{"id":16707,"date":"2000-02-25T00:00:00","date_gmt":"2000-02-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/funerale-di-don-settimio-laudi.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:23","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:23","slug":"funerale-di-don-settimio-laudi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/funerale-di-don-settimio-laudi.html","title":{"rendered":"Funerale di don Settimio Laudi"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Caro Mons. Gualdrini e cari sacerdoti, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">ci stringiamo tutti attorno al carissimo don Settimio. Questo Duomo, da lui tanto amato e servito, lo accoglie oggi per dargli l\u2019ultimo saluto. Don Settimio l\u2019aveva detto alla sorella: \u201csono pronto per andare al Signore, non ti preoccupare, sono pronto. Quando non mi vedranno venire in Chiesa per la Messa, mi verranno a cercare e mi troveranno\u201d. Ed \u00e8 stato proprio cos\u00ec, l\u2019altra sera. Non arrivava per la Messa ed \u00e8 stato trovato morto. Ma per lui non \u00e8 stata una cosa improvvisa. Don Settimio si era preparato a questo momento e, in certo modo, si potrebbe dire, lo attendeva. E lo attendeva, da solo, come per poter vivere solo con il suo Signore questo tragico momento che \u00e8 la morte.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">ho voluto scegliere per questa celebrazione di addio la pagina evangelica della preghiera sacerdotale di Ges\u00f9, quella preghiera che Ges\u00f9 rivolse al Padre il giorno prima della sua morte. Mi diceva il fratello di don Settimio che l\u2019hanno trovato disteso con la faccia a terra, come nel giorno della sua ordinazione sacerdotale. Vorrei che le parole di questa preghiera di Ges\u00f9, parole che tante volte don Settimio ha ascoltato e meditato nella sua lunga vita, oggi, lo avvolgessero ed entrassero nel mistero della sua vita e della sua morte per fargli sentire l\u2019amore grande e appassionato di Ges\u00f9. S\u00ec \u00e8 Ges\u00f9 stesso che oggi prega per lui, come allora pregava per i discepoli: \u201cPadre, voglio che quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perch\u00e9 contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poich\u00e9 tu mi hai amato prima della fondazione del mondo\u201d. E\u2019 Ges\u00f9 che oggi, giorno della sua resurrezione, si avvicina a don Settimio, si china su di lui e con tenerezza lo stringe a s\u00e9 per un abbraccio che non lo separa mai pi\u00f9 da lui. Ges\u00f9 prega perch\u00e9 don Settimio sia dove sta lui, perch\u00e9 anch\u2019egli possa contemplare la gloria di Dio. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Questa gloria Ges\u00f9 l\u2019aveva gi\u00e0 data al suo amico: \u201cLa gloria che tu hai dato a me, io l\u2019ho data a loro, perch\u00e9 siano con noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perch\u00e9 siano prefetti nell\u2019unit\u00e0\u201d. Potremmo dire che tutta la vita di don Settimio \u00e8 stata percorsa da questa gloria di Dio, ossia dalla forza, dalla bellezza, dalla presenza del Signore nel suo cuore e nella sua vita. Ed oggi, anche per don Settimio, si conclude l\u2019itinerario del discepolo. Anche per don Settimio, come per Ges\u00f9, \u201c\u00e8 giunta l\u2019ora\u201d, ossia il momento della gloria piena. \u201cPadre, glorifica il Figlio tuo\u201d, disse allora Ges\u00f9 e oggi aggiunge: \u201cglorifica questo figlio tuo\u201d che ti ha amato e servito per tutta la sua vita. Degli 86 anni di don Settimio, ben 75 sono stati tutti dedicati al Signore. Era nato nel 1916, secondo di nove figli, e da bambino scelse la via del sacerdozio. Egli stesso lo racconta: \u201cAlla mia prima comunione, a undici anni, ho deciso di farmi sacerdote, secondo una convinzione profonda\u201d. E aggiunge, come per sottolineare la seriet\u00e0 della sua scelta: \u201cEra un fatto contrario all\u2019economia della casa\u201d. Entrato in seminario nel 1926, fu ordinato sacerdote nel 1938. Egli stesso ricorda l\u2019intensa preparazione culturale avuta nel seminario che certamente gli fu di grande giovamento nella sua vita apostolica, sino alla fine. Tutti coloro che lo hanno conosciuto hanno apprezzato le sue qualit\u00e0 culturali, la sua vivacit\u00e0 e la sua arguzia che lo rendevano abile nei dibattiti, lucido nella predicazione, preciso nei contenuti. Ed anche un po\u2019 insofferente per ci\u00f2 che poteva risultare inutile. Forse alcuni di voi sacerdoti ricordate le sue insofferenze per le riunioni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Il ministero pastorale di don Settimio si dovette confrontare immediatamente con la difficile situazione dell\u2019Italia della fine degli anni 30. Ricordava: \u201cAmelia nel 1940 era attaccata al Fascio. Noi sacerdoti non l\u2019abbiamo mai accettato, io non ne ho parlato favorevolmente, mai. N\u00e9 clero diocesano, n\u00e9 Santa Sede hanno ceduto di fronte a questa ideologia\u201d.&nbsp; Ma il dramma pi\u00f9 grave con il quale dovette confrontarsi fu quello della guerra. Era stato da poco nominato parroco di Santa Lucia e subito la sua sensibilit\u00e0 di pastore fu messa a dura prova. In quegli anni durissimi cerc\u00f2 di essere un padre attento e buono che si preoccupava per tutti. \u201cDurante gli anni della guerra \u2013 sono sue parole \u2013 i giovani non partivano contenti ed io scrivevo loro tante volte a nome delle famiglie. Qualcuno \u00e8 andato in Russia. Qualcuno non \u00e8 tornato\u201d. E cos\u00ec racconta uno dei numerosi bombardamenti: \u201cIl giorno del bombardamento stavo celebrando in cattedrale\u2026mi vestivo per la Messa\u2026ma suonarono le sirene, con Mario l\u2019organista cieco ed i seminaristi ci siamo messi nei sotterranei. Io sono poi risalito a vedere. Avevano bombardato la Chiesa di Santa Lucia e la scuola attigua\u201d. Con il vescovo si reca subito tra le macerie per portare soccorso alle bambine. E chiude questi suoi ricordi sottolineando l\u2019inutilit\u00e0 e la tragedia di qualsiasi guerra: \u201cle assurdit\u00e0 della guerra non sono mai spiegabili\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Dopo la guerra il suo fervore apostolico, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, si intensific\u00f2. Spese molte delle sue energie per ricostruire la chiesa di Santa Lucia bombardata e quasi totalmente distrutta. Riusc\u00ec a consacrarla nell\u2019Anno Santo del 1950. Ma alla ricostruzione materiale aggiunse anche le sue battaglie culturali per difendere la fede e la Chiesa. \u201cDopo la guerra ho letto tutto\u201d, confidava, \u201canche Gramsci regalatomi da Grifoni\u201d, personaggio di spicco dell\u2019Amelia del \u201846 che forse alcuni di voi ricordano. In quella polemica, spesso dura e aspra, alla quale mai si sottrasse, don Settimio, tuttavia, non rest\u00f2 arroccato e distante dalla gente. Sempre prevalse in lui la passione per le anime e la misericordia del buon pastore che si faceva tutto a tutti per non perdere nessuno. Per questo anche lui oggi, davanti al Padre dei cieli, pu\u00f2 dire assieme a Ges\u00f9: \u201cPadre ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo\u201d. E oltre al nome ha fatto anche conoscere l\u2019amore. Non so se era noto a tutti, ma i suoi confratelli possono testimoniare la generosit\u00e0 verso i poveri ed anche verso i bisogni delle chiese vicine. E quando non pot\u00e9 pi\u00f9 esercitare il ministero di parroco, andava a Terni, nella parrocchia di San Cristoforo, per celebrare la Santa Messa o anche per aiutare gli anziani alle Grazie. Il suo ministero pastorale divenne quello del confessore, del direttore spirituale, del predicatore. Come non ricordare la sua Messa domenicale delle 12 qui in Duomo e il suo servizio per venti anni come cappellano presso le Maestre Pie Venerine? A noi \u00e8 concesso di conoscere solo qualcosa del ministero di don Settimio, la sua opera \u00e8 scritta e scolpita nei tanti uomini e nelle tante donne che lo hanno avvicinato nella sua lunga vita sacerdotale e che Dio solo conosce nella vera profondit\u00e0. E oggi \u00e8 il Signore che lo attende per dargli la corona di gloria.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Per noi tutti \u00e8 un fratello che ci lascia. Per me \u00e8 il terzo sacerdote, da quando sono entrato in Diocesi, che accompagno al Signore. L\u2019ultima volta che ho visto don Settimio \u00e8 stato alla conclusione della Missione cittadina. Ricordo, lo presi per mano e, ambedue assieme, reggendo uno dei palloncini dei bambini, uscimmo dal Duomo e, fermatici sulla soglia, anche noi, come tutti i bambini, lasciammo andare quel palloncino nel cielo. Oggi, caro don Settimio, sei tu che vai in cielo e noi di qui cerchiamo di spiare la soglia della porta del Paradiso. L\u00ec c\u2019\u00e8 il Signore Ges\u00f9 e sua Madre che ti aspettano, l\u00ec trovi anche i tuoi genitori, i tuoi parenti, i tuoi parrocchiani e tutti coloro che ti hanno amato. Essi ti attendono per fare festa assieme a te. Noi, carissimo don Settimio, ti accompagniamo fin dove possiamo, fino alla soglia del Duomo, fino al piccolo cimitero di Torchiano. Certo ci mancherai, ma sappiamo anche che ti ricorderai di noi in Paradiso, ti ricorderai dei tuoi fratelli e delle tue sorelle, di noi tutti e, presso il Signore, continua a pregare per questa diocesi, per noi tutti perch\u00e9 possiamo camminare nella via che conduce al Paradiso. E tu stai vicino al Signore mentre prepara un posto anche per noi.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Mons. Gualdrini e cari sacerdoti, care sorelle e cari fratelli, &nbsp; ci stringiamo tutti attorno al carissimo don Settimio. Questo Duomo, da lui tanto amato e servito, lo accoglie oggi per dargli l\u2019ultimo saluto. Don Settimio l\u2019aveva detto alla sorella: \u201csono pronto per andare al Signore, non ti preoccupare, sono pronto. 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