{"id":16685,"date":"2001-09-12T00:00:00","date_gmt":"2001-09-12T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-per-le-vittime-degli-attentati-alle-torri-gemelle.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:35","slug":"messa-per-le-vittime-degli-attentati-alle-torri-gemelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-per-le-vittime-degli-attentati-alle-torri-gemelle.html","title":{"rendered":"Messa per le vittime degli attentati alle Torri Gemelle"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">In questo momento cos\u00ec tragico per gli Stati Uniti d\u2019America e cos\u00ec drammatico per l\u2019intera umanit\u00e0 non potevamo non raccoglierci assieme, tutti, in preghiera. Diceva il Papa questa mattina: \u201cIeri \u00e8 stato un giorno buio nella storia dell\u2019umanit\u00e0, un terribile affronto alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo\u201d. Il mondo intero, bloccato e incredulo davanti agli schermi televisivi, \u00e8 stato come scaraventato nell\u2019angoscia, sopraffatto dal turbamento, avvolto nelle spirali buie dalla paura precipitando nell\u2019insicurezza. Quanto stava accadendo era talmente assurdo da pensare di trovarci davanti ad scena irreale, come in un film. Era, invece, una atroce realt\u00e0. Come \u00e8 stato possibile? E non mi riferisco tanto al fallimento delle misure di sicurezza, ma al cuore dell\u2019uomo. Com\u2019\u00e8 possibile che possa giungere a tanto? Ancora una volta constatiamo che dal cuore dell\u2019uomo possono emergere disegni di inaudita ferocia che in un attimo riescono a sconvolgere il mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Di fronte a questo immane turbamento, mentre ogni certezza sembra sgretolarsi come le due torri di New York, abbiamo tutti ancor pi\u00f9 bisogno di sentire vicino a noi il Signore. Vorrei dire che abbiamo bisogno quasi di toccarlo con mano e, comunque \u00e8 necessario che le sue parole entrino dentro fin nel pi\u00f9 profondo del nostro cuore. \u201cVi lascio la pace, vi do la mia pace\u201d, ci dice questa sera il Signore mentre il turbamento persiste. Ges\u00f9 conosce bene il cuore degli uomini e la loro storia, per questo aggiunge subito: \u201cNon come la d\u00e0 il mondo, io la do a voi\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ed in effetti il mondo sembra non sapersi dare la pace. Avevamo sperato che il nuovo Millennio potesse iniziare sotto il segno della pace. C\u2019era chi aveva persino detto che la storia era finita, intendendo la storia di ieri con tutte le sue tragedie. E\u2019 bastato varcare la soglia del nuovo secolo, senza neppure finire l\u2019anno, che il mondo \u00e8 stato come prostrato dal male. Da ieri il mondo \u00e8 cambiato. Non \u00e8 pi\u00f9 quello dell\u2019altro ieri. Un po\u2019 come la tradizionale immagine di New York con le due torri. Quell\u2019immagine non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 scomparsa in un\u2019ora. La grande citt\u00e0 moderna, privata dei suoi simboli, \u00e8 ora orfana; orfana di migliaia e migliaia di uomini e di donne inghiottite dal Male, con la lettera maiuscola. Ges\u00f9 nel Vangelo parla del \u201cprincipe di questo mondo\u201d, di un principe che riesce a governare i cuori degli uomini, un principe oscuro che ha per\u00f2 ben chiaro il suo diabolico disegno. Ha calcolato tutto. Certo non si pu\u00f2 dire di questi assassini che \u201cnon sanno quello che fanno\u201d. Essi, questa volta, sapevano bene quel che stavano per fare. Sapevano che avrebbero ucciso migliaia di vite umane e che avrebbero lasciato migliaia di genitori senza figli, e migliaia di figli senza genitori e migliaia di famiglie senza pi\u00f9 familiari: una catena di lutti interminabile.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Quelle migliaia di morti ci appartengono, sono i nostri morti, come anche nostri sono i lutti. Ecco perch\u00e9 questa sera tutti ci stringiamo attorno al popolo degli Stati Uniti; ci stringiamo attorno alle famiglie colpite negli affetti pi\u00f9 cari, anche a quelle dei soccorritori, pi\u00f9 di quattrocento persone, che hanno perso la vita mentre portavano aiuto. Vorrei che le mura materne di questa cattedrale si allargassero, che traversassero l\u2019oceano per poter accogliere le migliaia di famiglie e i milioni di americani che cercano un conforto e una protezione. Appartiene a loro, oggi, il grido di Rachele il giorno della strage degli innocenti: \u201cUn grido \u00e8 stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perch\u00e9 non sono pi\u00f9\u201d (Mt 2, 18). S\u00ec, l\u2019America piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perch\u00e9 non sono pi\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Cosa possiamo fare noi di fronte a tale tragedia? Come possiamo consolare questo popolo? Forse poco o nulla. Ma quel che possiamo fare lo facciamo interamente. La nostra preghiera, il grido che eleviamo in alto verso il Signore, \u00e8 il modo con possiamo stare loro vicini. Vorrei dire che, se dal cielo \u00e8 venuta la tragedia, dal cielo, dalla preghiera comune, scende su di loro la consolazione. La preghiera raccorcia le distanze, unisce i cuori, dona forza, sprigiona energia di consolazione. Vogliamo accogliere le parole del salmo 23 ricordate dal Presidente degli Stati Uniti nel suo discorso alla nazione: \u201cAnche se cammino in una valle oscura, non vengo toccato dal male, perch\u00e9 Tu sei con me\u201d. Sono certo, la nostra preghiera traverser\u00e0 il mare e li raggiunger\u00e0. Ho inviato all\u2019arcivescovo di New York e all\u2019arcivescovo di Washington, oltre che ai due ambasciatori degli Stati Uniti, quello presso la Santa Sede e quello presso il Governo Italiano, un telegramma a nome di tutta la diocesi di Terni-Narni-Amelia, ed anche a nome vostro, comunicando questa nostra celebrazione liturgica in memoria delle vittime di questi atroci attentati. Oggi pomeriggio il Consiglio della Regione Umbra, la Conferenza Episcopale e le altre istituzioni hanno tenuto una riunione congiunta per esprimere la solidariet\u00e0 al popolo statunitense e mostrare lo sdegno di fronte a tale efferatezza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Care sorelle e cari fratelli, abbiamo fatto bene a raccoglierci. Abbiamo bisogno di tenerci uniti attorno al Signore. Siamo tutti pi\u00f9 fragili. Il mondo \u00e8 pi\u00f9 fragile. Anche l\u00e0 dove sembrava impossibile l\u2019attacco dell\u2019odio ha polverizzato in un attimo ogni sicurezza. Il male \u00e8 forte, ed \u00e8 assurdo. E l\u2019odio che cresce sempre pi\u00f9 rigoglioso nel terreno dell\u2019inimicizia distrugge ogni cosa, senza risparmiare nulla e nessuno. S\u00ec, se ce ne fosse stato ancora bisogno, abbiamo visto con i nostri occhi che un mondo che non riesce a sconfiggere l\u2019odio non funziona pi\u00f9. Per questo \u00e8 necessario evitare ogni minimo rischio di abituarsi alla violenza. E di violenza, gi\u00e0 prima di ieri, ce n\u2019era fin troppa nel mondo. Troppi uomini e troppe donne, anche nel nostro paese, sono come schiavi della velenosa spirale dell\u2019odio. Troppi uomini e troppe donne sono come schiacciati dalla violenza e dall\u2019indifferenza.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; TEXT-ALIGN: justify\">\u201cVi lascio la pace, vi do la mia pace\u201d. Abbiamo tutti bisogno della pace che il Signore dona e che vuole donare in abbondanza. E la pace del Signore significa amore, solidariet\u00e0, amicizia, consolazione, vicinanza, ricerca dell\u2019altro, perdono. S\u00ec, la pace \u00e8 anche perdono. E senza il perdono non c\u2019\u00e8 futuro nel mondo, perch\u00e9 vincer\u00e0 sempre l\u2019odio e la vendetta. Questa \u00e8 la pace di cui abbiamo bisogno. Questa pace noi invochiamo dal Signore perch\u00e9 la dia al mondo intero, perch\u00e9 la riversi sugli Stati Uniti e su tutti i popoli. A noi \u00e8 chiesto di essere costruttori di pace, operi di solidariet\u00e0, uomini e donne pronti al dialogo e all\u2019incontro. E dobbiamo esserlo subito, a partire da questa sera e iniziando dal nostro vicino. Se sapremo costruire la pace tra noi, troveremo anche il modo di aiutare chi \u00e8 lontano. La pace, in un mondo ormai divenuto un villaggio globale, o \u00e8 di tutti o di nessuno. Per questo, sorelle e fratelli, non possiamo non essere costruttori di pace. Il Signore ci conceda di vivere quella&nbsp; beatitudine altissima e umanissima: \u201cBeati gli operatori di pace, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli!\u201d <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo momento cos\u00ec tragico per gli Stati Uniti d\u2019America e cos\u00ec drammatico per l\u2019intera umanit\u00e0 non potevamo non raccoglierci assieme, tutti, in preghiera. Diceva il Papa questa mattina: \u201cIeri \u00e8 stato un giorno buio nella storia dell\u2019umanit\u00e0, un terribile affronto alla dignit\u00e0 dell\u2019uomo\u201d. 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