{"id":16711,"date":"2001-04-04T00:00:00","date_gmt":"2001-04-04T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/via-crucis-dei-giovani-a-narni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"via-crucis-dei-giovani-a-narni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/via-crucis-dei-giovani-a-narni.html","title":{"rendered":"Via Crucis dei giovani a Narni"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Siamo giunti in questa piazza provenendo da cinque punti diversi, come dai cinque continenti della terra. E non siamo venuti a occhi bassi e a mani vuote. Abbiamo alzato i nostri occhi e ci siamo accorti del buio che circonda la terra, ma non siamo fuggiti rinchiudendoci in noi stessi. Abbiamo voluto prendere le croci che rendono buia la vita degli uomini. Le abbiamo chiamate con il loro nome: sono i crocifissi dalla guerra, sono le vittime dell\u2019odio e dell\u2019ingiustizia, sono i morti per la fame e per l\u2019indifferenza, sono i colpiti dallo sfruttamento, dalla droga, dalla prostituzione\u2026Questa sera abbiamo scelto di stare accanto a queste croci che numerose sono piantate sulla carne della gente, dei piccoli e dei grandi, degli anziani e dei deboli. S\u00ec, volgiamo stare accanto a loro, perch\u00e9 nessuno ci \u00e8 estraneo. E nessuna croce ci \u00e8 cos\u00ec lontana da non poterla accogliere. E pi\u00f9 \u00e8 grande e pi\u00f9 attende consolazione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Sta scritto: \u201cVolgeranno gli occhi a colui che hanno trafitto!\u201d Noi, questa sera, volgiamo lo sguardo a questi crocifissi. Sono tanti. Quante croci, quanti crocifissi! Li abbiamo portati accanto alla croce, al crocifisso. Anche Ges\u00f9 non ha voluto essere crocifisso da solo. Egli sta sempre in mezzo agli altri. Anzi, potremmo dire, che rappresenta tutti i crocifissi del mondo. Si, questa sera, abbiamo davanti a noi la \u201cmontagna delle croci\u201d di questo nostro tempo, il Calvario di oggi. \u201cEcco l\u2019uomo\u201d disse Pilato presentando Ges\u00f9 coronato di spine. Si, ecco l\u2019uomo! Questa croce ce lo mostra. E invita tutti a contemplarla perch\u00e9 nessuno dimentichi i crocifissi della terra. \u201cEcco gli uomini e le donne\u2026 i fratelli di Cristo!\u201d E\u2019 facile dimenticarci di loro; \u00e8 facile abituarci alle immagini dure che la televisione e i giornali ci presentano. Dopo qualche giorno diventano subito immagini di repertorio. Vanno immediatamente in archivio. E andranno in archivio le colonne dei deportati, andr\u00e0 in archivio lo sguardo spaurito dei bambini, andr\u00e0 in archivio lo sguardo rassegnato dei vecchi. Alcune tragedie poi neppure giungono sui nostri schermi. Esse fin dall\u2019inizio sono e restano nell\u2019archivio segreto della storia di questo mondo; non certo sulla pelle di coloro che le hanno subite e che ancora le subiscono. E poi \u00e8 pronta anche la scusa per potersene dimenticare: \u201cnon possiamo essere oppressi da queste immagini; abbiamo bisogno di vivere anche noi; e poi la vita \u00e8 diventata pi\u00f9 dura per tutti, anche per noi\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco allora accantonata la croce, allontanate le croci, e prevalere un nuovo disegno per il domani. Tutti, giovani e adulti, gente comune e responsabili della cosa pubblica, e talora anche i cristiani, tutti siamo pronti a costruire una societ\u00e0 ricca, tranquilla e consumista ove non c\u2019\u00e8 spazio mentale per l\u2019altro o per tutto ci\u00f2 che va oltre se stessi e le proprie preoccupazioni. L\u2019obiettivo \u00e8 la tranquillit\u00e0 e il benessere per s\u00e9; e da ottenere subito. L\u2019uomo e la donna occidentali, quelli che incontriamo a scuola, al mercato, in ufficio, per strada, sono ripiegati su di s\u00e9, direi concentrati su di s\u00e9. Qual \u00e8 il loro problema? Essere soddisfatti, nel senso del piacere della propria vita, del proprio corpo, dei propri sentimenti. E quale lo scopo della vita? Essere tranquilli. Ma in questo modo stiamo costruendo un mondo di soli, di uomini e donne soli, di ragazze e ragazzi soli, di anziani soli\u2026L\u2019amicizia, quella vera, \u00e8 rara, davvero rara. Tanto che per attirare un poco l\u2019attenzione su di s\u00e9 dobbiamo fare i salti mortali, tanto pi\u00f9 alti quanto \u00e8 pi\u00f9 duro il cuore di chi ci sta vicino. La preoccupazione costante per noi stessi ci rende distanti gli uni dagli altri, anzi ci rende competitivi, concorrenti, potenziali nemici, e quindi porta a non fidarci mai l\u2019uno dell\u2019altro. Fin da bambini, infatti, ci sentiamo dire: \u201cpreoccupati di te!\u201d, \u201cpensa a te!\u201d, \u201cse non pensi tu a te stesso, nessun altro penser\u00e0 a te\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Cari amici, queste stesse parole, questa stessa esortazione, veniva fatta a Ges\u00f9 mentre stava in croce: \u201csalva te stesso!\u201d, \u201csalvati e ti crederemo!\u201d. Glielo gridavano i sacerdoti, la gente, i farisei, i due ladroni. Era un coro unico: \u201csalva te stesso!\u201d. Era ed \u00e8 il Vangelo unico di questo mondo: \u201csalva te stesso!\u201d Ma Ges\u00f9 come poteva salvare se stesso, lui che era vissuto per salvare gli altri? Lo aveva detto: \u201cnon sono venuto per esser servito, ma per servire\u201d. Fin dall\u2019inizio della sua vita pubblica lo ha mostrato, quando si commosse sulle folle sbandate, stanche e sfinite come pecore senza pastore. Lui, buon samaritano, si \u00e8 fermato lungo le strade degli uomini per curare chi era malato, chi era solo, chi era abbandonato, escluso, emarginato. Non ha mandato indietro nessuno. Non si \u00e8 risparmiato in nulla. Ha dato tutto se stesso. Questa \u00e8 la ragione profonda della croce. Ges\u00f9 non voleva morire. E lo disse: \u201cPadre, se \u00e8 possibile allontana da me questo calice\u201d. E sudava sangue per la paura e il dolore. Ma non poteva tradire il Padre, non poteva tradire il Vangelo e quegli amici che aveva radunato\u2026li amava pi\u00f9 della sua stessa vita. Per questo accett\u00f2 la croce. Non c\u2019era posto per uno come lui nel mondo. Come non c\u2019\u00e8 posto per chi pone l\u2019amore al di sopra di tutto. Ges\u00f9 poteva fuggire da Gerusalemme, e si sarebbe salvato; poteva fare qualche piccolo compromesso con Pilato, il quale peraltro glielo ha fatto capire, ma Ges\u00f9 non poteva addomesticare il Vangelo, non poteva addolcire la robustezza e la seriet\u00e0 del vivere per gli altri e per il Padre. Non fugg\u00ec e accolse anche la croce. L\u2019amore per il Signore \u00e8 pi\u00f9 forte dell\u2019amore per s\u00e9. Per questo \u00e8 morto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Quella croce, questa croce, \u00e8 il segno di un uomo che ama sino alla fine, \u00e8 la manifestazione di una umanit\u00e0 alta, non banale, che trasform\u00f2 quel patibolo infamante in un segno altezza morale indicibile. La croce era uno scandalo; potremmo immaginarla come l\u2019odierna sedia elettrica. Chi la onorerebbe? chi la innalzerebbe? Noi si, onoriamo e innalziamo la Croce, perch\u00e9 quella croce indica la vittoria della vita sulla morte, la vittoria dell\u2019amore sull\u2019egoismo. Su quella croce, infatti, \u00e8 stato sconfitto una volta per tutti l\u2019amore per s\u00e9 stessi. Da quel venerd\u00ec santo, l\u2019egoismo non \u00e8 pi\u00f9 una legge inesorabile; e pensare solo a s\u00e9 stessi non \u00e8 pi\u00f9 un istinto invincibile. Su quella croce ha trionfato l\u2019amore per gli altri: Ges\u00f9 sta sulla croce, non perch\u00e9 gli piaceva soffrire, ma perch\u00e9 ha amato il Vangelo e gli uomini pi\u00f9 della sua stessa vita. In questo senso su quel legno \u00e8 stato restaurato l\u2019uomo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questo inizio di secolo ha bisogno di questa croce e di ci\u00f2 che essa significa; ha bisogno di uomini e donne che l\u2019accolgano e si stringano attorno ad essa come noi facciamo questa sera. Questo inizio di secolo ha bisogno che la croce non sia inghiottita dalla notte dell\u2019egoismo, ma possa risplendere e indicare la via. Una via che \u00e8 certamente religiosa, ma \u00e8 anche umana, pienamente umana. Abbiamo bisogno dell\u2019amore; abbiamo bisogno dell\u2019incontro, non dello scontro; della forza della ragione e non della violenza che uccide e umilia. La croce \u00e8 la forza dell\u2019amore, \u00e8 la forza del primato del voler bene, \u00e8 la forza di poter legare la propria vita agli altri. La vita muore se non si trasmette; finisce se non si dona; non ha senso se \u00e8 isolata. La croce di Ges\u00f9 \u00e8 la vita. E ce ne da una lezione anche di l\u00ec. Sulla croce non piange su di s\u00e9. E ne aveva non solo ragione, ma diritto. Vede l\u2019anziana madre e il giovane discepolo. Forse pensa: \u201cChe ne sar\u00e0 di loro?\u201d Rivolto alla madre le dice: \u201cdonna ecco tuo figlio\u201d, e al giovane discepolo: \u201cecco tua madre\u201d. E \u201cda quel momento il discepolo la prese con s\u00e9\u201d, chiude l\u2019evangelista. La solitudine di quell\u2019anziana fu vinta, come pure fu superata la solitudine di quel giovane. Da quella croce nasceva una nuova solidariet\u00e0, una nuova famiglia. Dalla morte nasceva una nuova vita. Quel legno inizi\u00f2 a fiorire. Da quel tronco inchiodato spuntava il fiore dell\u2019amore e della solidariet\u00e0. Cari amici, anche noi possiamo far fiorire le croci di questo mondo. Anche a ciascuno di noi \u00e8 chiesto di \u201cprendere con s\u00e9\u201d quella madre, quel malato, quel carcerato, quel povero, quell\u2019amico solo. Con l\u2019amore, anche la croce pi\u00f9 dura, pu\u00f2 fiorire.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo giunti in questa piazza provenendo da cinque punti diversi, come dai cinque continenti della terra. E non siamo venuti a occhi bassi e a mani vuote. Abbiamo alzato i nostri occhi e ci siamo accorti del buio che circonda la terra, ma non siamo fuggiti rinchiudendoci in noi stessi. 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