{"id":16709,"date":"2001-03-18T00:00:00","date_gmt":"2001-03-18T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/lettorato.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"lettorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lettorato.html","title":{"rendered":"Lettorato"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">in questa terza domenica di quaresima abbiamo la gioia di conferire il ministero del Lettorato a quattro nostri fratelli. Per loro che sono incamminati verso il diaconato \u00e8 senza dubbio una tappa certamente significativa, ma \u00e8 un momento importante per l\u2019intera nostra diocesi. Voi, infatti, carissimi candidati al Lettorato, ricevete oggi una particolare benedizione di Dio perch\u00e9 possiate porvi al servizio della parola di Dio nella Chiesa. Non siete voi che prendete l\u2019iniziativa. E\u2019 il Signore che vi chiama. E vi chiama non a servire voi stessi, non a servire la vostra parola, ma la Parola di Dio.&nbsp; Ed essa \u00e8 talmente alta che non pu\u00f2 essere pronunciata con pienezza senza ricevere la benedizione di Dio stesso. Quando poco fa siete stati chiamati per nome per essere ammessi tra i candidati, era come se il Signore stesso vi chiamasse. E allora vorrei somigliare questa santa liturgia alla scena che abbiamo ascoltato dal libro dell\u2019Esodo, quando il Signore chiam\u00f2 Mos\u00e8 dal fuoco ardente. Mos\u00e9, pascolando il gregge del suocero, si spinse sino all\u2019Oreb. Era fuggito dall\u2019Egitto perch\u00e9 la sua vita era in pericolo (aveva ucciso un egiziano) e si era sistemato con la trib\u00f9 di Ietro, sacerdote di Madian. E l\u00ec Mos\u00e9 conduceva una vita normale, come quella di tanti. Ebbene, quel giorno, giunto alle pendici del monte Oreb, \u201cgli apparve l\u2019angelo del Signore in forma di fuoco in mezzo ad un roveto\u201d: un fuoco che bruciava ma non consumava. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Quel fuoco \u00e8 la Parola di Dio, come dice il Signore stesso nel libro del profeta Geremia: \u201cLa mia parola non \u00e8 forse come il fuoco?\u201d (Ger 23,29). Infatti, la Parola di Dio, come quel fuoco sull\u2019Oreb, brucia la nostra vita ma non la distrugge; inquieta i nostri cuori ma non ci annienta. E\u2019 da questo fuoco che Mos\u00e9 si sent\u00ec chiamarsi per nome: \u201cMos\u00e9, Mos\u00e9!\u201d Oggi, voi, da questo altare, siete stati chiamati per nome. Il Signore vi ha guardato mentre eravate intenti a pensare alle vostre greggi, ai vostri affari, alle vostre preoccupazioni. E anche a voi dice: \u201cNon avvicinarti, togliti i sandali dai piedi, perch\u00e9 il luogo sul quale tu stai \u00e8 terra santa!\u201d Come, non avvicinarti? Il Signore chiama e ci chiede di fermarci e di toglierci anzitutto i sandali. E\u2019 una terra santa quella nella quale state per entrare. Imitate Mos\u00e9, il quale non solo si tolse i calzari; si vel\u00f2 anche il viso, \u201cperch\u00e9 aveva paura di guardare verso Dio\u201d (Es 3,4). Non si pu\u00f2 stare davanti a Dio come stiamo davanti agli uomini. Non si pu\u00f2 leggere la Parola di Dio come si leggono i testi di questo mondo. Ogni volta che apriamo le Scritture dovremmo velarci il volto, ossia allontanare da noi ogni distrazione, ogni pensiero che porta verso noi stessi; e dovremmo toglierci i calzari, ossia ogni trasandatezza, abitudine, sciatteria, indifferenza. La Bibbia \u00e8 un roveto ardente: non si pu\u00f2 tenere in mano senza lasciarsi scaldare e illuminare. Dio, infatti, non parla a caso. Egli parla perch\u00e9, a differenza di noi che non ci accorgiamo di nulla se non di ci\u00f2 che ci piace e ci sta a cuore, Egli parla perch\u00e9 ha visto la sofferenza dei suoi figli, ridotti in schiavit\u00f9 dal male, dalla cattiveria, dall\u2019odio, dall\u2019inimicizia. Il Signore ha udito il loro grido e scende a liberarli. Ecco perch\u00e9 vi chiama. Vi chiama a proclamare la sua parola di liberazione, la sua parola di amore, la sua parola di perdono, la sua parola di conversione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Non \u00e8 la nostra parola che dobbiamo annunciare, ma la Parola di Dio. Ed essa va curata con lo stessa cura che poniamo per l\u2019Eucarestia, il corpo di Ges\u00f9. Cesario di Arles scriveva: \u201cIo vi chiedo miei fratelli e mie sorelle di dirmi ora: credete pi\u00f9 importante la Parola di Dio o il Corpo di Crito? Se volete rispondere la verit\u00e0, dovete certamente rispondermi che la Parola di Dio non \u00e8 meno importante del Corpo di Cristo! Infati, come abbiamo cura, quando viene distribuito il Corpo di Cristo, doi non lasciar cadere nulla per terra, cos\u00ec dobbiamo avere la stessa cura per non lasciar sfuggire dal nostro cuore la Parola di Dio che ci \u00e8 rivolta, parlando o pensando ad altro. Poich\u00e9 chi ascolta la Parola di Dio con negligenza non sar\u00e0 meno colpevole di colui che lascia cadere a terra, per negligenza, il Corpo del Signore\u201d (Sermone 78,2). E Origene si rivolgeva cos\u00ec ai fedeli della domenica: \u201cVoi che abitualmenete assistete ai divini misteri sapete anche quale rispettosa precauzione riservate al corpo del Signore quando vi viene offerto, per paura che cadano le briciole e che una parte del tesoro consacrato venga perso. Poich\u00e9 voi vi sentireste colpevoli, e di questo avete ragione, se per vostra negligenza qualcosa andasse perso. Se dunque quando si tratta del suo corpo, voi avete giustamente una tale preoccupazione, perch\u00e9 dovrebbe la negligenzsa verso la parola di Dio meritarvi minor castigo di quello verso il suo corpo?\u201d<\/P><br \/>\n<P class=p1 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;In questo tempo nel quale stiamo riflettendo sulla Liturgia della Domenica, questa celebrazione \u00e8 una ulteriore grazia per comprendere la bellezza di essere servi della Parola di Dio. Con il Lettorato, voi diventate mediatori della parola di Dio verso il suo popolo. Questo ministero richiede un grande senso di responsabilit\u00e0 e una attenzione scrupolosissima per la Parola di Dio. Non pu\u00f2 essere sprecata&nbsp; proclamandola con disattenzione o superficialit\u00e0, o in modo frettoloso, o con dizio&shy;ne approssimativa o anche dialettale. Ne renderemo conto a Dio. Siate pertanto fedeli dispensatori della Parola di Dio. Mentre l\u2019annunciate agli altri dovete accoglierla in voi stessi, meditandola ogni giorno per acquistarne una conoscenza sempre pi\u00f9 viva e penetrante. Sappiate anche che una lettura puntuale e chiara esalta la Parola; una lettura sciatta o puerile la vanifica; testimoniarla con la vostra vita la rafforza; mentre una palese contraddizione con la vostra condotta la indebolisce. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi vi viene consegnato il fuoco della parola di Dio. Se voi anzitutto vi lascerete toccare il cuore da questa Parola, essa senza dubbio brucer\u00e0 anche nel cuore di coloro ai quali la proclamerete. E\u2019 un compito alto che non pu\u00f2 essere adempiuto senza la benedizione di Dio. Per questo tutti insieme invochiamo il Signore che volga il suo sguardo su questi nostri fratelli perch\u00e9 li renda degni di proclamare la sua Parola. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, in questa terza domenica di quaresima abbiamo la gioia di conferire il ministero del Lettorato a quattro nostri fratelli. Per loro che sono incamminati verso il diaconato \u00e8 senza dubbio una tappa certamente significativa, ma \u00e8 un momento importante per l\u2019intera nostra diocesi. 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