{"id":16699,"date":"2007-02-14T00:00:00","date_gmt":"2007-02-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/san-valentino.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"san-valentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/san-valentino.html","title":{"rendered":"San Valentino"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Carissimo mons.Gualdrini,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Gentili autorit\u00e0,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e fratelli tutti,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">ritrovarci attorno a San Valentino, patrono di questa citt\u00e0 e della Chiesa diocesana, significa scendere nelle profondo della nostra storia come a voler cogliere la forza di quel legame che unisce San Valentino, Terni e l\u2019amore. Lo diciamo e lo scriviamo con qualche orgoglio: Terni, citt\u00e0 di San Valentino, citt\u00e0 dell\u2019amore. San Valentino \u00e8 stato davvero un testimone dell\u2019amore. Nella sua vita, tra Terni e Roma, egli non si \u00e8 comportato come quel mercenario di cui parla il Vangelo al quale le pecore non interessano tanto che, appena vede il pericolo, le abbandona e fugge. Valentino ha seguito l\u2019esempio di Gesu\u2019: \u00e8 vissuto per servire gli altri e non se stesso, testimoniando cos\u00ec la centralit\u00e0 del Vangelo dell\u2019amore, un vangelo ben diverso da quello del mercenario. L\u2019amore evangelico spinge a dare la propria vita per gli altri, il mercenario invece ama anzitutto se stesso e il proprio guadagno. Ma solo l\u2019amore evangelico salva: solo questo tipo di amore libera dalla solitudine, salva le famiglie da quella spirale di violenza che ormai ha invaso i cuori anche dei piccoli: quanti minorenni compiono crimini spietati! Solo l\u2019amore pu\u00f2 frenare questo nostro mondo dalla corsa folle verso la guerra, dal cosiddetto conflitto di civilt\u00e0, da quel consumismo che sconvolge non solo la convivenza umana a anche l\u2019armonia del creato. S\u00ec, solo un amore forte salva. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, la testimonianza di San Valentino, l\u2019antico buon pastore di questa citt\u00e0, spinge tutti noi a riscoprire l\u2019amore. Del resto spesso diciamo che Terni \u00e8 la citt\u00e0 dell\u2019amore. E lo affermiamo con qualche orgoglio. Ed \u00e8 stato bello domenica scorsa vedere quasi duecento coppie di fidanzati accorrere a San Valentino per chiedere un futuro di amore stabile, per poter edificare una famiglia che sia davvero luogo di amore tra i coniugi, casa ove i figli crescono \u201cin sapienza, et\u00e0 e grazia\u201d, come accadeva per Ges\u00f9 a Nazareth, e cellula base per la edificazione di una societ\u00e0 a misura umana. Questi fidanzati sono venuti perch\u00e9 volevano che l\u2019amore fosse duraturo. E\u2019 un esempio bello per tutti nostri giovani. E\u2019 per questa prospettiva che dobbiamo spendere le nostre energie sia educative, come pure legislative. Dividerci su questo proprio mentre \u00e8 ancor pi\u00f9 urgente difendere la famiglia, gi\u00e0 fortemente indebolita da un individualismo esasperato, significa intaccare il futuro stesso della societ\u00e0. Legislazioni inadeguate in questo campo possono provocare danni irreparabili. E\u2019 sulla edificazione di questo futuro che dobbiamo dirigere i nostri sforzi: la famiglia resta l\u2019archetipo della societ\u00e0, di quella ecclesiale, che si gloria di chiamarsi famiglia di Dio, e di quella pi\u00f9 ampia che chiamiamo la famiglia dei popoli. Solo la via di un amore non mercenario render\u00e0 salda la convivenza tra gli uomini. Ed \u00e8 anche in questo orizzonte che il Comune e la Diocesi hanno scelto di conferire quest\u2019anno il \u201cPremio San Valentino\u201d alle famiglie dei quattro operai morti mentre lavoravano nello stabilimento al Clitunno. Vogliamo dire ai familiari che gli siamo vicini, che non li dimentichiamo, ma nello stesso tempo richiamiamo l\u2019attenzione di tutti ad un impegno pi\u00f9 robusto, pi\u00f9 attento anche sul piano legislativo, perch\u00e9 non accadano pi\u00f9 tragedie come queste.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, questa nostra Terni sar\u00e0 citt\u00e0 dell\u2019amore solo se ciascuno di noi si rinnova nel cuore apprendendo ad amare come il buon pastore e abbandonando ogni pensiero da mercenario. L\u2019amore infatti ha un risvolto anche politico: non \u00e8 un sentimento vuoto e tanto meno un romanticismo narcisista che spinge a ripiegarsi su se stessi. L\u2019amore evangelico \u2013 ma \u00e8 cos\u00ec di ogni amore che sia tale &#8211; per sua natura apre verso l\u2019altro, spinge a cambiare se stessi e il mondo nella prospettiva di una visione solidaristica. E forte \u00e8 l\u2019amore; ed anche irresistibile. Certo, pu\u00f2 appassire e indebolirsi. Va infatti difeso e curato. Il peccato dell\u2019egocentrismo, che riguarda individui e gruppi, singoli stati e gruppi di nazioni, \u00e8 sempre in agguato: e tutti vediamo i danni che sono provocati dalla mancanza di amore. In questi casi prevalgono sempre i mercenari, i quali non badano che a se stessi, dimenticandosi del bene comune. Il futuro sar\u00e0 buio se ci comporteremo da mercenari; sar\u00e0 pi\u00f9 sereno per tutti se imiteremo il buon pastore. Ciascuno di noi \u00e8 chiamato a seguirne l\u2019esempio. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ma permettete che oggi mi riferisca in particolare a chi ha responsabilit\u00e0 nella vita pubblica, nella vita associata: ai gruppi professionali, agli imprenditori, ai politici, ma anche agli insegnanti, ai dirigenti sindacali, ai giornalisti, ai manager delle nostre aziende e delle banche, e pure ai responsabili delle associazioni cattoliche, ai membri dei consigli pastorali parrocchiali, al clero. Su tutti costoro, me compreso, grava una responsabilit\u00e0 particolare per l\u2019edificazione di un futuro comune della nostra citt\u00e0. L\u2019intera Chiesa diocesana \u00e8 impegnata a spendersi non per se stessa ma perch\u00e9 la vita di tutti sia migliore. Scrive il Vaticano II a tale proposito: \u201cLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo\u201d(n.1). La sensibilit\u00e0 solidale espressa da questo testo del Concilio, le cui due prime parole &#8211; gaudium et spes, gioie e speranze -, ho voluto porre come motto nel mio stemma, questa sensibilit\u00e0 solidale deve coinvolgere chiunque ha responsabilit\u00e0 pubbliche. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Terni, l\u2019ho detto anche in altre occasioni, non manca di risorse, di idee, di creativit\u00e0, di intelligenze, di slanci autentici di amore e di solidariet\u00e0. Ebbene, proprio in ragione di questa ricchezza, la nostra citt\u00e0 ha bisogno di gruppi dirigenti capaci di apertura, dediti all\u2019esercizio del potere come servizio, in feconda e benevola competizione l\u2019uno con l\u2019altro. Talora invece si ha l\u2019impressione che qualcosa non stia funzionando come dovrebbe, che i meccanismi di formazione e di ricambio siano come inceppati e che non ci sia un\u2019idea condivisa del futuro della citt\u00e0. Quante volte si antepone l\u2019interesse personale o del proprio gruppo a quello di tutti! Questo atteggiamento, purtroppo diffuso nell\u2019intera societ\u00e0, diviene ancor pi\u00f9 pericoloso quando si tratta di gruppi dirigenti. Per questo \u00e8 urgente un profondo rinnovamento culturale e generazionale se vogliamo costruire un futuro nuovo. Ciascuno di noi che ha responsabilit\u00e0 pubbliche deve esaminare se stesso e vedere se e come si colloca in questa auspicata prospettiva di apertura, di sguardo rivolto al futuro, di necessario ricambio. Dobbiamo mettere da parte quegli ambigui segnali di un cammino a ritroso, quelle persistenti attenzioni agli interessi esclusivi di gruppo anzich\u00e9 a quelli pi\u00f9 larghi dell\u2019intera comunit\u00e0. Senza gruppi dirigenti aperti, pluralisti, autonomi e in costante rinnovamento \u00e8 difficile rispondere alle sfide che pone il conseguimento di un benessere per tutti. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Cari amici, occorre guardare con seriet\u00e0 a questo importante aspetto della nostra realt\u00e0 sociale per accogliere i segnali di rinnovamento che pure ci sono e allontanare quelli di conservazione che ovviamente non mancano. Molte domande dovremmo farci. Mi permetto di porne alcune alla nostra considerazione, a partire dalle scuole e dall\u2019universit\u00e0: sono un luogo di educazione e di crescita della coscienza civile e umana ove si riconosce il merito e la seriet\u00e0, senza dimenticare di dare a tutti eguali opportunit\u00e0? E i genitori spingono i propri figli ad affrontare con coraggio e seriet\u00e0 gli studi e le prime esperienze di lavoro o, al contrario, cercano di assicurare loro protezione e garanzia ad ogni costo, in una sorta di neo-familismo amorale, nel quale l\u2019orizzonte della vita sociale coincide con i confini del proprio appartamento? E i gruppi professionali sono aperti alle competenze ed alle intelligenze prima ancora di essere sensibili alle appartenenze ed alle tutele? Gli uomini della politica hanno una visione del futuro della citt\u00e0 senza cadere nella miopia dell\u2019interesse immediato magari rischiando di confondere le personali aspettative di carriera con gli interessi della comunit\u00e0? E gli imprenditori assolvono alla loro irrinunciabile vocazione, quella dell\u2019innovazione e del rischio, che li fa insostituibili elementi della crescita e del benessere di tutta la realt\u00e0 locale o, invece, tendono a garantirsi nicchie protette certamente poco inclini alla ricerca ed alla sperimentazione? I gruppi dirigenti dei sindacati, penso ai tanti che operano con impegno e onest\u00e0 nella pubblica amministrazione, interpretano in modo dinamico e attivo il ruolo di difensori dei diritti dei lavoratori o, invece, finiscono con il diventare strumento di tutela di chi il lavoro ce l\u2019ha gi\u00e0 a danno di chi lo vorrebbe ma non lo trova? E la comunit\u00e0 cristiana, nelle sue varie articolazioni, si spende con generosit\u00e0 perch\u00e9 il futuro di questa citt\u00e0 sia giusto per tutti e perch\u00e9 i pi\u00f9 deboli siano aiutati da chi ha pi\u00f9 forza e benessere? Ed \u00e8 generosa la comunit\u00e0 cristiana nel mettere a frutto i numerosi doni che il Signore le ha dato impiegandoli per la crescita comune? <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Queste sono solo alcune delle domande che dobbiamo farci. San Valentino, che ha servito con passione questa terra, ci mostra che la forza dell\u2019amore che rigenera i cuori, illumina la mente e rafforza le mani per costruire un futuro comune. Se ci lasciamo vincere dal fascino dell\u2019amore ne scopriremo la forza di cambiamento. Paolo VI diceva che la politica, intesa come impegno per il bene comune, nasce dall\u2019amore. Ed esortava tutti coloro che hanno responsabilit\u00e0 pubbliche ad aprirsi alla logica dell\u2019amore, del dono, della fraternit\u00e0, della solidariet\u00e0 e della fiducia. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, accogliere l\u2019amore del buon pastore \u00e8 l\u2019unico modo per amare davvero la nostra citt\u00e0, per amare coloro che vivono quotidianamente accanto a noi, coloro con i quali sperimentiamo la fatica del camminare insieme, e diviene anche gusto per l\u2019invenzione sociale, sfida per la sperimentazione e per guardare il futuro con speranza. E\u2019 un modo per allenarsi, se cos\u00ec posso dire, alla compassione \u2013 come il samaritano della parabola evangelica \u2013 davanti all\u2019ingiustizia, alla sfiducia, all\u2019egoismo. Noi tutti, a partire dalla comunit\u00e0 cristiana, dobbiamo osare di pi\u00f9: uscire dal ristretto ambito dei nostri interessi, delle nostre cerchie di appartenenza, dal nostro piccolo mondo, coniugando impegno nell\u2019amore e impegno per la giustizia, ossia impegno per un giusto ordine della politica e della citt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 27pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 la prospettiva che, come chiesa diocesana, cerchiamo di tenere viva soprattutto in questo tempo nel quale abbiamo avviato un cammino di riflessione sulla centralit\u00e0 dell\u2019amore. E\u2019 la prospettiva a cui ci ha richiamato Benedetto XVI nella sua enciclica Deus caritas est. L\u2019amore \u00e8 la sostanza della nostra fede e quindi della nostra vita. Nella settimana prossima, con i vescovi dell\u2019Umbria, mi recher\u00f2 da Benedetto XVI in \u201cvisita ad limina\u201d per presentare a lui il lavoro di questi ultimi anni. E\u2019 un momento particolare di comunione con il successore di Pietro. Sappiamo bene infatti che ogni comunit\u00e0 diocesana deve vivere la su fede in comunione con tutte le Diocesi del mondo attraverso il Papa. E\u2019 quell\u2019indispensabile respiro universale che nasce dall\u2019amore evangelico. S\u00ec, l\u2019amore, mentre ci impegna a costruire un futuro comune per la nostra citt\u00e0 ci allarga il cuore sino ai confini estremi del mondo. Oggi sappiamo ancor pi\u00f9 di ieri che non si pu\u00f2 vivere, neppure a Terni, senza un amore universale. Nel mese di maggio vorrei che tutti insieme ci recassimo in pellegrinaggio a Roma per vivere l\u2019universalit\u00e0 dell\u2019amore che San Valentino ci mostra. E noi, parafrasando una preghiera evangelica, chiediamo a Ges\u00f9: \u201cSignore, insegnaci ad amare!\u201d<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimo mons.Gualdrini, Gentili autorit\u00e0, Care sorelle e fratelli tutti, &nbsp; ritrovarci attorno a San Valentino, patrono di questa citt\u00e0 e della Chiesa diocesana, significa scendere nelle profondo della nostra storia come a voler cogliere la forza di quel legame che unisce San Valentino, Terni e l\u2019amore. 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