{"id":16714,"date":"2001-04-13T00:00:00","date_gmt":"2001-04-13T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/venerdi-santo.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"venerdi-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/venerdi-santo.html","title":{"rendered":"Venerd\u00ec santo"},"content":{"rendered":"<p>abbiamo iniziato questa santa liturgia, in silenzio, prostrati a terra come lo era Ges\u00f9 nell\u2019orto degli Ulivi, per unirci almeno un poco alla sua angoscia ed anche all\u2019angoscia dei tanti uomini e delle tante donne che ancora oggi sono prostrati dal male e dalla violenza. Sono passati poco meno di duemila anni da quel venerd\u00ec santo, da quel pomeriggio che divenne buio per la morte di quel giovane di appena 33 anni. Fu una storia di morte a suo modo semplice: c\u2019era un uomo buono che parlava del Vangelo; e in tanti accorrevano ad ascoltarlo. Ad un certo punto i potenti decisero che aveva parlato troppo e che in troppi stavano a sentirlo; presero quindi la decisione di farlo tacere; trovarono un suo amico che indic\u00f2 loro con precisione il luogo dove abitualmente si ritirava: un orto alle porte di Gerusalemme. Quella sera stava l\u00ec con i suoi, lo presero e lo portarono davanti alle pi\u00f9 grosse autorit\u00e0: Pilato, il rappresentante del pi\u00f9 grande impero del mondo, ed Erode, il re furbo. Ma ambedue non si vollero prendere nessuna responsabilit\u00e0 per quell\u2019uomo. La folla, che solo cinque giorni prima aveva gridato \u201cosanna\u201d, si mise ora ad urlare \u201csia crocifisso, sia crocifisso!\u201d e Pilato non seppe resistere. Quell\u2019uomo, dopo essere stato rivestito per burla con gli abiti di re, fu torturato, schiaffeggiato, coronato di spine; poi fu condotto fuori dalla citt\u00e0 (anche per nascere dovette trovare una stalla fuori Betlemme) verso una collinetta, chiamata Golgota, e fu inchiodato su di una croce, con due ladri, uno alla sua destra e l\u2019altro alla sua sinistra. Su quella croce, quell\u2019uomo buono, mor\u00ec. Si chiamava Ges\u00f9 e veniva da Nazareth. Ed \u00e8 singolare per noi di Terni che fu proprio un nostro antico concittadino, Tacito, a darne testimonianza per primo tra i non cristiani.<br \/>\nNon ci vuole molto a dire che quella morte fu ingiusta. La morte, del resto, non \u00e8 mai giusta, nemmeno dopo i crimini pi\u00f9 brutti; ma davvero \u00e8 facile dire che la morte di quell\u2019uomo fu veramente ingiusta. Non aveva fatto niente di male, anzi \u201caveva fatto bene ogni cosa\u201d (Mc 7, 37), not\u00f2 una volta la gente. Chi ascolta il racconto di questa morte, con un poco di cuore, resta commosso e dispiaciuto: quell\u2019uomo buono ha dovuto soffrire tanto e morire sulla croce, solo perch\u00e9 aveva parlato del Vangelo e aveva detto di essere il Figlio di Dio. Ciascuno di noi al termine della lettura del \u201cPassio\u201d, prova un senso di afflizione e di rammarico ed \u00e8 tentato di dire: \u201cio non lo avrei fatto\u201d, oppure di giustificarsi: \u201cnon sono Pilato, non sono Erode, non sono nemmeno Giuda\u2026\u201d; e si pu\u00f2, inoltre, confessare la propria impotenza di fronte alla vilt\u00e0 di Pilato e alla crudelt\u00e0 dei sommi sacerdoti. Ma c\u2019\u00e8 anche Pietro; non \u00e8 il peggiore dei discepoli; anzi, se non \u00e8 il migliore, \u00e8 certamente il pi\u00f9 importante, quello a cui Ges\u00f9 ha affidato la maggiore responsabilit\u00e0. Pietro ha una grande idea di s\u00e9, \u00e8 orgoglioso, persino permaloso. Si offende quando Ges\u00f9 gli dice che lo tradir\u00e0: \u201cSignore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte\u201d, risponde. Eppure basta una donna per far crollare tutto. Fu l\u2019incontro con lo sguardo di Ges\u00f9 che sconvolse Pietro: \u201cAllora il Signore, voltatosi, guard\u00f2 Pietro, e Pietro si ricord\u00f2 delle parole che il Signore gli aveva detto\u201d (Lc 22, 62). Noi, care sorelle e cari fratelli, non siamo degli eroi; siamo come tutti; siamo almeno come Pietro. Ma se i nostri occhi questa sera incrociano gli occhi di quell\u2019uomo che va a morire, anche noi ricorderemo le parole del Signore e saremo liberati dai nostri tradimenti e dalle nostre paure. E\u2019 la grazia di questo giorno: poter stare sotto la croce.<br \/>\nQuesta santa Liturgia cerca in ogni modo di toccarci il cuore, di spingerci alle lacrime davanti a questa morte, con la sua austerit\u00e0, il suo silenzio, l\u2019assenza dei fiori e delle immagini. La Chiesa, davanti a questa morte non celebra neppure la Santa Messa, e al vescovo \u00e8 chiesto persino di togliersi l\u2019anello, segno dello sposalizio con la diocesi, per fargli sentire quasi fisicamente la morte dello sposo. E\u2019 come dirci: non vi dimenticate di questa morte. In genere, infatti, Ges\u00f9 muore nel disinteresse generale e nello smarrimento dei suoi. Forse c\u2019\u00e8 solo uno che piange: Dio Padre. Ascolteremo il Suo pianto, tra poco, mentre ci avvicineremo per baciare la croce, nelle antiche parole delle \u201cLamentazioni\u201d. S\u00ec, sentiremo il lamento di Dio; un lamento insistente e sconsolato. Lasciamoci toccare da questo pianto del Signore! Non lo dimenticheremo pi\u00f9 e nulla sentiremo mai di maggiormente grande e triste. \u201cPopolo mio, che cosa ti ho fatto, perch\u00e9 tu mi mettessi in croce\u201d? Cos\u00ec piange Dio, davanti a noi, come nessuna donna ha pianto sopra il suo sposo o sopra i suoi figli. \u201cPopolo mio, che cosa ti ho fatto? In che ti ho contristato? Dammi una risposta!\u201d E, sgomento, il Signore continua a non darsi pace: \u201cIo davanti a te ho squarciato il mare, e tu con la lancia mi hai squarciato il petto. Io ti ho fatto strada con la nube, e tu mi hai trascinato al pretorio di Pilato. Io ti ho dissetato con acqua dalla rupe nel deserto, e tu mi hai dissetato con fiele e aceto. Io ti ho dato lo scettro regale, e tu mi hai dato sul capo una corona di spine\u201d. Non si d\u00e0 pace il Signore: \u201cche altro avrei dovuto fare e non l\u2019ho fatto?\u201d<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo pianto, tante volte \u00e8 inascoltato. Noi, presi come siamo da noi stessi, non lo sentiamo pi\u00f9. Ecco perch\u00e9 la nostra vita \u00e8 spesso cos\u00ec arida e triste, e le nostre citt\u00e0 sono cos\u00ec crudeli, soprattutto con i pi\u00f9 deboli. Ognuno sembra come rinchiuso nel versare le lacrime solo su s\u00e9 stesso, sui propri guai, sul proprio destino. Lacrime sterili, perch\u00e9 non scendono in un terreno che d\u00e0 frutti buoni, ma in quello dell\u2019amore per s\u00e9 che genera solo amarezza e violenza. Quel giorno, come oggi, Ges\u00f9, non guarda se stesso, non piange su se stesso e sui propri guai. Egli, dall\u2019alto della croce, guarda quel giovane discepolo e l\u2019anziana madre. Avrebbe avuto tutto il diritto di chiedere aiuto e di pretendere consolazione per s\u00e9. Al contrario, Egli non si preoccup\u00f2 di se stesso ma della madre e del giovane discepolo. Che ne sarebbe stato di loro? E Ges\u00f9 disse alla madre: \u201cDonna, ecco tuo figlio\u201d, e al giovane discepolo: \u201cEcco tua madre\u201d. E da quel giorno \u2013 nota l\u2019evangelista \u2013 Giovanni la prese con s\u00e9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, da un amore come quello di Ges\u00f9 nasce la vita, sgorga l\u2019amicizia, spunta la solidariet\u00e0. E\u2019 un amore grande, che sconfigge ogni limite, che abbatte ogni tristezza; \u00e8 un amore che apre le porte del paradiso al ladrone, che apre le porte del cuore a Maria e a Giovanni, che apre i nostri cuori all\u2019amore universale. Oggi, come Ges\u00f9 sulla croce, da questa cattedrale, come da ogni chiesa del mondo, i cristiani non pregheranno solo per se stessi, non pregheremo solo per noi, come in genere facciamo, ma per il mondo intero, per tutti i popoli, per chi crede e per chi non crede, per gli ebrei e per i credenti di altre religioni, per i poveri e per chi \u00e8 angosciato. E\u2019 la grande preghiera universale, una preghiera che abbraccia il mondo intero come ha fatto Ges\u00f9 allargando le sue braccia sulla croce.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>abbiamo iniziato questa santa liturgia, in silenzio, prostrati a terra come lo era Ges\u00f9 nell\u2019orto degli Ulivi, per unirci almeno un poco alla sua angoscia ed anche all\u2019angoscia dei tanti uomini e delle tante donne che ancora oggi sono prostrati dal male e dalla violenza. 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