{"id":16683,"date":"2000-05-11T00:00:00","date_gmt":"2000-05-11T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/funerale-di-don-giovanni-zanellato.html"},"modified":"2013-05-16T23:59:22","modified_gmt":"2013-05-16T21:59:22","slug":"funerale-di-don-giovanni-zanellato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/funerale-di-don-giovanni-zanellato.html","title":{"rendered":"Funerale di don Giovanni Zanellato"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u201cIo, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione\u2026rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente che diceva: Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Caro Mons. Gualdrini, cari sacerdoti, care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">con queste parole l\u2019apostolo Giovanni, ormai alla fine della sua vita, inizia il libro dell\u2019Apocalisse. Le ho scelte per questa santa celebrazione perch\u00e9 penso che potrebbe ripeterle oggi a tutti noi anche don Giovanni che, dell\u2019apostolo che Ges\u00f9 amava, porta non solo il nome ma anche la predilezione. Anche questo nostro fratello carissimo, come l\u2019apostolo Giovanni, \u00e8 stato rapito in estasi nel giorno del Signore, ossia in questo tempo di Pasqua in cui celebriamo la vittoria della vita sulla morte, la vittoria della luce sul buio della notte. Se c\u2019\u00e8 un tempo nel quale con maggiore evidenza vediamo che la morte non ha l\u2019ultima parola sulla nostra vita \u00e8 proprio questo tempo. E il Signore Ges\u00f9, come prolungando la tenera scena del cenacolo quando Giovanni pos\u00f2 la sua testa sul petto del Maestro, continua a carezzarlo e a proteggerlo dagli assalti del male che da tempo martoriava don Giovanni e che tentava in ogni modo di sottrarlo alla vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La sua morte, care sorelle e fratelli, \u00e8 per noi una dolorosissima separazione, ma per lui \u00e8 un\u2019estasi, per lui \u00e8 essere rapito nel cielo e poter finalmente contemplare il volto del suo Signore, di quel Ges\u00f9 che egli ha amato e servito per tutta la vita. Abbiamo ascoltato le parole dell\u2019Apocalisse, che potremmo applicare a don Giovanni e alla sua morte: \u201cAppena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, mi disse: non temere! Io sono il Primo e l\u2019Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre\u201d. S\u00ec, queste parole dell\u2019apostolo le pu\u00f2 ripetere a noi dal cielo don Giovanni: \u201cIo ero morto, ma ora vivo per sempre\u201d. Il male, che da tempo lo teneva prigioniero, sembrava avesse vinto su questo nostro fratello, in verit\u00e0 il Signore Ges\u00f9 \u00e8 venuto ancora una volta sulle sponde della vita di don Giovanni e ancora una volta \u00e8 stato lui a chiamarlo perch\u00e9 dove era Lui stesse anche questo suo discepolo. Non aveva del resto detto \u201cVoglio che dove sono io siate anche voi\u201d? E don Giovanni ha riconosciuto la voce del maestro, quella voce che tanti anni addietro, come abbiamo ascoltato dal Vangelo, lo aveva chiamato sulle rive del lago, quand\u2019era ancora ragazzo a Padova. Fu allora che per la prima volta egli sent\u00ec la voce del maestro che lo chiamava: \u201cGiovanni, seguimi, ti far\u00f2 pescatore di uomini!\u201d Lo ascolt\u00f2 e, lasciate subito le sue reti e la sua vita di ragazzo spensierato, si mise a seguire Ges\u00f9. E da quel giorno ha sempre obbedito, sempre, ad ogni chiamata, soprattutto da quando quella chiamata si fece pi\u00f9 robusta e pi\u00f9 esaltante proprio qui a Terni quando venne ordinato sacerdote dal suo vescovo Mons. Dal Pr\u00e0. E in questa diocesi ha servito il Signore in tutta umilt\u00e0 ma con larghezza di cuore parroco a terni, a Piediluco, poi come rettore del seminario, e quindi il suo ministero lo ha portato a Collelicino, a Collescipoli, di nuovo a Narni e infine qui nella parrocchia di san Paolo divenuta crocevia di misericordia. Da quella prima chiamata in poi don Giovanni \u00e8 divenuto davvero un \u201cpescatore di uomini\u201d nella nostra diocesi. L\u2019ha percorsa a lungo e in ogni direzione, anche come Direttore della Commissione Missionaria Diocesana. Quante volte ha gettato le reti nel mare della vita per raccogliere chiunque avesse bisogno di aiuto e di conforto! Quante volte il suo cuore si \u00e8 allargato, anche a dismisura, perch\u00e9 nessuno di coloro che gli erano stati affidati andasse perduto! Quante volte, anche se pochi lo sanno, ha dovuto lottare con il male e la cattiveria perch\u00e9 non sommergessero con le loro onde i suoi figli e le sue figlie! Quante volte ha rivolto la sua preghiera per voi, cari fedeli di San Pietro! Suo era l\u2019anelito di Ges\u00f9 che non aveva dove posare il capo; sua era la compassione di Ges\u00f9 che si faceva tutto a tutti per non perdere nessuno. E questo sino alla fine della vita. Nel pomeriggio di marted\u00ec aveva terminato di preparare la celebrazione della prima comunione. \u201cVoglio farla io, anche da seduto\u201d, aveva detto alla fine. Poche ore dopo, don Giovanni ci ha lasciato. E\u2019 una perdita incolmabile per la nostra diocesi. Lo ricordo con tenerezza incredibile il giorno del mio ingresso in diocesi, quando in carrozzella \u00e8 voluto salire ugualmente in alto sull\u2019altare per darmi il suo abbraccio di pace. E nella settimana successiva, sempre sulla sedia, ma con il cuore senza confini, non ha mancato di raccomandarmi di raccogliere aiuti per i sacerdoti dell\u2019Eritrea. E l\u2019ho fatto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Caro don Giovanni non ci dimenticheremo di te, non ti dimenticheranno quelli che ti hanno conosciuto, quelli che hai amato, che hai custodito, quelli che hai fatto nascere alla fede con il battesimo, quelli che hai perdonato nel nome di Dio, quelli che hai nutrito con il pane eucaristico, quelli ai quali hai benedetto le nozze, quelli che hai consolato, quelli che hai aiutato. Tu oggi entri nel cielo. Questa santa liturgia \u00e8 per te la porta del paradiso. Hai voluto che i paramenti della celebrazione fossero bianchi, quelli della festa. E hai chiesto che anche le campane suonassero a festa, come ad annunciare al cielo che tu stai arrivando. S\u00ec, care sorelle e fratelli questa santa liturgia vuole come avvisare gli angeli e i santi del cielo perch\u00e9 si radunino su quella porta beata. E tu, caro don Giovanni, tra poco vedrai davanti a quella porta Ges\u00f9 che ti apre le sue braccia, assieme a Maria, madre anche tua, eppoi si fanno largo tra la folla tua mamma e tuo pap\u00e0 che finalmente possono riabbracciarti e assieme a mons. Dal Pr\u00e0 ci sono tutti coloro che hai accompagnato al cielo, tutti i poveri e i malati che hai consolato lungo gli anni della tua vita. S\u00ec, \u00e8 una folla innumerevole che si accalca per salutarti, per toccarti, per esprimerti tutta la loro festa. Per noi \u00e8 triste lasciarti, \u00e8 duro dirti addio. Per loro e per te \u00e8 una festa. Caro don Giovanni ricordati di noi dal cielo, di tua sorella Maria, che ti ha custodito con infinito affetto, di Giuseppe, l\u2019amico che volevi accanto a te; ricordati di tutti noi sacerdoti della tua cara diocesi di Terni, Narni e Amelia, perch\u00e9 possiamo avere il cuore largo come il tuo; di questa tua parrocchia che hai amato senza risparmiarti, perch\u00e9 continui a tenere sempre aperta la porta del cuore; e ricordati in particolare dei bambini che faranno al loro prima comunione perch\u00e9 ti sentano accanto come un amico che non cesser\u00e0 pi\u00f9 di accompagnarli nella loro vita. Ricordati di noi; preparaci un posto accanto a te, perch\u00e9 di certo saremo vicini a Dio.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Care sorelle e fratelli, sta scritto nel prologo del quarto Vangelo: \u201cVenne un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni\u201d. S\u00ec, \u00e8 venuto in mezzo a noi un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Grazie Signore per questo dono, per averci inviato don Giovanni, testimone del tuo amore e della tua misericordia senza limiti. Possa egli vivere la felicit\u00e0 senza fine e possa dal cielo continuare a riempire la nostra vita della sua misericordia e del suo amore.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cIo, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione\u2026rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente che diceva: Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese\u201d. Caro Mons. 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