{"id":16686,"date":"2000-04-29T00:00:00","date_gmt":"2000-04-29T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/cresime-a-campomaggiore.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:22","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:22","slug":"cresime-a-campomaggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/cresime-a-campomaggiore.html","title":{"rendered":"Cresime a Campomaggiore"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">sono le prime cresime che celebro qui a Terni e la prima parrocchia che visito. E sono molto contento di stare in mezzo a voi. Contento di rivivere la Pasqua anche con voi. E\u2019 la prima Pasqua di questo secolo, \u00e8 la prima volta che in quest\u2019anno abbiamo sentito il Vangelo della risurrezione. E\u2019 stato un annuncio importante fatto da un angelo bianco a tre povere donne al mattino e alla sera, come questa sera ai discepoli radunati nel cenacolo. S\u00ec, questa chiesa, stasera, \u00e8 un po\u2019 come il cenacolo. E voi, tutti noi siamo come gli apostoli e le donne che si erano radunati l\u00e0 dentro. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci parla dell\u2019apparizione di Ges\u00f9 la sera di Pasqua e poi l\u2019apparizione della domenica successiva. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La porta della casa ove si trovavano era chiusa per paura \u201cdei giudei\u201d; in verit\u00e0 pi\u00f9 che le porte del cenacolo erano chiuse le porte del cuore. Cos\u00ec come tante volte sono chiuse quelle del nostro cuore. E sono chiuse quando pensiamo solo a noi stessi, quando ci dimentichiamo del Signore, quando non amiamo gli altri, quando non ci fermiamo accanto ai poveri e ai malati, quando ci rinchiudiamo nel nostro egoismo. Ma il Signore risorto irrompe ugualmente nella sala. O discepoli hanno la porta chiusa, ma il Signore ha un cuore largo, aperto, che ama i suoi amici sino all\u2019impossibile. Infatti, supera persino le porte chiuse. Che grande amore ha Ges\u00f9 per noi! E noi? Basta paco, davvero poco per dimenticarci di lui, per fermarci davanti a qualsiasi piccola difficolt\u00e0. Ges\u00f9 entra; \u00e8 entrato anche qui, in mezzo a noi, questa sera. E\u2019 entrato quando abbiamo ascoltato la sua parola, quando il Vangelo si \u00e8 aperto ed \u00e8 stato letto. Ci siamo tutti alzati in piedi e abbiamo cantato l\u2019alleluia. E\u2019 venuto Ges\u00f9 e si \u00e8 fermato in mezzo a noi. Subito saluta i discepoli: \u201cPace a voi\u201d. La prima parola di Ges\u00f9 \u00e8 \u201cpace\u201d. Quanto ne abbiamo bisogno! Ne hanno bisogno i paesi in guerra, ma anche noi, qui a Terni e dentro il cuore di ciascuno. S\u00ec, abbiamo bisogno di pace. E mostra subito le mani e i piedi con le ferite dei chiodi. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 vivo, \u00e8 risorto, ma il suo corpo \u00e8 ancora ferito. E\u2019 ferito nei deboli, \u00e8 ferito nei poveri, \u00e8 ferito l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 ingiustizia, \u00e8 ferito l\u00e0 dove gli uomini non si amano, \u00e8 ferito l\u00e0 dove la violenza sembra vincere, \u00e8 ferito l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 la solitudine. Guardiamole quelle ferite, care sorelle e fratelli. Ma forse i nostri occhi sono ancora chiusi. Diciamo di vedere, ma in realt\u00e0 vediamo solo noi stessi. Diciamo di amare gli altri, ma in realt\u00e0 pensiamo solo a noi. Abbiamo bisogno di un altro spirito, perch\u00e9 spesso il nostro cuore \u00e8 abitato dallo spirito dell\u2019indifferenza, del fare gli affari propri, del pensare solo a se stessi. E quanti altri spiriti ancora. Ma avete sentito il vangelo? Scrive Giovanni che Ges\u00f9 soffi\u00f2 su di loro e disse: \u201cRicevete lo Spirito Santo!\u201d. S\u00ec, oggi il Signore Ges\u00f9 si avvicina a voi, cari ragazzi che state per ricevere la cresima, e soffiano su di voi, vi dona lo Spirito Santo. Si uno Spirito buono, santo, appunto. E\u2019 lo Spirito che ci fa voler bene, \u00e8 lo Spirito che ci spinge a pregare, \u00e8 lo Spirito che ci guida ad amare gli altri e non solo noi stessi, \u00e8 lo Spirito che allarga il nostro cuore e che apre i nostri occhi, \u00e8 lo Spirito che ci rende pi\u00f9 sapienti e intelligenti. E abbiamo bisogno di questo Spirito. Altrimenti saremo guidati solo dagli spiriti tristi e cattivi che sono dentro il nostro cuore. E questi spiriti tristi ci ronzano attorno ogni giorno e in ogni parte. Ne siamo come circondati. Oggi, voi ricevete lo Spirito Santo. E\u2019 l\u2019amore di Dio che entra dentro di voi e mai pi\u00f9 vi abbandona. Questo significa l\u2019unzione con il crisma. Il Crisma, sapete \u00e8 un olio benedetto. In antico veniva versato con abbondanza sul capo. Esso significava l\u2019abbondanza dell\u2019amore di Dio versato su di noi. E l\u2019olio a differenza dell\u2019acqua non si toglie cos\u00ec facilmente, si appiccica addosso. Ebbene, cos\u00ec \u00e8 dell\u2019amore di Dio, si appiccica a noi e non ci lascia pi\u00f9. Certo a noi spetta di coltivarlo questo Spirito, di preservarlo. E come? Leggendo il Vangelo, venendo a Messa la domenica, ricordandosi di lui e aiutando chi ha bisogno. Abbiamo ascoltato quel che \u00e8 scritto nel libro degli Atti: coloro che erano guidati dallo Spirito Santo vivevano come un cuor solo e un\u2019anima sola, e nessuno tra loro era bisognoso, perch\u00e9 quanti possedevano campi o case li vendevano se c\u2019era bisogno di venire incontro ai deboli e ai poveri. Questo era l\u2019effetto della cresima, cari fratelli e sorelle. Non finiva tutto in quella domenica. La loro vita cambiava. Tutti diventavano pi\u00f9 buoni e generosi.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 1cm; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Non basta infatti dirsi cristiani di nome. Tommaso era uno di questi. Voleva fare il grande, scettico e non credulone: \u201cSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non creder\u00f2\u201d.&nbsp; Povero Tommaso, non aveva capito nulla! Tommaso aveva accettato che il Vangelo della Pasqua fosse solo un discorso, una parola vuota, anche se bella. Voleva vedere e toccare. Non era un uomo cattivo; era anzi, generoso. E tanti di noi forse siamo come lui, anche generosi ma non crediamo che il Vangelo possa cambiare davvero la vita. E restiamo prigioniere di noi stessi e delle nostre sensazioni. La conseguenza? E\u2019 un mondo di egocentrici, che facilmente diventa un mondo pigro, ingiusto e violento. L\u2019egocentrismo porta sempre ad essere increduli, perch\u00e9 si resta sempre e comunque prigionieri delle proprie sensazioni, di quello che si vede e di ci\u00f2 si tocca. Non si crede a null\u2019altro. Ges\u00f9 accetta la sfida di Tommaso. La domenica seguente torna di nuovo, a porte chiuse, e esorta Tommaso a toccare con le mani le sue ferite. E aggiunge: \u201cNon essere incredulo, ma credente!\u201d La Parola del Signore, il Vangelo, distrugge la nostra presunzione, il nostro orgoglio e la fiducia in noi stessi e ci esorta a toccare le ferite di questo mondo. Il calore dell\u2019amicizia con Ges\u00f9 sconfigge l\u2019incredulit\u00e0 e ci rende testimoni, ossia amici con i fatti e non solo a parole, di Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; sono le prime cresime che celebro qui a Terni e la prima parrocchia che visito. E sono molto contento di stare in mezzo a voi. Contento di rivivere la Pasqua anche con voi. 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