{"id":16698,"date":"2000-12-25T00:00:00","date_gmt":"2000-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/il-giorno-di-natale-ad-amelia.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"il-giorno-di-natale-ad-amelia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/il-giorno-di-natale-ad-amelia.html","title":{"rendered":"Il Giorno di Natale ad Amelia"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u201cBuon Natale!\u201d E\u2019 un augurio bello. Ed \u00e8 ancor pi\u00f9 significativo farcelo in questo Natale che inizia il nuovo secolo. Non molti secoli fa, l\u2019Occidente cristiano, colpito dalla bellezza di questa festa e considerandola, a ragione, come il principio della rigenerazione del mondo, cont\u00f2 a lungo gli anni cominciando proprio dal Natale e non dal primo gennaio. Era molto vivo che il Natale fosse la festa della rinascita&nbsp;: Buon Natale, infatti, significava buona rinascita. Oggi ci scambiamo questo augurio mentre in tutto il mondo cristiano termina il Grande Giubileo e inizia il nuovo millennio. Il secolo passato lascia un\u2019eredit\u00e0 di problemi, di attese, di sofferenze. Il nuovo millennio chiede a tutti un nuovo slancio, una vera rinascita. Lo chiede anche qui ad Amelia. Voi sapete che non mancano i problemi; basti pensare, ad esempio, a quelli relativi alla occupazione. Ebbene, il Natale torna perch\u00e9 tutti possiamo rinascere, perch\u00e9 tutti possiamo sperare in un futuro nuovo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">S.Efrem, un Padre dell\u2019antica Chiesa d\u2019Oriente, paragonando il Natale a Ges\u00f9 lo chiama \u201camico degli uomini\u201d: \u201cIl Natale ritorna ogni anno attraverso i tempi; invecchia con i vecchi, e si rinnova con il bambino ch\u2019\u00e8 nato&#8230;Sa che la natura non potrebbe farne a meno; come te (Ges\u00f9), esso viene in aiuto degli uomini in pericolo. Il mondo intero, o Signore, ha sete del giorno della tua nascita&#8230;Sia dunque anche quest\u2019anno simile a te, porti la pace tra il cielo e la terra\u201d. Un Natale, dunque, \u201camico degli uomini\u201d. S\u00ec, abbiamo bisogno di giorni che siano \u201camici\u201d e non tristi.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E per questo, proprio per rendere felici i nostri giorni \u00e8 venuto Ges\u00f9 ad abitare in mezzo a noi. Il Prologo del Vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato fissano la grandezza e la tenerezza del giorno di Natale. \u201cLa Parola si \u00e8 fatta carne ed \u00e8 venuta a porre la sua tenda in mezzo a noi\u201d. E la notte scorsa, ho iniziato le celebrazioni liturgiche di natale proprio in una&nbsp; tenda, a San Faustino, la chiesa colpita dal terremoto e resa inagibile. Abbiamo piantato una tenda davanti la facciata e abbiamo celebrato la prima Messa di natale. S\u00ec, vorrei dire che nella nostra diocesi, il Natale \u00e8 iniziato proprio come dice il vangelo di Giovanni: Ges\u00f9 \u00e8 venuto in una tenda. Se il terremoto ha incrinato le nostre case e ha costretto molti a lasciarle, il Signore Ges\u00f9 \u00e8 sceso ugualmente e ci ha raccolti assieme. Quella Parola che \u201cera presso Dio\u201d ha scelto la nostra povera tenda perch\u00e9 noi non solo non avessimo pi\u00f9 paura, ma potessimo rinascere nell\u2019amore. Questo \u00e8 il Natale di cui abbiamo bisogno. Un Natale&nbsp; di pace e di gioia. Il profeta Isaia ci grida: \u201cProrompete insieme in canti di gioia, perch\u00e9 vedono con i loro occhi il ritorno del Signore\u201d. E, in un altro passo, Isaia dice ancora: \u201cHai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia&#8230;poich\u00e9 un bambino \u00e8 nato per noi, ci \u00e8 stato dato un figlio\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ha ragione il profeta&nbsp;nel dire: \u201cci \u00e8 stato dato un figlio\u201d. Egli, infatti, non viene dalla terra, non \u00e8 un nostro frutto; \u00e8 il pi\u00f9 grande dono di Dio agli uomini. E\u2019 sceso dal cielo e, anche se rifiutato, si \u00e8 contentato di nascere in una stalla pur di starci vicino. Ecco di che pasta \u00e8 fato l\u2019amore di Dio! Allestendo il presepe, tutti ci commuoviamo almeno un poco. E facciamo bene. Ma quella scena, che una bella e delicata tradizione vuole che adorni anche le nostre case, non deve farci dimenticare la triste realt\u00e0 che esprime:&nbsp;una citt\u00e0, Betlemme, non accoglie Ges\u00f9. \u201cNon c\u2019era posto per loro\u201d, scrive Luca amaramente. E quante volte anche oggi dobbiamo scrivere questa stessa frase! Quanta gente non \u00e8 accolta anche oggi! Come allora non commuoversi&nbsp;per loro e come non scandalizzarsi per tanta durezza? Dobbiamo chiederci se noi non siamo spesso come gli abitanti di Betlemme, indifferenti e duri verso i deboli, gli stranieri, i poveri, i malati. Ma oggi, giorno della nascita di Ges\u00f9, siamo sorpassati dalla misericordia e dall\u2019amore di Dio. S\u00ec, il Natale, visto dalla parte di Dio, \u00e8 un amore incredibile, fuori ogni misura: Egli scende dal cielo e pur di starci accanto viene in una stalla. Come, allora, non commuoversi&nbsp;?<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 senza dubbio incredibile che Dio venga sulla terra&nbsp;e accetti anche una stalla; ma quel che ci lascia ancor pi\u00f9 sconvolti \u00e8 che si presenti come un bambino, che tra tutte le creature \u00e8 il pi\u00f9 debole. Chi mai avrebbe solo potuto pensarlo? Eppure il Natale \u00e8 tutto qui: un Dio bambino. Ed \u00e8 come tutti i neonati: non sa parlare, anche se \u00e8 la Parola fattasi carne. Forse si esprime solo con un pianto implorante: \u00e8 per toccare il cuore di ognuno. Il Natale, che ci vede immersi in una sorta di \u201cecumenismo\u201d consumista che tutto omologa e confonde senza peraltro soddisfarci, chiede ad ognuno di noi almeno di ascoltare questo pianto che implora aiuto e protezione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Assieme al Bambino di Betlemme lo chiedono i bambini poveri, sfruttati e violentati&nbsp;di ogni parte del mondo; lo chiedono gli anziani, anch\u2019essi esclusi dalla vita. Non chiedono molto, implorano solo di far parte della famiglia umana. E lo domandano anche gli stranieri, quelli che hanno fame e sete, gli oppressi dalle guerre e dalle ingiustizie, i disperati e gli angosciati del nostro mondo. In loro nome, implorando e piangendo, il Bambino di Betlemme chiede a tutti un po\u2019 d\u2019amore. S\u00ec, Natale&nbsp;\u00e8 una domanda di amore per i deboli e per chiunque ha bisogno. Accostiamo perci\u00f2 a questo Bambino come fecero i primi pastori. Lasciamo almeno per un momento la cura delle nostre greggi, abbandoniamo l\u2019orgoglio prepotente e capriccioso che ci costringe alla notte dell\u2019egoismo, e avviamoci verso quel bambino. E\u2019 la persona decisiva non solo per la nostra vita, ma per l\u2019intera storia degli uomini. Chi guarda il Signore e non se stesso o i tanti idoli di questo mondo, ritrova la felicit\u00e0 e il senso della vita. A Natale non importa la condizione in cui siamo, non contano neppure i pesi che ci opprimono o i problemi che ci attanagliano. Tutto ci\u00f2 fa ancora parte della nostra notte. Quel che conta \u00e8 andare a vedere Ges\u00f9, \u00e8 trovarsi attorno a quella mangiatoia. Un Natale cos\u00ec \u00e8 davvero \u201camico degli uomini\u201d, dei deboli, dei piccoli. E a ragione S.Efrem pu\u00f2 cantare&nbsp;: \u201cIl giorno della tua nascita, o Signore, \u00e8 un tesoro destinato a soddisfare il debito comune\u201d, il debito dell\u2019amore.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBuon Natale!\u201d E\u2019 un augurio bello. Ed \u00e8 ancor pi\u00f9 significativo farcelo in questo Natale che inizia il nuovo secolo. 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