{"id":16692,"date":"2007-02-02T00:00:00","date_gmt":"2007-02-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/celebrazione-della-giornata-della-vita-consacrata.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:32","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:32","slug":"celebrazione-della-giornata-della-vita-consacrata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/celebrazione-della-giornata-della-vita-consacrata.html","title":{"rendered":"Celebrazione della giornata della vita consacrata"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Carissimi fratelli e sorelle religiosi, <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">anche quest\u2019anno, mentre celebriamo la presentazione di Ges\u00f9 al tempio, ci ritroviamo assieme per presentare ancora una volta ognuno di voi al Signore. Questa antica chiesa diocesana, come fecero Maria e Giuseppe, volentieri e con gratitudine vi presentano a Dio perch\u00e9 davanti a Lui possiate rinnovare la vostra promessa. E\u2019 davvero un dono grande del Signore aver suscitato nella sua chiesa uomini e donne che si affidano totalmente a lui e spendono la vita per il Vangelo. Ve l\u2019ho detto tante volte: abbiamo certamente bisogno della vostra azione pastorale. Come faremmo senza di voi? Ma ancor pi\u00f9 c\u2019\u00e8 bisogno della vostra testimonianza evangelica. S\u00ec, abbiamo bisogno di vedere credenti che si sono lasciati affascinare dal Vangelo sino a \u201cperdere la vita\u201d per Ges\u00f9. Testimoniare il primato assoluto di Dio e del suo amore, in una societ\u00e0 che cerca sempre pi\u00f9 l\u2019amore per se stessi, \u00e8 quanto mai necessario. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli religiosi voi avete la missione di mostrare al mondo la radicalit\u00e0 del Vangelo dell\u2019amore. Se questo Vangelo viene privato della sua radicalit\u00e0 significa tradirlo. E\u2019 come togliere il sapore al sale e la lucentezza alla luce. Sarebbe davvero tragico se noi, se voi, attutissimo la radicalit\u00e0 dell\u2019amore. E\u2019 proprio un amore che non conosce confini, neppure quello della morte, che noi oggi contempliamo in questa festa. E\u2019 l\u2019amore di quel bambino destinato ad essere \u201csegno di contraddizione\u201d, ed \u00e8 l\u2019amore di quella madre che comporta il cuore trafitto da una spada. Questo amore, non altro, diviene luce e salvezza per gli uomini. Lo compresero Simeone ed Anna: il primo, al vedere il bambino, esclam\u00f2 che i suoi occhi avevano visto la salvezza e Anna inizi\u00f2 a comunicarla a tutti, e aveva 84 anni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle cari fratelli religiosi, sento questo nostro incontro inserito pienamente nella riflessione sull\u2019amore che stiamo compiendo nella nostra chiesa diocesana. E a voi non posso non chiedere di essere pienamente religiosi, ossia credenti travolti dall\u2019amore senza confini che \u00e8 la ragione stessa della vostra vocazione. Quest\u2019anno ricordiamo anche la conversione di Francesco d\u2019Assisi. E credo che sia opportuno che in questa chiesa ricordiamo gli 800 anni da quando Francesco ud\u00ec la voce del crocifisso e convert\u00ec il suo cuore alla vita evangelica. Nel mese di giugno anche Benedetto XVI verr\u00e0 ad Assisi per celebrare questo anniversario. Due in verit\u00e0 sono stati gli incontri che hanno segnato la conversione di Francesco. Ed \u00e8 lui stesso a ricordarli: l\u2019incontro con il lebbroso e quello con il Crocifisso di San Damiano. Vorrei che ci lasciassimo toccare il cuore dalla testimonianza di Francesco che davvero possiamo considerare modello di sequela perfetta del Vangelo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Nel Testamento scritto qualche ora prima della morte Francesco ricostruisce cos\u00ec la storia della sua conversione: &#8220;Il Signore concesse a me, frate Francesco, di cominciare cos\u00ec a far penitenza, poich\u00e9, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara di vedere i lebbrosi. E il Signore mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ci\u00f2 che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo&#8221;. L\u2019incontro con il lebbroso segna quindi l\u2019inizio di una vita nuova per Francesco. Egli viveva una vita come tanti altri giovani della sua citt\u00e0, ma aveva un\u2019ansia di felicit\u00e0 che non riusciva a soddisfare. Dovette uscire da Assisi, anche solo di poco, appena fuori le mura, per poter trovare la risposta. E gliela diede un lebbroso. Francesco appena lo vide voleva evitarlo. Vinse per\u00f2 la sua paura, gli diede un&#8217;elemosina e lo baci\u00f2. L&#8217;elemosina non bastava, bisognava compiere un gesto d&#8217;affetto personale. Ebbene, questo gesto d\u2019amore compiuto nei confronti di un uomo cos\u00ec malato e cos\u00ec disprezzato segn\u00f2 il cambiamento radicale dei suoi gusti. Lo rivela lui stesso nel Testamento: &#8220;Quello che pri&shy;ma era amaro mi divent\u00f2 dolce&#8221;. E&#8217; come dire che quell\u2019incontro gli cambi\u00f2 il gusto della vita. Comin&shy;ci\u00f2 infatti a frequentare i lebbrosi, vin&shy;cendo sempre pi\u00f9 se stesso fino ad avere piacere di stare con loro. Scrive il Celano: \u201cIl Santo si reca tra i lebbrosi e vive con essi, per servirli in ogni necessit\u00e0 per amore di Dio. Lava loro i corpi in decomposizione e ne cura le piaghe virulenti\u2026La vista dei lebbrosi, infatti, come egli attesta, gli era prima cos\u00ec insopportabile, che non appena scorgeva a due miglia di distanza i loro ricoveri, si turava il naso con le mani\u201d. Insomma, stando accanto ai lebbrosi inizia una nuova vita per Francesco, una vita pi\u00f9 &#8220;dolce&#8221;. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Francesco, amando i lebbrosi, si liber\u00f2 anche dall\u2019istinto cieco che avevano, ad esempio, il sacerdote e il levita della parabola del buon samaritano, e che tante volte abbiamo anche noi. Francesco applic\u00f2 alla lettera la frase del Vangelo: \u201cCi\u00f2 che avete fatto ad uno solo di questi piccoli, l\u2019avete fatto a me\u201d e vide in quel lebbroso il volto stesso di Ges\u00f9. La pratica dell\u2019amore per i poveri, care sorelle e cari fratelli, affina lo sguardo. Francesco, proprio dopo aver baciato il lebbroso, pot\u00e9 \u201cvedere\u201d anche il volto del crocifisso di San Damiano e ascoltare la sua voce. Nella Vita seconda si narra: \u201cEra gi\u00e0 del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo, quando, un giorno, pass\u00f2 accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli \u00e8 cos\u00ec profondamente commosso, all\u2019improvviso \u2013 cosa da sempre inaudita!(Gv 9,32) \u2013 l\u2019immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra. \u00abFrancesco, \u2013 gli dice chiamandolo per nome (Cfr Is 40,26) \u2013 va\u2019, ripara la mia casa che, come vedi, \u00e8 tutta in rovina\u00bb. Francesco \u00e8 tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Da quel momento si fiss\u00f2 nella sua anima santa la compassione del Crocifisso e, come si pu\u00f2 piamente ritenere, le venerande stimmate della Passione, quantunque non ancora nella carne, gli si impressero profondamente nel cuore. Cosa meravigliosa, mai udita! chi non \u00e8 colpito da meraviglia? E chi, o quando mai ha udito qualcosa di simile? Nessuno potr\u00e0 dubitare che Francesco, prossimo a tornare alla sua patria, sia apparso realmente crocifisso, visto che con nuovo e incredibile miracolo Cristo gli ha parlato dal legno della Croce, quando \u2013 almeno all\u2019esterno \u2013 non aveva ancora del tutto rinunciato al mondo! Da quel momento, appena gli giunsero le parole del Diletto, il suo animo venne meno (Cfr. Ct 5,6). Pi\u00f9 tardi, l\u2019amore del cuore si rese palese mediante le piaghe del corpo\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questo accadde esattamente 800 anni fa. L\u2019incontro con i poveri e l\u2019ascolto della voce di Ges\u00f9, ci donano la stessa compassione Francesco. Egli comprese che doveva restaurare quella chiesetta e inizi\u00f2 a farlo. S\u00ec, part\u00ec dal restauro delle mura. Man mano per\u00f2 che metteva in pratica quel che aveva ascoltato comprese che la casa del Signore era pi\u00f9 grande: era la Chiesa, la famiglia di Dio. Questa era la casa che bisognava restaurare. Francesco comprese che quelle parole di Ges\u00f9 erano un ap&shy;pello a vivere in modo rinnovato la Chiesa di quel tempo che minacciava di cadere in rovina per colpa degli uomini. Ed \u00e8 questo il senso anche del sogno che fece il Papa la notte prima di ricevere Francesco. Si narra in alcune biografie che il papa sogn\u00f2 di trovarsi nel palazzo del Laterano, accanto alla cattedrale di Roma, e vide che stava crollando poco a poco: le mura si crepavano ma lui, il papa, non riusciva a far nulla. All&#8217;improv&shy;viso apparve sulla piazza un uomo piccolo e minuto, vestito malamente, che si appoggi\u00f2 al muro e con le sue spalle riusc\u00ec a sostenere la basilica in rovina. Era Francesco, chiamato a restaurare la piccola chiesa di San Damiano, ma anche altre chiese, come quella pi\u00f9 grande a Roma. Il giovane ricco, figlio di un mercante, dopo avere incon&shy;trato il lebbroso e i poveri, aveva incominciato il restauro della casa del Signore. Aveva trovato finalmente la sua vocazione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Francesco, stando accanto ai poveri e aprendo il Vangelo, non si allontan\u00f2 da Ges\u00f9 come fece il giovane ricco. Francesco oggi torna davanti a noi, assieme a Simeone ed Anna, per esortarci a rinnovare la nostra scelta del Vangelo. E\u2019 possibile anche oggi che un uomo ricco, una donna ricca, come un cammello passino per la cruna di un ago. A differenza del giovane ricco, Francesco non se ne and\u00f2 triste; al contrario, fu invaso dalla \u201cperfetta letizia\u201d. E\u2019 la gioia che deve trasparire anche dai nostri volti. La Chiesa dei nostri giorni sempre pi\u00f9 deve mostrare il volto della madre che sa accompagnare, accogliere e voler bene. Francesco d\u2019Assisi resta davanti a noi come esempio di amore per i poveri e per il Vangelo. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi fratelli e sorelle religiosi, &nbsp; anche quest\u2019anno, mentre celebriamo la presentazione di Ges\u00f9 al tempio, ci ritroviamo assieme per presentare ancora una volta ognuno di voi al Signore. Questa antica chiesa diocesana, come fecero Maria e Giuseppe, volentieri e con gratitudine vi presentano a Dio perch\u00e9 davanti a Lui possiate rinnovare la vostra promessa. 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