{"id":16706,"date":"2001-02-11T00:00:00","date_gmt":"2001-02-11T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/giornata-del-malato-2.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"giornata-del-malato-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/giornata-del-malato-2.html","title":{"rendered":"Giornata del Malato"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">abbiamo ascoltato dal Vangelo che Ges\u00f9, disceso dal monte con i Dodici, si trov\u00f2 in mezzo ad una gran moltitudine di gente. Tutti volevano ascoltarlo, toccarlo, sentirlo vicino. Era una folla composita, accorsa da varie citt\u00e0 vicine. Tuttavia \u00e8 facile pensare che in quella moltitudine prevalessero i poveri, i malati, i bisognosi, gente comunque alla ricerca di una speranza e di una consolazione per la loro vita. In altre pagine del Vangelo si legge che Ges\u00f9 non restava mai indifferente a questo spettacolo. Anzi, si commuoveva per loro, perch\u00e9 erano come pecore senza pastore, ossia non c\u2019era chi si prendeva cura di loro. Anche quel giorno Ges\u00f9 si commosse. E dal suo cuore sgorg\u00f2 uno dei discorsi pi\u00f9 belle e sconvolgenti della storia degli uomini: quello delle beatitudini. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Sin dalle prime parole si resta stupefatti: \u201cBeati voi poveri, beati voi che avete fame, beati voi che ora piangete\u2026\u201d. Com\u2019\u00e8 possibile? Non sono parole astratte. Anzi, sono molto concrete. Concrete com\u2019era concreta la povert\u00e0, com\u2019era concreto il pianto, com\u2019era concreta la malattia. E Ges\u00f9, per di pi\u00f9, parlava non ad un gruppo di eroi o di particolari \u00e9lites. Quelle parole cos\u00ec sconvolgenti le diceva a quei poveri, a quei malati, a quella gente che piangeva, a quelli che mendicavano una parola per s\u00e9, a quelli che cercavano di toccargli almeno il lembo del mantello per essere guariti. Erano costoro, non altri i destinatari di quelle parole. Tanto che l\u2019evangelista, con grande concretezza, riporta: \u201cBeati voi poveri, perch\u00e9 vostro \u00e8 il regno dei cieli. Beati voi che ora avete fame, perch\u00e9 sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perch\u00e9 riderete\u201d. E cos\u00ec oltre. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma perch\u00e9 erano beati quei poveri? Perch\u00e9 erano beati quei malati? Non certo perch\u00e9 erano poveri, o perch\u00e9 erano malati. Com\u2019\u00e8 possibile essere beati, ossia felici, quando si \u00e8 malati e poveri? Quando si \u00e8 perseguitati e colpiti? Credo sarebbe crudele dirlo. E il Vangelo non vuole affatto avallare una tale concezione.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La beatitudine non \u00e8 nella povert\u00e0, o nella malattia, ma nel fatto che Dio sceglie di occuparsi dei poveri e dei malati, prima ancora di pensare ai ricchi e ai sani. Con la proclamazione delle beatitudini, pertanto, Ges\u00f9 viene a dire che \u00e8 giunto il tempo in cui Dio d\u00e0 il pane a chi ha fame, trasforma in gioia il pianto e in allegrezza l\u2019angoscia. Il Regno \u201c\u00e8\u201d dei poveri, sin da ora, perch\u00e9 Dio sta con loro. E\u2019 qui il senso delle beatitudini. Il Vangelo non si lascia andare ad un facile e superficiale moralismo dicendo c\u2019\u00e8 felicit\u00e0 nella povert\u00e0 e beatitudine nella malattia. Non di rado sentiamo dire che la malattia \u00e8 un segno dell\u2019amore di Dio che prova i suoi figli. No, care sorelle e fratelli, la povert\u00e0, la malattia sono sempre una cosa non bella e non buona, frutto dello spirito del male. La beatitudine vuol dire che finalmente, attraverso Ges\u00f9, Dio \u00e8 sceso sulla terra e ha scelto di stare accanto ai poveri e ai malati, prima che accanto ai ricchi e ai sani. Ecco, allora, il Vangelo, ossia la buona notizia, da dare ai malati e ai deboli, ai prigionieri e ai carcerati: nel dramma e nella sofferenza che essi vivono, non debbono tuttavia disperare perch\u00e9 Dio li ha scelti come suoi amici e si pone accanto a loro. Ecco il senso vero delle beatitudini. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma questo porta con s\u00e9 un conseguenza affascinante e terribile, nello stesso tempo. Infatti, care sorelle e cari fratelli, spetta a noi rendere vere le beatitudini. Esse, cio\u00e8, saranno vere se noi ci comportiamo come si comportava Ges\u00f9, ossia se noi stiamo accanto ai poveri e ai malati. E Ges\u00f9 lo faceva. Per questo egli pot\u00e9 proclamare le beatitudini, perch\u00e9 davvero i poveri venivano aiutati e i malati guariti. Ma, se per caso, noi non scegliessimo di stare accanto a deboli e ai malati, il Vangelo delle beatitudini non solo sarebbe una menzogna, ma una terribile crudelt\u00e0. S\u00ec, i poveri saranno beati se noi saremo capaci di stare dalla loro parte. Gli affamati saranno beati se noi, aprendo la mensa per i poveri sapremo nutrirli ogni giorno. Insomma, i poveri sono beati se termina il loro abbandono e la loro solitudine. I malati saranno beati se noi sapremo curarli e sapremo star loro vicino con affetto e tenerezza. Il Vangelo delle beatitudini \u00e8 l\u2019amore di Dio che privilegia i poveri e i deboli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Certo, noi sani e ricchi possiamo trovare nei poveri e nei malati un grande insegnamento. Ed \u00e8 questo. Loro, i poveri, i deboli e i malati sentono pi\u00f9 facilmente il bisogno di Dio. Mentre chi \u00e8 ricco, sazio e sano difficilmente sente il proprio limite e la propria radicale debolezza, e quindi con maggiore difficolt\u00e0 si affida a Dio. Chi riceve solo lodi, difficilmente \u00e8 pronto a un cambiamento radicale della propria vita. Insomma, chi sta bene difficilmente chiama il medico. Non ne sente il bisogno. Ma noi, care sorelle e fratelli, siamo tutti bisognosi, siamo tutti malati, siamo tutti mendicanti di amore. Anche se non lo riconosciamo. E questo provoca solo disastri. Ecco perch\u00e9 il Vangelo, con un procedimento a contrasto, aggiunge ai quattro \u201cbeati voi\u201d, quattro \u201cguai a voi\u201d: guai a voi ricchi e a voi sazi, guai a voi che ora ridete, e guai a voi quando tutti vi diranno bene. \u201cGuai\u201d, perch\u00e9 in questi momenti \u00e8 pi\u00f9 facile sentirsi autosufficienti e per nulla bisognosi, neppure di Dio. Quel ricco, quel sazio, che \u00e8 in ognuno di noi, rischia di essere talmente ripiegato su di s\u00e9 da restarne imprigionato. \u201cGuai a noi\u201d, quando lasciamo prevalere il ricco ch\u2019\u00e8 in noi. \u201cGuai a noi\u201d, quando dimentichiamo il malato che siamo, perch\u00e9 non sentiamo il bisogno di ricorrere al medico, al Signore. Tutti, care sorelle e cari fratelli, siamo poveri, malati e bisognosi. Tutti dobbiamo, come quelle folle, accalcarci attorno al Signore. Solo da lui promana una forza di guarigione. Ed egli ci trasformer\u00e0 da poveri che eravamo in gente capace di stare accanto ai deboli, ai malati, ai bisognosi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Se noi ricchi ci avviciniamo a Dio, i poveri saranno beati perch\u00e9 ci avvicineremo anche a loro. Se noi sani ci avviciniamo a Dio, ci avvicineremo anche ai malati, ed essi scopriranno consolazione e conforto. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; abbiamo ascoltato dal Vangelo che Ges\u00f9, disceso dal monte con i Dodici, si trov\u00f2 in mezzo ad una gran moltitudine di gente. Tutti volevano ascoltarlo, toccarlo, sentirlo vicino. Era una folla composita, accorsa da varie citt\u00e0 vicine. 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