{"id":16712,"date":"2001-04-08T00:00:00","date_gmt":"2001-04-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/domenica-delle-palme.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"domenica-delle-palme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/domenica-delle-palme.html","title":{"rendered":"Domenica delle Palme"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: center\" align=center><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">siamo davanti alla porta della cattedrale, una porta nuova. E\u2019 la prima volta che l\u2019apriamo. E l\u2019apriamo nella domenica delle palme per accogliere Ges\u00f9 che entra a Gerusalemme, che entra in mezzo a noi. E\u2019 la porta del Grande Giubileo, come vi \u00e8 scritto. E oggi \u00e8 ancor pi\u00f9 evidente che quella porta non l\u2019abbiamo chiusa, al contrario l\u2019abbiamo rinnovata per significare il nuovo spirito con cui volgiamo entrare nel nuovo secolo. Sulla porta c\u2019\u00e8 scritto: \u201cIo sono la porta, chi entra per me sar\u00e0 salvo\u201d. E\u2019 Ges\u00f9 che parla, ed \u00e8 Ges\u00f9 che viene rappresentato in una esplosione di vita e di gioia che spacca persino la durezza del ferro. Questa gioia vuole far esplodere i nostri cuori di amore e di festa. Accadde questo quel giorno a Gerusalemme, quando la folla acclamava Ges\u00f9 con i rami di palme. Era una gioia che dava fastidio a uomini duri e freddi com\u2019erano gli scribi e i farisei, i quali chiesero a Ges\u00f9 di far tacere i discepoli. Rispose Ges\u00f9: \u201cSe questi taceranno, grideranno le pietre\u201d. Ebbene, sorelle fratelli, oggi, qui a Terni, anche il ferro ha gridato, anche il ferro si \u00e8 spaccato in una festosa raggiera di vita. Noi vogliamo ripartire da questa esplosione di gioia nel cuore; vogliamo accogliere nuovamente il Signore che entra in Gerusalemme, che entra a Terni. Imitiamo fratelli e sorelle i fanciulli degli ebrei, e anche noi, come loro, agitiamo i rami di ulivo che abbiamo nelle nostre mani e cantiamo la nostra gioia nell\u2019accogliere il Signore.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Omelia per la Domenica delle Palme<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">siamo giunti al termine del cammino quaresimale e con questa celebrazione entriamo nella grande e santa Settimana della Passione. E\u2019 la prima Settimana Santa del nuovo secolo e vorremmo che fosse come a suo fondamento, perch\u00e9 sia un tempo davvero di salvezza. Dal mistero di questi giorni, infatti, scaturisce tutta la salvezza nostra e quella del mondo. Durante la quaresima la Parola del Signore ci ha accompagnato perch\u00e9 preparassimo il nostro cuore ad accogliere il mistero della morte e risurrezione di Ges\u00f9. Per me si aggiunge oggi un particolare ricordo: proprio nella Domenica delle Palme dello scorso anno facevo l\u2019ingresso in Diocesi. E non fu una scelta casuale. Volli iniziare il mio servizio episcopale dalla settimana santa, perch\u00e9 volevo in certo modo partire da essa, porla a fondamento dell\u2019intera vita della Diocesi per il nuovo secolo. Ebbene, questi giorni, care sorelle cari fratelli, continuano a restare la fonte da cui promana la nostra salvezza; non viverli o dimenticarli vuol dire inaridirsi. E\u2019 necessario perci\u00f2 che noi tutti torniamo a vivere questi giorni santi. Essi sono la sorgente da cui apprendere come vivere e come amare. E\u2019 necessario che in questi giorni contempliamo l\u2019amore del Signore per comprenderne l\u2019incredibile grandezza e l\u2019impagabile gratuit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questa settimana \u00e8 davvero santa. Non \u00e8 una settimana qualsiasi. Essa ci presenta gli ultimi giorni di Ges\u00f9. Stiamogli vicino; non allontaniamoci da lui; cerchiamo di seguirlo in tutti i suoi gesti; almeno una volta l\u2019anno cerchiamo di stare con lui passo dopo passo: seguendolo da vicino potremo apprendere il suo grande amore per noi e per il mondo. S\u00ec, care sorelle cari fratelli, fissiamo i nostri occhi sul volto di quell\u2019uomo che accetta anche la morte, pur di salvarci. Se lo seguiremo potremo anche noi incontrare quegli occhi, affranti dal dolore ma sempre pieni di misericordia e di affetto. Quegli occhi ci guarderanno come guardarono Pietro che lo aveva tradito; e sentiremo nel profondo del cuore un nodo di dolore e di tenerezza assieme. Possa ognuno di noi, in questi giorni, accogliere il dono delle lacrime come l\u2019ebbe il primo degli apostoli quella sera del tradimento perch\u00e9, assieme a lui anche noi, possiamo riaccostarci al Signore e iniziare di nuovo a seguirlo con un cuore nuovo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; tab-stops: 5.0cm\">Questi santi giorni si aprono con la memoria dell\u2019ingresso in Gerusalemme. Ges\u00f9 entra come il salvatore che il Signore Dio ha inviato per la liberazione del suo popolo. La gente sembra intuirlo e fa festa, una festa grande e singolare: tutti si mettono a stendere i mantelli lungo la strada e ad agitare verdi rami di ulivo cantando: \u201cOsanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore\u201d. Anche noi oggi ci siamo uniti a quella folla e abbiamo cantato la nostra gioia per l\u2019ingresso di Ges\u00f9. Egli entra in Gerusalemme, entra in questa nostra citt\u00e0 come salvatore e liberatore. Egli, infatti, \u00e8 il solo che pu\u00f2 farci uscire dalla violenza, dall\u2019ingiustizia, dalla schiavit\u00f9 dell\u2019amore per noi stessi; ed \u00e8 anche il solo che pu\u00f2 renderci operatori di una vita pi\u00f9 umana e solidale. Lo abbiamo accolto tra noi. Ma il suo volto non \u00e8 quello di un potente o di un forte; \u00e8 il volto di un uomo mite ed umile di cuore. E\u2019 il volto di uno che non \u00e8 venuto per salvare se stesso, per mettere se stesso al centro di tutto. E\u2019 venuto per salvare gli uomini. E per questo \u00e8 sceso nel pi\u00f9 profondo dell\u2019umanit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; tab-stops: 5.0cm\">Passano pochi giorni da quell\u2019ingresso trionfale e lo vediamo crocifisso, vinto. E\u2019 il paradosso di questa domenica delle Palme che ci fa vivere assieme il trionfo e la passione di Ges\u00f9. La liturgia, infatti, con la narrazione del Vangelo della Passione dopo la lettura di quello dell\u2019ingresso in Gerusalemme, quasi a sottolineare la brevit\u00e0 dello spazio che separa l\u2019Osanna dal Crucifige, ci mostra subito questo volto che diviene un volto crocifisso. L\u2019ingresso di Ges\u00f9 nella citt\u00e0 santa \u00e8 certo l\u2019entrata di un re, ma l\u2019unica corona che gli viene posta sul capo \u00e8 quella di spine, lo scettro \u00e8 una canna e la divisa \u00e8 un manto scarlatto da burla. Quei rami di ulivo che oggi sono il segno della festa, fra qualche giorno, nell\u2019orto dove Ges\u00f9 si ritirava per la preghiera, lo vedranno sudare sangue per l\u2019angoscia della morte. Ma Ges\u00f9 non fugge da Gerusalemme, non abbandona coloro che aveva radunato, non abbandona l\u2019annuncio del Vangelo dentro la citt\u00e0 e la vita degli uomini, anche se questo gli costa la vita. Egli entra dentro la citt\u00e0, ma gli uomini lo cacciano da Gerusalemme, gli mettono sulle spalle una croce e sul Golgota lo crocifiggono. Scrivono i Vangeli che aveva fatto bene ogni cosa. E forse proprio per questo viene portato fuori dalla citt\u00e0 e ucciso. Ormai sembra tutto finito per lui: non pu\u00f2 pi\u00f9 n\u00e9 parlare n\u00e9 guarire. Quella morte agli occhi dei pi\u00f9 sembr\u00f2 una sconfitta. In realt\u00e0 era una vittoria: era la vittoria dell\u2019amore, la vittoria sul male e sull\u2019ultimo nemico che \u00e8 la morte. Dio ha risuscitato quel figlio che aveva speso la sua vita per il Vangelo e per aiutare i poveri. La morte non lo aveva vinto. L\u2019amore di Dio, infatti, \u00e8 un amore che non conosce confini, neppure quello della morte. E\u2019 un amore grande che traversa i luoghi e i tempi. E vince ancora oggi. Ha ragione un teologo che mor\u00ec ucciso dai nazisti quando dice: il Vangelo rende i cristiani non solo buoni ma anche forti. S\u00ec, l\u2019amore \u00e8 forte e irresistibile. Per questo pu\u00f2 continuare ancora oggi quel piccolo corteo di discepoli e di discepole che si raccolgono sotto le tante croci di oggi e avvolgono i corpi crocifissi con il lenzuolo della misericordia e dell\u2019amore. Il male e la morte non sono l\u2019ultima parola sulla vita. I discepoli di Ges\u00f9 continuano ad amare i poveri, a stare accanto ai vinti, a consolare i malati, a sollevare i sofferenti, ad accompagnare gli anziani, a diventare amici di coloro che non hanno nulla da dare in cambio. L\u2019amore vince il male e la morte. Care sorelle cari fratelli, questa santa liturgia che ci ha introdotto in questi giorni santi ci fa comprendere che il male nel mondo c\u2019\u00e8 ed \u00e8 forte, ma non ha l\u2019ultima parola sulla nostra vita e su quella degli uomini. La nostra gioia e la nostra salvezza consistono nel restare accanto al Signore Ges\u00f9 che ha dato tutta la sua vita per noi. Il ramo di ulivo che abbiamo nelle nostre mani sia il segno della nostra compagnia, della nostra vicinanza a Ges\u00f9. Questo ramo di ulivo benedetto che, secondo una bella tradizione portiamo nelle nostre case, ci ricordi di accogliere con gioia Ges\u00f9 anche a casa nostra, anche nei nostri cuori. Egli \u00e8 la nostra pace; \u00e8 la pace delle nostre case, la pace delle nostre famiglie. Non distacchiamo i nostri occhi da lui.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Care sorelle fratelli, siamo davanti alla porta della cattedrale, una porta nuova. 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