{"id":16700,"date":"2000-12-24T00:00:00","date_gmt":"2000-12-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/natale-a-san-faustino.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"natale-a-san-faustino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-a-san-faustino.html","title":{"rendered":"Natale a San Faustino"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\">Care sorelle e fratelli ho voluto che questa notte ci trovassimo tutti assieme qui, attorno a Ges\u00f9. Se il terremoto ha ferito le nostre case e la nostra chiesa, costringendoci ad andare fuori, non \u00e8 tuttavia riuscito a incrinare il nostro amore e la nostra solidariet\u00e0. Noi siamo qui assieme, anzi pi\u00f9 numerosi ancora per testimoniare quanto l\u2019amore del Signore sia forte, pi\u00f9 forte del terremoto. Questa notte siamo felici, anche sotto una tenda, come furono felici Maria e Giuseppe in quella grotta quando quel bambino venne al mondo. Tutti abbiamo bisogno certo di una casa, ma soprattutto abbiamo bisogno di amore, del calore di qualcuno che ci voglia bene, non per un momento, non per un periodo ma per sempre. Questa notte noi siamo venuti qui, qui dove la terra ha tremato, per vedere un bambino che non trema, che ha scelto di stare con noi. Noi siamo qui per vedere Ges\u00f9, un bambino. E non \u00e8 per caso che siano stati i bambini, i nostri bambini, ad aiutarci a venire attorno al Signore. Il Natale, a volte, \u00e8 cos\u00ec rumoroso che non ci fa neppure vedere quel piccolo ch\u2019\u00e8 nato per noi. Oggi, qui, il Natale \u00e8 pi\u00f9 vero che in altre parti. S\u00ec, perch\u00e9 il Natale non \u00e8 la nostra festa, ma la festa di Ges\u00f9, la festa di chi ha scelto anche una tenda pur di starci accanto. E qui, se il terremoto voleva cacciare Ges\u00f9, noi siamo stati pi\u00f9 forti delle scosse e abbiamo preparato un posto a lui. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il senso pi\u00f9 vero di questo giorno \u00e8 racchiuso tutto nel venire a vedere Ges\u00f9. Anche a noi, come ai pastori, \u00e8 stato rivolto l\u2019invito di andare a Betlemme. E noi, assieme a loro, abbiamo detto: \u201candiamo fino a Betlemme, fino a San Faustino, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u201d. Si! Siamo venuti a vedere. Fece cos\u00ec anche Francesco d\u2019Assisi. Francesco si trovava a Greccio e disse a Giovanni9 Vellita, un suo amico: \u201cGiovanni, vorrei vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato il bambino per la mancanza di cose necessarie ad un neonato, come fu adagiato in una mangiatoia e come giaceva sul fieno tra il bue e l\u2019asinello\u201d. Francesco voleva \u201cvedere\u201d il Natale. Il giorno dopo il terremoto sono venuto qui tra voi e vi ho consegnato il Vangelo di Luca, proprio quello che narra la nascita di Ges\u00f9 e che Francesco voleva mettere in pratica alla lettera. Dice il Celano che \u201cil desiderio di Francesco era quello di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo e di imitare fedelmente\u2026 gli esempi del Signore\u201d. Per questo volle ripetere il Vangelo della nascita cos\u00ec com\u2019era. Lui, con tutta la gente di Greccio, divenne come quei pastori che si dicevano l\u2019un l\u2019altro: \u201cAndiamo a vedere quel che \u00e8 accaduto e che il Signore ci ha fatto sapere\u201d. Quella notte, questa notte,&nbsp; tutti sentiamo la stessa gioia di quei pastori che \u201ctrovarono Maria, Giuseppe e il bambino che dormiva nella mangiatoia\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">S\u00ec, questa notte anche San Faustino \u00e8 divenuta una nuova Betlemme. Qui, infatti, possiamo \u201cvedere\u201d il piccolo Ges\u00f9, solo lui, senza tanti ornamenti. Quel bambino \u00e8 l\u2019origine della nostra salvezza. Care sorelle e fratelli, per trovare la salvezza, per trovare la nostra felicit\u00e0, non dobbiamo andare oltre quella stalla, oltre questa tenda, oltre quel piccolo Vangelo che vi ho consegnato nelle mani. Chi vede questo bambino si rende conto che le costruzioni basate sul proprio orgoglio sono deboli, basta una scossa e facilmente crollano. Chi vede questo bambino non confida pi\u00f9 poi cos\u00ec tanto nelle proprie ricchezze, non si affida pi\u00f9 tanto ai potenti di questo mondo. Certo, non \u00e8 normale affidarsi ad un bambino. Per Ges\u00f9, infatti, \u201cnon c\u2019era posto nell\u2019albergo\u201d, come spesso non c\u2019\u00e8 posto tra gli uomini per coloro che sono deboli e indifesi. Molti subiscono lo stesso destino di Ges\u00f9 ancora oggi. Molti non trovano posto nelle case, ma soprattutto nel cuore degli uomini. Sono i profughi, gli stranieri, gli abbandonati, gli oppressi, i condannati a morte, le vittime delle guerre e della violenza. Care sorelle e cari fratelli, come quei pastori, come San Francesco, anche noi dobbiamo recarci a \u201cvedere\u201d questi numerosi presepi reali e tragici, ed accoglierli nel nostro cuore, nelle nostre preoccupazioni, nella nostra vita. Continuare ad allestire il presepe nelle nostre case, ricordandoci che non possiamo pi\u00f9 chiudere le nostre porte ai piccoli e ai deboli. Cos\u00ec come questa notte. Questo \u00e8 il primo Natale del nuovo secolo. Siamo sotto una tenda, ma pieni di gioia per la presenza di Ges\u00f9. Egli ci ha tanto amato da lasciare la sua dimora del cielo per venire a porre la sua tenda in mezzo a noi. Con una amico cos\u00ec non abbiamo pi\u00f9 paura e possiamo entrare nel nuovo secolo con una speranza e una forza nuova. Buon Natale. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e fratelli ho voluto che questa notte ci trovassimo tutti assieme qui, attorno a Ges\u00f9. Se il terremoto ha ferito le nostre case e la nostra chiesa, costringendoci ad andare fuori, non \u00e8 tuttavia riuscito a incrinare il nostro amore e la nostra solidariet\u00e0. 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