{"id":16689,"date":"2000-06-30T00:00:00","date_gmt":"2000-06-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/festa-del-sacro-cuore.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:22","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:22","slug":"festa-del-sacro-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-del-sacro-cuore.html","title":{"rendered":"Festa del Sacro Cuore"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Volentieri ho accettato l\u2019invito di don Giorgio a venire a celebrare con voi la festa del seminario, un momento che assieme a voi, cari seminaristi, vede anche altri che qui hanno vissuto la loro formazione sacerdotale. Per me \u00e8 la prima visita. E sebbene siano appena due mesi dal mio ingresso nella diocesi di Terni, Narni e Amelia, sento che \u00e8 passato fin troppo tempo per questa mia visita. E\u2019 vero che alcuni di voi li ho gi\u00e0 incontrati in occasione della ordinazione sacerdotale di don Stefano che ho avuto la gioia di celebrare all\u2019inizio di maggio; ma attendevo questo giorno. E l\u2019occasione della festa del seminario mi \u00e8 parsa molto opportuna. Quando poi don Giorgio mi ha detto che cadeva nel giorno della festa del sacro Cuore, ho pensato che tra i tanti titoli che si danno ai seminari, questo fosse particolarmente felice. Infatti, che cosa dobbiamo apprendere per il sacerdozio se non il cuore di Ges\u00f9?&nbsp; Quando Paolo esortava ad avere gli stessi sentimenti che sono in Cristo Ges\u00f9, non voleva dire null\u2019altro di diverso da questo. Mi pare perci\u00f2 che il Vangelo che abbiamo ascoltato delinei bene il compito del seminario e soprattutto il centro del nostro sacerdozio: \u201cvolgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto\u201d. E\u2019 tutta qui a mio avviso non solo la nostra formazione sacerdotale ma l\u2019intera vita del sacerdote. Volgere e far volgere lo sguardo verso il Signore Ges\u00f9 crocifisso. Guardare non se stessi ma il Signore; amare non secondo se stessi ma secondo il Signore. Non che in seminario, o nella nostra vita, dobbiamo dimenticare le nostre persone o le nostre condizioni. Tutt\u2019altro. Per certi versi siamo stati e siete in seminario per entrare pi\u00f9 profondamente nel nostro cuore, nella nostra psicologia, nel nostro intimo. Eppure il sacerdote \u00e8 uno che ha davanti ai suoi occhi non se stesso ma il Signore. Troppe volte infatti siamo tentati di fermare il nostro sguardo su di noi, sulle nostre intenzioni, sui nostri sogni, sulle nostre aspettative, sui nostri progetti, fossero anche pastorali. Il problema \u00e8 che tutti facilmente pensiamo che il nostro ideale sia quello di realizzare noi stessi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L\u2019evangelista ci invita a non andare in questa direzione, che non \u00e8 quella evangelica e in ogni caso porta verso la tristezza, come accadde a quel giovane ricco di cui parla il vangelo, il quale se ne and\u00f2 triste, appunto perch\u00e9 pose attenzione sulle sue cose pi\u00f9 che su Ges\u00f9 che lo aveva amato davvero. Il Vangelo ci invita ad andare contro la comune mentalit\u00e0 del mondo che fa consistere la felicit\u00e0 nella propria realizzazione. La felicit\u00e0 sta nell\u2019alzare lo sguardo da s\u00e9 e avvicinarsi a quel cuore squarciato dalla lancia. E\u2019 un cuore diverso dai cuori del mondo; un cuore che non ha trattenuto nella per se stesso; potremmo dire, non solo non ha trattenuto il sangue, ma neppure l\u2019ultima goccia d\u2019acqua: \u201cuno dei soldati gli colp\u00ec il costato con la lancia e subito ne usc\u00ec sangue ed acqua\u201d. \u201cSubito\u201d, scrive l\u2019evangelista, senza tanti indugi e senza tanti calcoli. Ges\u00f9 si \u00e8 come prosciugato totalmente per amarci. Una incredibile lezione per noi che con tanta accuratezza e determinazione ci risparmiamo, sino a centellinare con il bilancino il nostro impegno, il nostro sforzo, il nostro amore, la nostra generosit\u00e0. Il Vangelo \u00e8 una grande lezione di amore, di un amore straordinario che non conosce confini.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi siamo chiamati nuovamente ad immergerci in questo Sacro Cuore, in questo amore senza limiti. Il profeta Osea sembra descrivere gli anni del seminario. Egli fa dire a Dio stesso: \u201cquando Israele era giovinetto, io l\u2019ho amato\u201d. S\u00ec, il Signore ci ha amati sin dalla giovinezza. E\u2019 questo il senso pi\u00f9 profondo del seminario, o meglio degli anni di formazione. Mi chiedo, peraltro, se la formazione possa mai terminare. Il profeta ci ripete che Dio ci ama; lo ripete a noi pi\u00f9 adulti perch\u00e9 non&nbsp; lo dimentichiamo, lo ripete a voi pi\u00f9 giovani perch\u00e9 ne siate coscienti. Questo tempo, non solo il tempo del seminario, ma questo tempo, il tempo che da inizio al millennio, \u00e8 un tempo opportuno, un tempo di una nuova chiamata. E\u2019 il senso vero del Giubileo, se non volgiamo ridurlo a riti e a gesti. Questo tempo perci\u00f2 richiede a tutti noi la disponibilit\u00e0 a lasciarci guidare dal Signore verso un nuovo futuro. S\u00ec, il Signore ci \u201cinsegna a camminare tenendoci per mano\u201d; non ci abbandona a noi stessi, non ci lascia schiavi delle nostre abitudini. In questo inizio di millennio Egli, come scrive Osea, intesse \u201clegami di bont\u00e0 e vincoli d\u2019amore\u201d, ci solleva sino a portarci alla sua guancia, e si china per darci da mangiare. Questo \u00e8 il Giubileo, il tempo della gioia e della festa, perch\u00e9 scopriamo non tanto che noi vogliamo bene al Signore ma che Lui ci ama sino a dare tutto il suo sangue per noi. Il Signore ha una cuore non di pietra, come noi, ma un cuore di carne, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. Si commuove al punto da scendere non solo sulla terra, ma nel pi\u00f9 basso di noi. E\u2019 questo cuore che dobbiamo scoprire noi sacerdoti. Solo se comprenderemo questo amore potremmo comprendere il nostro sacerdozio. E solo se scopriamo questo amore potremmo annunciarlo al mondo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 un amore che sin dall\u2019inizio segna le pagine della Scrittura, quando Dio passeggiava nel giardino terrestre con Adamo ed Eva nella brezza pomeridiana, parlando con loro. E? un amore che diviene angosciato quando vede il suo popolo schiavo in Egitto: \u201cHo osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell\u2019Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, dove scorre latte e miele\u201d (Es 3, 7-8). Questo amore e questa preoccupazione debbono essere nostri. E nostra deve essere altres\u00ec la capacit\u00e0 di parlare al cuore della gente come Dio parlava ad Israele: \u201cPerci\u00f2, ecco la attirer\u00f2 a me, la condurr\u00f2 nel deserto e parler\u00f2 al suo cuore\u201d. Quanti di noi sacerdoti, anche perch\u00e9 oberati dalle attivit\u00e0 cosiddette pastorali, non riusciamo pi\u00f9 a parlare al cuore della nostra gente? E chi, se non siamo noi,&nbsp; toccher\u00e0 quelle corde che uniche possono muovere i sentimenti e i comportamenti? Potremmo continuare a lungo su questo tema. Accenno solo alla grande preoccupazione pastorale che emerge nella preghiera sacerdotale di Ges\u00f9 al capitolo 17 di Giovanni, quando Egli invoca il Padre per coloro che gli ha dato, perch\u00e9 nessuno vada perduto, estendendo poi la sua intercessione per tutti coloro che arriveranno in seguito. C\u2019\u00e8 un\u2019ansia nel cuore del Signore che si allarga sino a comprendere ogni uomo e ogni donna, non importa se cristiano o no, e neppure se creder\u00e0 o meno. Chiunque deve trovare nel sacerdote, e nella Chiesa, una porta ove bussare, una parola buona a cui aggrapparsi, un abbraccio di perdono in cui rifugiarsi. Questa \u00e8 la Chiesa di domani. Cos\u00ec deve essere il sacerdote di oggi: avere davanti agli occhi il Cuore trafitto del Signore Ges\u00f9 e cercare in ogni modo di imitarlo. Il Cuore di Ges\u00f9 resta il metro della nostra pastorale e l&#8217;ideale della nostra vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volentieri ho accettato l\u2019invito di don Giorgio a venire a celebrare con voi la festa del seminario, un momento che assieme a voi, cari seminaristi, vede anche altri che qui hanno vissuto la loro formazione sacerdotale. Per me \u00e8 la prima visita. 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