-04-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-con-il-centro-volontari-della-sofferenza.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"messa-con-il-centro-volontari-della-sofferenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-con-il-centro-volontari-della-sofferenza.html","title":{"rendered":"Messa con il Centro Volontari della Sofferenza"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">sono particolarmente lieto di potervi accogliervi oggi in questa cattedrale. Vorrei salutarvi tutti, uno per uno, a partire dal vostro Moderatore Generale, don Giovan Giuseppe Torre, sino ai rappresentanti provenienti dalla Polonia e dall\u2019Ungheria. Avete scelto di chiudere il vostro convegno con una celebrazione per rinnovare il Battesimo in questa cattedrale, ricordando un vostro membro, il Venerabile Giunio Tinarelli, che proprio qui ricevette il battesimo. Il Battesimo di Tinarelli fu \u201csegretissimo\u201d: Scrisse cos\u00ec a margine del libro il parroco don Adolfo Galeazzi. E il motivo era l\u2019anticlericalismo del padre, operaio alle acciaierie. Era il 2 giugno del 1913 quando la mamma di Giunio port\u00f2 il suo bambino in questa cattedrale perch\u00e9 ricevesse il battesimo all\u2019insaputa del padre. Fu ovviamente un Battesimo senza alcuna festa. Oggi possiamo dire che quel battesimo fu segreto agli occhi degli uomini, ma lo fu agli occhi di Dio che aveva posato su quel bambino il Suo sguardo per una missione straordinaria. E la festa sarebbe avvenuta in seguito, anche se segnata dalla croce. E\u2019 stata una festa continuata per i lunghi anni della sua sofferenza, una festa che continua ancora oggi attorno a lui. S\u00ec, oggi ricordiamo anche il suo battesimo. Le parole di Paolo ai Romani hanno trovato in Tinarelli una concretizzazione singolare. Scrive l\u2019apostolo: \u201cSappiamo bene che il nostro uomo vecchio \u00e8 stato crocifisso con lui, perch\u00e9 fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo pi\u00f9 schiavi del peccato\u201d. Ebbene, Tinarelli speriment\u00f2 sul corpo la verit\u00e0 della morte dell\u2019uomo vecchio. E proprio mentre egli fu costretto all\u2019immobilit\u00e0 cresceva nel suo cuore l\u2019amore per il Signore; potremmo anzi dire che \u201cpot\u00e9 camminare in una vita nuova\u201d, come scrive Paolo. Tinarelli \u201ccammin\u00f2 in una vita nuova\u201d. Sebbene immobile corse nella fede, crebbe nell\u2019amore e si irrobust\u00ec nella speranza. Noi speriamo che quanto prima la sua testimonianza possa essere riconosciuta solennemente dalla Chiesa. Ma gi\u00e0 da ora egli mostra a noi tutti cosa significa vivere fino in fondo il Battesimo, ossia cosa significa immergersi fino in fondo nell\u2019amore di Cristo e quindi anche nella sua morte. Resta un esempio singolarissimo di quella \u201cprofezia della debolezza\u201d su cui avete riflettuto in questi giorni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La forza del cristiano non sta nelle sue energie umane o nel possesso delle ricchezze di questo mondo. La nostra forza \u00e8 solo in Dio. Potremmo aggiungere, solo nel Battesimo. Scrive Paolo ai Filippesi: \u201cTutto posso in colui che mi d\u00e0 forza\u201d. S\u00ec, tutto \u00e8 possibile a chi vive il suo battesimo. Un sapiente del secolo scorso amava dire che il Vangelo rende il cristiano non solo buono ma anche forte. La nostra forza, care sorelle e cari fratelli, non \u00e8 nella salute, non \u00e8 nel possedere i beni di questo mondo, non \u00e8 nell\u2019avere il potere degli uomini. La nostra forza \u00e8 solo in Dio. Egli \u00e8 la difesa del debole ed \u00e8 la sua forza. \u201cEgli d\u00e0 forza a chi \u00e8 stanco\u201d, si legge in Isaia. Dio \u00e8 la sorgente di ogni forza, della nostra forza. Ecco perch\u00e9 Paolo pu\u00f2 dire: \u201cquando sono debole, \u00e8 allora che sono forte\u201d (2 Cor 12,10). Perch\u00e9? Lo spiega nella Lettera ai Corinzi quando afferma che \u201cDio ha scelto ci\u00f2 che nel mondo \u00e8 debole per confondere i forti\u201d (1 Cor 1,27). <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">C\u2019\u00e8 pertanto una profezia nella debolezza, se questa viene immersa nell\u2019amore di Dio. C\u2019\u00e8 una profezia nella debolezza, se viene battezzato nell\u2019amore di Cristo. E la profezia \u00e8 questa: che non siamo condannati ad essere sempre forti e sani, perch\u00e9 la vera salute sta solo nell\u2019amore, la vera gioia sta solo nel dare la propria vita per il Signore e per gli altri. La felicit\u00e0 \u00e8 nell\u2019essere uniti a Ges\u00f9. Quanta fatica, quanto tempo, quante energie si spendono per stare bene nel corpo! E facciamo bene! Ma la felicit\u00e0 non sta solo nella salute. Quanto impegno mettiamo nel possedere beni su beni! Ma la felicit\u00e0 non sta nel possesso. La nostra felicit\u00e0 e la nostra forza stanno solo il Signore. La nostra felicit\u00e0 e il nostro amore stanno nel volerci bene. Ecco perch\u00e9 la debolezza e la malattia possono essere una profezia ai nostri giorni. I malati, i deboli ci ricordano la nostra vera condizione, la nostra fragilit\u00e0. S\u00ec, siamo tutti malati e deboli. Anzi Paolo disse: \u201cMi son fatto debole con i deboli\u201d (1 Cor 1, 22). E lo disse con orgoglio e con gioia.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, sono particolarmente lieto di potervi accogliervi oggi in questa cattedrale. Vorrei salutarvi tutti, uno per uno, a partire dal vostro Moderatore Generale, don Giovan Giuseppe Torre, sino ai rappresentanti provenienti dalla Polonia e dall\u2019Ungheria. 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